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«Alto rischio per i neonati dopo la chiusura della Terapia intensiva all'ospedale di Crotone»

Scritto da  Pubblicato in Attualita' Lunedì, 12 Gennaio 2015 12:21

I neonatologi della Calabria, riunitisi per affrontare la grave problematica dell'assistenza agli infanti, hanno lanciato un grido d'allarme: «Alto rischio per la sicurezza e la garanzia delle attività assistenziali ai neonati calabresi».


In una nota sottoscritta da Gianfranco Scarpelli (Cosenza), Pasquale Novellino (Catanzaro) e Antonino Rossi (Reggio Calabria), è evidenziato che «già nei mesi scorsi era stato richiesto un urgente incontro alla struttura commissariale ed al dipartimento Tutela della salute senza alcun riscontro. Come al solito, la criticità sollevata è stata sottovalutata a tutti i livelli, aziendali e regionali, e i problemi si sono accentuati e divenuti ormai inderogabili. La grave carenza di personale medico e del comparto, nonché il nuovo assetto dell'assistenza neonatologica in Calabria, che ha visto la chiusura nell'estate del 2013 della Tin di Crotone (persi 4 posti di Tin), la contrazione, per la ristrutturazione del reparto, della disponibilità di posti letto nella Tin di Reggio Calabria e la forte riduzione dell'attività assistenziale della Tin di Lamezia Terme, ha reso impossibile la reale attivazione di tutti i posti letto previsti dal Piano operativo regionale. Tale condizione ha reso in più occasioni impossibile assistere neonati critici nelle Tin calabresi e ha costretto al trasferimento in urgenza di questi piccoli pazienti anche fuori regione». «Si sottolinea - proseguono - la pericolosità e l'elevato rischio di eventi avversi in corso di tali trasferimenti in urgenza, quando è ben noto a tutti da decenni che il trasporto ideale del neonato è quello in utero. Non sono inoltre da sottovalutare le gravi ripercussioni di simili eventi sul rapporto con la madre e i notevoli problemi di tipo sociale e sanitario ad essi legati. Basti pensare a un papà che ha la moglie ricoverata in una ostetricia calabrese e un figlio, magari in gravi condizioni, a Messina o a Catania, come è già accaduto negli ultimi mesi. D'altra parte si evidenzia che ad oggi rispetto ai 31 posti letto di Terapia intensiva neonatale previsti in Calabria sulla base del numero dei nati per anno, sono attualmente attivi solo 16 posti letto di cui 8 a Cosenza, 4 a Catanzaro e 4 a Reggio Calabria. Certamente questa carenza di posti letto non è più sostenibile in quanto sta creando grave disservizi non potendosi garantire l'assistenza ai tanti neonati che finora hanno trovato nelle strutture calabresi risposte di eccellenza ai propri bisogni». «In Calabria inoltre persiste, esacerbata dal blocco del turnover - è detto ancora nella nota - una carenza intollerabile di personale medico, infermieristico e socio-sanitario (Oss) nei reparti di Neonatologia, tale da non permettere neanche l'attivazione dello Sten (Servizio trasporto neonatale in emergenza) nonostante in alcune Aziende sanitarie siano già state acquistate ambulanze dedicate. I responsabili delle Neonatologie della Calabria chiedono pertanto che venga affrontata la grave problematica segnalata e lanciano un appello a tutte le forze politiche e sociali che devono, senza indugio, prendere atto della situazione ormai divenuta esplosiva e ad alto rischio ai fini di una rapida risoluzione».

 

 

 

 

Giuliano Carella

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