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Sempre più numerose le richieste di valutazione per lo spettro autistico: il ruolo della logopedia nella riabilitazione

Posted On Martedì, 12 Dicembre 2017 12:06 Scritto da

bimba genericaSono ancora numerose le incertezze che riguardano lo spettro autistico, si tratta infatti di un disturbo del neurosviluppo la cui eziologia, malgrado i crescenti studi e le ipotesi sul possibile coinvolgimento dei neuroni specchio, rimane ancora un interrogativo importante. La diagnosi di questo disturbo che fa parte di una categoria più generale dei disordini pervasivi dello sviluppo, si effettua valutando la presenza di un certo numero di indicatori comportamentali presenti in specifiche aree. Questo argomento è particolarmente delicato e la necessità di parlarne e di fornire qualche notizia a tal proposito viene giustificata dall’alta incidenza di questo disturbo che colpisce, solo in Italia, tra le 300 e 500mila persone con prevalenza nel sesso maschile. Fra le migliaia di casi clinici che sono posti all’attenzione di neuropsichiatri, psicologi, lodopedisti e psicomotricisti una delle poche certezze per una prognosi favorevole è sicuramente la necessità di intervenire precocemente ed esistono indicatori precisi che sostengono che un team medico-riabilitativo potrebbe porre diagnosi anche prima dei 2-3 anni di età. Malgrado ciò in Italia l’Autismo nei bambini viene ancora diagnosticato troppo tardi molto probabilmente perché il sistema sanitario pubblico non riesce a far fronte alle continue richieste di nuovi casi da osservare ed eventualmente trattare. Lo spettro autistico è caratterizzato, per quanto concerne l’ambito logopedico, da uno sviluppo comunicativo e sociale gravemente deficitario ed è proprio questo aspetto quello ad essere maggiormente notato dai genitori che spesso si rivolgono al logopedista segnalando un ritardo nello sviluppo del linguaggio. Il naturale eco di queste osservazioni fa emergere l’interrogativo su quali siano le scelte riabilitative da intraprendere nell’approccio ad un bambino con diagnosi di spettro autistico. Naturalmente per far fronte ad una patologia così “globale” l’intervento riabilitativo deve lavorare a 360° gradi su tutte le aree di sviluppo ma, sebbene il linguaggio sia uno dei primi elementi che viene percepito e posto all’attenzione rimane spesso l’ultimo delle abilità che vengono prese in considerazione nel programma di intervento sul bambino. Ricordiamo che fisiologicamente le competenze motorie, cognitive e linguistico/comunicative seguono un percorso evolutivo caratterizzato da uno sviluppo sincrono, per cui è impensabile porre in atto un progetto abilitativo che non tenga in egual considerazione le varie competenze. Il bambino con spettro autistico è prima di tutto un bambino che non comunica e che non può usare il linguaggio come mediatore per il comportamento e quindi il canale linguistico-verbale deve essere stimolato il più tempestivamente possibile. Identificare la natura del deficit comunicativo è di fondamentale importanza ed esistano numerosi tipi di intervento psicoeducativi e logopedici di grande valenza e specifici per ogni tipo di disturbo ma, è senz’altro altrettanto indiscutibile, il concetto secondo il quale ogni bambino presenta delle caratteristiche uniche e che non esiste una “riabilitazione standard”. E’ quindi auspicabile pensare e procedere con un intervento precoce ancor prima che il bambino venga etichettato con una diagnosi se la comunicazione ci sembra deficitaria o compromessa indipendentemente dall’ipotesi sulla sua causa.

 

Dott.ssa Maria Grazia Nicoletta
Logopedista