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Rsu Provincia: le proposte per la ricollocazione del personale e il riordino delle funzioni

Scritto da  Pubblicato in Attualita' Martedì, 13 Gennaio 2015 09:19

I dipendenti della Provincia hanno scritto al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, al presidente dell'Ente intermedio Peppino Vallone e ai sindaci del territorio.

«Il coordinamento delle Rsu della Provincia di Crotone - scrivono i dipendenti -, pur consapevole che la legge di Stabilità ha scardinato il processo di riordino previsto dalla Legge Del Rio (per cui l'attenzione non è più posta sul riordino delle funzioni e la garanzia dei servizi pubblici ai cittadini ma sulle risorse economiche effettivamente disponibili in ciascun ente a seguito dei tagli previsti della Legge di stabilità 2015), caricando di fatto l'onere finanziario quasi esclusivamente sulle Regioni e sui Comuni, chiede con forza alla Regione Calabria e ai Comuni di pronunciarsi su come si intende riordinare le funzioni assegnate dalla Costituzione e nel tempo dalla stessa Regione alle Province. A tutt'oggi - proseguono - nessuno ha inteso chiarire l'intenzione della Regione e dei Comuni in merito a tali deleghe e funzioni. Il tempo, ahimè, delle fasi interlocutorie è terminato in quanto le Province e la Città metropolitana dovranno procedere entro il 31/01/2015, cosi come previsto dalla legge di stabilità 2015, alla rimodulazione della dotazione organica con il taglio, rispettivamente del 50% e de 30% della spesa del personale. Non è tuttavia possibile pensare - osservano i dipendenti della Provincia - che tale operazione possa essere allegramente fatta senza una chiara proposta della Regione e dei Comuni. Così restando, le Province (già in difficoltà economica-finanziaria per i tagli subiti) cadrebbero in empasse il cui unico risultato sarebbe la scomparsa di qui a brevissimo dei servizi a favore dei cittadini. Per poter, dunque, garantire i servizi ai cittadini diventa quindi improcrastinabile - puntualizzano - sapere in quali enti saranno riallocate le singole funzioni, come tali funzioni saranno trasferite a tali enti, con quali risorse e con quale tempistica. Sul punto riteniamo che il percorso di riordino delle funzioni svolte dalle Province e dalla Città metropolitana debba avvenire nel rispetto del principio di sussidiarietà e adeguatezza, per cui tutte le funzioni che non attengono ad esigenze con rilevanza per la collettività ed il territorio regionale debbano essere svolte in contesto di area vasta (e quindi sempre alle stesse Province), oppure conferite ai Comuni in forma singola o associata qualora di rilievo locale. A questa prima e fondamentale fase - commentano - alla quale porteremo volentieri il nostro contributo con spirito costruttivo e nell'ottica del mantenimento dei servizi pubblici, ragione ed essenza del nostro lavoro, dovrà essere giocoforza affiancata da una robusta erogazione di risorse economiche in grado di coprire la quota parte di dotazione organica tagliata dalla legge di stabilità. Riteniamo inoltre che tutto ciò che può essere fatto per alleggerire il peso di questa situazione nei confronti della Regione, dei Comuni e delle Province stesse e della Città metropolitana debba essere messo in campo da ogni soggetto coinvolto senza più alcun tentennamento. Al riguardo chiediamo al presidente della Provincia di operarsi per attivare le procedure per il pensionamento in deroga rispetto ai requisiti pre-Fornero, comunicando ufficialmente il dato alla Regione Calabria. Chiediamo inoltre con forza alla Regione, all'Anci e a tutti i Comuni di bloccare procedure di e/o concorsuali in atto in modo da consentire, cosi come previsto dalla legge di stabilità, la ricollocazione del personale ritenuto in esubero. Infine siamo consapevoli, e per questo stiamo continuando la nostra lotta su tutto il territorio ed ad ogni livello possibile, che il Governo non potrà disinteressarsi della situazione che ha generato con la legge di Stabilità, ponendone in grave difficoltà le Regioni e l'intero sistema degli enti locali. Insieme ai Colleghi di tutte le province italiane - rendono noto - ci stiamo adoperando al fine di portare avanti alcune proposte, che immaginiamo condivise anche dalla Regione: costituzione di un apposito fondo a garanzia della copertura finanziaria per il periodo necessario alla definizione delle procedure di trasferimento del personale determinato in base al costo del personale con qualifica e profilo professionale; eliminazione delle sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità per l'anno 2014 per le Province; richiesta di proroga al 31/12/2018 delle disposizioni relative al pensionamento in deroga rispetto ai requisiti pre-Fornero al fine di ridurre le spese e l'organico da ricollocare e conseguente alleggerimento del percorso amministrativo-burocratico; effettivo finanziamento da parte dello Stato dei costi dei servizi svolti per suo conto da parte delle Province e Città metropolitana fino alla definitiva attribuzione agli enti subentranti; costituzione di una cabina di regia politica/sindacale che consenta di fare accordi con tutte le istituzioni pubbliche perché a livello periferico possano ricevere personale in mobilità. Confermando la volontà di farci carico - concludono - come fino adesso abbiamo fatto, delle nostre responsabilità di rappresentati dei lavoratori, chiediamo chiarezza sulla proposta di legge che la Regione intende presentare per poter così lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte e portare a termine questo processo di riordino nel miglior modo possibile».

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Martedì, 13 Gennaio 2015 09:37
Giuliano Carella

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