Domenica, 12 Luglio 2020

ATTUALITA' NEWS

luigi dorazioLo stato di salute dei sei consultori nella provincia di Crotone. Ne parliamo con il coordinatore dei consultori provinciali Luigi D'Orazio che è anche segretario territoriale di uno dei sindacati più rappresentativi della dirigenza medica: Fials medici. In qualità di medico ginecologo, D'Orazio opera da 26 anni presso l'Asp di Crotone.

Dottor D'Orazio come era l'Ospedale di Crotone quando è entrato per la prima volta come medico e com'è oggi dopo la riforma?
Sicuramente era più a misura di paziente e ricco di risorse umane e professionali. Ultimamente, a seguito del piano di rientro, sia il personale medico, che quello del comparto, una volta andato in pensione, non è stato più sostituito. La logica conseguenza è una involuzione naturale delle prestazioni. Si spera che in un futuro molto prossimo si possa reintegrare un organico adeguato e dotare i reparti che mancano di primari di professionisti qualificati, in modo da restituire all'utenza un'adeguata assistenza.
Dagli umori dei suoi colleghi che giudizio si potrebbe raccogliere in generale sulla riforma?
Purtroppo la carenza di organico e di disponibilità finanziaria condiziona tutto l'operato dei sanitari che quotidianamente prestano la loro opera con serietà e professionalità.
Perché una riforma, in questo caso la sanità, deve passare attraverso la riduzione del personale e l'accorpamento dei reparti?
Più che riduzione del personale mi piacerebbe parlare di ottimizzazione delle risorse. Riguardo invece quello che impropriamente viene considerato accorpamento dei reparti, altro non è che assistenza per intensità di cura, modello avanzato della sanità europea, cioè non più recinzioni tra unità operative ma raggruppamento di luoghi di assistenza per aree omogenee; questo permetterebbe di erogare prestazioni di qualità con una giusta razionalizzazione organizzativa del personale. In parole povere nello stesso luogo si mettono in comune la parte logistica le attrezzature e le risorse umane.
Non c'è troppa politica nella gestione della sanità?
Che io mi ricordi è sempre stato così. Speriamo che attualmente si possa approfittare dell'occasione di avere tecnici alla guida dell'Asp.
I consultori familiari della nostra Azienda, offrono un adeguato servizio e i cittadini li frequentano con tranquillità?
La funzione dei consultori familiari è molto importante perché offrono prestazioni socio-sanitari molto varie tra loro e multi disciplinari. Attualmente, già da molto tempo, rappresenta una cenerentola nell'assistenza territoriale. Questo perché ha risentito e risente più di altre strutture delle carenze di personale mai reintegrato. C'è da dire che fino ad oggi le direzioni strategiche che si sono avvicendate hanno prestato più attenzione all'Ospedale che non alle strutture del territorio.
Quale sarebbe secondo lei la via da percorrere?
Potenziare le strutture consultoriali, reintegrare le figure professionali essenziali che mancano e dotarle di attrezzature adeguate, inoltre dare adeguata informazione ai cittadini delle prestazioni che si erogano all'interno dei consultori. Questo porterebbe beneficio immediato alla pletora di prestazioni improprie che l'ospedale è costretto ad erogare.
L'attuale struttura pubblica di Crotone è sufficiente da sola a soddisfare le esigenze dell'intera provincia?
Lo sarebbe se ci fosse la possibilità di renderlo funzionale, integrando i servizi non presenti nelle strutture pubbliche con quelli erogabili dalle strutture private.
Se quella attuale sarà la sanità futura della provincia di Crotone che servizio potrà essere offerto ai cittadini?
Se non si darà una svolta decisiva a livello tecnico politico purtroppo temo che non si potrà invertire la tendenza alla emigrazione sanitaria.

 

 

 

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sergio arena internaFumata nera per la nomina dei direttori generali a capo delle Asp e delle aziende ospedaliere della Calabria e, quindi, anche per quella di Crotone alla cui guida viene riconfermato Sergio Arena. Bisognerà attendere dicembre, o giù di lì per conoscere quale tra gli otto professionisti ritenuti idonei (delibera di giunta regionale numero 297 dell'11 agosto scorso) sarà indicato nuovo dg dell'Asp di Crotone. È terminata nella tarda serata di ieri la Giunta regionale della Calabria, riunitasi sotto la presidenza del vicepresidente Antonio Viscomi, che ha confermato i commissari ormai prossimi alla scadenza delle Aziende provinciali di Catanzaro, di Crotone, di Cosenza nonché dell'Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, per il periodo strettamente necessario alla nomina dei direttori generali e comunque per non più di sei mesi. Nel rinviare la nomina dei dg si è tenuto conto di più fattori. Come il disegno di legge deliberato ieri di adeguamento dell'ordinamento regionale alle disposizioni del decreto legislativo 39 del 2013 (inconferibilità e incompatibilità degli incarichi) che si attende venga convertito in legge. Tra l'altro, sempre a monte della mancata nomina dg, ha pesato anche il fatto che solo il 16 settembre scorso è stato pubblicato l'avviso per la formazione dell'elenco dei direttori sanitari ed amministrativi che i direttori generali dovranno nominare. Quindi se fossero stati nominati ora i direttori generali non avrebbero avuto tali elenchi a disposizione.

 

 

 

 

 

 

 

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gemelline tinRiuscireste a descrivere emozioni e sensazioni che provate osservando questa meravigliosa fotografia? È senza dubbio impresa molto ardua riuscire a trovare le parole giuste per descrivere il miracolo della vita. Sono emozioni che, dagli occhi, arrivano alla mente e, poi, dalla testa vanno dritte dritte al cuore. Ed è qui che si fermano: al capolinea dei sentimenti dove diventa assai difficile farle venire fuori. E se vi dicessimo, invece, che queste due bellissime gemelline, venute alla luce al San Giovanni di Dio, sono state costrette ad affrontare, forzatamente, il primo viaggio della loro vita? Così, senza genitori e, certamente, non col loro piacere. Un altro, sgradito e spiacevole "regalo" prodotto con la chiusura della Tin del reparto di Neonatologia dell'ospedale crotonese. Da Crotone a Catanzaro, destinazione Pugliese Ciaccio. Un viaggio non previsto, sicuramente evitabile, al quale ci si pensa forse soltanto quando capita a te. Altrimenti non si riesce a comprendere tutto il disappunto, la rabbia ed il grande disagio dei genitori. La vicenda: una donna sui 35 anni, non italiana, ricoverata per minaccia di parto pretermine due giorni prima, ha dato alla luce due piccole gemelline di 1200 e 1100 gr. È stato possibile assisterle alla nascita perché fortunatamente, attrezzature e medici, quel giorno, erano disponibili. Ma ieri, dopo qualche ora, per motivi assistenziali e burocratici, sono state trasferite, in ottime condizioni, al centro Tin di Catanzaro fra l'incredulità degli stessi medici che erano addirittura convinti che la Tin di Crotone fosse stata riaperta. Miraggio. La promessa-annuncio del commissario regionale alla sanità Massimo Scura infatti, non ha ancora purtroppo sortito alcun effetto. Si parla dell'assunzione di un solo medico. Troppo poco per un reparto dove si lavora ininterrottamente giorno e notte. Dove la vita viene prima di tutto. Lì dove tutto inizia. E purtroppo, come si vede chiaramente, alla fine a pagare le conseguenze sono queste due piccole, splendide anime innocenti. Come altre prima, e altre ce ne saranno. Separate dalla madre, appena venute al mondo e che rivedranno forse solo tra qualche giorno. Se e quando la stessa mamma riuscirà a raggiungere le sue piccoline? Per un mese almeno, in pratica, sarà costretta a viaggiare ogni giorno per vederle e solo per qualche ora. Malasanità o "malapolitica" ? Lo lasciamo decidere a voi... Tant'è e tanto, fedelmente, vi riportiamo.

 

 

 

 

 

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protesta aspIn arrivo altri tagli per l'Asp di Crotone sugli investimenti che l'azienda dovrebbe destinare alle risorse umane. La scure è pari a 1,7 milioni di euro. A denunciarlo sono i sindacati dopo aver visionato il Piano di assunzione della nostra Asp approvato con decreto commissariale dal commissario al Piano di rientro della sanità Massimo Scura.

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elisoccorso2"Telecomandato" da Roma oppure no, responsabile unico di tutte le scelte e dei tagli alla sanità crotonese o meno, un solo dato è certo ed inconfutabile: il commissario regionale alla sanità é lui, Massimo Scura. Alle prese con un'infinità di problemi ed emergenze sanitarie un pò in tutta la regione, e con nel mezzo una nuova voragine nella sanita calabrese, pari ad 80 milioni di euro. Ma veniamo ai fatti, o più comunemente e tristemente, ai " tagli" di casa nostra. Sicuramente evitabili, e recuperabili, se si guarda il problema dal punto di vista squisitamente economico. Ci riferiamo al San Giovanni di Dio, e nello specifico ai reparti di emodinamica, neurochirurgia e terapia intensiva neonatale (Tin). Servizi sanitari di una importanza rilevante, e spesso vitali. Tagli che soprattutto, conti alla mano, potevano tranquillamente essere evitati. Per esempio, quanto costa mensilmente alla Regione il servizio di elisoccorso? Ben 50.000 euro! Sarebbe a dire, 5.000 euro a volo, a seconda della destinazione. E volete sapere quanto si risparmierebbe all'incirca, se funzionassero emodinamica, la Tin e neurochirurgia? Più o meno il 60/70% dei 50.000 euro che si spenderebbero mensilmente per l'elisoccorso, se come sembra, l'elicottero si alza in volo dal piazzale antistante lo stadio o da Cirò Marina, più o meno una decina di volte al mese. Va detto e specificato, a completezza della notizia e della realtà di quanto accade, che l'elisoccorso è un servizio importantissimo, e più che mai necessario in casi clinici urgenti, relativi a pazienti in pericolo di vita, che devono essere trasferiti a Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e altre destinazioni. Ma se l'ospedale crotonese fosse attrezzato in tal senso, non sarebbe certo necessario ricorrere al trasferimento in elicottero, di per sè sempre un rischio per i pazienti, ma anche per gli equipaggi dell'elicottero (vedi dati nazionali su velivoli precipitati). Di conseguenza si risparmierebbe la cifra necessaria per "tenere in vita" i servizi sanitari cancellati al San Giovanni di Dio. Questo è quanto, ma non é tanto. Infatti, la recente visita a Crotone del commissario alla sanità Massimo Scura, ha palesato si un certo interesse ed un minimo di impegno a far riattivare i reparti tagliati. Ma é tutto qui. Allo stato delle cose infatti, solo promesse e deleghe, non supportate purtroppo da dati precisi e soprattutto dal conforto di scadenze temporali certe. Più o meno la medesima "non soluzione", lasciata per ricordo al Marrelli Hospital, ancora prigioniero di misteriose lungaggini (politiche) burocratiche, che ne bloccherebbero le necessarie autorizzazioni. Vedi Roma, come sopra...Scura infatti, è stato indicato direttamente da Luca Lotti, molto vicino a Matteo Renzi, e sottosegretario alla Presidenza del consiglio.

 

 

 

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«Le recenti polemiche seguite alla presentazione della proposta di legge sulla Dieta Mediterranea impongono delle riflessioni anche sulla scorta del ruolo rivestito durante la scorsa Legislatura regionale». Sono le dichiarazioni dell'ex presidente della commissione Sanità al consiglio regionale Salvatore Pacenza che attualmente svolge la professione medica in qualità di diabetologo presso l'ospedale di Crotone. «Come e' facilmente verificabile - scrive Pacenza - dagli atti istituzionali ufficiali, una specifica legge sull'utilita' e sulla necessita' di promozionare le sane abitudini alimentari della nostra Regione e' stata licenziata all'unanimita', compreso il relativo impegno di spesa, dall'assemblea regionale durante la scorsa legislatura. La suddetta legge, prima di approdare in aula, e'stata oggetto di un serrato confronto nella Commissione da me presieduta, sempre pero'con l'obiettivo di dotare la nostra Regione di uno strumento che ne potesse esaltare una delle migliori specificita'. La riproposizione della stessa legge con addirittura l'abrogazione della precedente, rientra, con il rispetto dovuto agli attuali legislatori regionali, in uno di quegli atti politici-legislativi non facilmente comprensibili e difficilmente spiegabili. La logica avrebbe imposto la verifica delle motivazioni che hanno impedito finora l'attuazione della vigente legge, invece di impegnarsi a demolire completamente il lavoro precedente e presentare un provvedimento sostanzialmente simile. Di leggi fotocopie e di leggi manifesto credo che la Calabria non ne abbia bisogno. Il tanto sbandierato nuovo corso lo si misura anche dal riconoscere l'efficacia del lavoro altrui,anche se questo e' stato effettuato da avversari politici. Non mi pare che ci sia questa volonta', quanto quella di contribuire ad infittire, al solo scopo di una effimera visibilita', una giungla legislativa gia' di per se'quasi inesplorabile».

 

 

 

 

 

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