
Alessandro De Santis, dalla boxe al commercio della frutta e verdura con la stessa passione
di Giuseppe Livadoti

Alessandro De Santis in due match memorabili

Alessandro De Santis oggi nel suo negozio di frutta e verdura
Passare per Piazza Messina a Crotone e trovarsi nelle vicinanze del negozio di frutta e verdura, gestito da Alessandro De Santis, ti viene la voglia di fermarti per osservare con quanta cura ed igiene sono esposti i prodotti. Sembra ammirare la vetrina di una boutique che espone merce esclusiva e firmata. Difficilmente si va oltre il negozio senza entrare e comprare qualcosa. Entrati non si rimane delusi per la cortesia che Alessandro riserva a chi gli chiede qualcosa.
Ma chi è Alessandro e cosa ha fatto in giovane età che gestisce con tanta passione il negozio? Da giovane è stato un pugile conosciuto a livello Nazionale e Mondiale per aver combattuto per il titolo italiano e per i mondiali militari in Tailandia, nella categoria peso gallo chilogrammi 53.500, conquistando la medaglia di bronzo.
La scuderia di cui faceva parte la Gresta che comprendeva anche Parisi e Rosi.
Otto volte ha combattuto per il Titolo Italiano. Il primo incontro che gli ha aperto la via per la conquista del tricolore, nel 1987 contro Belcastro, a Villa Ricca (Napoli) conclusosi in parità. Un anno dopo, 1988, la svolta che lo ha messo all’attenzione Nazionale conquistando il Titolo contro Picardi, poi difeso in occasione della rivincita a Crotone. Un incontro giudicato dagli esperti ad alto livello tecnico per come ha combattuto Alessandro. Poi altri tre incontri con Picardi di cui uno a Napoli e l’altro a San Pellegrino Terme dove ha dovuto cedere il Titolo dopo aver combattuto un match che, a giudicare dal commentatore di allora, Gianni Minà, meritava la vittoria. Il 1990, Alessandro si riprende il Titolo Italiano battendo il detentore Cirelli a Brescia e conservandolo fino al 1991 quando ha incrociato i guantoni con Lupini a Livorno.
Dopo quest’ultimo incontro Alessandro decide di non interessarsi più di boxe rinunciando, anche, a fare l’allenatore. Ha preferito chiudere definitivamente con uno sport che gli ha procurato per alcuni anni notorietà e soddisfazioni. E con la stessa passione con cui ha fatto sport si è dedicato all’attuale attività.
Quando gli abbiamo domandato perché non è rimasto nel mondo della boxe ha risposto: “nella vita c’è sempre un secondo tempo che deve essere giocato con la stessa intensità del primo. Io oltre alla boxe non sapevo fare altro se non quello del fruttivendolo, ha ripreso a farlo e spero nel modo migliore”. A chiedergli quale pugile ammira in questi ultimi anni: “I fratelli Loriga, Tobia e Stefano che tante soddisfazioni hanno dato e continuano a dare ai crotonesi, anche se costretti ad emigrare per trovare una palestra adeguata alle loro esigenze”.