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Lettera al direttore: «Progetto Amp ''Capo Rizzuto'' rappresenta un’occasione mancata per lo sviluppo del nostro territorio» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Attualita' Mercoledì, 21 Agosto 2019 17:51

castello lecastella mareEgregio Direttore,

ieri pomeriggio, come di solito vado sulla scogliera e precisamente a Porcello, poco distante dal porticciolo turistico di Le Castella (darsena), per fare un bagno e una pescata con il fucile di mare (vietato).
Poco distante, un signore con la canna da pesca e relativo equipaggiamento, compreso una larga paglietta per proteggersi dal sole, mi guarda con la coda dell’occhio e capisco che vuole dirmi qualcosa.
Buona sera Signore, sa che Lei non può pescare con il fucile di mare, qui siamo nel pieno della Riserva Marina, è vietato e tale divieto, trova la sua motivazione giuridica all’art. 19 comma 3 della legge n° 394 del 06/12/1991 “ legge quadro sulle aree protette” il quale espressamente prevede che: nelle aree protette è vietata la cattura, la raccolta (sono scomparsi i ricci di mare) ed il danneggiamento della specie animali, nonché l’introduzione di mezzi esplosivi ed ogni altro mezzo distruttivo e di cattura Decreto 26/05/2009 art. 23.
Bene, Lei per poter pescare con la canna, avrà certamente l’autorizzazione rilasciata dagli Uffici posti in Piazza Uccialì, fabbricato interamente di proprietà del Comune di Isola di Capo Rizzuto, occupato dal 1991 dalla “ Riserva Marina”. Vede il progetto della Riserva, doveva e può essere un volano di sviluppo per l’intero territorio, ma come tutti i progetti nati senza una serie programmazione alla fine si dimostrano dannosi per la comunità. Uno studio di fattibilità realizzato in modo serio, avrebbe certamente colmato alcune criticità, che oggi a distanza di quasi 30 anni non si è riusciti a superare.
Agricoltura. Con l’avvento della Riserva, si doveva e si deve riconvertire l’economia di Isola di Capo Rizzuto, un economia prevalentemente basata sull’agricoltura di tipo intensiva con tutti i danni che provoca all’ambiente, con una agricoltura di tipo biologica. Il sistema di agricoltura intensiva è insostenibile, in particolare per l’uso massiccio dei fertilizzanti, che in gran parte sono trattenute dal terreno, con grave danno procurato alle falde acquifere e ai bacini di scarico finali come il torrente Vorga, Femmina Morta, Acquavrara ecc. Le Castella con il ruscellamento di tutte le acque, proveniente dall’alto piano di Campolongo, raccolte nel torrente AcquaVrara, un corso d’acqua continuo che sfocia nel mare, nei pressi della Spiaggia Grande di Le Castella, creando non pochi problemi ai turisti che numerosi affollano nel periodo estivo tale spiaggia. Stesso problema lo pongono gli altri ruscelli sparsi nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, che per il loro particolare disegno orografico, definiscono un paesaggio che articolati su quote diverse, degradano verso il mare Jonio. Occorrono degli interventi progettuali, che mirano alla conservazione e miglioramento delle condizioni di naturalità dei corsi d’acqua, al fine di mantenere i rapporti funzionali tra l’ecosistema ripario, ( corridoi ecologici naturali ) e quello terrestre, attraverso interventi di riqualificazione ambientale e di conservazione e messa a dimora di specie compatibili con la buona officiosità, la sicurezza e la manutenzione dell’alveo. A tale proposito, negli uffici del Comune, giace da due anni un progetto per la messa in sicurezza del Torrente Acqua Vrara.
Depuratori. Monitoraggio e controllo continuo dei depuratori sul territorio, con l’obbiettivo di valutare la conformità, degli impianti allo stato attuale, con adeguamento delle opere a nuovi livelli di qualità.
L’affidabilità e la sicurezza degli impianti, la possibilità di un evoluzione quantitativa e qualitativa, la flessibilità dei sistemi per assecondare le variazioni di carico.
Occorre, ripensare le localizzazioni e i tracciati degli impianti esistenti, attraverso uno studio di fattibilità, che tenga conto del riconoscimento delle valenze naturalistiche e paesaggistiche del nostro territorio.
Realizzazione di laghetti artificiali, con interventi di opere di ingegneria naturalistica, per bloccare almeno nei periodi estivi il corso delle acque dei ruscellamenti al mare, e successivo riutilizzo di tale acque per l’irrigazione dei campi agricoli.
Turismo. Nel corso degli anni nessun rilevamento statistico, è stato effettuato allo scopo di raccogliere dati sui i benefici apportati dall’Istituzione della Riserva Marina ( anno 1991 ) ad oggi, sui flussi turistici nel nostro territorio. In questi anni è mancata la partecipazione attiva degli operatori turistici e il poco coinvolgimento dei cittadini residenti. La riserva Marina è vissuta, come un ente di divieto e di autorizzazioni, è mancata la partecipazione degli operatori turistici e soprattutto il coinvolgimento dei cittadini residenti. Si pone il problema di comprendere, se l’area protetta “ Capo Rizzuto “ è in grado di essere uno strumento efficace per rilanciare l’economia locale, oppure prendere in seria considerazione, conclusa la sua esperienza. Personalmente sono convinto che ancora oggi, ci sono i margini per recuperare e rilanciare il progetto originario della riserva marina. Questo sarà possibile solamente se si riesce a coinvolgere oltre alle associazioni, operatori turistici, pescatori artigianali, agricoltori e settori della pastorizia, poiché una destinazione che non promuove ciò che offre non potrà mai diventare una destinazione turistica. Creare un marchio di qualità attraverso le certificazioni ambientali, della pesca artigianale, dei prodotti agricoli biologici, del formaggio pecorino, ecc. Nel rilancio della riserva marina occorre creare un lavoro sinergico tra le istituzioni, quali Comune di Isola di Capo Rizzuto, Comune di Crotone, Provincia di Crotone, Ministero dell’ambiente, Rete Natura 2000. Se qualcuno poi ha presunzione di dire che tutto va bene, dovrebbe spiegarmi come mai da 30 anni la goletta verde di lega ambiente, vieta la balneazione nel mare della “ Riserva marina Protetta di Capo Rizzuto”.

Alfredo Scicchitano

 

 

 

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