Domenica, 12 Luglio 2020

ATTUALITA' NEWS

sculco pantisano2Sale d'intensità lo scontro sulla sanità crotonese tra il segretario provincia del Pd, Arturo Crugliano Pantisano, e l'area della Prossima Crotone che ha redatto un comunicato a difesa di Flora Sculco ieri attaccata pesantamente dal leader democrat di via Panella [LEGGI ARTICOLO]. «Arturo Crugliano Pantisano - scrive nel comunicato Prossima Crotone - ha recentemente subito un brutto trauma ed ora, come si intuisce dalle sciocchezze che dice, è in evidente stato confusionale. Al punto che siamo stati tentati di dargli umana solidarietà per la figuraccia fatta al cospetto dell'opinione pubblica crotonese e dell'intera Calabria».

 

«Un trauma - va giù pesante la nota - di quelli che tramortirebbero persino un politico serio e di buon lignaggio, figurarsi uno come lui che, com'è noto anche alle pietre, è l'incarnazione del nulla e dell'immobilismo politico ed amministrativo più deplorevole che ha provocato alla città di Crotone danni incommensurabili. E' per via di questo trauma che, riferendosi all'onorevole Flora Sculco, ha sbagliato tiro, tono, contenuti e contesto. E per questo ha preso fischi per fiaschi. Come al solito! Poverino, non ne indovina una. Né crediamo che la difesa d'ufficio dell'Asp di Crotone, da parte di Crugliano Arturo Pantisano, sia stata richiesta da chi oggi guida la stessa Azienda sanitaria».

 

«D'altra parte - continua la nota -, per stile, costume e livello istituzionale l'onorevole Flora Sculco è abituata ad occuparsi non delle persone in quanto tali, ma esclusivamente delle funzioni e delle responsabilità da loro esercitate. Sorprende, poi, che Arturo Pantisano, che normalmente non s'interessa di niente e di nessuno, se non di se stesso e della sua improbabile carriera politica, questa volta, e com'è abituato a fare 'a comando', abbia assunto impropriamente una difesa dettata unicamente dalle esigenze di appartenenze. Già questo la dice lunga sull'estraneità di una certa politica dalla gestione della sanità crotonese. L'onorevole Flora Sculco, al contrario di quanto asserisce Pantisano, come al solito e come sempre e dunque anche in questa circostanza, ha rivolto una forte sollecitazione a fare, nella sanità, di più e meglio. E in linea con le preoccupazioni e le attese, non di Pantisano, ma dei cittadini e secondo quanto chiedono e invocano tutte le istanze rappresentative del territorio».

 

«A comprova di tutto ciò - è scritto ancora -, occorre sottolineare che i pochi risultati, fra cui la Tin, indicati da Pantisano Arturo, sono il frutto di un'attività che, insieme ad altri e compreso il dottor Sergio Arena, ha visto protagonista l'onorevole Flora Sculco, come si evince abbondantemente dalle cronache di questi ultimi mesi. Protagonismo che non è mai venuto meno e che ha visto l'onorevole Flora Sculco intervenire con determinazione, nel corso della seduta del consiglio regionale sulla sanità di giovedì scorso, a difesa delle prerogative costituzionali della Regione e per ribadire che i vertici delle Aziende sanitarie, compreso in particolar modo quella di Crotone, debbono mettere in campo un attivismo che abbia come esclusiva priorità il diritto alla salute dei cittadini. E non altro. La sanità non può essere utilizzata per foraggiare carriere, incompetenze e clientele. Crotone deve andare oltre le disfunzioni che al momento si registrano e tentare di organizzare, nell'interesse generale, una struttura pubblica moderna ed efficiente che dia risposte e faccia, come già detto l'on. Flora Sculco, sanità e non spesa"».

 

 

 

 

 

 

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pantisano sculco«È il caso di dire - scrive il segretario provinciale Pd Arturo Crugliano Pantisano - che l'onorevole Flora Sculco, ancora una volta, ha perso l'occasione per tacere. Dopo anni di abbandono della sanità crotonese e l'uso clientelare delle strutture sanitarie si tenta di ribaltare la responsabilità pensando che i crotonesi abbiano la memoria corta e non ricordino chi ha avuto la responsabilità di gestione delle strutture sanitarie nella nostra città e nella provincia di Crotone».

 

«Sergio Arena - rivendica Pantisano -, alla guida dell'Asp di Crotone da appena un anno, ha dimostrato che si possono affrontare i problemi, frutto di anni di cattiva amministrazione e ha così riaffermato che, con un buon governo, si possono dare segnali importanti per le cure e la salute dei cittadini. Basta solo ricordare che in meno di un anno è stata riaperta la Tin e ha dato a questa provincia un reparto importante per la salute dei cittadini qual è la stroke unit. Ed è ulteriormente importante ricordare che la gestione della cosa pubblica è stata e sarà gestita nella completa trasparenza e rispetto delle regole».

 

«Tutto ciò - sottolinea Pantisano - in un contesto di difficoltà determinata da una gestione commissariale irresponsabile, improntata a tagli lineari dei servizi e delle risorse per i territori. La città e la provincia di Crotone, in questo anno, hanno avuto la possibilità di conoscere con il dottor Arena un manager importante che ha saputo costruire servizi sanitari qualificati sui territori a tutela della salute dei cittadini. Con Sergio Arena si è chiusa la stagione delle clientele».

 

«Ciò - si avvia a conclusione Pantisano - evidentemente non va bene a coloro che per un lungo periodo hanno pensato agli incarichi e ai ruoli di direzione nella società per esercitare potere. I crotonesi sanno bene di cosa peliamo e sanno distinguere tra buona e cattiva amministrazione. Non è un caso del dottor Arena che gode di larga stima nella comunità e la sua opera è apprezzata in tutti gli strati della popolazione».

 

 

 

 

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oliverio consiglio sanitàREGGIO CALABRIA - Stati generali della sanita' per combattere lo strapotere dei commissari. E' questa la proposta avanzata oggi in consiglio regionale dal presidente della Regione Mario Oliverio, durante la seduta dedicata alla situazione sanitaria calabrese. "I commissari - ha detto il governatore - hanno esautorato le funzioni della Regione, e' arrivato il momento di invertire la rotta perche' i cittadini hanno il diritto di vedere tutelata la loro salute". Oliverio ha chiarito che gli Stati generali saranno convocati nelle prossime settimane e vedranno il coinvolgimento di medici, pazienti, associazioni e ordini professionali».

 

«Nel contempo - ha detto il presidente della giunta - abbiamo gia' avanzato al ministro la richiesta di addivenire a un nuovo accordo di programma quadro con l'obiettivo di pianificare le rimanenti risorse dell'ex articolo 20 di circa 300 milioni di euro per nuove strutture, completamenti e ristrutturazioni. In sostanza - ha dichiarato - la Regione oggi avvia una nuova fase per la sanita' calabrese. Gli stati generali della sanita' rappresenteranno la prima tappa per la riorganizzazione del sistema».

 

«Sei anni - ha commentato Oliverio - di commissariamento alla Sanita' in Calabria non solo non sono serviti a risolvere alcuni annosi problemi, ma li hanno paradossalmente spesso aggravati. L'analisi di tutti i verbali ministeriali, anche alla luce dell'odierno 'rapporto sul coordinamento della finanza pubblica' appena redatto dalla Corte dei Conti, sancisce il fallimento politico della gestione commissariale. In pratica risulta che - ha continuato Oliverio - la Calabria non garantisce i livelli essenziali di assistenza e sei anni di commissariamento non hanno sostanzialmente modificato tale situazione, aggravata dalla adozione della logica dei tagli lineari indiscriminati e dalla assenza di idee chiare sulle reali criticita' e sugli interventi».

 

«L'analisi dell'attivita' assistenziale ospedaliera - ha proseguito il presidente della giunta regionale calabrese - evidenzia una riduzione dei ricoveri ben maggiore rispetto all'analogo fenomeno nazionale. Inoltre - ha aggiunto - in Calabria ci sono pochi posti letto realmente disponibili e sono, peraltro, frammentati e mal distribuiti. Di conseguenza, si e' verificato l'incremento della mobilita' passiva extra regionale, per cui la percentuale dei ricoveri fuori regione dei residenti e' aumentata al 20,1% nel 2014. Altra situazione critica si rileva a livello della rete di emergenza che si dimostra non adeguata. Per il modo - ha sottolineato Oliverio - inefficace e discrezionale di procedere, cresce il contenzioso con gli erogatori privati accreditati, a seguito della loro decisione di impugnare il decreto sulla nuova rete ospedaliera».

 

 

 

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Il presidente della Regione, Mario Oliverio, dopo aver inaugurato presso il presidio ospedaliero di Crotone i locali riammodernati del reparto di Psichiatria, nel tardo pomeriggio di ieri è intervenuto alla manifestazione promossa dal Pd di Crotone sul tema: "Patto governo-Regione Calabria: la questione Crotone". «Concludendo i lavori del convegno, il presidente della Regione - è detto in un comunicato dell'Ufficio stampa della giunta - ha detto: mi è stata consegnata questa sera, brevi manu - ha detto, tra l'altro, Oliverio - la delibera di riattivazione dell'Unità operativa di Patologia neonatale e terapia intensiva che avverrà con decorrenza 10 dicembre prossimo. Questa, però, non è l'unica novità che ho il piacere di darvi. E' stato anche completato l'organico dell'Unità operativa di Neurologia, con la nomina del primario e l'assunzione di quattro medici. A breve poi sarà completata la trasmissione di immagini dal presidio ospedaliero di Crotone alla Neurochirurgia del 'Pugliese-Ciaccio' di Catanzaro. Ciò consentirà l'attivazione dell'Unità di Strocke (cura dell'ictus con terapie moderne) prevista per la fine del mese di gennaio 2016. Domani - ha concluso il presidente - verrà firmato il contratto con il primario della Chirurgia Brisinda che proviene dal 'Gemelli' di Roma. A breve, comunque, il management aziendale darà informazioni più dettagliate sul lavoro svolto dall'insediamento ad oggi».

 

 

 

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vallone magornoLa "convocazione urgente e straordinaria" dell'Assemblea regionale del Pd sui temi della Sanità é stata chiesta al presidente, Peppino Vallone, da 165 componenti dell'organismo rispetto ai trecento che ne fanno parte complessivamente. La richiesta é stata inviata anche al segretario regionale del partito, Ernesto Magorno, e al responsabile nazionale delle Politiche sanitarie, Federico Gelli. In particolare, hanno sottoscritto la richiesta 70 componenti della Federazione di Cosenza, 41 di Reggio Calabria, 27 di Catanzaro, 15 di Crotone e 12 di Vibo. «La gestione commissariale disposta dal governo nazionale - é detto nella richiesta - ha fallito. Anche l'azione dell'attuale commissario si svolge nella continuità con i cinque anni trascorsi. Non si attua il Piano di rientro dal disavanzo sanitario e soprattutto si allontana sempre di più l'obiettivo di un servizio riqualificato. Non si tagliano gli sprechi, né si razionalizza la spesa. I livelli essenziali di assistenza sono preclusi a vaste aree territoriali della regione. I servizi ospedalieri sono sempre più dequalificati. La professionalità degli stessi operatori, medici e paramedici, viene quotidianamente mortificata ed esposta a rischi elevati. Viene accentuato il tasso di sfiducia verso l'offerta sanitaria locale ed è aumentato il numero dei viaggi della speranza verso altre regioni. Nonostante la maggioranza dei calabresi avesse dato fiducia a Mario Oliverio, al Presidente della Giunta regionale eletto è stato impedito di cimentarsi nel tentativo di riordino e riqualificazione della sanità. Il Pd - proseguono i componenti dell'Assemblea regionale del partito - non può stare inerme e silente di fronte a tutto ciò. Non è sostenibile la contraddizione di un partito che dovrebbe puntare al raggiungimento dell'obiettivo di riqualificazione del servizio sanitario e invece, va assumendo su di sé la responsabilità dell'insufficiente azione interpretata dai Commissari Scura ed Urbani. Né il Pd può essere arbitro di una falsa contesa tra la Regione e la gestione commissariale della sanità. Il problema non è dato dalla presunta contrapposizione tra il Presidente della Regione ed il Commissario governativo, ma dalla rotta sbagliata che la gestione commissariale sta attuando conducendo al naufragio la sanità calabrese. Insomma, il Pd non solo non può assumere su sé stesso le responsabilità dello sfascio della sanità regionale ma, al contrario, dovrà essere la vela per il cambiamento e per ridare fiducia ai calabresi di poter esercitare il diritto primario alla cura della salute attraverso un sicuro ed efficiente servizio sanitario regionale. Per questa ragione - concludono - di fronte alla manifesta incertezza della direzione politica del Pd calabrese su questo versante, riteniamo necessario che sia l'Assemblea regionale a determinarsi. A tal fine, nella qualità di componenti dell'organismo, chiediamo, sulla base dell'art. 5 dello Statuto del partito, la convocazione straordinaria ed urgente dell'Assemblea regionale alla presenza dell'onorevole Federico Gelli responsabile della politica sanitaria del Pd».

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marrelli3«Dalla stampa di oggi apprendiamo la notizia - afferma in una nota il comitato "Vogliamo il Marrelli Hospital" - che domani si terra' a Roma un importante incontro per la Calabria ed il destino della sanita' regionale. In quella sede sara' definita la nuova rete ospedaliera, e saranno definiti i dettagli di un nuovo decreto che sostituira', probabilmente, il decreto commissariale n.9/2015. Ricordando che la questione Marrelli Hospital dovrebbe essere giunta ormai a conclusione, l'auspicio e' che la questione domani possa concludersi positivamente e per questo invitiamo i commissari Scura, Urbani ed il dottor Fatarella, in rappresentanza della Regione Calabria, ad intraprendere ogni azione utile che porti alla conclusione del procedimento. Sicuramente il lavoro portato avanti sara' finalizzato a concludere il procedimento entro giorno 15 Ottobre, data in cui, in ogni caso, dovra' pronunciarsi il giudice del Tar a cui la struttura Marrelli Hospital si e' rivolta per far valere i propri diritti. Ma vorremmo non si dimenticasse che l'autorizzazione all'esercizio e' un atto preliminare e dovuto. Oggi in Calabria ci sono le condizioni per procedere subito anche con l'accreditamento della struttura la cui domanda, come specifica la normativa regionale, potra' essere presentata dalla societa' solo dopo 60 giorni dall'avvenuta autorizzazione. Il decreto 9/2015, unico atto oggi che disegna la rete ospedaliera regionale, specifica che ben 99 sono i posti disponibili nella programmazione regionale da assegnare a privati accreditati e/o pubblici con finalita' e modalita' precisamente descritti con il decreto: recupero della mobilita' passiva, definizione di situazioni di accreditamento controverse, riequilibrio territoriale dell'offerta sanitaria per area e per provincia. Dunque per firmare l'autorizzazione prima e l'accreditamento poi per il Marrelli Hospital non servono ulteriori decreti, perche' il Decreto commissariale n.9/2015 contiene gia' i posti letto che servono perche' il dipartimento esprima la conformita' della struttura alla programmazione regionale. In questi 24 mesi di attesa e di disagio il nostro comitato ha raccolto 15000 firme, 15000 cittadini calabresi e crotonesi che ritengono questa struttura importante e necessaria. La citta' di Crotone si e' espressa in modo forte anche attraverso una grande manifestazione ("Fiaccolata Silenziosa") che ha portato per le strade cittadine a sfilare oltre 5000 persone perche' deve essere un diritto per ogni amministrazione poter garantire ai propri cittadini il diritto di curarsi al meglio, senza essere costretti a partire verso altre regioni per poter salvare la propria vita. Inoltre e' stato proprio il consiglio comunale di Crotone ad aver deliberato all'unanimita' la richiesta di avere per Crotone una maggiore attenzione in sanita' e vedere presto la clinica funzionare. La citta' di Crotone vuole un ospedale piu' funzionale, ma sa bene che da solo non e' sufficiente. La citta' di Crotone vuole piu' sanita' e vuole il Marrelli Hospital come struttura sanitaria a supporto ed integrazione della sanita' pubblica. Questo e' il punto di partenza e ci piacerebbe fosse il punto di arrivo. Staremo vigili, e con noi tutte le istituzioni e la politica locale, che domani a Roma non si cambino le carte in tavola».

 

 

 

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