Domenica, 12 Luglio 2020

ATTUALITA' NEWS

carcea talerico squillace arena fico“Prima di tutto la sanità pubblica”. Lo ha detto il commissario dell’Azienda provinciale di Crotone, Sergio Arena, durante la conferenza stampa relativa al bilancio dell’attività svolta e alla presentazione dei nuovi progetti della sanità crotonese, tenutasi questa mattina nella biblioteca del San Giovanni di Dio di Crotone. Arena ha voluto esprimere una posizione netta su come deve e dovrà essere la sanità nel territorio della provincia di Crotone visto che sia la sanità pubblica che quella privata viene erogata con soldi pubblici. Se ci sono investimenti da fare prima di tutto occorre pensare all’ospedale di Crotone e alle strutture sanitarie distribuite nei comuni della provincia, che fanno direttamente riferimento all’Azienda provinciale. Il 2016, secondo Arena, è stato un anno importante per la sanità crotonese: “E’ stato riaperto l’Unità operativa di Neonatologia e terapia intensiva neonatale; è stata potenziata l’Unità operativa di Neurologia con l’attivazione della stroke-unit; è stato attivato il teleconsulto neurochirurgico con il Pugliese Ciaccio di Catanzaro; sono stati assegnati 10 posti letto di ricovero ordinario ad oncologia e 10 posti letto per nefrologia”. Una serie di attività che consentono al nosocomio crotonese di fare numeri per le nuove nascite, dare risposte a chi subisce un ictus e certezze a malati oncologici e nefropatici. Interventi, non di secondo piano, sono stati effettuati per ristrutturare i reparti di geriatria e psichiatria del San Giovanni di Dio e i poliambulatori di Mesoraca, Cirò Marina. E’ stato aperto un nuovo poliambulatorio a Isola Capo Rizzuto. Risposte sono state date anche in termini occupazionali con nuove assunzioni di dirigenti medici, ostetriche, operatori tecnici delle categorie protette, o.s.s. e autisti per le ambulanze. Il programma per il 2017 segue la scia di quello realizzato nel 2016: nuove servizi e nuove assunzioni di personale. L’obiettivo è quello di aprire, finalmente anche a Crotone l’emodinamica nel reparto di cardiologia (le malattie cardiache sono la prima causa di morte, anche se si teme di più il cancro per le sofferenze che la malattia provoca al malato) e il nuovo pronto soccorso con altri otto posti letto per medicina d’urgenza. Quelli illustrati da Arena sono dati reali e non la solita lista della spesa. Dati reali che, però, ancora non sono riusciti a trainare fuori dal guado la sanità del Crotonese. I danni prodotti negli ultimi dieci anni avvenuti con il beneplacito e la condivisione della classe politica che ha governato la Regione Calabria (quella che è stata nella sala dei bottoni) non si recuperano in poco più di un anno. L’importante è iniziare ed avere le idee chiare a partire sugli investimenti da fare: prima di tutto si deve puntare sul rilancio dell’ospedale, l’unica struttura a cui fa riferimento la popolazione della provincia di Crotone, l’area cosentina dell’alto Ionio (Cariati e altri), San Giovanni in Fiore e il centro di accoglienza S. Anna con tutte le sue complesse situazioni sanitarie. Ci vogliono più investimenti da destinare alla sanità pubblica per potenziare i reparti di Medicina generale, Chirurgia, Oncologia, Cardiologia che con le risorse che fanno già più di quanto sia possibile. C’è da recuperare il ragionamento potenziando il servizio di diabetologia, soprattutto per l’incidenza che ha la malattia, e ritornare al riconoscimento di Unità complessa per oculistica, dermatologia, otorino e altro. Ci vogliono più soldi per la sanità pubblica: ha ragione il commissario Arena. Potenziando e rendendo efficiente la sanità pubblica si interrompe la migrazione sanitaria, fermo restando che va anche sostenuta quella parte di sanità privata che ha già dimostrato di saper fare. Sant’Anna è un’eccellenza riconosciuta a livello europeo, ma anche il Romolo Hospital è una buona clinica che ha raggiunto risultati ottimali (nel 2016 sono stati effettuati, oltre ad interventi su pazienti calabresi, 15 interventi di cancro su pazienti provenienti da altre regioni). Occorre premiare le strutture che esibiscono le prove di quello che hanno saputo fare. Bisogna premiare il primario del reparto di chirurgia dell’ospedale di Crotone, Giuseppe Brisinda, che sta facendo numeri eccezionali di interventi su malati di cancro. Sono numeri già fatti e per questo Arena ha ragione a dire: “Prima la sanità pubblica”.

 

 

 

 

 

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enrico pedaceIl governo Renzi proseguirà col commissariamento della sanità in Calabria. La Presidenza del Consiglio dei ministri ha infatti risposto a una sollecitazione inviatagli nei mesi scorsi dal consigliere di maggioranza del Comune di Crotone Enrico Padace in cui veniva richiesta la rimozione del commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dei disavanzi del Ssr calabrese Massimo Scura e del sub commissario Andrea Urbani. «Con riferimento - scrive la Presidenza - alle note dì cui all'oggetto, lo scrivente Ufficio ha richiesto elementi informativi alle competenti amministrazioni, le quali hanno comunicato che "un più accurato approfondimento da parte della struttura commissariale, in sede di riorganizzazione della rete ospedaliera generale, ha condotto alla salvaguardia di taluni servizi sanitari territoriali ivi compresi quelli di pertinenza tanto della struttura di 'Nefrologia e Analisi', riconfigurata quale struttura complessa, quanto di quelli propri delle strutture semplici dipartimentali di 'Microcitemia e dermatologia'. Con il nuovo assetto, pertanto - conclude la missiva -, risulterebbero conservati, presso l'Ospedale civile "San Giovanni di Dio", sito nel Comune di Crotone, numero 10 posti di "Nefrologia", idonei a preservare i livelli essenziali di servizi verso tipologie di utenti particolarmente vulnerabili».

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clinica santanna pugliese dolce pignolo«Un modello da imitare - riferisce una nota - per approccio clinico, per modelli operativi, per organizzazione, per tecnologia e ricerca». Nuovi ulteriori segnali di apprezzamento e di stima arrivano all'Istituto S. Anna di Crotone dalla comunità scientifica nazionale. L'Istituto, infatti, è stato protagonista ad Ascoli Piceno nel sedicesimo Congresso nazionale della Società italiana di riabilitazione neurologica, nel corso del quale gli specialisti della Casa di cura crotonese hanno presentato ben quattro lavori scientifici relativi ai risultati delle ricerche e delle soluzioni tecnologiche sviluppate negli ultimi cinque anni per la cura dei pazienti con esiti di gravi cerebrolesioni acquisite. L'esito del Congresso è stato illustrato in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte l'Amministratore unico dell'Istituto Giovanni Pugliese, il suo direttore scientifico Giuliano Dolce e l'ingegnere dell'Area Ricerca del S. Anna Loris Pignolo.

 

«La sanità calabrese – ha affermato Pugliese – sale agli onori nazionali per situazioni positive. Ed è motivo di grande orgoglio per noi ricevere proposte di collaborazione da ogni parte d'Italia». La situazione, però, «è un po' contraddittoria, perché mentre da una parte la società scientifica ci riconosce come punto di riferimento europeo, dall'altra parte la nostra Regione non ci riconosce questo ruolo, e riduce il nostro budget. Una circostanza che ci amareggia, e che riteniamo possa essere dettata da una non corretta valutazione delle nostre reali attività. Speriamo, dunque, di riuscire a comunicare all'assessorato regionale alla Salute e ai commissari il tipo e la qualità del lavoro che facciamo. Vogliamo proporre buona sanità, dimostrando coi fatti e con i report scientifici che noi la facciamo e che per questo tanti pazienti arrivano al S. Anna dalle altre regioni d'Italia, ribaltando il concetto di emigrazione sanitaria».


Particolare consenso tra gli addetti ai lavori ad Ascoli ha suscitato il progetto "Oberon", il modello di assistenza a domicilio di pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza sviluppato e messo a regime in Calabria da quattro anni in collaborazione con l'Asp di Crotone e con la Regione Calabria. I maggiori esperti italiani del settore hanno considerato questo progetto come possibile modello da esportare nelle altre regioni italiane. È stato presentato anche il progetto Osram, che mira alla sperimentazione di un nuovo approccio metodologico per la riabilitazione neurologica di pazienti con esiti di ictus. Sono stati illustrati, inoltre, i risultati ottenuti dall'utilizzo del robot Aramis, unico al mondo per la riabilitazione dell'arto superiore di pazienti emiplegici, e realizzato interamente all'interno dell'area ricerca del S. Anna. Infine è stato presentato un protocollo di studio sperimentale che prevede l'utilizzo della terapia robotica bilaterale dell'arto superiore in pazienti con ictus regresso ad almeno un anno dall'evento.

 

«Al S. Anna – ha spiegato il professor Dolce – facciamo ricerca già da molti anni, e ci siamo specializzati nella robotica, ideando e realizzando macchine meccatroniche originali che i dati hanno dimostrato essere particolarmente efficaci e funzionali». Come Aramis, un robot unico al mondo, ideato a brevettato dall'Area Ricerca del S. Anna». «Di Oberon – ha aggiunto Pignolo – abbiamo relazionato su invito, perché è un modello unico in Italia del quale tutti ci invitano a parlare per proporlo in altre regioni. Dalla sanità della Calabria, insomma, arrivano anche notizie buone».

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«Tagliare la postazione dell'elisoccorso a Crotone significherebbe scherzare col fuoco. Né più né meno». E' quanto sostiene la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco che aggiunge: «La Struttura commissariale per la sanità deve essere consapevole che una scelta del genere, qualora si concretizzasse, potrebbe ingenerare, in un territorio già fortemente provato, non solo una forte polemica politica e sociale, ma una mobilitazione generale dagli esiti imprevedibili».

 

«Crotone e il suo territorio - sottolinea l'onorevole Sculco -, da molto tempo, stanno subendo, nell'indifferenza delle istituzioni, un arretramento nella qualità dei servizi e un impoverimento progressivo che è a dir poco intollerabile. Con le condizioni deplorevoli della '106' e della ferrovia, simboli di un'incuria pubblica che non ha eguali nel Paese, l'eliminazione dell'elisoccorso per Crotone e il suo territorio sarebbe, per motivi facilmente intuibili, di una gravità inaudita".

 

Conclude quindi la consigliera regionale: «Questo territorio ha bisogno di sviluppo e occupazione, del potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali e del sostegno attivo delle istituzioni regionali e nazionali per uscire da una crisi profonda che tocca ogni settore imprenditoriale, non certo di altre offese e altri scippi».

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sergio arena asp«Nelle pieghe delle polemiche - è scritto in una nota - apparse sugli organi di stampa in merito all'ultimo decreto del commissario ad acta Scura sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, le sue ricadute sul nostro presidio e l'affidabilità delle azioni poste in essere dalla nostra dirigenza commissariale, il Tribunale per i diritti del malato (Tdm) ritiene puramente strumentali e finalizzate al periodo preelettorale le argomentazioni esposte. Con rammarico constata che al di sopra della tutela del malato e dei diritti in generale dei cittadini c'è sempre e in modo costante un interesse politico o personale che scoraggia e sminuisce anche quello che di concreto e positivo è stato realizzato o si sta cercando di realizzare.

 

«Il Tdm sottolinea - prosegue la nota - che, al di là di ogni interesse personale che può spaziare dalla tutela di un primariato al diritto della "104" , di cui tutti devono godere se ne esistono realmente i presupposti (ciò vale anche per il Personale sanitario), la centralità delle politiche sanitarie deve essere il malato con le sue sofferenze e con il suo diritto alla salute. Dalla valutazione dei nuovi modelli di Sanità che si stanno delineando e che si sono già attuati in altre realtà nazionali , non si può non tenere conto del Piano di rientro della Calabria, determinato da una classe politica e dirigenziale che non ha saputo attivare un'efficace governo della spesa causando rilevanti disavanzi; da debolezza strutturale dei precedenti governi regionali che non hanno saputo imporre scelte di rinnovamento; da governi aziendali senza capacità di gestione».

 

«Dobbiamo, quindi, accettare - scrive il Tdm - i limiti che tale piano ci impone insieme alle ridotte risorse economiche messe a disposizione. Semmai dobbiamo pretendere che si evitino gli sprechi perché le stesse risorse possono dare qualità nei servizi se questi si sanno riorganizzare con efficacia ed efficienza. Per fare un esempio, Il declassamento delle Unità operativa di Dermatologia, Otorino e Oculistica da strutture complesse a strutture semplici non compromette i servizi e le prestazioni sanitari per gli utenti, in quanto possono essere espletati dagli stessi specialisti in regime di Distretto sanitario o ambulatoriale pur in assenza di primario, così come accade nei migliori ospedali nazionali e, come abbiamo contezza , si sta organizzando nel nostro Presidio. Infatti la sfida del nostro paese è quella di riuscire a mantenere in perfetto equilibrio l'esigenza del pareggio di bilancio con il rispetto , la tutela e il riconoscimento del diritto dei malati, attuando l'intensità di cura, l'implementazione dei Pdta e Pic, l'adeguata riorganizzazione dei servizi con la costituzione delle reti e quanto dettato dagli standard ospedalieri e dal Patto della Salute».

 

«Gli operatori sanitari - esorta il Tdm - devono sentirsi parte attiva di questo cambiamento. Se analizziamo in un'ottica regionale, l'attuale riorganizzazione della rete ospedaliera di Crotone, a nostro avviso, fortunatamente, non ha subito ridimensionamenti tali da gravare sulle prestazioni agli utenti, e a questo ha contribuito anche il commissario Sergio Arena, il quale con impegno e determinazione, ha consentito la rivisitazione di quanto deciso precedentemente da parte del commissario Scura».

 

«Quanto detto - sottolinea - Tdm non deve essere interpretato come un plateale merito alla sua persona, bensì come riconoscimento di aver saputo interpretare, alla luce della nuova programmazione sanitaria i metodi e le priorità di intervento. Non possiamo disconoscere che, nell'arco di poco più di un anno, tra innumerevoli difficoltà, l'Ospedale di Crotone, può annoverare una serie di servizi di primaria importanza tra cui la riapertura della Tin, l'attivazione della Stroke Unit, la riorganizzazione del Cup per la riduzione dei tempi d'attesa, nuova normativa per l'assistenza territoriale integrata, apertura di ambulatori sul territorio per migranti, il rimodernamento della sala parto, in corso la ristrutturazione della Geriatria, ecc...».

 

«Lungi dal pensare - conclude il Tdm -, però, che la sanità crotonese sia un'eccellente sanità pubblica come ci si dovrebbe auspicare, tale da poter essere solo integrata dal privato ma non sostituita. La strada da percorrere è ancora lunga ; problemi quali le liste d'attesa, l'umanizzazione, il primo soccorso, il potenziamento delle strutture territoriali, ecc. sono temi su cui bisogna lavorare con la massima priorità ed impegno. Il Tdm, già a disposizione dei cittadini per la raccolta di qualsiasi segnalazione sanitaria, sarà sempre presente e a fianco del malato. Non di meno il Tdm sarà costantemente interlocutore con la parte dirigenziale per migliorare l'offerta sanitaria del territorio».

 

 

 

 

 

 

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via roma sculcoBotta e risposta. Il Pd replica ancor più duramente al comunicato diramato ieri da Prossima Crotone [LEGGI ARTICOLO]. «Se cè qualcuno - scrive il Pd - che è in terapia elettroconvulsilvante subito dopo avere tripudiato "l'approssimativa Crotone", questo non è certamente il Pd, o il suo segretario, ma piuttosto la squadra che fa riferimento all'onorevole Sculco. E' del tutto evidente infatti, che, in attesa di capire a quale campionato iscriverla questa squadra, non riuscendo a trovare in città riscontri positivi ad un progetto politico evanescente, che non riesce proprio a decollare, figuriamoci a "volare", il tempo venga utilizzato per dileggiare quel Pd, ricercato ripetutamente, sognato a piè sospinto, in infruttuosi pellegrinaggi romani, e visto sfuggire all'ultimo istante».

 

«In vista - ricorda il PArtito democratico - ci sono le elezioni amministrative, all'orizzonte c'è la conquista del Comune, sulla scena i cittadini crotonesi. Il finale, è già scritto, lo si percepisce per le vie cittadine, e le convulsioni non basteranno ad arrestare l'ultima, definitiva disfatta amministrativa (finalmente e non sarebbe la prima) con tanto di necrologio per un modo di fare politica di cui i crotonesi sono stanchi. Avremo modo di confrontarci in campagna elettorale con gli amici di Calabria in Rete, sui temi che interessano i crotonesi, noi del Pd, l'intera coalizione di centrosinistra e tanta parte della società civile, dell'imprenditoria locale, del mondo associazionistico e delle professioni che già hanno detto pubblicamente di volere sostenere in prima persona e direttamente il progetto di rinnovamento messo in campo dal Partito democratico».

 

«Nel frattempo - prosegue il comunicato del Pd -, caro onorevole Sculco ci permetta: sentirla usare l'espressione "a comando" ci induce a sorridere, intanto perchè è una locuzione che appartiene come stile politico e modus operandi al suo contesto di riferimento, quello di via Roma per intenderci, dove decide uno e tutti si adeguano; e poi perchè noi siamo "democratici" veramente e il futuro sindaco, lo scegliamo coinvolgendo, come stiamo facendo, tutti, a partire da Crotone, così come si addice ad un grande partito e ad una grande forza di governo. Il dottor Arena non ha bisogno di essere difeso da nessuno, men che meno dal Pd, del quale non ha la tessera in tasca per essere chiari, basta chiedere, andare tra la gente per capire quanto egli stia dando con grande spirito di sacrificio alla sanità crotonese».

 

«Infine - scrive ancora il Pd -, ci perdoni l'onorevole Sculco, ma sentirla parlare di "foraggiare carriere, incompetenze e clientele...": ma da quale pulpito viene la predica! Abbia almeno il coraggio di non aprirlo per nulla questo capitolo, lei è troppo giovane, ma chieda a qualcuno vicino a lei, come ha fatto le proprie fortune elettorali elargendo incarichi e foraggiando inconpetenti autentici, che però avevano voti da mettere sul piatto. Per fortuna dal 2014 anche la sola promessa è reato penale, non è necessario che la metta in atto un candidato, basta che lo faccia qualcuno anche da dietro una scrivania. A Crotone abbiamo un campione di questo modo di fare politica, e finchè all'Asp gli eventi lo permettevano, nessuno si è lamentato, guardacaso oggi che quel sistema è sfuggito dalle mani, si grida all'attentato».

 

«Stiate sereni - conclude il comunicato -, amici de "La prossima Crotone", per quelle che possono essere le nostre possibilità, condividiamo pienamente le vostre preoccupazioni e ci attiveremo immediatamente per eliminare all'Asp, se ne sono rimaste, residue incrostazioni magari frutto di vecchie rendite di posizioni, prive di titoli e meriti. E questo dovrà avvenire prima ancora che la campagna elettorale inizi, su questo siamo sicuri che il dottor Arena si adopererà ed adempierà, se lo riterrà opportuno, immediatamente e nel solo ed esclusivo interesse della difesa del bene collettivo».

 

 

 

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