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ATTUALITA'│Morirà con Adamovich, sindaco simbolo della tolleranza, il desiderio di una Polonia europeista?

Scritto da  Pubblicato in Attualita' Venerdì, 18 Gennaio 2019 18:16

adamovich«Danzica è un porto, sarà sempre un rifugio per chi arriva dal mare». Sono le parole di Pawel Adamowich - 53 anni e figura di riferimento dell’opposizione liberale polacca - parole simbolo di pace e di “apertura” che risuonano nel buio di una Polonia invasa da un clima politico di odio e terrore. Pawel era sindaco di Danzica da 20 anni, una delle città simbolo della Polonia, rieletto per cinque mandati consecutivi: uno degli impegni più importanti come sindaco fu quello di risollevare la sua città dalla crisi dei cantieri navali subita nel 1989, puntando su una cantieristica di qualità che desse lavoro a più persone. Dall’inizio della sua carriera politica si batteva per una Polonia libera e progressista, anche quando il paese si trovava a essere sempre più diffidente verso l’Europa e gli stranieri. Era bersaglio di continue critiche del Governo che più volte lo ha definito “omosessuale”, “tedesco”, “comunista”. Forse perché scomodo, alle 20 di domenica scorsa Adamowich è stato ucciso davanti a migliaia di persone. Era sul palco della grande orchestra di Natale, l’evento annuale di beneficienza. Senza pietà l’assassino di nome Stefan - 27 anni e reduce da disturbi psichiatrici - è salito sul palco e lo ha accoltellato mettendo a tacere una delle poche voci rimaste in contrasto con una politica nazionalista e chiusa a ogni forma di progresso. Il cuore del sindaco di Danzica non si è però subito fermato e molti cittadini sono andati a donare il sangue al loro amato sindaco, il sindaco della “città senza muri”. «Sono stato in prigione da innocente, Piattaforma civica mi ha torturato e, per questo, Adamowich è morto», così si è poi giustificato al microfono presente sul palco l’omicida 27enne. Il ragazzo era appena uscito dal carcere dopo aver scontato una pena di oltre cinque anni per rapina a mano armata. L’opposizione ha subito parlato di «omicidio politico» puntando il dito contro l’ambiente ostile maturato dalla destra negli ultimi tempi. Una destra, quella polacca, che ha sempre puntato sulla demagogia e sulla “demonizzazione” dell’avversario distinguendo i cittadini come l’ “elite” dello Stato e ponendo in secondo piano il “popolo di campagna e periferia” portando, così, inutili divisioni nella popolazione. Il sindaco di Danzica rappresentava tutto ciò da cui storicamente la destra polacca prova a allontanarsi: quando Varsavia diceva “no” ai migranti, Danzica apriva i suoi porti; quando il governo promulgava leggi che limitassero i diritti degli omosessuali, si schierava apertamente con la comunità Lgbt. Nel 2015 era uscito dal partito liberale Piattaforma civica, per ricandidarsi da indipendente. Si trattava di un personaggio politico anacronistico per una Polonia che promuove linee politiche completamente opposte: il governo polacco ha spesso, infatti, portato in piazza slogan antisemiti e contro gli omosessuali. La sua perdita apre una ferita profonda che tocca anche l’Europa, a pochi mesi dalle elezioni europee. Il sindaco Pawel era cresciuto nella Danzica del premio nobel Lech Walesa e Solidarnosc, la libertà che sognava gli scorreva nel sangue. Con Adamovich se ne va un cattolico, pragmatico e anti-nazionalista, europeista. Uno dei pochi politici che portavano avanti una lotta contro il sovranismo “orbaniano” di Jaroslaw Kaczyński (Presidente e cofondatore del partito Diritto e Giustizia) in Polonia. La sua voce liberalista era eccessivamente fuori dal coro in un paese, come la Polonia, contro le riforme sociali, l’assistenzialismo e le quote ai migranti. Queste linee politiche hanno consolidato ormai da anni il consenso di una parte della popolazione polacca nei confronti del PiS (Partito diritti e giustizia). Da quando nel 2015, sono tornati al governo i nazionalpopulisti di Kaczynski, il partito “Diritto e giustizia” ha dato luogo a una serie di riforme radicali che hanno rafforzato l’esecutivo, perseguito il dissenso e isolato la Polonia sulla scena internazionale allontanandosi anche sempre di più dal “nemico” Bruxelles. Ma il dolore che quest’omicidio ha provocato nei polacchi e le vittorie che la sinistra ha ottenuto in alcuni importanti comuni (inclusa Danzica) fa pensare ad una Polonia che sta cambiando: il popolo e soprattutto la classe più bassa si sta rendendo conto che la Destra del PiS non rappresenta gli interessi di tutti e che, la lontananza dall’Europa, non è più un fattore positivo.

Francesca De Martino

 

 

 

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