Domenica, 12 Luglio 2020

ATTUALITA' NEWS

«Nella riunione convocata per il prossimo martedì 3 marzo il Consiglio dei ministri assumerà i provvedimenti necessari alla nomina del commissario della Sanità calabrese». E' quanto rende noto il segretario del Pd Calabria, Ernesto Magorno. «Il governo - prosegue Magorno - assicurerà in tal modo, ad un settore vitale che vive gravi ed impellenti criticità, una guida certa ed autorevole con l'obbiettivo di farlo uscire dal drammatico guado in cui si trova e che, ogni giorno di più mette a repentaglio l'assistenza minima e la salute stessa dei cittadini calabresi. Si deve dare atto al Governo di aver dato ascolto all'univoca richiesta che è giunta dalle istituzioni e dai cittadini della nostra regione in vista di una decisione che deve essere accolta con grandissima soddisfazione perché consente di uscire da situazione difficile e ricca di inquietudini vissuta con grande preoccupazione da tutti i calabresi».

 

 

 

 

 

 

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elio rosatiL'assemblea di Cittadinanzattiva Calabria diffida il governo Renzi affinché, questo, proceda all'immediata nomina del commissario alla sanità. «A fronte dei ritardi ormai ingiustificati - scrive l'associazione in difesa del malato - circa la nomina del Commissario regionale della sanità per la Regione Calabria, Cittadinanzattiva Calabria, unitamente ad altre associazioni e con la consulenza dell'avvocato Pitaro, ha formalizzato un atto stragiudiziale di diffida e messa in mora per la nomina immediata del Commissario per il piano di rientro della sanità in Regione Calabria. La situazione della sanità regionale - commenta Cittadinanzattiva - è ormai allo sbando: la Fondazione Campanella che viene chiusa, con problemi rilevanti anche sul versante dell'impiego dei lavoratori, malfunzionamento delle strutture, una sanità territoriale assolutamente insufficiente a fare fronte ai bisogni di salute, sprechi intollerabili. Questa situazione non è più sostenibile. Qui non si tratta più - ha dichiarato Elio Rosati (foto) Commissario regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato - di risolvere il singolo caso, ma è necessario rimettere al centro il cittadino prima della struttura, il bisogno di salute prima della pianificazione dei servizi. L'efficacia e l'efficienza di un sistema di welfare non può essere misurato solo con dati economici, pur importanti, ma deve  necessariamente porre al centro la persona nella sua interezza e intorno ad essa costruire sistemi di cura, assistenza e accompagnamento. I ritardi nella nomina del Commissario alla sanità - sottolinea Rosati - non sono giustificati e giustificabili. Chiediamo che il Governo nomini in tempi rapidissimi il Commissario alla Sanità e che le organizzazioni dei cittadini siano coinvolte in un processo partecipato di valutazione, verifica e implementazione delle azioni che devono riportare la sanità in Calabria a livelli accettabili. Noi - conclude la nota - non stiamo affatto sereni!».

 

 

 

 

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flora sculco3«Sulla nomina del Commissario ad acta per la sanità, il ritardo è incredibile ed ingiustificato e suscita, nell'intera opinione pubblica calabrese, allarme e preoccupazione». E' quanto afferma Flora Sculco, capogruppo di "Calabria in Rete", che aggiunge: «Due milioni di cittadini calabresi, non possono più attendere i tempi della politica e nemmeno quelli delle beghe politiche romane, per ottenere normalità nella gestione del sistema sanitario regionale. Dopo le decisioni assunte martedì dalla Conferenza dei Capigruppo, adesso - puntualizza Flora Sculco - è altrettanto urgente che sia il Consiglio regionale ad occuparsi della questione, formalizzando, con l'autorevolezza che gli deriva dall'essere la più alta espressione della democrazia calabrese, la richiesta al Governo di procedere con urgenza alla nomina del commissario. La situazione - finisce la consigliera regionale - per come si rappresenta agli occhi di chiunque e dinanzi alla palese violazione del diritto costituzionale alla salute, non consente a nessuno di restare ancora a lungo con le braccia conserte. Impone a tutti, invece, un impegno di alto livello politico ed istituzionale e l'assunzione di responsabilità che la Calabria si aspetta».

 

 

 

 

 

 

 

 

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cgil2«Intanto che aspettiamo di vedere la luce in fondo al tunnel - scrive la segreteria confederale di Cgil Crotone -, ovvero che finalmente chi deve si decida a dotare questa Regione di un Commissario alla Sanità (uno purché sia), sarà utile ricordare che, qui a Crotone, quando si parla di Sanità ci si riferisce alla più grossa azienda della provincia. Trecento milioni di bilancio, circa 1.800 dipendenti, appalti per molti milioni, decine di accreditamenti tra centri specialistici, case di cura (qualcuna anche di eccellenza) e centri di riabilitazione. Sono numeri importanti - commenta Cgil - per una piccola Provincia. E poi ci sono 180.000 cittadini che, loro malgrado, sono costretti ad impattare quotidianamente con questo mondo. Spesso fatto di ritardi, emergenze, liste di attesa, cattivi umori di medici e personale di reparto o di sportello. E' enorme - stigmatizza il sindacato - il numero di persone che ogni giorno si sposta, fa file interminabili, e molte altre volte vaga alla ricerca di chi la può aiutare a risolvere problemi delicati come quello della salute. L'obiettivo sarebbe quello di tenere sempre al centro l'ammalato. Ma in una situazione in cui nulla è diventato più incerto del diritto alla salute, assistiamo ad un lento, inesorabile e, temiamo anche preordinato, triste declino della nostra Sanità. I segnali sono evidenti: abolizione delle Province, rideterminazione di ambiti territoriali ancora tutti da definire, accentramento di potere nelle mani di una ristretta cerchia di personaggi che decidono secondo chiari ma anche occulti interessi di bottega. In nome di un ritorno ad una più oculata gestione delle risorse, si vanno ridefinendo spazi di investimenti (come la realizzazione di 4 nuovi ospedali) che, guarda caso, penalizzano la nostra area ed intervengono su zone già ampiamente servite. Come a dire - incalza Cgil - che piove sempre sul bagnato. A rimetterci è sempre e soprattutto il povero ammalato costretto a lunghi viaggi che, anche in considerazione del pessimo stato delle nostre strade, spingono sempre più verso una mobilità extra regionale. Per assurdo, ad un cittadino di Crotone conviene di più farsi un viaggio in aereo fino ai grossi centri del Nord Italia piuttosto che affrontare la 106 o la Salerno–Reggio. Da tempo - sottolinea il sindacato - non c'è più una seria programmazione. Ricordiamolo: siamo in Piano di Rientro da diversi anni ed ancora non ne riusciamo ad uscire. Manca la parte relativa alla definizione della rete ospedaliera, di quella territoriale e della prevenzione. Senza uno che si occupi di queste cose alla Regione, chissà quando vedremo la fine dell'odissea. Intanto però si continua a tagliare. Vengono meno i posti letto negli ospedali, spariscono i servizi sul territorio, il personale non viene più sostituito. Tutto il sistema - avverte il sindacato - è destinato a collassare. Lo sciopero dei medici e degli infermieri dell'Annunziata di Cosenza non è che l'esplosione di un fenomeno che riguarderà tutta la sanità calabrese. In questo quadro desolante - prosegue la nota - ci si aspetterebbe dall'autorità centrale un minimo di attenzione, una considerazione dell'urgenza che meriterebbe il problema. Invece tutto si trasforma in un reciproco scambio di accuse e di veti incrociati. Alla faccia di chi - commenta amaro Cgil - rischia di morire di malasanità. Si gioca con la vita e la morte delle persone e qualcuno non sembra rendersene conto. Se, e quando, e con chi potremo ridiscutere di Sanità, vorremmo cominciare a parlare di quell'ammalato, di quei viaggi, di quel diritto alla Salute disposto dalla nostra Carta. Vorremmo parlare di come sarebbe utile spostare il baricentro dall'ospedale al territorio. Di come si può risparmiare anche razionalizzando le risorse piuttosto che tagliando a destra e a manca. Di quanto sarebbe utile e poco dispendioso fornire le postazioni, che già esistono su tutto il territorio, di pochi strumenti (un defibrillatore, un ecografo, e poco altro) in grado di salvare una vita e sicuramente di renderla meno complicata alle persone ammalate e deboli. Vorremmo parlare - sollecita il comunicato - della nostra proposta di sanità con quei sindaci che conoscono le loro realtà locali e sanno quanto è difficile per gli anziani raggiungere un ospedale che dista 50 chilometri di curve e buche e dissesti idrogeologici che hanno ridotto in ginocchio l'intera economia della provincia. Ma non si può parlare con gli assenti né con i sordi. Con chi è incapace di cogliere i segnali di fuoco delle possibile rivolta popolare che cova sotto la cenere di una rassegnazione solo apparente. Magari questo potrebbe ridare la vista ai ciechi e l'udito ai sordi. E così avremmo realizzato - conclude Cgil - il nostro primo miracolo sanitario».

 

 

 

 

 

 

 

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elio rosati«La situazione odierna della sanità in Calabria - scrive Elio Rosati (foto), commissario regionale di Cittadinanzattiva Calabria - e' la rappresentazione del fallimento di venti anni di politica, di gestione delle aziende sanitarie e di clientelismo assurto a sistema di governo. Ciò premesso il Commissariamento della sanità dovuto a parametri economici fuori controllo, a standard minimi disattesi, al totale disastro della "azienda salute" in regione, non ha ancora espresso miglioramenti apprezzabili per gli unici veri e, purtroppo dimenticati, azionisti di maggioranza del sistema: i cittadini. Gli ultimi scandali - scrive Rosati - legati allo spreco di risorse pubbliche per strutture di cui i cittadini calabresi hanno bisogno come il pane, la vicenda paradigmatica della Fondazione Campanella, la situazione insopportabile di stallo nel governo delle aziende sanitarie e ospedaliere, il balletto su chi deve essere il Commissario della sanità in Calabria, la perdurante assenza di una minima idea su come fare per risollevare la situazione sono tutti effetti devastanti di un fallimento della politica, della sanità e del suo management e anche della società civile calabrese. Bisogna esseri sinceri - ammonisce rosati - per ripartire veramente. Non si può pensare di non avere alcuna responsabilità per lo sfascio, il degrado, la assoluta inefficienza del sistema sanitario regionale. Qui tutti i soggetti, gli attori e anche i cittadini sanno come ha funzionato, come funziona il sistema sanitario regionale. Tutti hanno, con modi, tempi e funzioni diverse, potuto godere o meno del sistema. Ci sono state, a dire il vero, voci isolate, fuori dal coro, piuttosto silenzioso ma molto compatto, che hanno tentato di porre attenzione su quello che si stava perdendo. Ma nulla è accaduto. Oggi la situazione - avverte Rosati - è emergenziale. E non si può restare a guardare o tacere. Da questa situazione a nostro avviso - spiega - si esce solo con il concorso di tutti quelli che hanno a cuore il sistema sanitario pubblico. Dai politici ai medici, dagli operatori della Pa ai cittadini, dalle organizzazioni sindacali a quelle imprenditoriali. Questa è la precondizione per ricominciare a fare salute in questa regione. E il primo passo oggi è sapere chi comanda in sanità, chi governa questo sistema, chi si assume le responsabilità degli atti. Insomma chi guida la macchina. E' paradossale - commenta ancora Rosati - che a fronte di gravi carenze segnalate quotidianamente alle nostre sedi del Tribunale per i diritti del malato, si attenda a distanza di quattro mesi dalle elezioni regionali la nomina o la conferma del Commissario per la sanità calabrese. E' paradossale che si attenda un provvedimento urgente per la gestione, il governo e la risoluzione di una crisi ultradecennale per oltre 120 giorni. E' paradossale che, e qui pensare male si fa peccato, si legga questo ritardo solo nei tentativi delle diverse parti politiche, anche a livello nazionale, per avere o meno voce, peso, posti nella sanità in Calabria. Sarebbe gravissimo se questo ritardo fosse dovuto a ciò e non vogliamo aggiungere altro. Cittadinanzattiva Calabria alla luce della situazione - informa la nota - chiederà un incontro ufficiale al presidente della Regione Oliverio al fine di capire esattamente quale è la situazione, quali sono i passi che si intendono fare per risolvere il problema del Commissariamento e quale strategia si intende porre in essere nei prossimi mesi. Agli operatori della sanità, alle organizzazioni sindacali, imprenditoriali e alle organizzazioni civiche e dei pazienti calabresi chiediamo di aprire un tavolo di lavoro permanente sulla situazione regionale che abbia come intendimento quello di eliminare qualsiasi elemento distorsivo, qualsiasi tentativo di riproporre metodi clientelari, qualsiasi ipotesi di uso inappropriato di quello che è, nonostante tutto, un bene supremo come quello della tutela della salute e della organizzazione dei servizi pubblici. Cittadinanzattiva Calabria mette a disposizione la propria storia, la propria passione civile, le intelligenze dei tanti cittadini per ridare speranza ad una terra che merita attenzione, cura e diritti. Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità - conclude Rosati - per riattivare percorsi chiari, trasparenti e condivisi per rimettere al centro del sistema sanitario pubblico non le clientele, non i posti, non le conoscenze, ma l'unica cosa per la quale ha senso ancora oggi parlare di sistema pubblico: il cittadino».

 

 

 

 

 

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aceti tdmIl Tdm contesta il metodo e i contenuti con sui si sta procedendo alla trasformazione della tassa: vuole che si ilimini il superticket e si conservi la competitività del servizio pubblico sul privato.

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