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I portici di Crotone

 

I portici di Crotone

 

La Giunta Municipale di  Crotone, in data 21 dicembre 1959, si riuniva sotto la presidenza del Sindaco Corigliano per ratificare la maggiore entrata di lire 12.000.000, riveniente dall’imposta ICAP degli anni 1958 e precedenti, da destinare al finanziamento del progetto di sistemazione dei portici, realizzati nel 1867, prospicienti via Vittoria, piazza Pitagora, viale Regina Margherita e via Poggioreale.

 

Il progetto prevedeva, tra l’altro, la pavimentazione in mattonelle di grès della passeggiata  dei portici stessi, l’applicazione di lastre in pietra di Trani, lucidate e messe in opera tra una colonna e l’altra, il rivestimento delle colonne con marmi e un plafond all’interno dei portici. A seguito di licitazione privata la spesa prevista ammontava esattamente alla maggiore entrata dell’imposta ICAP anzidetta. Vista l’urgenza dei lavori, il Consiglio Municipale approvava all’unanimità il progetto redatto dall’Ufficio Tecnico Comunale, dopo che l’Ufficio del Genio Civile di Catanzaro ebbe espresso parere favorevole sulla linea tecnica, con la sola riserva di ridurre l’importo da liquidare alla ditta appaltatrice da lire 12.000.000 a lire 11.901.000. In data 14.5.1960 il Consiglio Comunale, vista la deliberazione della Giunta Municipale del 3.3.1960, ratificava il progetto per l’importo totale di lire 11.901.000 sui 12.000.000 previsti in origine.

 

La ditta appaltatrice dette subito corso ai lavori e in questa occasioni le pregevoli 22 colonne neodoriche vennero martellate, scalpellate e chiuse dentro pilastri quadrati con lastroni di marmo sostenuti in loco da ramponi in ferro battuto. Non fu pensato ad un adeguato restauro architettonico, nè si fece ricorso alle nuove tecnologie di consolidamento, nè fu studiato un tipo di materiale all’avanguardia per quei tempi. Più nulla restava del magnifico Agorà, più arcaico che jonico, simbolo dei Crotoniati della Graecia Major.

 

Sicuramente il primo cittadino di oggi non avrebbe permesso tale scempio. Per porre rimedio alla distruzione di un pezzo così importante del patrimonio architettonico della città e per dissipare il malcontento venutosi a creare tra i cultori della nostra storia, la Giunta Municipale, riunitasi il 19 ottobre 1984 sotto la presidenza del Sindaco dott. Carlo Napoli, così si pronunciava: “Premesso che l’Amministrazione Comunale, avendo in animo di provvedere alla rimozione dell’attuale rivestimento in lastre di marmo del colonnato inerente le piazze e le vie Pitagora, Vittoria, Poggioreale e Regina Margherita di questa città, e ciò in considerazione dell’accertata esigenza di una più efficace tutela del patrimonio culturale cittadino, di cui gli antichi colonnati neodorici a portici rivestono notevole importanza storica ed artistica; con delibera n° 901 del 19.8.1984 ha affidato alla ditta locale Manica e Calabretta  l’esecuzione dei lavori di accertamento dello stato di conservazione di una sola delle colonne, prescelta dall’Ufficio Tecnico Comunale; ritenuto opportuno e indispensabile effettuare anche un accertamento da parte di un professionista qualificato per il recupero architettonico dei colonnati di che trattasi.

 

Vista la legge comunale e provinciale; assumendo per l’urgenza i poteri del Consiglio; ad unanimità di voti espressi come per legge dagli aventi diritto; delibera: si affida al Prof. Ing. Luigi Ascione, titolare della Cattedra di Scienze delle costruzioni del Dipartimento di strutture dell’Università della Calabria, l’incarico relativo agli accertamenti tecnici per il recupero statico-architettonico dei colonnati di piazza Pitagora, via Vittoria, via Poggioreale e viale Regina Margherita di questa città”.

 

Il 30 gennaio 1985 la Giunta Municipale, riunitasi sotto la presidenza del Sindaco Dott. Visconte Frontera, deliberava  quanto segue: “Integrare la propria precedente deliberazione n° 1119 del 19.10.1984 nel senso che, fermo restando quanto in essa contenuto, allo stesso Prof. Ing. Luigi Ascione viene conferito l’incarico che, oltre ad indicare le modalità per il restauro del solo colonnato, onde consentire il recupero statico-architettonico dello stesso, venga redatto regolare preventivo di spesa per i lavori relativi”.

 

Dopo breve tempo Ascione consegnava la relazione sugli interventi che bisognava operare per il recupero statico-architettonico del colonnato e la specifica della spesa occorrente per il ripristino della funzionalità del colonnato. In base a quanto espresso dal professionista, la Giunta Municipale, riunitasi nuovamente il 5 aprile 1985 sotto la presidenza del Sindaco Frontera, così deliberava: “Considerato che occorre porre un intervento di risanamento per il recupero statico ed architettonico del colonnato che ci occupa; visto il progetto redatto dal Prof. Ing. Luigi Ascione, all’uopo incaricato con delibera n° 1119 del 19.10.1984, dal quale risulta un importo complessivo di lire 960 milioni;  rilevato che l’opera di che trattasi è di interesse storico-artistico ai sensi degli artt. 1 e 4 della legge n° 1089 dell’ 1.6.1939 in base ai quali sono tutelati, ipso jure, tutti gli immobili dei comuni che siano appunto d’interesse storico ed artistico; si ritiene opportuno autorizzare il Sindaco ad inoltrare richiesta di un congruo contributo alla Regione Calabria per i motivi specificati. Inoltre, dichiarare per l’urgenza la delibera immediatamente esecutiva, ai sensi dell’art. 37 della Legge Regionale  27.12.1973 n° 22 “.

 

L’opera di restauro fu portata a termine nel 1988. Fu difficile e laboriosa in quanto fu necessario rigenerare il fusto delle colonne, rispettando le quote per il ripristino statico-architettonico del colonnato e dare maggiore affidabilità alle strutture in opera; inoltre, fu necessario rifare il capitello andato distrutto in precedenza. Quello dei portici di Crotone è uno degli esempi più eclatanti della miopia - e ,forse, anche del cinismo - con cui si può gestire il patrimonio storico ed architettonico di una città. Fortunatamente, pur con notevole dispendio di denaro pubblico, si rimediò successivamente all’errore.

 

In un quadro di maturata sensibilità culturale, tutta l’area di piazza Pitagora e le sue adiacenze verranno nei prossimi anni recuperate urbanisticamente alla loro funzione storica e sociale. Auguriamoci che si proceda sempre così e che quanto capitato alle colonne dei portici valga come lezione per farci capire che è facile deturpare e distruggere, difficile o addirittura impossibile ricostruire e tramandare nel tempo le fondamenta della nostra storia.

Salvatore Rongone  

                

Bibliografia:

Per la stesura del presente articolo mi sono avvalso delle delibere depositate nell’Archivio storico del Municipio di Crotone. Ringrazio tutti coloro che hanno facilitato le mie ricerche.