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Lavoro: mentre in Italia è in calo la Cig a Crotone si è registrato l’aumento  piu' alto (+596,1%).  

 

La cassa integrazione inizia il 2012 con un calo significativo, segnale di "una progressiva transizione verso la disoccupazione". Le 54.981.196 ore registrate a gennaio segnano un discesa sul mese precedente del -9,58% mentre sullo stesso mese dell'anno scorso la flessione e' stata dell'8,46%. Numeri che nascondono 312 mila lavoratori coinvolti nei processi di cassa, con un taglio netto del reddito per circa 211 milioni di euro, pari a circa 675 euro per ogni singolo lavoratore. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell'Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale nel rapporto di gennaio.


   "Una situazione che non consente ottimismi in un paese entrato nell'incubo della recessione", rileva il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, dalla lettura dei dati. Secondo il sindacalista, infatti, "alla riduzione della cassa c'e' un contestuale aumento del livello di disoccupazione e di mobilita', cosi' come il calo di quella in deroga e' il segno della conclusione o della mancata approvazione dei finanziamenti delle regioni". Siamo in "piena emergenza", aggiunge, per questo "dobbiamo occuparci delle criticita' dettate dalla crisi: dal garantire gli strumenti di tutela al dare risposta agli oltre 70 mila 'esodati' che si trovano in una situazione disperata: senza lavoro, senza pensione e senza futuro".

 

Nel dettaglio dell'analisi della Cgil, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria (cigo) frena a gennaio la sua riduzione e si attesta a un -1,41% sul mese precedente per un monte pari a 20.298.430. Sullo stesso mese del 2010 invece si registra un aumento del +11,08%. "Nella maggioranza dei settori - spiega il rapporto - torna ad aumentare la cigo e c'e' da attendersi, molto probabilmente, un'impennata di questo strumento nel mese di febbraio in considerazione del maltempo che ha bloccato il Paese".


   Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria (cigs) le ore registrate a gennaio sono 21.401.025 per un -9,14% su dicembre mentre la riduzione tendenziale e' del -9,92%. Infine la cassa integrazione in deroga (cigd) con le sue 13.281.741 ore di gennaio diminuisce sul mese precedente del -22,94% e del -26,34% sullo stesso mese del 2011. Tra i settori con il maggiore volume di ricorso alla cigd c'e' il commercio con 4.232.197 ore, seguito dal settore meccanico con 3.041.325. Le regioni maggiormente esposte con la cassa in deroga in questo inizio d'anno sono il Veneto con 2.573.303 ore, la Lombardia con 2.085.739 ore e l'Emilia Romagna con 1.372.578 ore.

 

Le regioni del nord si segnalano ancora una volta per il ricorso piu' alto alla cassa integrazione. Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate a gennaio c'e' la Lombardia con 13.540.763 ore che corrispondono a 76.936 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Veneto con 7.224.165 ore di cig autorizzate per 41.046 lavoratori e il Piemonte con 7.210.557 ore per 40.969 persone. Nelle regioni del centro c'e' il Lazio con 4.031.062 ore che coinvolgono 22.904 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno e' la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 3.287.231 ore per 18.677 lavoratori.


   E' la meccanica il settore in cui si conta il ricorso piu' alto alla cassa integrazione. Sul totale delle ore registrate a gennaio, pesa per 18.417.935, coinvolgendo 104.647 lavoratori. Segue il commercio con 5.211.017 ore per 29.608 lavoratori e l'edilizia con 4.813.942 ore e 27.352 persone.


   A gennaio, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioe' al 50% del tempo lavorabile globale (2 settimane), sono coinvolti 624.786 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 4 settimane lavorative, si determina un'assenza completa dall'attivita' produttiva per 312.393 lavoratori, di cui 121 mila in cigs e 75 mila in cigd. Continua cosi' a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig hanno perso nel loro reddito 210.800.000 euro, pari a 675 euro per ciascuno. (AGI)

 

 

Lavoro: Uil, nel 2012 per cig si prevede spesa di 5,2 miliardi

 

Con il Pil in calo per il 2012 si prevede una spesa per la Cassa Integrazione di 5,2 miliardi di euro, di cui 1,3 per la Cassa in deroga. E' quanto sostiene la Uil che ha pubblicato oggi uno studio sull'ammortizzatore sociale. "Grazie alle proposte e alla forte azione del Sindacato - si legge in una nota -, il Governo sembra convergere sulla necessita' di consolidare, almeno per i prossimi due anni, l'attuale sistema degli ammortizzatori sociali a partire dalle tre tipologie di Cassa Integrazione". Dei 5,2 miliardi, precisa Guglielmo Loy, segretario confederale, "non e' tutta a carico dello Stato poiche' i contributi di imprese e lavoratori coprono il 76% della spesa (3,9 miliardi di euro). Ad assorbire la quasi totalita' del contributo statale, per circa 1,3 miliardi di euro, e' la cassa in deroga". Gennaio 2012 e' stato il quarto mese consecutivo in cui si e' registrata una flessione delle ore di cassa integrazione richieste dalle aziende. In questo mese, infatti, le ore autorizzate di cassa integrazione sono state 55 milioni, subendo una consistente riduzione del 26,7% rispetto all'ultimo mese del 2011. Il mese di gennaio e', dunque, uno dei mesi con il minor numero di ore autorizzate dall'inizio della crisi. "Nonostante cio' - afferma ancora Loy - ci troviamo ancora in presenza di una troppo vasta platea di unita' di lavoro potenzialmente coinvolte e a rischio (323 mila)".

 

La forte riduzione delle richieste di Cassa Integrazione Straordinaria (-34,7%) e in Deroga (-33%), nel mese di gennaio rispetto a dicembre dello scorso anno ha segnalato rispettivamente, da una parte, la riduzione del numero di aziende che rischiano di entrare in una fase di crisi piu' strutturale e, dall'altra, una riduzione del bacino di piccole imprese in difficolta'. Importante anche la flessione delle richieste di Cassa Integrazione Ordinaria (-9,5%), che sembra evidenziare una riduzione del bacino delle imprese in crisi. La diminuzione delle ore autorizzate (sempre nello stesso periodo preso a riferimento) ha investito principalmente il Mezzogiorno (-44,3%), seguito dal Centro (-25,3%) e dal Nord (-18,7%). Sette Regioni hanno registrato un aumento significativo della cassa integrazione: tra queste si segnalano Valle d'Aosta (+186,3%), Trentino (+100%), Basilicata (+61,9 %), Calabria (+33,5 %). La Lombardia rimane la regione in assoluto con il maggior numero di ore richieste dalle aziende (13,5 milioni). Nel calo generale e' emerso, pero', l'aumento della cassa integrazione in 37 Province. Si e' registrato il picco piu' alto a Crotone (+596,1%), seguita dalle province di Imperia (+ 461%), Verbania (+ 218%), Reggio Emilia (+156%) e Terni (+141 %), mentre Torino con i suoi 3,8 milioni di ore, si e' confermato il territorio con il maggior numero di ore autorizzate.



 

La Cassa Integrazione in Deroga, con un bacino di oltre 78 mila lavoratori e per un totale di circa 13,2 milioni di ore autorizzate, e' aumentata in cinque Regioni e nelle due Province Autonome, ma e' sicuramente Bolzano il territorio con il maggior aumento (+676,6%), mentre e' il Veneto la Regione con il piu' alto numero di richieste (2,6 milioni di ore). Dal punto di vista "settoriale" il segmento produttivo con piu' richieste si conferma l'industria (41 milioni di ore). Il ricorso alla cassa integrazione ha subito, comunque, una flessione in tutti i settori: nel commercio scende del 41,3%, nell'industria del 25,7%, nell'edilizia del 22,8% e nell'artigianato del 17,6%. "Non puo' certamente sottovalutarsi - conclude Guglielmo Loy - la conferma di un trend che vede costantemente in calo il numero delle ore mensili di cassa integrazione autorizzate. Prima di considerare questo un positivo elemento strutturale, si dovra' verificare se una parte dei lavoratori coinvolti stia scivolando verso la disoccupazione. La possibile decrescita del Pil, pero', potrebbe far risalire di nuovo le richieste di Cassa Integrazione e le risposte non potranno che, ancor di piu', partire dal tema della crescita e del sostegno all'economia reale. Tema questo forse piu' decisivo della stessa riforma del mercato del lavoro. (AGI)

 

Lavoratori in manisfestazione

 

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