Satira
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Cronaca in versi
Io punto il dito
Questa che scrivo non so cosa sia non è filastrocca non è poesia, parole che spuntano sulla bocca di cui qualcuna è pure sciocca,
e non parlando italiano perfetto qualche altra mi esce in dialetto, ma v’assicuro e questo lo giuro le cose le dico a muso duro.
Anche se ciò, è, certo, non bello, ma parlo chiaro senza tranello, e siccome m’han ‘ndispettito su molti di loro io punto il dito.
Di qualche equino sento i nitriti: è la pupilla di Scopelliti, che, armata di spada e di corazza, non si dimostra cavalla di razza.
Di chi io parlo non s’è capito? Ora la mostro puntando il dito, guardate bene: è la bionda Dorina in compagnia della mammina,
che chiede il voto, secco e sicuro, solo a quelli che pensan al futuro, perché se pensano al suo passato maledicono il voto a lei dato.
Ma non voglio parlar sol di lei certamente meschino sarei per questo faccio un giro sul corso tenendoli stretti di briglia e di morso.
C’è don Pasquale, il gran Senatore, che con le pecore s’è fatto onore e per avere supporto in Consiglio s’era portato il nipote oltre al figlio.
Non si rassegna e torna all’attacco e i crotonesi li vuole nel sacco, ma chiede il voto senza ritegno con un dire privo d’impegno,
e vedendosi proprio ignorato “Il vostro sindaco è ritornato” è pronto a dire, con fare lesto, spuntando fuori d’ un manifesto.
Peppino Vallone, sindaco uscente, è tosto pronto con fare suadente e pur mostrando una gran flemma fra tutti quanti è proprio una gemma.
Più di qualcuno ha perso la testa per la vittoria e pronto a far festa, ma il desiderio non sarà esaudito gli mostreranno il medio, di dito.
Su tutti quelli che son candidati alcuni versi l’avrei pur sprecati ma sono certo di perder la rima perché disgustato or più di prima.
Qualcuno già grida è una disdetta qui la Destra mi par maledetta, l’uno con l’altro si fan lo sgambetto a flagellarsi lor trovan diletto.
Ora concludo, lo spazio è finito, ma di tornar ho già colto l’invito perciò son pronto a verseggiare, nel prossimo numero, continuare.
Don Pedro de Toledo
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