Dopo la riqualificazione, l’area di via Giacomo Manna è, con ogni evidenza, peggio di prima

Mercatino, tanto denaro per nulla

Sette mesi di lavori a passo di lumaca, oltre 175mila euro stanziati per il primo stralcio della riqualificazione, disagi e disservizi a popolazione ed esercenti; ma il mercatino di via Giacomo Manna è, con ogni evidenza, quello di prima. Anzi, in alcuni casi, le condizioni dell’area mercatale realizzata dall’amministrazione Senatore negli anni 1998-99 sono davvero peggiorate. A dirlo non sono solo i commercianti (che preferiscono non far comparire il loro nome sul giornale), o suoi i frequentatori abituali, ma le immagini che abbiamo immortalato.

In alcuni box la corrente elettrica non esiste. Molti esercenti si sono così adeguati alla meno peggio, ricorrendo a impianti fuori norma, creati con batterie d’auto, gruppi elettrogeni, cavi e fili elettrici che circolano in libertà, andando in barba ad ogni direttiva sulla sicurezza. Le condizioni peggiori si registrano quando piove. L’acqua piovana filtra un po’ dappertutto. Nei box sono evidenti i segni lasciati dall’umidità. Segni che mettono a dura prova le condizioni igieniche per la vendita. Così come sono precari anche i requisiti minimi previsti per i banchi d’esposizione dei prodotti. Al di sotto di essi, in molti casi, insistono caditoie per la raccolta delle acque bianche che, durante le precipitazioni, rimettono in superficie quanto inghiottito.

Problemi evidenti per la sicurezza e l’igiene interessano, soprattutto, la parte centrale dell’area mercatale, dedicata all ’esposizione e alla vendita dei prodotti ittici. Dagli scarichi dei nuovi lavandini in marmo appena realizzati, l’acqua, anziché defluire, fuoriesce. Quando la pavimentazione è bagnata, inoltre, secondo quanto dichiarato dai venditori, molti cittadini (soprattutto anziani) scivolano pericolosamente. Inoltre i tre punti d’accesso alla pescheria sono “preclusi” ai disabili in quanto caratterizzati da due scalini, sprovvisti di rampe. Laddove, invece, sono state realizzate le coperture previste nel primo stralcio dei lavori, queste, sembrano non bastare nemmeno a coprire i banchi d’esposizione. In altri casi, come nell’ala nord, le coperture sono rimaste solo sulla carta.

Il sindaco Vallone, durante la conferenza di fine anno, ha dichiarato che il tutto verrà completato con i 100mila euro previsti per il secondo stralcio del progetto di riqualificazione. Ma almeno per il momento, si tratta di interventi fatti alla “carlona”, eseguiti in economia, con pochi uomini e mezzi. Tutto sembra rimasto fermo al maggio scorso, quando i lavori di via Giacomo Manna hanno avuto inizio. Come si ricorderà, i banchi dei commercianti furono spostati in via del tutto provvisoria, nell’area adiacente lo stadio Ezio Scida. In dicembre poi, i commercianti, davanti allo stallo dei lavori, hanno deciso di riappropriarsi dello spazio dietro l’esercizio delle cosiddette “buone maniere”: hanno forzato i cancelli. L’Amministrazione, invece, dal suo, avrebbe preferito prima inaugurare la struttura. Ma considerando tutti gli inconvenienti balzati fuori a soli due mesi dalla ristrutturazione, viene da affermare che, in via Giacomo Manna, c’era davvero ben poco da inaugurare.

L’adeguamento a standard igienici e di sicurezza del mercatino rionale era stato previsto nel macroasse “A” (Riqualificazione, riorganizzazione funzionale, potenziamento e specializzazione delle Città) del Psu (Piano strategico urbano) del Comune di Crotone. Il progetto prevedeva un importo complessivo di 275.828,89 euro di cui 175.828,89 finanziati con fondi Por Calabria (azione 5.1.A) ed i restanti 100mila con altre risorse. Il progetto esecutivo dei lavori venne approvato dall’attuale giunta nel mese di settembre del 2008. Prevedeva tutta una serie di interventi per “adeguare e riqualificare il mercatino rionale di via Giacomo Manna, in quanto, allo stato attuale, risulta una struttura non più adeguata al suo destino, con gravi carenze igieniche, funzionali e di sicurezza; situazione che genera malcontento sia fra gli operatori commerciali che dei cittadini utenti”.

Secondo quanto riportato nella stessa delibera era poi emerso che “l’originaria struttura mercatale, nel corso degli anni, è stata compromessa nella sua funzionalit à ed estetica a causa della costruzione di varie opere abusive; in modo particolare, vennero realizzate delle precarie strutture di copertura che, oltre a poter rappresentare un pericolo alla sicurezza degli utilizzatori del mercato, deturpavano l’ambiente circostante. Dall’indagine effettuata dai competenti degli Uffici comunali si è accertato poi che, sempre nel corso degli anni, la struttura mercatale è stata abbandonata da parte di alcuni operatori, lasciando liberi i box a loro assegnati ”. La deduzione logica, contenuta nel progetto, è stata quella di affrontare la problematica, eliminando i box non utilizzati per meglio razionalizzare gli spazi all ’interno del mercato e ridargli l’originaria funzionalità. Ecco perché era tra gli interventi previsti dal progetto c’era quello di riportare a 49 i 63 punti vendita contenuti nella struttura, con una riduzione di 14 posti, oltre a quelli della peschiera (10 banchi), per raggiungere un numero idoneo a garantire i contratti di utilizzo dei box. Nel primo stralcio del progetto, infine, erano previsti 6mila euro per un impianto di telesorveglianza di cui, però, non si ha traccia.
(6 febbraio 2010, Giuliano Carella)
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