Sabato, 11 Luglio 2020

ATTUALITA' NEWS

Isola Capo Rizzuto: molti beni monumentali risultano deturpati

Posted On Venerdì, 29 Maggio 2015 14:58 Scritto da
Arsa: il concio Arsa: il concio

concioIl patrimonio monumentale del nostro territorio sotto la minaccia continua del depauperamento.

Come è noto, la frazione di Le Castella di Isola Capo Rizzuto deve il suo suggestivo fascino all'imponente Castello Aragonese, costruito alla fine del XIII secolo dagli Angioini come fortezza e, in seguito, potenziato dagli Aragonesi. Dal Castello, prospiciente al mare, è possibile virtualmente continuare il percorso tra storia ed archeologia, immergendosi nel mare dell'Area Protetta Marina "Capo Rizzuto" che, istituita ufficialmente nell'anno 1991, ricopre una superficie di circa 13.500 ettari e si sviluppa su un territorio di ben 37 Km. di costa, che interessano, in gran parte, il Comune di Isola Capo Rizzato e, in parte minore, i Comuni di Crotone e Cutro. Oltre al citato Castello, sono state costruite nel Comune di Isola Capo Rizzuto, a partire dal XV secolo, numerose "Torri di Guardia", che ancora spiccano nel panorama costiero e collinare. La "Torri" più antiche sono a pianta circolare, come la "Torre Vecchia" di Capo Rizzuto, che risulta già restaurata, mentre tra quelle costruite nel XVI secolo, a pianta quadrangolare, figurano: la "Torre Nuova", sita anche a "Capo Rizzuto, che si presenta in buono stato d'uso, la "Torre del Concio", sita in località "Concio-S. Pietro in Tripani", eretta a tre livelli negli anni 1500, 1700, 1815 e 1900, che è stata già restaurata dall'Arssa (Agenzia regionale per lo sviluppo e per i servizi in agricoltura), e la "Torre di Guardia di Ritani", costruita a due livelli negli anni 1500 e 1700 che, invece, necessiterebbe di un urgente restauro conservativo. Le ultime due citate "Torri", che, come sopra detto, presentano una tipologia strutturale ed architettonica dell'epoca, sono in collegamento ottico tra loro e con la "Torre Nuova" e la "Torre Vecchia". Tali "Torri" facevano parte del sistema difensivo, per proteggevano le popolazioni del luogo dalle incursioni di turchi e saraceni. La "Torre del Concio" e la "Torre di Ritani", sembra, però, che siano soggette ad un avverso destino e, pertanto, ne spiego di seguito la motivazione. Come è noto, nel sito "Concio-S. Pietro in Tripani" il Comune di Isola Capo Rizzuto ha aperto, diversi anni or sono, una discarica dei rifiuti solidi urbani, proprio nelle immediate adiacenze della "Torre del Concio" e dei ruderi della vicina "Fabbrica di Liquirizia", che, con i suoi cento addetti, è stata attiva fino al 1900. Tale discarica, ora in disuso, pur ricadendo in un sito classificato dalla Regione Calabria "ad alto rischio di inquinamento", ancora oggi fa bella mostra di oltre un milione di metri cubi di immondizia. Si era sperato che con i fondi Por-Calabria 2000/2006 venissero avviati gli interventi di caratterizzazione e di progettazione preliminare e definitiva per la bonifica del citato sito, ma i detti finanziamenti non sono stati utilizzati, e così sembra che sarà anche per altri fondi Por-Calabria. Se tutto resterà allo "stato quo" non sarà possibile, quindi, valorizzare e rendere fruibili i citati beni monumentali. In riferimento, poi, alla "Torre di Ritani", altro bene di importanza storica, che potrebbe essere restaurato con i finanziamenti Por-Calabria, è stato realizzato nelle sue immediate adiacenze, e su terreni agricoli coltivati a vigneti e uliveti, un antiestetico "Parco Eolico", per incrementare la produzione di energia elettrica. A questo punto, pur riconoscendo l'utilità del "Parco Eolico", ci si chiede come mai per la sua ubicazione non sono stati scelti terreni improduttivi e distanti dalla "Torre di Ritani" o, in alternativa, perché nel corso della redazione del relativo progetto l'Amministrazione del Comune di Isola Capo Rizzuto, vigente all'epoca, e la Soprintendenza ai Beni A.A.A.S. di Cosenza, che risulta essere intervenuta, non abbiano deciso che il citato "Parco Eolico" non venisse realizzato proprio a ridosso della "Torre di Ritani" medesima. Tale "Parco", infatti, depaupera e deturpa ulteriormente sia la "Torre" sia il sito adiacente, rispettivamente di interesse storico, agricolo e paesaggistico. Pertanto, l'inquinamento del sito "Concio- S. Pietro in Tripani", non ancora bonificato, e l'ulteriore deturpamento della "Torre di Ritani" e dell'omonimo sito, oltre a causare un danno all'immagine della Calabria, non favoriscono certamente la presenza di turisti, che, invece, potrebbero conoscere i pochi ma importanti beni storici esistenti nel territorio di Isola Capo Rizzuto, i quali rappresentano una interessante testimonianza della vita sociale, storica, economica e politica calabrese, e del Marchesato di Crotone in particolare.