Domenica, 12 Luglio 2020

ATTUALITA' NEWS

altilia pubblico"Vi sono oggi tutte le condizioni per superare lo stallo ed i fallimenti prodotti dal malgoverno del centrosinistra, sia a livello nazionale che a livello regionale; senza dover per questo rinunciare ad andare votare o abbracciare le sirene demagogiche dell'antipolitica e del populismo di chi esalta l'incompetenza e l'inesperienza al potere". Lo ha dichiarato Emanuela Altilia, candidata del centrodestra al Senato nel collegio uninominale Corigliano-Crotone, incontrando i cittadini ad Acri, Rossano e Cariati, insieme al candidato del collegio uninominale alla Camera, Ernesto Rapani. "Il centrodestra non soltanto e' unito e coeso, in Italia ed in Calabria, attorno ad un programma di governo chiaro, coerente ed autorevole - ha aggiunto Altilia - ma condivide al suo interno una missione che e' quella autentica di ogni candidato in tutti i collegi: dai territori e nei territori puo' e deve ripartire il senso, la visione ed il progetto concreto di un rinnovato impegno per il Paese. C'e' la necessita' di garantire i diritti fondamentali alla salute, alla mobilita' ed alla giustizia che, territorio per territorio, sono stati penalizzati o cancellati dalle scelte politiche scellerate degli ultimi anni. È su queste sfide, al di la' delle promesse elettorali che il governatore Oliverio sta dispensando in tutte le province, che noi intendiamo misurarci, con abnegazione e spirito di servizio - ha concluso la candidata - per costruire insieme ai cittadini il riscatto reale di un'intera regione".

 

 

 

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oliverio praia marePRAIA A MARE - "Ora basta. Se entro fine novembre non si porra' fine a questa grave situazione saro' costretto ad incatenarmi davanti a Palazzo Chigi per chiedere giustizia per la mia regione. L'Italia intera deve conoscere la condizione vergognosa, di disparita' dei diritti, nella quale viene costretta la mia regione". A dirlo - e' scritto in una nota dell'ufficio stampa della Giunta regionale - e' stato il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio invocando la fine del commissariamento della sanita' in occasione della riapertura dell'ospedale di Praia a Mare. Il governatore, e' scritto nella nota, "e' ritornato sul tema della sanita', lanciando un vero e proprio appello al presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni e quindi al Ministro della Salute Lorenzin affinche' possa essere superato il commissariamento della sanita' in Calabria". "Come, tra l'altro, mostra l'esperienza dell'ospedale di Praia a Mare - ha affermato Oliverio - per vedere riconosciuto un diritto occorre aspettare anni. Siamo in una regione la cui sanita' e' commissariata dal 2010; piuttosto che mettere in atto una strategia volta a tagliare sprechi, a razionalizzare l'uso delle risorse, a migliorare i servizi si e' pensato a fare tagli lineari, come quello che ha riguardato l'ospedale di Praia e non solo. E' aumentato il numero dei calabresi che si curano fuori, oggi abbiamo superato i 300 milioni di unita', registrando il 30% di aumento; le liste di attesa sono cresciute, come i costi. La qualita' delle prestazioni si e' indebolita, per via dei vincoli scattati, come quello del blocco del turnover, con 4000 unita' in meno rispetto al 2010. Il risultato di questa gestione e' drammaticamente pagato dai calabresi". "Mi rivolgo - ha aggiunto - all'onorevole Gentiloni: non e' possibile piu' mantenere la Calabria in questa condizione. Chiedo anche al Ministro della Sanita' Lorenzin di adottare un provvedimento che rimuova immediatamente questa situazione intollerabile".

 

 

 

 

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matteo bonesse«Maggiore assistenza sanitaria agli anziani: creiamo una nuova sinergia tra associazioni di volontariato, Asp e Comuni per dare sostegno». È la proposta lanciata da uno dei 4 coordinatori provinciali dei Giovani democratici di Crotone Matteo Bonesse. «La sanità - commenta il giovane dem - è un tema molto importante per il nostro Paese e tanto più per la nostra provincia in cui, tuttora, poco se ne discute. Un tema di vitale importanza sempre al centro di aspre polemiche per i suoi costi e per le sue disfunzioni che causano, puntualmente, gravi disagi ai cittadini e soprattutto agli anziani. Disagi che non dovrebbero accadere, in quanto, l’articolo 32 della nostra Costituzione lo sancisce come diritto inalienabile e, quindi, la nostra lotta pone le basi nel rispetto dei diritti di ogni cittadino. E’ intollerabile che ci sia, nel 2017, una emigrazione sanitaria a causa di una carenza di strutture adeguate affinché gli ammalati e gli anziani possano essere curati. A testimonianza di ciò, vi è per me una questione personale che mi porta a battermi in prima persona ed a spendere tutte le mie forze. Per una disattenzione e una carenza sanitaria inoppugnabile, un banale infortunio sportivo si stava rivelando un vero e proprio tragico evento. A distanza di anni, solo il supporto tempestivo dei miei genitori ha evitato il peggio, assumendosi, purtroppo, pienamente le responsabilità che ben altri avrebbero dovuto prendere. Testimonianza che si aggiunge a tante altre, e tutto questo non ci fa onore. Pertanto, è necessario ripartire in maniera unitaria, adesso, affinché qualcosa possa smuoversi. Come ben sappiamo in ogni paese ci sono delle associazioni di volontariato, come la Protezione Civile e la Croce Rossa Italiana e che possono offrire assistenza ai più anziani. Se riuscissimo ad unire il lavoro delle associazioni di volontariato, insieme, a quello delle ASL e dei comuni creeremmo una nuova sinergia che riuscirebbe ad agevolare e aiutare gli anziani nel quotidiano. Per tali ragioni, in qualità di segretario del circolo dei Giovani democratici di Melissa, sarà mia premura dare eco a questa proposta affinché, un giorno, le associazioni, le Asl e i comuni possano lavorare insieme per un fine umanitario».

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segreteria cgil«E’ una vergogna – scrive la segreteria della Cgil Crotone – quella che si sta perpetrando ai danni del territorio Crotonese, una vergogna alla quale, come un mosaico ben costruito, si aggiunge ogni giorno un nuovo tassello. La soppressione dell’elisoccorso con base a Cirò Marina non è altro che l’ultimo atto, ma solo in termini cronologici, del depauperamento di questo lembo di Calabria. È sotto gli occhi di tutti la continua spoliazione di uffici, servizi e funzioni (tra un po’ toccherà anche alla Cciaa e al Provveditorato agli studi) così come è sotto gli occhi di tutti lo stato infrastrutturale con la viabilità provinciale interamente compromessa, con la statale 106 in attesa di miracoli, porto, aereoporto e ferrovia praticamente inesistenti. È in questo quadro così devastato che si inserisce la soppressione dell’elisoccorso, un servizio che, oltre a rappresentare un punto di riferimento nell’insieme della programmazione della rete emergenziale per tutta la Regione, ha rappresentato in questi anni un punto di riferimento irrinunciabile alle continue emergenze del nostro territorio. Due le considerazioni che ci vengono spontanee: la prima, è come si possa pensare di escludere l’intero bacino servito dalla base di Cirò Marina, e che riguarda tutta la fascia dell’Alto Ionio, sulla scorta di parametri meramente numerici dettati dal Dca in questione, senza tenere in alcun conto la copertura dei territori che quella base offre, ci chiediamo e chiediamo chi ha redatto; la seconda, è come si possa pensare di togliere a questo territorio la possibilità di intervenire con urgenza, nei casi in cui il tempo diventa di vitale rilevanza e con il quadro infrastrutturale appena descritto, su delle patologie sempre più frequenti e che non hanno la necessaria copertura nel nostro nosocomio. Solo per citarne alcune. È da anni che con sempre più forza ribadiamo la necessità di attivare una postazione di emodinamica con annessa cardiochirurgia nel nostro presidio ospedaliero. È da anni, a dire il vero lo fece l’allora assessore Sulla, che si proponeva la presenza di una camera iperbarica motivata dal fatto che sul nostro territorio insiste una delle più grandi riserve marine. Eliminare quella base, in assenza di una seria programmazione emergenziale ed in questo contesto è, come dicevamo prima, veramente vergognoso. Noi stavolta non ce la vogliamo prendere col commissario Scura a prescindere (come diceva Totò), anche perché la proposta viene dal dipartimento salute con tanto di firma del dirigente Fatarella che, per le ben note vicende a cui abbiamo assistito in questi anni, non è proprio un dipendente e/o un assecondatore delle volontà del commissario. Asseriamo però, con sempre più convinzione, che vada immediatamente cancellata la gestione commissariale di questo settore, ridando alla politica le sue inevitabili responsabilità ed evitando, magari, e non ce ne voglia il presidente Oliverio, di combinare un altro patrocchio affidando la gestione commissariale alla politica».

 

 

 

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falbo detursi tomaino«Noi, esclusi da ogni concertazione e senza più interlocutori». È la reazione unitaria delle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa congiunta per dire la loro su quanto sta accadendo per bonifica, aeroporto e sanità. A parlare sono stati i segretari generali delle tre sigle Raffaele Falbo (Cgil), Pino De Tursi (Cisl) e Mimmo Tomaino (Uil). E i tre non le hanno certo mandate a dire ai rappresentanti istituzionali di vario livello. Nel mirino soprattutto il sindaco Ugo Pugliese “reo”, secondo la triplice sindacale, di aver chiesto «sinergia e concertazione» durante la campagna elettorale, ma poi di essersene letteralmente dimenticato nel corso dell’azione amministrativa portata avanti in questi mesi alla guida del Comune. A far traboccare la goccia rispetto alla misura ormai colma per i sindacati è stata la notizia che il sindaco ha accettato di incontrare il Comitato cittadini Aeroporto di Crotone a seguito dell’interlocuzione avuta in settimana, senza aver, di contro, preso in considerazione la richiesta avanzata settimane orsono da Cgil, Cisl e Uil. «Avevamo scritto al sindaco – ha spiegato Falbo – lo scorso 2 dicembre chiedendo lui un incontro allargato proprio per discutere su tutte le delicate situazioni che riguardano la città e il territorio, ma il sindaco ci ha risposto di non aver nemmeno preso visione della nostra missiva. Adesso veniamo a conoscenza di un incontro sull’aeroporto con comitati e associazioni in cui, noi, nemmeno figuravamo se non per un invito pervenutoci in seconda battuta: così non va!». Nel mirino dei sindacati finisce anche la consigliera regionale di Cir Flora Sculco con cui, ricorda sempre Falbo, «avevamo condiviso il Master plan di Crotone», ma anche lei diventata “uccel di bosco”. A pregiudicare tutto quanto sulle molte vertenze che i sindacati hanno riassunto in bonifica, aeroporto e sanità, sono soprattutto le contrapposizioni politiche che stanno riguardando i Demokratici e il Pd, l’area Sculco e il presidente della giunta regionale Mario Oliverio. Così come non trascurano il sindacato il ruolo dei parlamentari Pd Nicodemo Oliverio e Nico Stumpo rispetto alle azioni intraprese in Parlamento a difesa del territorio, ma anche e soprattutto del ruolo che a loro dire non sta incidendo sul recupero dell'antica Kroton pur avendo come espressio del Crotonese il sottosegretario al Mibac Dorina Bianchi. «Ci manca – ha incalzato Pino De Tursi – l’interlocuzione seria e concreta delle istituzioni, non certo quella sbandierata a parole». «Siamo pronti – ha aggiunto Tomaino – a occupare Enti e istituti se da queste sedi non arriveranno proposte concrete e professionali, rispetto alla complessità che richiedono le mille vertenze di questo territorio».

 

 

 

 

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alfio pugliese cciaaLa Calabria, dopo la Campania, è la regione che presenta il più alto valore di spesa per mobilità sanitaria: nel 2016, pari a 256,2 milioni di euro. A intervenire sulla problematica è il presidente della Camera di commercio di Crotone Alfio Pugliese. «La migrazione sanitaria – esordisce Alfio Pugliese – rappresenta una tripla sconfitta per il nostro territorio. Il primo danno, un vero e proprio oltraggio, viene arrecato a tutti quei pazienti che vivono una situazione di disagio e sofferenza a causa di patologie spesso gravi e che, con i loro familiari, sono costretti a lasciare le proprie dimore e le proprie relazioni sociali per recarsi a migliaia di chilometri di distanza con spese spesso elevate di mantenimento, aggiungendo così al danno anche la beffa; la seconda conseguenza negativa ricade sulle risorse che le Regioni con saldo di emigrazione sanitaria in rosso versano a quelle che chiudono in positivo il bilancio della migrazione sanitaria, perlopiù Lombardia ed Emilia Romagna; la terza sconfitta è quella relativa alle imprese della nostra provincia, spesso punte di diamante sul panorama sanitario nazionale e internazionale, alle quali vengono lesinate risorse importanti con cui fornire servizi qualitativamente migliori. In provincia di Crotone - entra nel merito Pugliese - vi sono cliniche private che sono dei veri e propri centri di eccellenza e che, se sostenute adeguatamente, potrebbero invertire il flusso della migrazione sanitaria attraendo pazienti ed accompagnatori sul nostro territorio e, al contempo, garantendo occupazione. E’ possibile, ad esempio, citare il caso drammatico del settore oncologico: il 62% dei pazienti calabresi con tumore del polmone e il 42% delle donne calabresi con tumore al seno si recano in un’altra regione per sottoporsi a un intervento chirurgico – prosegue Pugliese – Perché i pazienti crotonesi e calabresi, già provati da patologie gravi, sono costretti a subire l’ennesimo onere psicologico ed economico di uno spostamento fuori regione seppure esistono sul territorio aziende che potrebbero garantire con efficacia ed efficienza le dovute cure? Se guardiamo il dato dal punto di vista della cittadinanza – prosegue - ci rendiamo conto che la spesa pro capite dovuta alla migrazione sanitaria è pari a circa 130 euro per abitante, una sorta di ‘tassa occulta’ pagata da ogni calabrese in termini di maggiori imposte e ticket per ottenere una qualità di servizi inferiore a quella garantita ai cittadini delle altre regioni. Questa tassa grava soprattutto sulle fasce deboli, pazienti ed anziani, costretti a far ricorso alle cure mediche. Auspichiamo che il problema della mobilità sanitaria venga posto al centro dell’attenzione da parte della Regione e del Governo - sono le parole conclusive del presidente dell’Ente camerale Pugliese – La Camera di commercio di Crotone è al fianco di tutti quei pazienti che pretendono in maniera legittima di essere curati vicino alla loro case mettendo fine ai cosiddetti ‘viaggi della speranza’, nonché accanto a quegli imprenditori che, con competenza e caparbietà, hanno voluto investire le proprie risorse professionali ed economiche in provincia di Crotone, incrementando la ricerca e fornendo servizi di qualità molto superiore ai livelli riscontrabili nella sanità pubblica».

 

 

 

 

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