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Emergenza rifiuti: gli ingegneri crotonesi disponibili a supportare le Amministrazioni

Scritto da  Pubblicato in Attualita' Giovedì, 08 Gennaio 2015 12:43

Dall'avvio della raccolta differenziata alla definizione delle nuove Comunità d'ambito: l'ordine professionale si dice pronto a collaborare dal punto di vista tecnico e operativo.

«L'Ordine degli Ingegneri, attraverso la sua Commissione Ambiente - è scritto in una nota -, si rende disponibile fin da subito ad affiancare le Amministrazioni come supporto tecnico operativo per una sinergica ed efficace strategia operativa nel settore dei rifiuti. Alla luce della continua evoluzione normativa e dei percorsi indicati dalle nuove strategie dell'Unione Europea finalizzate a raggiungere l'obiettivo "Discarica zero", la situazione italiana, e ancor di più lo stato in cui si trova attualmente la Calabria, lascia in realtà piuttosto perplessi. Entro il 2020 - ricordano gli ingegneri crotonesi - solo per i rifiuti provenienti da nuclei domestici si dovrà aumentare almeno al 50%, in termini di peso, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti, differenziando come minimo carta, metalli, plastica e vetro. La percentuale aumenta al 70% per i rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione. Inoltre, l'obiettivo vincolante entro il 16 luglio 2016 è ridurre al 35% i rifiuti biodegradabili da conferire in discarica, in particolare mediante il riciclo, il compostaggio, la produzione di biogas o il recupero di materiali/energia. Entro un anno, le Regioni sono tenute a integrare la loro pianificazione territoriale con le indicazioni e gli obiettivi contenuti nel Programma nazionale. Per definire lo stato attuale del sistema calabrese - analizza ancora l'rdine professionale - bisogna analizzare e valutare alcuni indicatori che restituiscono in maniera chiara il quadro del sistema regionale di gestione rifiuti. La Regione Calabria ha una percentuale di raccolta differenziata del 14,7 % (con la provincia di Reggio Calabria all'8.3 %, la provincia di Crotone al 9.8 %, la provincia di Vibo Valentia al 14.7 %, la provincia di Catanzaro al 16.0 % e la provincia di Cosenza al 20.4 %). Ulteriore dato rappresentativo del quadro regionale è fornito dall'analisi delle modalità di trattamento/smaltimento del rifiuto urbano residuo. A tale riguardo - denuncia il documento - il rapporto Ispra evidenzia che in Calabria lo smaltimento in discarica ha interessato nell'anno 2013 il 71% del rifiuto urbano prodotto (circa 591.000 tonn), contro il 37% della media nazionale. Ciò in netto contrasto con le previsioni di norma comunitaria e nazionale che prevedono una precisa gerarchia di azioni, volte a prediligere la prevenzione, la preparazione per il riutilizzo, il riciclo e le operazioni di recupero energia e, solo in ultima istanza, lo smaltimento in discarica. La capacità complessiva di trattamento in impianto è, infatti, insufficiente, a fronte di percentuali ancora molto basse di rifiuto urbano raccolto in maniera differenziata, a trattare la quantità di rifiuto urbano residuo prodotta. La differenza - spiega la nota - è stata nel tempo colmata dall'utilizzo di alcuni impianti e discariche, pubbliche e private, dislocate sul territorio regionale. Aggravano la situazione lo stato del sistema impiantistico esistente, che necessita di una consistente opera di riefficientamento, e la cronica mancanza di discariche di servizio agli impianti stessi. Il Piano di Gestione dei Rifiuti vigente - precisano gli ingegneri - è ancora quello del 2007 che definiva l'articolazione del territorio regionale in 5 Ato coincidenti con i confini provinciali, prevedendone sia l'autosufficienza a livello impiantistico e di smaltimento degli scarti di lavorazione, sia l'utilizzo degli impianti di trattamento Rsu già previsti/esistenti da revampizzare o in fase di realizzazione. Tale Piano è rimasto inapplicato. Gli Ato non esistono, gli impianti esistenti non sono stati efficientati, gli impianti previsti non sono stati realizzati e per essi è ancora in corso la progettazione preliminare. La situazione sopra descritta - commenta l'Ordine - è la conseguenza di un sistema regionale di gestione rifiuti sostanzialmente inadeguato alle esigenze dettate dal quadro normativo nazionale e comunitario; un sistema che ha fatto ricorso per lungo tempo, e continua a farlo, alle deroghe del commissariamento prima ed alle ordinanze presidenziali contingibili ed urgenti poi. A manifestare ancora di più l'inadeguatezza e la insostenibilità ambientale, ma anche economica, del sistema gestionale descritto si pongono due questioni di rilievo: l'avvenuta adozione di ordinanze contingibili ed urgenti e i costi complessivi del servizio. In particolare, la questione dei costi complessivi è di particolare rilevanza anche sociale, se si pensa che il costo complessivo annuo stimato per il 2015 è di circa 100 M€ e che ciò ha determinato per il 2015 l'aumento della tariffa di conferimento del rifiuto urbano residuo a carico dei comuni da circa 91 €/tonn a circa 150 €/tonn. Tale incremento, in vigore dall'1 gennaio 2015, evidentemente sarà riversato sulla tariffa a carico delle famiglie. Il sistema sopra descritto ha più volte manifestato l'incapacità di garantire continuità nella erogazione del servizio e la mancanza della necessaria attitudine ad assorbire i picchi di produzione di rifiuti che si verificano nella stagione estiva ma non solo. La Legge Regionale n°14 dell'agosto 2014, "Riordino del servizio di gestione dei rifiuti urbani in Calabria", in recepimento delle linee guida nazionali, prevede il riordino del servizio di gestione rifiuti in Ambiti coincidenti con i confini Provinciali e ne affida le relative funzioni amministrative alle Comunità d'Ambito (intese come Comuni associati a livello d'Ambito). L'applicazione di tale opportunità - concludono - appare come una occasione per efficientare ed ottimizzare, sia pur nel medio-lungo periodo, un sistema di gestione che oltre a non essere in grado di garantire efficacia ambientale e livelli di servizio adeguati, ha raggiunto costi ormai insostenibili per i comuni e, conseguentemente, per i cittadini».

 

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 08 Gennaio 2015 13:04
Giuliano Carella

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