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Costituente ecologista: una buona notizia per gli ambientalisti e la politica italiana

 

L’avvio della Costituente Ecologista, annunciata giorni fa con un appello firmato da oltre cento ambientalisti, intellettuali, imprenditori di altissimo livello, è finalmente una  bella notizia della politica italiana altrimenti soffocata dal gossip più becero e vergognoso degli ultimi anni. I Verdi hanno quindi fatto il grande passo ed abbandonano il loro assett di partitino dell’estrema sinistra e si sciolgono per la costituzione di un nuovo soggetto politico ecologista e trasversale, sulla falsariga dei Verdi francesi e tedeschi. A questo proposito risulta importante il messaggio e l’augurio del leader degli ecologisti europei Daniel Cohn-Bendit  alla Costituente Ecologista italiana.

Tra i firmatari dell’appello ’Io cambio’ ci sono volti noti della televisione e dello spettacolo come Mario Tozzi, Luca Mercalli, Francesca Comencini, Giobbe Covatta, personalità del mondo ambientalista come il presidente del Wwf Stefano Leoni, il vicepresidente di Italia Nostra Nicola Caracciolo, storici ex parlamentari e dirigenti dei Verdi come Massimo Scalia, Gianfranco Bettin e Marco Boato, intellettuali come Paolo Berdini, Loretta Napoleoni, Riccardo Petrella. C’è anche un Agnelli: Lupo Rattazzi, figlio di Susanna e nipote dell’avvocato.

Un punto di riferimento postideologico per gli ambientalisti di tutte le estrazioni ed un forte monito a tutte le forze politiche tradizionali ed in particolare al Pd che spesso risulta fermo, immobile, autistico e catatonico di fronte a tutto ciò che si muove nella società e che non riesce ad attrarre consensi nonostante la crisi profonda che sta vivendo il centrodestra. Purtroppo, ad oggi, dobbiamo registrare l’emarginazione degli ecologisti nel partito democratico, vissuti come un corpo estraneo, quando non con manifesta ostilità da parte degli attuali dirigenti. Continuando di questo passo non è difficile prevedere la confluenza nella Costituente Ecologista di gran parte dei leader ambientalisti e degli elettori che avevano creduto che il  PD potesse dare concretezza e forza alla realizzazione di politiche coerenti ed innovative nel segno della riconversione ecologica dell’economia e della società.

Francesco Zurlo