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Lunedì, 17 Gennaio 2022

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Libere donne, nuova sede per l'associazione concessa dall'Aterp di Crotone

Posted On Giovedì, 13 Gennaio 2022 09:27 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

«Una nuova sede – informa una nota – per l'associazione Libere donne concessa dall'Aterp, l'unica istituzione che ha risposto al nostro "grido di aiuto" a quattro anni dalla morte di Giuseppe Parretta per fare memoria e cambiare la cultura delle nuove generazioni, come progetto pilota per la legalità».

«Una sede per ricominciare – scrive la presidente Caterina Villirillo – e per stare in sicurezza dall’ex sede sita in via Ducarne, 35 nel centro storico dove si è consumato l'omicidio del giovane Giuseppe che diventerà "la Casa della memoria delle vittime di reato" come annunciato un'anno fa, affinché Giuseppe morto per proteggere la sua famiglia sia un nuovo modello da seguire per i giovani. L'associazione Libere donne non si è mai fermata con le proprie attività, e noi i familiari abbiamo rielaborato il dolore del lutto trasformandolo ognuno a modo nostro in forza, tenacia e coraggio».

«La sede – informa Villirillo – si trova in via V/VI Messina,10 e appena saranno ultimati i lavori di ristrutturazione si trasferirà l'associazione libere donne dove Benedetta Parretta sorella di Giuseppe farà partire dei corsi di formazione giornalistica per coloro che (lei sta già scrivendo) vorranno cogliere l'opportunità data dal giornale “Daily Cases” di Tiziana Primozich e così seguire la "cronaca"».

«Una scelta – commenta Villirillo – molto difficile dopo aver assistito all'omicidio del fratello, ma che ha trasmesso anche in lei il coraggio e l'amore per la legalità, decidendo così di mettersi a capo dei giovani come rappresentante di codesta associazione per coloro che hanno voglia di cambiare questa società malata, occupata dalla criminalità organizzata soprattutto droga e prostituzione, e da coloro che pensano di tarpare le ali ai giovani così da costringerli ad abbandonare la propria terra».

«Giuseppe – prosegue Villirillo – diceva sempre "Mamma pensa ai giovani" e dopo la morte di mio figlio insieme a mia figlia ci siamo dedicati di più al disagio giovanile perché i ragazzi sono soli, anaffettivi, è importante quindi agire per cambiare il contesto, per migliorare i propri ambienti di vita, in primis quello della scuola, i giovani sono disposti ad impegnarsi nella misura in cui possono verificare che la loro azioni possono essere efficaci, può produrre cambiamenti reali», conclude Villirillo.