Domenica, 12 Luglio 2020

ATTUALITA' NEWS

articolo uno bandiereLunedì 15 luglio prossimo, alle ore 11, presso l’Hotel Lamezia si svolgerà la presentazione della proposta di legge avanzata dal “Articolo uno” per istituire una commissione inchiesta sulla Sanità in Calabria. Lo rende noto il segretario regionale Pino Greco.
«Lo stato della sanità in Calabria – si legge in una nota – è disastroso e le conseguenze le pagano i cittadini con un livello delle prestazioni non sufficiente e con una spesa che pesa sui calabresi senza alcuna corrispondenza con i servizi erogati. Dopo l’approvazione da parte del Parlamento del Decreto Calabria, che di fatto commissaria la sanità calabrese, e’ necessario istituire una Commissione di inchiesta che punti ad accertare e verificare, non solo lo stato della sanità, ma le criticità e le responsabilità che hanno portato la sanità calabrese nello stato di disastro in cui versa. Disastro che ha pesantissime ricadute sui cittadini calabresi. Concentrazione di poteri, collusioni affaristiche e condizionamento mafioso sono aspetti inquietanti che devono essere indagati e accertati anche attraverso un’azione parlamentare come la commissione di inchiesta.
Lunedì 15 luglio alle ore 11,00 presso l’Hotel Lamezia di Lamezia Terme si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sullo stato della sanità nella Regione Calabria a cui parteciperanno il parlamentare Nico Stumpo, il consigliere regionale Arturo Bova, l’assessora regionale Antonella Rizzo, il segretario regionale di Articolo Uno Pino Greco, Berto Liquori componente direzione nazionale e il responsabile sanità regionale di Articolo Uno Santo Gioffrè».

 

 

 

Pubblicato in Politica

ospedale panoramicaNon si può che condividere. Le due parlamentari crotonesi pentastellate, Margherita Corrado ed Elisabetta Barbuto, nei giorni scorsi hanno incontrato il commissario regionale per il piano di rientro dai debiti sanitari, Saverio Cotticelli, ed hanno discusso della difficile situazione in cui versa la sanità della provincia di Crotone. Un unico ospedale al servizio di un territorio vastissimo, che è utilizzato anche da uno spicchio di territorio della Provincia di Cosenza, Cariati e in parte Sibaritide, area montana che si affaccia sullo Ionio e San Giovanni in Fiore. Un ospedale che, negli ultimi mesi, ha subito tagli di reparti e accorpamenti a cui vanno aggiunti la mancanza di medici e di infermieri. Non va meglio la situazione nel territorio dove l’Azienda sanitaria, per mancanza di medici, ha dovuto temporaneamente chiudere alcune postazioni di guardia medica. Hanno fatto bene le due parlamentari ad andare da Cotticelli a porre il problema della sanità di questo territorio periferico e abbandonato. Ho apprezzato molto il rilievo fatto da Corrado e Barbuto circa il dibattito che si è aperto sul caso del chirurgo Giuseppe Brisinda, dopo la cancellazione del richiamo scritto che gli era stato inflitto. Su questa vicenda, che non appassiona molto, lascia interdetto il fatto che l’attuale commissario dell’Asp facente funzioni, molto precario perché sarà sollevato dall’incarico appena diventa operativo il decreto del Governo sulla sanità, abbia voluto prendersi la responsabilità di intervenire nella vicenda. L’intervento è legale, ma non si capisce perché l’abbia fatto un commissario facente funzioni che già nelle prossime ore potrebbe essere sollevato dall’incarico che, tra l’altro, nessuno le ha conferito. E’ diventata commissario facente funzioni esclusivamente perché il Governo nazionale ha mandato a casa tutti i commissari che erano stati nominati dalla Regione Calabria e al loro posto sono subentrati i rappresentanti della direzione strategica “più anziani”. Non si può che condividere, quindi, quello che hanno fatto e scritto le parlamentari e cioè che “il problema della sanità di Crotone non può essere ricondotto esclusivamente al caso Brisinda che, a torto o ragione, dovrà trovare una soluzione in altre sedi”. Mettono al centro la vera questione e nello stesso tempo rispondono al loro collega di partito Francesco Sapia, che da sempre sta sostenendo le ragioni del chirurgo. La vicenda del chirurgo non appassiona, ma va risolta per i danni che potrebbe provocare alla nostra sanità. Non si può e non si deve entrare nella vicenda, saranno altri a farlo come dicono Corrado e Barbuto, non si può e non si deve discutere la professionalità del professionista, ma sicuramente una considerazione va fatta alla luce dell’ispezione effettuata dal ministero della Salute nell’estate 2018. Per quanto bravo possa essere il dottor Brisinda non potrà continuare a stare a Crotone, per un fatto di opportunità e nell’interesse dell’utenza. Tornando alle due parlamentari di M5S hanno saputo cogliere tutte le questioni che la sanità crotonese sta vivendo: tagli e taglietti e sperpero di denaro pubblico. Tra le questioni dello sperpero hanno ben individuato il pagamento di affitti onerosi a fronte del fatto che l’Asp ha locali di proprietà, che potrebbero essere ristrutturati. Forse avrebbero dovuto porre questo problema al sub commissario regionale per il piano di rientro dai debiti, Thomas Schael, vice di Cotticelli. E’ stato lui a fare il contratto con i privati per il fitto dei locali e ad un prezzo più alto rispetto a quello pagato da altri enti e associazioni, che hanno preso in fitto una parte della struttura del “Granaio”. Alle nostre parlamentari non sarà sfuggito nemmeno che l’Asp di Crotone è proprietaria di un terreno a Tufolo, di fronte il Comando provinciale dei vigili del fuoco. Un terreno dove potrebbe essere costruita un nuovo centro direzionale dell’Azienda. Forse basterebbe investire i soldi che si pagano per i fitti.

 

 

 

Pubblicato in Politica

ospedale2«Davanti a tanto lamento per una sanità, malata, inefficiente, inefficace, disumana, tardiva, sprecona, volevamo rendere merito al reparto di Ostetricia e Ginecologia, nonché a quello Neonatale del nosocomio crotonese». Comincia così la lettera rivolta ai giornali da un cittadino, Domenico Bonifazio, che scrive a nome di tutta la sua famiglia. «Nell'unico reparto, al più, quello dove non ci sono malati – scrive Bonifazio –, ma madri che portano e danno la vita, e quello meno infelice in un ospedale, abbiamo constatato l'umanità, la professionalità, l'empatia e capito come va intesa la sanità verso il cliente/utente (come si dice oggi). Nella vicissitudine di una primipera, inesperiente, sperduta che va verso un ignoto, diciamo un grazie veramente di cuore, innanzitutto al primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia Pirillo e al primario del Neonatale Belcastro, insieme a tutti i loro collaboratori, ostetriche ed infermieri/e. Rendere meno traumatico a una partoriente un momento gioiosamente doloroso, come quello delle doglie, è stata un'esperienza bellissima, avendo vicino professionisti con tanto di umanità, comprensione, tranquillità. Vogliamo segnalare, tra gli altri, e ce ne scusino se dimentichiamo qualcuno, i primari dei reparti già citati, il dottor Crea, le ostetriche Ammerata Danila e Sotira Caterina, le infermiere del neonatale coordinate dal primario e coadiuvate dalla dottoressa Spagnolo. Abbiamo vissuto un momento felice, ma al tempo stesso nervosamente stressante, reso meno traumatico dalla dedizione di questi professionisti alla loro missione, più che al loro mestiere. Un caloroso grazie non basta ad esprimere la nostra soddisfatta felicità, coronata dalla venuta al mondo di una splendida bimba».

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

sapia francesco ospedale crotoneQuesta polemica produce soprattutto danni alla sanità diretta ai cittadini. Da mesi ormai il parlamentare pentastellato Francesco Sapia sta producendo un feroce attacco nei confronti del direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, Sergio Arena. Negli ultimi giorni Arena viene bastonato quotidianamente. La questione rischia di diventare la telenovela della nostra calda estate e potrebbe non interessare più di tanto se questi attacchi non producessero danni enormi al sistema sanitario della provincia di Crotone. Arena incassa in silenzio e resta al suo posto e la sanità, invece, perde credibilità agli occhi dell’utente. Perdono colpi le unità operative dell’ospedale di Crotone, dove i medici e gli infermieri sono altamente professionalizzati e si sottopongono ad enormi sacrifici per dare risposte all’utenza, che non è solo quella della provincia di Crotone. All’ospedale pitagorico arrivano malati anche da Rossano, luogo di nascita di Sapia. Per capire come è difficile operare all’ospedale di Crotone basta andare al pronto soccorso, non importa se di giorno o di notte: l’affluenza è sempre altissima e i medici sono sempre di meno. Eppure in questa situazione tanto complessa i sanitari riescono a fare miracoli, anche se alcune volte non vengono compresi dagli utenti. E’ ovvio che ogni regola ha le sue eccezioni, ma le eccezioni sono sempre pochissime e non inficiano la regola. Anche nei reparti si lavora a ritmo incessante. Vada a vedere l’ottimo Sapia le file di utenti che tutti i giorni si rivolgono ai reparti dove si fanno le diagnosi e quali professionalità e serietà vengono garantire. Vada a fare visita ai reparti di degenza, dove si respira professionalità e serietà. Dove i medici devono fare i conti anche con aggressioni davvero incomprensibili. Sapia sa bene che le aggressioni non sono proporzionate alla qualità delle prestazioni erogate, perché questi fatti si registrano in tutta Italia. Sono anche frutto delle critiche e degli attacchi ingiustificati ai sanitari e agli amministratori dei nosocomi. Attacchi come quello della fiction dell’inaugurazione del reparto di cardiologia, che ha ridicolizzato l’ospedale di Crotone e i suoi operatori. Non Arena, che è un amministratore temporaneo. Si sa che l’attuale amministratore ha i mesi contati e quando andrà via, magari sostituito da qualcuno più vicino alla parte politica di Sapia, resterà la nomea dell’ospedale dove si fanno le fiction per imbrogliare l’utenza. Non saranno in molti a realizzare che l’inaugurazione si fa quando i malati non sono nelle corsie, ma qualche settimana prima. Tutte queste polemiche, mi perdoni Sapia, fanno pensare ad un “suggeritore”, che ha deciso di distruggere la sanità crotonese. Un cattivo pensiero? Chi lo sa. L’unica cosa certa è che gli attacchi ad Arena penalizzano i malati, anche quelli di Rossano che ricorrono a Crotone.

 

P.S. Onorevole Sapia la prossima battaglia per Crotone la faccia chiedendo al ministro della Salute più attenzione economica per l’unica struttura ospedaliera di un territorio che ospita il centro accoglienza più grande d’Italia (anche gli ospiti del Cara Sant’Anna fanno riferimento all’ospedale di Crotone). Se posso permettermi prenda esempio dalle due parlamentari crotonesi del suo partito che sulla sanità stanno avendo un comportamento esemplare. Avranno capito che le polemiche non servono e producono danni? Ogni tanto può spendere una parolina positiva per l’ospedale di Crotone? Ci provi.

 

 

 

Pubblicato in Politica

massimo scura«La politica dissennata dei tagli, attuata dal commissario alla Sanità Scura, sta provocando un danno ai cittadini calabresi e mette a rischio centinaio di posti di lavoro». Lo scrivono in una nota Giovanni Iaconis e Giuseppe Serranò, rispettivamente responsabile provinciale e regionale del dipartimento Giustizia di Fratelli d’Italia. «Il Dca 128/2017 emanato dal commissario per il Piano di rientro sanitario in Calabria, Massimo Scura – commentano i due – ha drasticamente ridotto i fondi fino al 50% alla specialistica ambulatoriale privata accreditata già messe in seria difficoltà dai precedenti tagli del 2013. Dopo la legittima protesta delle strutture ambulatoriali regionali riunitesi in assemblea al fine di decidere una chiusura contemporanea di tutte le strutture per un mese, solo il buon senso e la garanzia del pagamento del primo trimestre 2018 anche alle strutture che non hanno sottoscritto in contratto del budget 2017 ha scongiurato il peggio. Il rischio rimane alto dopo che il Tar ha deciso per la legittimità del provvedimento del commissario per il Piano di rientro della sanità calabrese, stabilendo che lo stesso può decidere in piena autonomia ed autorità lo spostamento o la riduzione dei fondi che vengono messi a disposizione ogni anno per l’Ssr (Servizio sanitario regionale calabrese), come ha predisposto nel Dca 128 ed anche in quelli successivi numeri 70 e 72 del 2018. La Politica deve intervenire per garantire il diritto alla salute e alla prevenzione in Calabria violati da continui provvedimenti taglia fondi. Il budget alle strutture private accreditate è insufficiente e i cittadini saranno costretti ad effettuare i prelievi e gli esami clinici, in regime di esenzione del Ssr, solo presso i laboratori degli ospedali pubblici che non riescono a garantire uno standard minimo di efficienza e sicurezza. Il dottor Scura, per far quadrare i conti, preferisce abbassare la qualità nelle strutture ambulatoriali private, riducendo i budget, piuttosto che investire nel settore pubblico per migliorare i tempi e le prestazioni sanitarie erogate ed intercettare il fabbisogno sanitario reale dei calabresi. Il commissario del Piano di rientro ha raggiunto l’obiettivo del suo mandato? Assolutamente no! La spesa sanitaria cresce ogni anno. Soprattutto crescono i calabresi, che ogni anno, preferiscono farsi curare fuori regione, con un costo per la sanità calabrese di oltre 300 milioni l’anno. E’ necessario ricordare che l'ingegner Massimo Scura è stato nominato Commissario ad acta con delibera del Consiglio dei ministri del 12 marzo 2015 per l'attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del Ssr calabrese secondo i Programmi operativi di cui all'articolo 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, numero 191, e successive modificazioni. Programmi operativi ed interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità, nei termini indicati dai Tavoli tecnici di verifica, nell'ambito della cornice normativa vigente. Sarebbe opportuno allora che, in merito alle strutture ambulatoriali, si adottassero immediatamente alcuni provvedimenti per: razionalizzare e contenere la spesa per il personale e per l'acquisto dì beni e servizi; definire i contratti con gli erogatori privati accreditati e i tetti di spesa delle relative prestazioni, con l'attivazione di quanto prescritto dall'articolo 8-quinquìes, comma 2-quìnquies} del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n, 502 e ridefinire le tariffe delle prestazioni sanitarie, nel rispetto di quanto disposto dall'art. 15, comma 17, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012; completare il riassetto della rete laboratoristica e di assistenza specialistica ambulatoriale; attuare la normativa statale adeguando quella regionale; intervenire sulla spesa relativa alla medicina di base; trasferire tempestivamente le risorse destinate al Ssr da parte del bilancio regionale; adeguare i tempi di pagamento dei fornitori ai tempi della direttiva europea 20 1117/UE del 2011, recepita con decreto legislativo n. 192 del 2012. La salute è diritto inviolabile costituzionalmente garantito dall’art 32 della Costituzione e noi saremo vigili e attiveremo ogni mezzo utile al fine di scongiurare l’ennesima beffa ai danni del calabresi».

 

 

 

Pubblicato in Politica

portavoce movimento cinquestelle«Spirito collaborativo, ma vigileremo affinché la garanzia di una migliore sanità pubblica in città non resti una vacua prospettiva». Lo scrivono i portavoce M5s – i consiglieri comunali Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia e le parlamentari Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado – dopo il colloquio chiesto e ottenuto con il dg dell’Asp di Crotone Sergio Arena. «Nella mattina del 30 aprile scorso – riferisce la nota – i portavoce del M5S Elisabetta Barbuto, Margherita Corrado, Ilario Sorgiovanni ed Andrea Correggia hanno incontrato il direttore generale dell’Asp di Crotone, Sergio Arena, come era loro intenzione e come anticipato dalle due parlamentari nel loro comunicato stampa del 12 aprile scorso. All’incontro, protrattosi per circa quattro ore, erano presenti anche il direttore sanitario, Agostino Talerico, il direttore amministrativo, Giuseppe Fico e l’avvocato Giulia Ferrante dell’ufficio legale dell’aziendasanitaria. I portavoce hanno evidenziato tutte le criticità che li hanno determinati a chiedere l’incontro sollecitando, in particolare, interventi rapidi ed efficaci per risolvere situazioni anomale e carenze organizzative che si ripercuotono in maniera dannosa sull’utenza. Sono state, pertanto, affrontate le tematiche relative al Pronto soccorso che, attualmente, definire un girone dantesco per chiunque abbia la disavventura di recarvisi appare davvero appropriato, considerati i tempi biblici di attesa, la mancanza di totale privacy dei pazienti e la fatiscenza della struttura; al servizio di emodinamica di cui da più anni si parla, ma che, finora, non è mai stato realizzato; al Laboratorio Analisi ove si è registrata una elevata insorgenza di patologie tumorali e che richiederebbe più approfondite analisi sulla situazione ambientale e strutturale a tutela degli operatori rispetto a quanto finora fatto ; al Sert, attualmente allocato in una struttura assolutamente inadeguata e non conforme agli standard di sicurezza per gli operatori e per l’utenza, evidenziando, tra l’altro, la necessità di seguire con attenzione il servizio della distribuzione del metadone, anche alla luce del recente sequestro, nel corso di una operazione dei Carabinieri, di boccette di tale medicinale rinvenuto in possesso di soggetti privati, non utenti del Sert; al Servizio di continuità assistenziale, in particolare alla guardia medica pediatrica, che recentemente ha chiuso i battenti privando di fatto i genitori di un servizio di grande utilità; al Registro Tumori e alla sua gestione; al Servizio veterinario. Il dottor Arena ha, quindi, ampiamente illustrato ai suoi interlocutori tutte le iniziative che l’Asp di Crotone sta avviando sia in merito all’ammodernamento della struttura ospedaliera che, nei prossimi mesi, vedrà la realizzazione del nuovo Pronto soccorso i cui criteri organizzativi dovrebbero risolvere le problematiche annose su evidenziate, sia in merito alla realizzazione di servizi che verranno dislocati sul territorio in favore dell’utenza per monitorare e curare le patologie croniche. In particolare a Crotone tali servizi verranno allocati nella struttura di Corso Messina ove, tra l’altro, nei locali del vecchio Dispensario, che verrà ristrutturato, vedrà la luce un servizio ulteriore a tutela dei soggetti autistici o affetti da altre forme di disabilità. Nel frattempo ha assicurato che è già prevista la riapertura del servizio di guardia medica pediatrica ed ha invitato i portavoce a visitare i vari reparti ospedalieri per verificare i lavori finora effettuati e la funzionalità degli stessi. Il colloquio, svoltosi in un clima sereno, non ha tralasciato neanche gli aspetti gestionali e di tipo amministrativo dell’Asp crotonese. Sono stati infatti affrontati il tema della carenza di personale medico e paramedico; della carenza di coordinatori di reparto ( caposala) e degli ingenti pagamenti che periodicamente vengono richiesti da chi viene designato temporaneamente a svolgerne le mansioni con grave danno per il bilancio aziendale e di un vecchio concorso mai conclusosi; dell’apertura e della gestione dei procedimenti disciplinari e della esigenza di favorire un clima di serenità fra gli operatori al fine di garantire e tutelare i pazienti ed i loro diritti; del ritardo dei pagamenti delle prestazioni ai privati che comporta altresì l’addebito di ingenti interessi moratori; delle ingenti somme pagate ai privati per gli affitti pari a circa 800.000 euro annue di cui solo 650.000 euro nella città di Crotone; e soprattutto della esigenza prioritaria di trasparenza e imparzialità nella gestione a tutela dell’utenza e dei dipendenti nonché dell’immagine della Asp. Nel riservare la richiesta di ulteriori incontri e di ogni azione che verrà ritenuta necessaria, anche al fine di monitorare il progredire di quanto prospettato ed illustrato dalla dirigenza, i portavoce assicurano una costante attenzione ed il massimo impegno perché venga garantita a tutti i cittadini una sanità pubblica efficiente per i pazienti e le loro famiglie».

 

 

 

 

Pubblicato in Politica
Pagina 2 di 11