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«Passare ad un modello d'accoglienza diffusa per i migranti», la proposta della rete Sprar

Scritto da  Pubblicato in Attualita' Sabato, 20 Dicembre 2014 16:07

agorà3È quanto formulato durante il convegno "Il sistema di Accoglienza in Italia: legalità e tutela" organizzato dalle associazioni di volontariato e della cooperative sociali insieme al Comune.

Al di là dei Cpa è ora necessario creare un modello di accoglienza diffusa per i migranti. Su questo punto sono stati d'accordo un po' tutti al convegno "Il sistema di Accoglienza in Italia: legalità e tutela" svoltosi ieri mattina nella sala Dionigi Caiazza presso la Cala della cultura. L'iniziativa si è inserita nell'ambito della tre giorni per la "Festa dei popoli" che, quest'anno, è stata organizzata delle rete Sprar che è composta da Coop. Agorà Kroton, Coop. Baobab, Coop. Kroton Community e Prociv di Isola Capo Rizzuto e dal Comune di Crotone che ne è capofila. Sul territorio sono 17 i centri di seconda accoglienza di cui 4 presenti nel perimetro cittadino. La rete Sprar del Comune di Crotone, inoltre, accoglie 50 uomini e lavora alla costruzione di un modello condiviso di accoglienza, in collaborazione con il territorio. Al convegno di ieri mattina sono intervenuti il prefetto Maria Tirone, il questore Luigi Botte, il presidente della "Coop. Agorà Kroton" Pino Piero De Lucia Lumeno, il presidente della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato Fabrizio Gallo, il tutor territoriale della rete Sprar Sergio Trolio, il presidente "Cooperativa Baobab" Mara Oreste e una delle cooperazioniste della rete Sprar Silvana Gagliardi che ha relazionato sull'attività. «Nel corso dell'anno – è scritto nella relazione - sono state attivate una serie di buone prassi, mirate alla realizzazione di interventi finalizzati ad una "accoglienza integrata" superando la sola distribuzione di vitto e alloggio, e prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, visite guidate sul territorio, una rassegna cinematografica e un torneo di calcetto. Gli interventi sono personalizzati e si attuano nel pieno rispetto delle esigenze di ogni singolo beneficiario, nonché delle diversità religiose e culturali di appartenenza». In riferimento al progetto Sprar 2014, sono state organizzate molte attività tra cui: un torneo di calcetto che si è tenuto al palazzetto dello sport Palamilone (tenutosi dal 21 al 25 ottobre scorsi); un corso per l'auto-imprenditoria con cui sono stati forniti ai beneficiari le conoscenze basilari per una prospettiva di inserimento lavorativo; visite guidate sul territorio di Crotone per favorire la reciproca conoscenza e collaborazione tra migranti e cittadini italiani, promuovendo la comunicazione e l'integrazione; il Festival africano, le lezioni di guida della Polizia di Stato, il cineforum. Tutte attività che hanno aiutato i migranti a conoscere e sentirsi accettati da una comunità diversa dalla loro. «Ci sono le cooperative di Mafia Capitale – ha detto Pino De Lucia – e poi ci sono quelle come le nostre che mettono onestà e trasparenza al servizio degli ultimi e degli emarginati. Quella della rete Sprar di Crotone – ha proseguito – è un'esperienza che va proprio in questo senso. Siamo sempre più convinti che il vero passo in avanti per una giusta accoglienza dei migranti sia quella di passare ad un modello di ospitalità diffusa, magari ripopolando i centri urbani del territorio che in questi anni sono stati sempre più abbandonati. Qui loro potrebbero trovare un lavoro e una stabilità sociale che i grandi centri urbani non possono più offrire».

Ultima modifica il Sabato, 20 Dicembre 2014 16:17
Giuliano Carella

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