Sabato, 11 Luglio 2020

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Il comitato "Salviamo Capo Colonna": «Ancora una volta esclusi dal confronto sul progetto»

Posted On Venerdì, 29 Maggio 2015 16:36 Scritto da

«Siamo venuti a conoscenza dagli organi di stampa - scrivono gli attivisti del comitato "Salviamo Capo Colonna" - che nei giorni scorsi si è tenuto presso il Museo archeologico di Capo Colonna un incontro [LEGGI ARTICOLO] al quale hanno partecipato: il direttore generale del ministero dei Beni culturali Gino Famiglietti, il soprintendente per i Beni archeologici della Puglia Luigi La Rocca, il direttore del Museo archeologico di Crotone Gregorio Aversa, il sindaco Peppino Vallone, gli assessori Antonella Giungata, Michele Marseglia e Sergio Contarino, il consigliere comunale Giancarlo Devona ed il deputato Nicodemo Oliverio. Ovviamente l'argomento era la rimodulazione del progetto sul promontorio di Capo Colonna. Vorremmo far notare - precisano gli attivisti - che alle figure politiche presenti a questo incontro, non è mai importato nulla del cemento a Capo Colonna, anzi, sono anche colpevoli e complici dello scempio. Nei giorni scorsi - proseguono - abbiamo chiesto in tutti i modi alle istituzioni di coinvolgere i cittadini nelle scelte da fare su posti come Capo Colonna, abbiamo cercato in tutti i modi un dialogo con l'amministrazione, pur consapevoli delle sue responsabilità in questa storia, ma evidentemente ha preferito vedersi in gran segreto con i referenti del ministero, non crediamo assolutamente sia stato un incontro casuale, ma è stato certamente un incontro programmato. Con questo gesto hanno dimostrato che non prendono in considerazione nè quello che pensano i cittadini, nè tanto meno il bene del territorio di cui dovrebbero interessarsi. Eppure avevano affermato il contrario. Ci chiediamo, perché non venirlo a dire prima? Di cosa hanno paura? Perché non coinvolgere la società civile? Perché trattarci come dei "nemici"? Se la situazione che si presenta è questa, non abbia paura l'amministrazione Vallone, per noi sarà un "nemico". Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur».