Martedì, 22 Settembre 2020

ATTUALITA' NEWS

lettera minaccia morte il crotoneseIl prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, ha ricevuto in Prefettura, unitamente ai vertici provinciali delle Forze di Polizia, il corrispondente de “il Crotonese”, Giovanni Le Rose, destinatario, nella giornata di ieri, di un gesto intimidatorio. In una nota il prefetto fa sapere che ciò è avvenuto «allo scopo di acquisire più completi elementi conoscitivi sull’ episodio. Nel dimostrare vicinanza e solidarietà al giornalista e alla sua attività professionale, nel corso dell’incontro sono state espresse parole di ferma condanna per l’atto e per ogni manifestazione di pressione violenta ed indebita nei confronti della libertà di espressione». Intanto anche Cgil, Cisl e Uil hanno espresso solidarietà al giornalista. «Noi stiamo con Gianni Le Rose - scrive la triplice sindacale - e con tutti i giornalisti coraggiosi e indipendenti minacciati. E’ inammissibile ed inconcepibile che nel nostro paese si possa impunemente minacciare di morte un giornalista. E’ un fatto incontrovertibile che la criminalità tema l’informazione almeno quanto l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura, anche perché a volte la stampa arriva prima, sono infatti alcune inchieste giornalistiche ad accendere i riflettori su alcuni scandali e a diventare la base per le successive indagini. A Gianni va il sostegno morale e la solidarietà di tutti noi. Condanniamo, quindi, il gesto consumato ai suoi danni, ancora più perché crediamo nella forza e nella professionalità di tanti altri giornalisti che, come Lui, ogni giorno, anche in silenzio, svolgono il proprio lavoro con abnegazione e serietà. Senza paura. Senza timori di sorta. Armati di penna e taccuino, nel tentativo di informare senza filtri e senza pregiudizi».

 

 

 

 

 

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cosima distaniCosima Di Stani e' stata nominata prefetto, ed e' stata destinata a svolgere le funzioni di prefetto di Crotone. Lo ha delibearto oggi il Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno, Marco Minniti. Antonella Di Stasi subentra a Crotone a Vincenzo De Vivo. Attualmente era viceprefetto vicario della Prefettura di Reggio Calabria.

 

 

 

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comune ciro marinaIl prefetto di Crotone ha diffidato il consiglio comunale di Ciro' Marina a provvedere, nel termine di venti giorni dalla notifica a tutti i consiglieri, all'approvazione dell'ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato e alla presentazione al ministero dell'Interno. «Si tratta di un'incombenza - spiega un comunicato diffuso dalla prefettura - che il "Testo unico Enti locali" pone a carico degli Enti interessati dalla dichiarazione di dissesto finanziario che e' assistita da specifica misura sanzionatoria nell'ipotesi di inadempienza. Difatti la mancata adozione del provvedimento entro il termine assegnato - prosegue la nota - comportera' la sostituzione dell'organo consiliare con apposito commissario che adottera' i provvedimenti sostitutivi con contestuale avvio della procedura di scioglimento del consiglio comunale prevista dall'art. 141, comma 1 lett.a) del citato testo unico enti locali».

 

 

 

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vincenzo devivo prefettoDiffida del prefetto all’amministrazione comunale per la mancata approvazione del bilancio di previsione 2106. La scorsa settimana il prefetto di Crotone, Vincenzo De Vivo, ha fatto pervenire al sindaco della città, Ugo Pugliese, la lettera di diffida per la mancata approvazione del bilancio di previsione 2016. Il primo cittadino deve notificare la missiva del prefetto a tutti i consiglieri comunali e da quel momento avrà 20 giorni di tempo per la convocazione del consiglio comunale per procedere all’approvazione del bilancio. La legge prevede che, in caso di mancata approvazione, il prefetto nomini un commissario ad acta e fa scattare le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale. Non è la prima volta che il prefetto diffida l’amministrazione comunale di Crotone ad approvare il bilancio. Sino ad oggi, però, le cose sono andate per il verso giusto, perché il consiglio comunale, se pur in ritardo, è sempre riuscito ad approvare il documento fondamentale per la vita dell’amministrazione. I termini per l’approvazione del bilancio preventivo sono scaduti il 30 aprile scorso, il prefetto avrebbe già da tempo dovuto avviare le procedure di diffida, se non lo ha fatto è perché ha tenuto conto del fatto che l’amministrazione è stata eletta il 19 giugno scorso. Ha, quindi, concesso circa tre mesi. L’amministrazione, dal canto suo, aveva annunciato di volere provvedere subito all’approvazione del bilancio preventivo, senza il quale non può effettuare nessun intervento. Il tempo è tiranno, soprattutto quando ci sono difficoltà e dalle poche notizie trapelate sembrerebbe che le difficoltà che sta incontrando l’amministrazione comunale a fare quadrare i conti siano quasi insormontabili. I trasferimenti della Stato e della Regione subiscono continui tagli e le spese crescono. Nel bilancio di previsione, poi, bisogna inserire anche i debiti fuori bilancio e dallo scorso anno non possono essere inseriti i crediti considerati non esigibili. C’è anche da inserire una rata di 460.000 euro del lodo Chisari. Ci sono rogne incredibili e i cittadini reclamano i servizi promessi durante la campagna elettorale.

 

 

 

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sap prefetto«Festeggiamo il 'non compleanno' del rinnovo dei contratti». E' questo l'incipit della lettera che Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, Sindacato autonomo di Polizia, ha inviato al ministro Madia a un anno esatto dalla sentenza della Corte costituzionale circa l'illegittimità del blocco dei contratti (era il 29 luglio del 2015 quando venne pubblicata in Gazzetta ufficiale) e che la segreteria provinciale del Sap di Crotone ha consegnato al prefetto Vincenzo De Vivo di Crotone per l'inoltro al ministro.«Il contratto nazionale - scrive il Sap - è un elemento centrale di equità sociale redistributiva alla base dell'intero sistema. Ogni lavoratore ha il diritto a una retribuzione sufficiente e proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto, nonché alla dignità professionale. Sebbene, infatti, la sentenza parli chiaro dichiarando “l’illegittimità costituzionale sopravvenuta (...) del regime di sospensione della contrattazione collettiva risultante dal (...) decreto-legge 6 luglio 2011” l’esecutivo non ha ancora messo in moto la macchina burocratica né sembra intenzionato a farlo, almeno per il momento. Anzi – aggiunge il Sap – Il ministro Madia, in un recente incontro con alcuni sindacati, ha sostenuto che il rinnovo dei contratti pubblici si terrà se ci sarà più sviluppo e maggiore crescita economica. Questo, oltre a sconfessare la sentenza della Corte costituzionale, è un modo per continuare a fare melina prendendo in giro i dipendenti pubblici, primi tra tutti quelli del Comparto sicurezza (circa 400mila tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria e Corpo forestale dello Stato ), i cui sindacati di riferimento non sono stati neppure invitati a sedere al tavolo delle trattative. Il pilastro di ogni ordinamento democratico deve essere la sicurezza, vista anche la minaccia incombente del terrorismo islamico. Non si può, dunque, lesinare sulla sicurezza interna poiché rappresenta il presupposto per lo sviluppo e la crescita di ogni Nazione” continua Tonelli. L'esecutivo, inoltre, si è anche rifiutato di incontrare i rappresentati delle Organizzazioni Sindacali del comparto sicurezza, violando così le norme basilari del nostro ordinamento: nessun governo, negli ultimi venti anni, aveva rifiutato di farlo!. Allo stato dell'arte, dunque, nessun contratto di lavoro è stato rinnovato, nessuna trattativa è stata ancora instaurata e il Governo continua a perpetrare la sua condotta di illegittimità nei confronti degli uomini e donne delle Forze dell'ordine, “con un atteggiamento - continua il Sap – sfacciatamente al di sopra delle regole e del buon senso, che calpesta la dignità di migliaia di professionisti della sicurezza”. Legittimo rinnovo del contratto di lavoro e sblocco del turn over, in aggiunta alle dotazioni logistiche e di equipaggiamento degli agenti (automobili, divise), nonché la formazione degli operatori di polizia: è questo che chiede il Sap! Perché oltre alla mancanza di un contratto nazionale, gli agenti sono costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio: automobili rotte e vecchie, giubbotti anti proiettile scaduti o non idonei alla protezione delle armi 'pesanti' quali i kalashnikov. A Crotone, negli uffici di Polizia, “la situazione vicina è al collasso” dichiara la locale segreteria provinciale per i continui servizi dedicati all’immigrazione, frutto di una scellerata scelta ministeriale, che ha individuato prima questa sede come Regional Hub, mentre di fatto la sta utilizzando come Hot Spot. Ne sono la conferma i continui sbarchi, quasi uno a settimana di immigrati, che mettono a dura prova la tenuta del “sistema immigrazione” di questa provincia. Ne subiscono gli effetti di questa ondata migratoria il personale di polizia che è costretto a tamponare all’esodo biblico con orari di servizio al limite del collasso fisiologico. Siamo sotto organico, soprattutto di Ufficiali di Pg, 40 sovrintendenti e almeno 30 ispettori, ma abbiamo un carico di lavoro per servizi resi alla collettività come se fossimo una Questura di livello B (come Catanzaro per intenderci) mentre per il ministero restiamo una sede di livello C. Una contraddizione evidente che grava sulla qualità del lavoro dei poliziotti costretti a fare doppi turni in straordinario per assicurare sicurezza alla collettività, con la beffa che gli straordinari effettuati non vengono retribuiti a fine mese. Altresì si aggiunge che il personale espleta il proprio servizio in evidente difficoltà operativa subendo la scarsità di nuove divise operative, tema diffuso in tutta Italia, divise che sono necessarie per affrontare anche i servizi di Ordine Pubblico per la nuova stagione calcistica di serie A che il Crotone calcio si appresta ad iniziare. Speriamo che il ministero, almeno su questo, ci dia la priorità rispetto alle altre provincie Calabresi, che non hanno l’esigenza della serie A. Ma oggi la segretaria provinciale Sap di Crotone “festeggia” il suo secondo “non compleanno” che decorre dalla conferenza stampa del mese di luglio del 2015, nella quale abbiamo proposto al ministero dell’Interno di assegnare una delle due strutture di via G. da Fiore, di proprietà della società San Paolo Srl a nuova sede della Questura di Crotone. La nostra idea era, e rimane, la “cittadella della sicurezza”, che consentirebbe di lasciare immediatamente una struttura fatiscente come quella in uso in via Pastificio, razionalizzando il sistema della logistica interforze con l’inserimento dell’Arma dei Carabinieri nella stessa struttura di via G. da Fiore. Non siamo disposti a cedere il passo alla nostra idea, poiché consapevoli che oltre a migliorare i servizi alla collettività , siamo difronte ad un notevole risparmio di spesa pubblica. Lo abbiamo comunicato a “chiare lettere” al vicecapo della Polizia Piantedosi, nell’incontro dello scorso anno 2015, che la nuova sede della Questura di Crotone resta il nostro prioritario progetto e confidiamo di raggiungerlo anche a costo di iniziative inconsuete e straordinarie che ci riserviamo di comunicare alla collettività qualora non avessimo risposte soddisfacenti entro quest’ anno. Registriamo amaramente che di recente un’altra collega si è ammalata di tumore, per cui l’impegno del Sap sarà ancora più tenace! Lo dobbiamo soprattutto - conclude il comunicato - alla memoria dei colleghi che si sono ammalati e che oggi, purtroppo, non sono più tra noi».

 

 

 

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prefetto sindaci crotoneseNella mattinata odierna il prefetto Vincenzo De Vivo ha ricevuto i sindaci neoeletti dei Comuni di Crotone, Cirò Marina, Cutro, Cotronei e Pallagorio. Nell'esprimere gli auguri di buon lavoro, il prefetto ha sottolineato l'importanza e la delicatezza delle funzioni che sono chiamati a svolgere i primi cittadini nei rispettivi territori. Gli amministratori, ha sottolineato ancora il prefetto, sono la testimonianza diretta della volontà dei cittadini verso i quali assumono precise responsabilità, intesa come impegno a fornire precise risposte, per il benessere della comunità di cui, si sottolinea, sono espressione. Il prefetto, nell’occasione ha altresì intrattenuto i sindaci sulle questioni che hanno maggiormente interessato la provincia di recente ed inteso al contempo assicurare massima disponibilità degli uffici della Prefettura a sostegno dell’operato degli Enti locali. Ha ricordato, infine, come lo spirito della leale collaborazione tra le istituzioni costituisca l’ossatura del corretto funzionamento dell’intero assetto organizzativo dello Stato.

 

 

 

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