crisi: Crolla il sistema impresa crotonese

I DATI SULLA DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE ARTIGIANE

I trimestre  2010

 L'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Crotone ha elaborato i dati relativi alle iscrizioni, cessazioni e variazioni delle imprese artigiane intervenute nel corso del primo trimestre del 2010 (Movimprese). Tali elaborazioni rientrano tra le diverse attività di analisi e studio messe in atto dall´ente camerale al fine di approfondire la conoscenza del sistema economico provinciale sia in chiave strutturale che congiunturale. I dati sulla demografia delle imprese, unitamente agli altri dati forniti nel corso dell'anno, consentono alle istituzioni operanti sul territorio di tastare il polso dell'economia locale e programmare idonei interventi per lo sviluppo della provincia.

Continuano a soffrire le imprese artigiane

Nel I trimestre 2010 si registra una diminuzione nello stock delle imprese artigiane che, con una perdita di 68 imprese, scendono a quota  3.534 imprese.

Le nuove iscrizioni (55) sono state inferiori al numero di cessazioni (122 - al netto delle cancellazioni di ufficio) ed hanno fatto registrare un tasso di sviluppo negativo dell’1,86%, uno dei valori peggiori a livello nazionale, ben lontano dalla flessione media registrata in Italia (-0,94%), che relega la nostra provincia in 97^ posizione nella relativa graduatoria nazionale.

 

Tav. 7 - Confronto tra il quarto trimestre 2009 ed il primo trimestre 2010 per stock di imprese artigiane registrate, attive, iscrizioni e cessazioni

IV trimestre 2009

Registrate

Attive

Iscritte

Cessate

3.602

3.551

63

51

I trimestre 2010

Registrate

Attive

Iscritte

Cessate

3.534

3.484

55

122

 

 

Andamento per settore di attività

In valore assoluto l’unico, seppure esiguo, saldo positivo del comparto artigiano si è registrato nel settore noleggio, agenzie di viaggio, servizi supporto alle imprese (+1 impresa). Saldi negativi, invece, per le costruzioni (-30 imprese), manifatturiero (-23 unità), attività dei servizi di alloggio e ristorazione (-5 unità), altre attività di servizi (-3 imprese) e agricoltura, silvicoltura e pesca (-3 unità), trasporto e magazzinaggio (-2 unità). Perdono un’impresa il settore del commercio ingrosso e dettaglio, riparazione autoveicoli e motocicli e quello delle attività professionali, scientifiche e tecniche.

 Tav. 8  -  Numero di imprese artigiane registrate e tasso di sviluppo per settore

 I trimestre 2010

Sezioni e divisioni attività

Stock

I trim 2010

Saldo

Tasso di sviluppo

Agricoltura, silvicoltura e pesca

24

-3

-12,5

Estrazione di minerali da cave e miniere

1

0

0,0

Attività manifatturiere

898

-23

-2,5

Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei  rifiuti e risanamento

7

0

0,0

Costruzioni

1.382

-30

-2,1

Commercio  ingr.e dett.; riparaz. veicoli e motocicli

294

-1

-0,3

Trasporti e magazzinaggio 

241

-2

-0,8

Attività dei servizi di alloggio e ristorazione

178

-5

-2,7

Servizi di informazione e comunicazione

15

0

0,0

Attività finanziarie ed assicurative

2

0

0,0

Attività professionali, scientifiche e tecniche

53

-1

-1,9

Noleggio, agenzie di viaggi e servizi di supporto alle imprese

51

1

2,0

Istruzione

8

0

0,0

Sanità e assistenza sociale

2

0

0,0

Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento

9

0

0,0

Altre attività di servizi

364

-3

-0,8

Imprese non classificate

5

0

0,0

TOTALE

3.534

-67

-1,86

 Il comparto artigiano è composto prevalentemente da imprese operanti nelle attività di tipo tradizionale ed in particolare il 39,1% delle imprese artigiane opera nel settore delle costruzioni, il 25,4% nel manifatturiero, il 10,3% nelle altre attività di servizi.

A seguire, l’8,3% opera nel commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazioni autoveicoli e motocicli, il 6,8% nel trasporto e magazzinaggio, il 5% nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione, l’1,5% nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, l’1,4% nel noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese.

Prossima allo zero, sul totale delle imprese artigiane, il peso dei restanti settori.

 Tav. 9 - Composizione del tessuto imprenditoriale artigiano per tipologia di attivitàI trimestre 2010

 

 

Andamento per forma giuridica

Tra le imprese artigiane la forma giuridica più diffusa è la ditta individuale che conta ben 3.069 imprese, in diminuzione rispetto all’ultima rilevazione del 2,2%.

L’unica forma giuridica a registrare un tasso di sviluppo positivo è quella delle società di capitali che aumentano di una unità per un tasso del 7,8%, mentre diminuiscono  le ditte individuali (-2,2%) e le società di persone (-1,3%).

 

 

Tav. 10 - Confronto tra le diverse forme giuridiche per stock di imprese registrate, numero di iscrizioni e cessazioni, tasso di sviluppo – I trimestre 2010

 

Forma giuridica

I trimestre 2010

Iscritte

Cessate

Tasso di sviluppo

Ditte individuali

3.069

41

109

-2,2

Società di persone

372

7

12

-1,3

Società di capitali

83

7

1

7,8

Altre forme

10

0

0

0,0

Totali

3.534

55

122

-1,86

 

Il sistema artigianale provinciale risulta composto per l’86,8% da ditte individuali, per il 10,5% da società di persone, per il 2,3% da società di capitali e per il restante 0,3% da imprese con altre forme giuridiche.

 

 

Tav. 11 -  Composizione del tessuto imprenditoriale artigiano per forma giuridica

I trimestre 2010

 

I dati completi sono disponibili sul sito web della Camera di Commercio di Crotone (www.kr.camcom.it) e sul sito della rete degli uffici Studi e Statistica camerali (www.starnet.unioncamere.it) alla sezione Territorio- Crotone).

 

 

I DATI SULLA DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE NEL I TRIMESTRE 2010

 L'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Crotone ha elaborato i dati relativi alle iscrizioni, cessazioni e variazioni di imprese intervenute nel corso del primo trimestre del 2010 (Movimprese). Tali elaborazioni rientrano tra le diverse attività di analisi e studio messe in atto dall´ente camerale al fine di approfondire la conoscenza del sistema economico provinciale sia in chiave strutturale che congiunturale. I dati sulla demografia delle imprese, unitamente agli altri dati forniti nel corso dell'anno, consentono alle istituzioni operanti sul territorio di tastare il polso dell'economia locale e programmare idonei interventi per lo sviluppo della provincia.

L’imprenditoria crotonese cede alla crisi: 277 imprese in meno e 42^ posizione a livello nazionale per tasso di crescita (-0,23%)

Preliminarmente è bene precisare che il saldo sulla nati-mortalità delle imprese relativo al primo trimestre di ogni anno risente dell’effetto delle cessazioni di imprese avvenute sul finire dell’anno, ma registrate formalmente nel mese di gennaio. Ciò è dovuto alla possibilità di denunciare la cessazione di impresa entro trenta giorni dal verificarsi dell’evento, con conseguente contabilizzazione delle stesse il mese successivo a quello di riferimento. Ne consegue un bilancio del primo trimestre con valori sempre contenuti o addirittura, come per questa rilevazione che risente anche della crisi in atto, con valori negativi.

Secondo le ultime rilevazioni Movimprese di Infocamere, infatti, l’imprenditoria crotonese risente della crisi perdendo nel primo trimestre 2010 ben 277 imprese. Da gennaio a marzo, a fronte di 415 nuove iscrizioni, sono state denunciate 456 cessazioni (al netto di quelle d’ufficio) che hanno portato lo stock complessivo di imprese a 17.692, in diminuzione, rispetto alla fine di dicembre, dello 0,23%.

 Nel confronto con le altre province italiane, Crotone si colloca in 42ma posizione per tasso di crescita trimestrale e reagisce meglio rispetto alla media nazionale (-0,27%) grazie all’elevato tasso di natalità (2,3%) che compensa in parte l’elevato tasso di mortalità (2,5%).

 Tav. 1 - Confronto tra il quarto trimestre 2009 ed il primo trimestre 2010 per stock di imprese registrate, attive, iscrizioni e cessazioni

IV trimestre 2009

Registrate

Attive

Iscritte

Cessate

 

17.969

15.917

269

255

 

I trimestre 2010

Registrate

Attive

Iscritte

Cessate

 

17.692

15.616

415

456

 

 

Tav. 2 - Confronto tra il quarto trimestre 2009 ed il primo trimestre 2010 per tasso di natalità, mortalità e sviluppo

Tasso di natalità

Tasso di mortalità

Tasso di sviluppo

IV trimestre 2009

1,5

1,9

-0,44

I trimestre 2010

2,3

2,5

-0,23

  

Andamento per settore di attività

Analizzando i dati in valore assoluto, si rileva un aumento significativo del numero di imprese non classificate, ossia di imprese che non hanno ancora denunciato l’inizio attività o alle quali non è stato ancora assegnato il codice attività, che crescono di 93 unità rispetto all’ultimo trimestre. Positivo, benché esiguo in valore assoluto, anche il saldo relativo ai servizi di informazione e comunicazione (+4 imprese), al noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese (+2 imprese) e alle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (+2 imprese).

In netta diminuzione, invece, il numero di imprese dell’agricoltura, caccia e silvicoltura (-55 unità), costruzioni (-28 unità); manifatturiero (-21 imprese), commercio all’ingrosso e dettaglio, riparazioni autoveicoli e motocicli (-17 unità), trasporto e magazzinaggio (-10 unità); attività dei servizi di alloggio e ristorazione (-6 unità). Restano pressoché stabili i restanti settori.

Tav. 3 - Numero di imprese registrate e tasso di sviluppo per settore
Stock I trimestre 2010

Sezioni e divisioni attività

Stock

I trim 2010

Saldo al netto delle cancellazioni d’ufficio

Tasso di sviluppo

Agricoltura, silvicoltura e pesca

5.079

-55

-1,06

Estrazione di minerali da cave e miniere

15

0

0,00

Attività manifatturiere

1.439

-21

-1,44

Fornit. Energia elett., gas, vapore e aria condiz.

12

-1

-8,33

Fornit. Acqua; reti fognarie, att. Gest. Rifiuti e risanam.

39

0

0,00

Costruzioni

2.390

-28

-1,15

Comm. Ingr. e dett.; riparaz. Autoveicoli e motocicli

4.303

-17

-0,39

Trasporto e magazzinaggio

495

-10

-1,93

Attività dei servizi di alloggio e ristorazione

892

-6

-0,66

Servizi di informazione e comunicazione

230

4

1,79

Attività finanziarie e assicurative

179

0

0,00

Attività immobiliari

122

0

0,00

Attività professionali, scientifiche e tecniche

234

-2

-0,86

Noleggio, agenzie viaggio, servizi alle imprese

222

2

0,88

Istruzione

62

-1

-1,61

Sanità e assistenza sociale

80

0

0,00

Attività artistiche, sportive, di intratt. e divertimento

92

2

2,22

Altre attività di servizi

414

-1

-0,24

Imprese non classificate

1.393

93

6,81

TOTALE

17.692

-41

-0,23

La composizione del tessuto economico provinciale è, in linea di massima, invariata: i settori predominanti sono l’agricoltura, caccia e silvicoltura, che racchiude il 28,7% delle imprese crotonesi, il commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazioni autoveicoli e motocicli (24,3%), le costruzioni (13,5%) ed il manifatturiero (8,1%). Più contenuta invece, rispetto al totale delle imprese registrate, la presenza di imprese operanti nei servizi di alloggio e ristorazione (5,0%), trasporto e magazzinaggio (2,8%), servizi di informazione e comunicazione (1,3%), attività professionali, scientifiche e tecniche (1,3%), noleggio, agenzie di viaggio, servizi supporto alle imprese (1,3%), attività finanziarie e assicurative (1,0%). Irrilevante il peso percentuale dei restanti settori.

 

Tav. 4 Composizione del tessuto imprenditoriale per tipologia di attività

I trimestre 2010

 

 

 Andamento per forma giuridica

È la ditta individuale, la forma giuridica predominante nel quadro economico della provincia che, al I trimestre 2010, conta 12.687 imprese, anche se in flessione dello 0,8% rispetto all'ultima rilevazione (13.031).

Ancora una volta, il tasso di sviluppo più significativo è ascrivibile alle società di capitali (+1,8%) con 2.235 unità, seguite dalle società di persone (+1,3%) con 1.980 imprese. In lieve incremento anche le imprese con altra forma giuridica che raggiungono quota 790 (+0,1%).

 

Tav. 5 - Confronto tra le diverse forme giuridiche per stock di imprese registrate, numero di iscrizioni e cessazioni, tasso di sviluppo – I trimestre 2010

 

Forma giuridica

Stock

I trimestre 2010

Iscritte

Cessate

Tasso di sviluppo

Ditte individuali

12.687

283

390

-0,8

Società di persone

1.980

58

33

1,3

Società di capitali

2.235

62

22

1,8

Altre forme

790

12

11

0,1

Totale

17.692

415

456

-0,23

 

 

La composizione del tessuto economico provinciale risulta pertanto rappresentata per il 71,7% da ditte individuali, per il 12,6% da società di capitali, per l’11,2% da società di persone e per il restante 4,5% da imprese con altra forma giuridica.

 

 

Tav. 6 - Composizione del tessuto imprenditoriale per forma giuridica

I trimestre 2010

 

 

**************

 

L’istantanea sull’economia del territorio scattata dal rapporto annuale della Camera di commercio. In picchiata anche il Pil procapite (-2,2%)

 

“Polos”: l’occupazione cala, ma c’è ottimismo

 

Scendono di oltre 22 punti percentuali rispetto la media nazionale gli occupati in provincia

 

Occupazione in picchiata nella provincia di Crotone: ben 22 punti percentuali in meno rispetto la media nazionale. Eccola l’ennesima fotografia allarmante, ove ve ne fosse ancora bisogno, dell’andamento economico in provincia di Crotone.

Il calo vertiginoso sull’occupazionale è solo uno dei tanti fattori negativi che emergono dalla XIV edizione di “Polos”, il rapporto annuale sull’andamento socio-economico del territorio stilato dalla locale Camera di commercio.

L’anili economica è stata presentata ieri mattina presso la nuova sede di via Antonio De Curtis. Oltre al presidente della Cciaa, Roberto Salerno, e al segretario generale Donatella Romeo; sono intervenuti alla presentazione di Polos il prefetto Vincenzo Panico, l’arcivescovo Domenico Graziani, il presidente della Provincia Stano Zurlo e l’assessore comunale Domenico Mazza. Ha moderato invece il dibattito il direttore del “Quotidiano della Calabria” Matteo Cosenza.

Nuove tegole cadono dunque sulla già martoriata economia della provincia ionica secondo quanto ricavato dall’elaborazione statistica effettuata dalla Cciaa .

L’occupazione cala del -1,8% relegando il territorio all’ultimo posto della classifica regionale; scende il pil procapite (-2,2%) fermo ad appena 15mila euro (il terzultimo delle province italiane); subiscono una brusca frenata le esportazioni (-36,6%) praticamente assenti sui mercati internazionali; e si segnala un aumento esponenziale del monte ore di Cassa integrazione ordinaria (+98,5%) e straordinaria (+173%).

In questo contesto, ovviamente, monta anche la sfiducia dei cittadini. Il meno 1,4% registrato sul tasso di disoccupazione non è infatti un segnale di riduzione del fenomeno; bensì una chiara indicazione di scetticismo della popolazione che porta i potenziali lavoratori a non segnalare la propria posizione presso il centro per l’impiego.

Ma “Polos” accende la spia anche su un altro e più preoccupante fenomeno dell’economia locale: il sommerso. Sebbene, infatti, calino i maggiori indici di crescita; nel corso dell’annata precedente, fanno invece segnare un saldo positivo i patrimoni (+0,3%, pari a 14.045 milioni di euro di ricchezza complessiva) e i consumi (con 2 miliardi e 127 milioni spesi in provincia). 

In pratica, a Crotone, si consuma più di quanto si guadagna e il tutto lascia inalterato il conto in banca: i depositi sono infatti aumentati dello 0,5%. Il reddito procapite della famiglie crotonesi, nel 2008, ha fatto registrare un incremento dell’1,2% che porta a 12.197 euro la cifra annua spendibile per i consumi.

“Un segnale – ha commentato il segretario generale della Cciaa Donatella Romeo - che il costo del lavoro è alto e le imprese preferiscono non fare emergere una parte della loro attività”.

A trainare l’economia del territorio è come sempre il settore dell’agricoltura, seguito dal commercio e dall’edilizia. La composizione del cosiddetto “valore aggiunto” pone una spiccata vocazione del territorio per il Terziario (che costituisce il 75% dell’economia locale); seguito da un raddoppio dell’Agricoltura (+5,8%) e da un considerevole sviluppo per l’Artigianato (+5,6%).  

Il turismo cala di ben 6,5% punti percentuali, ma la relativa spesa dei visitatori rilasciata sul territorio, nel 2008, è triplicata.

Ancora una volta la demografia delle imprese fa registrare un saldo positivo (+0,92%) e pone la nostra provincia al 14° posto nella graduatoria nazionale con 17.969 aziende regolarmente registrate. Sullo sfondo, restano però sempre i problemi legati all’accesso al credito.

"Legalita' e sviluppo devono procedere parallelamente – è il commento del prefetto Vincenzo Panico nel ricordare il riutilizzo dei terreni confiscati alle cosche - L'altra questione importante e' quella del credito, perche' sono aumentati i depositi ma diminuiti gli impieghi, ecco perche' mediante l'Osservatorio sul credito auspichiamo di intervenire su tale criticità".

"Bisogna continuare a coltivare i sogni ma con la consapevolezza dei 'segni' e con la consapevolezza della realtà - ha affermato monsignor Graziani - Qui ci sono grandi potenzialita' inespresse e c'e' anche una sorprendente vitalita' da cui e' possibile ripartire". Dura la relazione letta dal presidente della Camera di commercio di Crotone Fortunato Roberto Salerno che tuttavia vede degli spiragli.

"L'ultimo anno ha visto aumentare il numero delle imprese iscritte - ha spiegato Salerno - Altro dato positivo viene dall'agricoltura poiche' tra i principali prodotti crotonesi esportati nel 2009 risultano essere legati proprio a tale settore e, infine, dal turismo che ha visto un forte aumento della spesa dei turisti stranieri sul territorio".

"Questi dati - ha detto ancora Salerno - ci confortano ma, soprattutto, ci motivano a perseguire sulle strade individuate, anche se possono sembrare delle strade difficili e rischiose. Basti pensare all'ambiente: e' necessario smaltire i rifiuti della bonifica, ma non possiamo in nessun modo ammettere che si facciano le discariche ai confini con i terreni delle imprese agroalimentari. Vanno studiate soluzioni diverse che non peggiorino le criticita' del nostro territorio. Inoltre, altri due temi fondamentali sono quello della sicurezza, su cui e' necessario insistere, e quello delle infrastrutture e penso all'aeroporto ma anche alla necessita' di accelerare la costituzione della societa' di gestione del porto per favorire un impiego turistico di tale importantissima infrastruttura".

A presentare i principali indicatori socio-economici della provincia e' stata Donatella Romeo, Segretario generale dell'Ente camerale, la quale ha dato una connotazione ottimistica ai dati letti: "Si conferma per il 2009 un grande dinamismo imprenditoriale, con un risultato molto positivo che ci pone nella parte alta delle classifiche per tasso di crescita e che ci fa sfiorare la soglia delle 18.000 imprese registrate. Inoltre, si rileva un consolidamento delle imprese, che prediligono sempre piu' la forma di societa' di capitale - ha spiegato la Romeo - Altri due dati positivi da cui partire sono quelli relativi all'agricoltura, settore che, nell'ultimo anno rilevato, ha raddoppiato in provincia di Crotone il proprio valore aggiunto, ed al turismo che, nonostante una lieve diminuzione degli arrivi e delle presenze, ha fatto registrare un notevole aumento della spesa dei turisti stranieri nella nostra provincia, triplicata rispetto al 2008".