Sabato, 06 Giugno 2020

ATTUALITA' NEWS

testa cavallo tempio hera lacinia capocolonnaE' stato esposto nel Museo archeologico di Capocolonna, a Crotone, un reperto trovato all'interno del tempio di Hera Lacina. Si tratta di una scultura marmorea raffigurante una testa di cavallo che faceva parte di un gruppo scultoreo che adornava, nel V secolo a.C., il frontone del tempio di Hera Lacinia. Il reperto ha una storia particolare: una prima parte, il muso, venne trovata dall'archeologo Paolo Orsi nel 1910. Soltanto nel 2013, nel corso di una campagna scavi della Soprintendenza archeologica condotta dall'archeologo Alfredo Ruga, sono stati trovati la testa e il collo. Dopo il restauro, avvenuto nel 2014, ed una serie di studi, che hanno stabilito la provenienza e l'utilizzo della statua nel tempio, oggi, nell'ambito delle giornate Giornate europee del patrimonio culturale, la scultura è stata esposta nelle vetrine del museo di Capocolonna, dove resterà in modo permanente.

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cultura e spettacoli

capocolonna aerea colonna«Ottime notizie per Capo Colonna! In risposta alla mia nota del 7 agosto, la direzione generale Musei mi ha fatto cortesemente pervenire la corrispondenza intercorsa tra gli uffici centrali e quello periferico nelle ultime tre settimane e se ne ricava che il guasto alle telecamere che ha lasciato pericolosamente sguarniti Parco e Museo archeologico, teste la responsabile dell'ex Polo museale della Calabria, Antonella Cucciniello, sarebbe dipeso da un forte temporale estivo». È quanto informa con una nota la senatrice del M5s, Margherita Corrado.
«Alla luce del sopralluogo – prosegue la nota – condotto il 7 agosto, frutto dell'accelerazione imposta al suo ufficio dalla "fuga di notizie, amplificata dalle iniziative della senatrice Corrado", e del conseguente preventivo, la riattivazione dell'impianto richiederebbe circa 3.000 euro. "Naturalmente – assicura la dirigente – si è dato subito corso ai lavori necessari, pur nelle difficoltà di reperire la copertura economica". Notizia ben più ghiotta, però, perché dovrebbe scongiurare che in futuro possano ripetersi situazioni di pari gravità, è che il 27 agosto i vertici della stessa direzione generale Musei del Mibac (Lampis e Tarasco) hanno impegnato circa 75.000 euro proprio per la manutenzione dell'impianto di videosorveglianza di Capo Colonna. Insomma, l'emergenza sicurezza dovrebbe presto rientrare e, se saremo fortunati, perché solo di fortuna si sarà trattato, nessun visitatore si sarà fatto male, né i resti del santuario di Hera e della città romana sul Lacinio avranno subito danni irreversibili. Avrà sofferto più di tutto, questo sì, la dignità del Parco, messa a dura prova dai comportamenti censurabili di una parte dei visitatori nel periodo di 'autogestione'. Resta poi l'amaro in bocca al pensiero che il gravissimo rischio corso si sarebbe potuto evitare se solo la città di Crotone avesse potuto disporre di denaro per proteggere e valorizzare il suo patrimonio culturale... Ricordatemi, per favore, quanto è costata la presentazione di "Antica Kroton"?!».

 

 

 

 

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capocolonna aerea colonnaIl Parco archeologico nazionale di Capo Colonna, sito votato da oltre 30mila persone nell'edizione 2016 dei luoghi del cuore del Fai, è al centro di un programma di interventi sostenuti dal Mibac in sinergia con le istituzioni locali, con l'obiettivo di aumentarne la fruibilità. Lo rende noto il Polo museale della Calabria.
In particolare è in fase di aggiudicazione il progetto esecutivo per i lavori di sistemazione dell'area adiacente all'Heraion Lacinio che il Fondo ambiente italiano e Intesa Sanpaolo sostengono con un contributo di 28mila euro.
L'intervento, finalizzato alla realizzazione di apparati di comunicazione plurilingue e la creazione di uno spazio di sosta attrezzato per una migliore accoglienza dei flussi, sarà realizzato lungo l'affaccio panoramico prospiciente la Colonna, simbolo dell'intero Parco e punto di maggiore affluenza dei visitatori.

 

 

 

 

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tettoia museo capocolonnaDa copertura per un prezioso ritrovamento archeologico, a un non meglio specificato utilizzo... quasi fosse un ''totem'' moderno! Sì, la tettoia in materiale metallico fissata su una base in cemento nell’area esterna al Museo archeologico nazionale di Capocolonna [LEGGI ARTICOLO] sembrerebbe essere proprio quella che sarebbe dovuta servire a proteggere il mosaico delle terme nella domus romana. Quello scoperto da Paolo Orsi nel 1910 e riportato in luce nel 2003. La copertura metallica prevista nel contestuale Apq non venne mai installata a seguito di denunce da parte di associazioni e comitati che ne segnalarono l'alta probabilità di danneggiamento dei reperti circostanti con la sua messa in opera.

 

IL TUTTO LO SI EVINCE dall’ultima documentazione reperibile nel merito tra gli atti custoditi negli uffici tecnici del Comune di Crotone. A dirlo più specificatamente è la relazione che l’allora dirigente di settore, Elisabetta Dominijanni, inviò il 14 luglio del 2015 all’Amministrazione comunale pro tempore. Tale relazione contiene alcune osservazioni circa una variante proposta dalla Soprintendenza per i lavori approvati nell’area Torre Nao-Chiesa su cui veniva, all’epoca dei fatti, richiesto un parere tecnico. Scrive in premessa l’allora dirigente: «(…) il materiale trasmesso (dalla Soprintendenza, ndr), in via informale a mezzo mail, non garantisce il sufficiente grado di approfondimento per esprimere un parere tecnico sufficientemente supportato dagli elaborati progettuali». Dominijanni riferisce che, dalle poche informazioni in suo possesso, i lavori in variante vengono riassunti in otto punti, di cui al settimo si rintraccia proprio la nuova ubicazione della copertura metallica. «Al punto 7 dell’elenco – scrive l’ex dirigente – viene poi indicata la nuova ubicazione copertura metallica, non riscontrabile nello stralcio planimetrico pervenuto, che verrà posizionata in area Museo, quindi con una destinazione assolutamente diversa da quella per cui era stata, a torto o ragione, progettata, e di cui non si evince la destinazione d’uso, ancorché l’ambientazione».

 

LE OSSERVAZIONI DEL TECNICO vanno anche oltre. «Nulla si dice – sottolinea Dominijanni – sulla protezione del mosaico scoperto da Paolo Orsi nel 1910 e riportato in luce nel 2003, (…) Il pavimento musivo è stato sempre obliterato, con tessuto-non tessuto e sabbia, per motivi di conservazione. Per come si legge – prosegue il documento – in precedenti relazioni della Soprintendenza archeologica è destinato, a quanto possibile dedurre, a rimanere “obliterato”», quindi occultato secondo l’ex dirigente. «Solo per ultimo – conclude Dominijanni – mi occorre precisare che provvederò a chiedere ufficialmente al ministero lo stralcio del mio nome dall’elenco dei progettisti riportato sull’allegata copertina, non avendo in alcun modo partecipato alla fase di redazione della presente perizia». Quale iter autorizzativo abbia seguito dunque la realizzazione della copertura metallica è sconosciuto al Comune. Con ogni probabilità, la richiesta della variante potrebbe rientrare il ragione delle regole d’assegnazione dell’appalto, ossia che, qualora non venisse installata, la Soprintendenza avrebbe dovuto giustificare la mancata spesa, ma comunque liquidare la somma prevista alla ditta vincitrice dei lavori.

 

 

 

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tettoia museo capocolonnaAncora cemento nell’area archeologica di Capocolonna. È "spuntata" a ridosso del museo, laddove a pochi metri insiste il teatro all’aperto della struttura, una base in cemento che sorregge un’imponente tettoia in materiale metallico. A molti, la realizzazione della struttura esterna sarà sfuggita perché non è completamente visibile dall’esterno ed è necessario introdursi nell'area adiacente al museo per vederla. Gli uffici del Comune di Crotone sembrano, al momento, non aver avuto ricevuto notizia dell'avvio e della realizzazione. Nel frattempo, il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, preso atto della notizia attraverso gli uffici comunali nella tarda mattinata di oggi, ha immediatamente disposto un’indagine conoscitiva. Molto probabilmente, il progetto pare sia passato attraverso il Polo museale che ha la competenza sui luoghi e che risponde alla direzione con sede a Cosenza. Non sarà che questa struttura era quella acquistata per coprire il mosaico delle terme nella domus romana di Capocolonna, rimasta inutilizzata dopo le denunce di alcune associazioni e comitati?

 

 

 

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fabbricati abusivi capocolonnaISOLA CAPO RIZZUTO - Un terreno con due fabbricati abusivi in corso di edificazione sono stati posti sotto sequestro nei giorni scorsi dai carabinieri forestali a Isola Capo Rizzuto in località “Capocolonna”. Il sequestro è stato già convalidato dall’Autorità giudiziaria. Il presunto committente dei lavori è stato denunciato per violazioni nel settore edilizio. È accaduto nel corso di un controllo del territorio a Isola Capo Rizzuto da parte dei militari della stazione Carabinieri forestale di Crotone che hanno individuato un lotto recintato da muri in calcestruzzo con all’interno due fabbricati in corso di edificazione.

fabbricati abusivi capocolonna2Alla vista dei militari tutti gli operai presenti nel cantiere si sono dileguati, verosimilmente perché non regolarmente assunti. I controlli effettuati presso l’ufficio tecnico comunale hanno evidenziato che i lavori erano completamente privi di atti legittimanti l’edificazione. Il lotto di terreno, esteso circa 1700 mq e i due fabbricati in costruzione sono stati posti sotto sequestro in esito agli accertamenti svolti. Le costruzioni sequestrate, ad un piano fuori terra, misurano in pianta rispettivamente 22x12 metri e 10x5 metri. La più grande di esse ha la copertura a tetto quasi completata e tutti i muri esterni e interni intonacati, mentre quella più piccola al momento del sopralluogo era priva di copertura.

fabbricati abusivi capocolonna3 Sembra inverosimile che i due fabbricati individuati, peraltro di ottima fattura, siano del tutto abusivi. Sembrerebbe, inoltre, che l’area interessata rientri in un’area del Piano strutturale comunale con vincoli per l’edificazione. Il sequestro è stato già convalidato dall’Autorità giudiziaria. Secondo gli accertamenti finora svolti il committente delle opere sarebbe un’anziana cittadina isolitana che avrebbe realizzato i lavori su un terreno di cui risulta formalmente comodataria. La donna è stata deferita alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone per violazione della normativa edilizia – urbanistica.

 

 

 

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