Mercoledì, 27 Gennaio 2021

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Il PUNTO DI VISTA│Luna di miele gia' sepolta dai cumuli di rifiuti a Crotone?

Posted On Mercoledì, 30 Dicembre 2020 22:06 Scritto da Alessandro Milito

La luna di miele è già finita, sommersa da cumuli di spazzatura al vento? È un’immagine tristemente nota, e che viene da lontano, quella che i crotonesi hanno sotto i loro occhi cinici e disincantati.

Il fallimento del servizio della raccolta dei rifiuti non nasce con questa amministrazione insediatasi da qualche mese. Sarebbe ingrato attribuire colpe eccessive al nuovo sindaco, anche considerando l’emergenza sanitaria e la terribile alluvione che ha martoriato il territorio nelle scorse settimane.

Questa premessa è necessaria, ma il ragionamento non può e non deve fermarsi qui, né l’attuale classe dirigente può fare spallucce e lamentarsi del destino avverso. Non è possibile continuare con quello sport tipicamente cittadino e cioè accusare tutti, purché “altri”, per arrivare alla solita e autoassolutoria conclusione: è colpa di tutti, quindi non è colpa di nessuno.

Anzi, se possibile, la cittadinanza deve essere ancora più esigente nei confronti del sindaco e della sua compagine, proprio in ragione di come questi si sono presentati alle elezioni. Il sindaco Voce rappresenta una novità, sia per provenienza politica che per formazione professionale; il suo impegno politico nasce dalla sua particolare attenzione dedicata alle tematiche ambientali.

Proprio per questo è ragionevole pensare che, prima di candidarsi, fosse bene a conoscenza dei problemi strutturali collegati alla gestione dei rifiuti nonché alle loro possibili e concrete soluzioni. Spetta al Sindaco indicare una strada percorribile nell’immediato. Se l’ambiente è il suo cavallo di battaglia, non può perdere proprio su questo campo e a nulla servirà addossare la responsabilità ad altri. La sfida della nuova amministrazione si gioca tutta qui: dimostrare di essere in grado di governare.

Gran parte della gravità del problema dei rifiuti si deve proprio alla politica e alla sua incapacità di prendere scelte anche impopolari. Politica che, è bene ricordarlo, non viene calata da Marte, ma è pur sempre espressione della cittadinanza. È nato quindi un circolo vizioso: cittadini poco propensi a nuovi impianti sul territorio e politici pronti ad accontentarli non indicando soluzioni alternative. No alla discarica, no all’inceneritore, no, no…ma i rifiuti da qualche parte dovranno pur andare o finiscono per strada, semplicemente.

Il fallimento del ciclo integrato dei rifiuti è una sconfitta dell’intera collettività crotonese, che non riesce a costruire una città vivibile, puntualmente condannata agli ultimi posti nelle classifiche nazionali. Non bisogna quindi stupirsi troppo quando la stampa nazionale pubblica notizie poco benevoli nei confronti di Crotone: le carenze della città sono sotto gli occhi di tutti.

Eppure, questa può essere l’occasione per cambiare, a partire da ciò che si richiede alla classe dirigente.

In campagna elettorale, e in Consiglio comunale, si leggono e si sentono spesso programmi che promettono Legalità, Ambiente, Lavoro, Salute. Tutti concetti nobili e di sicuro valore ma che rischiano di far dimenticare un concetto determinante: la funzione fondamentale del Comune è quella di fornire servizi pubblici alla collettività.

L’acqua arriva nelle case? I rifiuti vengono raccolti? Quante sono le fermate dell’autobus e quante volte quest’ultimo passa? Le strade sono illuminate e prive di buche? Le fasce più deboli godono della tutela dei servizi sociali?

Sono queste le domande che i cittadini e i loro amministratori devono porsi continuamente e darvi risposte concrete, anche impopolari. Soprattutto, chi ha la responsabilità di pianificare tali servizi ha il dovere di spiegare come intende farlo e non rilanciando semplici idee e proclami, utili per un post su Facebook ma di scarso valore pratico.

È arrivato il momento di tornare con i piedi per terra, mettere da parte dibattiti ideologici che non incidono sulla vita dei cittadini. Perché dire che “è colpa dell’amministrazione precedente” è una risposta standard che un’amministrazione che si propone come nuova non può permettersi.

 

Alessandro Milito