Venerdì, 14 Agosto 2020

 

ATTUALITA' NEWS

«Sarà Francesco Livadoti - informa una nota -, architetto, il presidente del Lions club Crotone Hera Lacinia, per l’anno sociale 2020/2021. Succede a Marcello Fiumara, che ha guidato il Club fino al 30 giugno scorso».

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Il Lions club di Crotone ha donato quest’oggi dei dispositivi di protezione individuale all’ospedale San Giovanni di Dio e alle altre strutture dell’Asp pitagorica. Si tratta di: 30 confezioni da 50 pezzi mascherine chirurgiche; 45 visiere; 170 mascherine FFP2; 50 camici autoclavabili; 12 confezioni gel per mani da 5 litri; 20 confezioni disinfettante spray per strumentazione.

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"Hiv: un problema ancora irrisolto" è stato il titolo de convegno organizzato lo scorso primo dicembre, in collaborazione tra l'Avis Comunale di Cutro e il Lions Club Crotone Marchesato. L’incontro pubblico si è svolto presso la sala polivalente del comune di Cutro messa a disposizione dall'Amministrazione comunale, in occasione della 31° giornata dedicata alla lotta contro l'Aids.

«Buona – riferisce una nota – la partecipazione di pubblico, quasi 100 presenze, per quanto in città si svolgevano in contemporanea altri eventi molto più ‘'leggeri’'. Di spessore i relatori, tutti operatori dell'ospedale San Giovanni di Dio di Crotone: il dottor Franco Rodio (ginecologo), il dottore Nicola Serrao (infettivologo, responsabile del reparto) e la dottoressa Patrizia Leonardo, nota a tutti i donatori perché direttrice del SIMT crotonese.

Oltre al tema del convegno, riguardante il virus dell'Hiv e la malattia dell'Aids, illustrato in maniera eccellente dai relatori, nel corso della serata le due associazioni sono intervenute con i saluti istituzionali dei loro rispettivi rappresentanti. Inoltre, entrambe hanno voluto sottolineare l'importanza della collaborazione tra le associazioni, sostenendo che la rete associativa non deve riguardare solo le associazioni appartenenti alla stessa famiglia ma, per considerarsi una vera e propria rete associativa deve andare oltre i propri confini e interfacciarsi con le altre realtà.

Toccante è stato l'intervento del segretario dell'associazione dei Talassemici di Crotone, Nicola Carioti, il quale nel portare la sua testimonianza, quale talassemico e genitore di figlia talassemica, fortemente commosso, ha ringraziato l'Avis e i suoi soci, perché grazie al loro nobile gesto oggi questi malati riescono ad avere una vita dignitosa, e le donne, soprattutto, riescono anche a realizzare il sogno di diventare madri. Dopo lo scambio di attestazioni di ringraziamento, ospiti e pubblico sono stati invitati a recarsi presso il ristorante Kyterion per concludere insieme la serata con un momento conviviale offerto dall'Avis Cutro».

 

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lions club sitra prantera“Progetto Martina – parliamo ai giovani dei tumori – La lotta ai tumori si combatte con la cultura e inizia a scuola” è stato il titolo del service che il Lions club di Crotone ha tenuto al liceo classico Pitagora lo scorso 17 novembre. «Ha introdotto l’incontro – informa una nota – Pietro Zungrone, Presidente zona 23 VII Circoscrizione Lions che ha portato i saluti del Lions ai presenti, la battaglia contro i tumori è infatti combattuta da anni dal Lions Club, senza risparmio. Significativa la testimonianza di Damiano Falco Presidente della Lilt sezione provinciale di Crotone che ha tenuto a riassumere seppur sinteticamente gli sforzi di quest’associazione che soltanto nel corso dell’ultimo screening condotto nella nostra Città ha avuto modo di coinvolgere 130 donne. Tra coloro che si sono sottoposte a visita, sono state riscontrate 11 diagnosi di probabile presenza di tumore, varrà la pena perciò di sottoporsi al prossimo screening che avrà come obiettivo il tumore alla prostrata, promosso sempre dalla Lilt.
Il dott. Leopoldo De Martino, responsabile del progetto Lions Sight for Kids, ha evidenziato come parlare di tumore ai giovani è tutt’altro che un impegno anacronistico e deve avere come obiettivo quello di creare una cultura della prevenzione, oggi assai carente.
Il Presidente del Lions Club Crotone Host Giancarlo Sitra ha quindi raccontato le origini del progetto Martina che parte sin dall’anno 2000 e prende il nome da una ragazza, morta giovanissima di tumore al seno che ha voluto essere ricordata dall’impegno di chi dopo di lei, raccogliendo il suo invito, si vorrà dedicare alla prevenzione dei tumori. Il testimone è stato raccolto dal Lions un’associazione che conta nel mondo 46.000 Club e 1.400.000 soci ed oggi il messaggio di Martina ha raggiunto tantissimi giovani, certamente salvando molte vite, un tale impegno si è rinnovato nel Liceo Classico di Crotone.
Il Presidente Sitra ha avuto così modo di ricordare come il Preside Bellusci che per 38 anni ha guidato il Liceo Classico, sia stato anche il primo Presidente del Lions Club Crotone Host, l’impegno del Club prosegue perciò nel segno di un così grande ed autorevole esempio, anche con il progetto Martina che al di la dei suoi intenti formativi, ha anche un risvolto molto concreto e diretto per come avviene per tutte le iniziative del Lions ed infatti, al termine di ogni occasione d’incontro, ai giovani partecipanti viene sottoposto un test finalizzato a conoscere il grado di acculturazione e di consapevolezza rispetto a tale terribile patologia.
Intervenendo, la dirigente del Liceo Classico Pitagora, dott.ssa Carmen Barbieri, ha sottolineato i pericoli e la diffusione fra i giovani del tabagismo e perciò illustrato l’importanza dei progetti in corso, attualmente perseguiti dal Liceo Classico di Crotone, miranti a far fronte a tale sempre più dilagante vizio.
La dott.ssa Tullia Prantera a cui è andato l’onere principale è stata la destinataria di un’appassionata presentazione formulata dal dott. Nicola Di Maio, lui stesso indimenticato Primario dell’Ospedale di Crotone.
L’esposizione della dott.ssa Prantera è stata diretta e coinvolgente ed ha avuto inizio proprio affrontando lo spinoso tema del tabagismo, scopriamo così che persino il fumo passivo ci condanna ad assorbire sostanze tossiche che sono state ritrovate nelle urine di chi incolpevolmente sta vicino ad un fumatore. Una dipendenza quella del fumo unicamente psicologica e perciò, a maggior ragione, smettere di fumare appare essere una scelta sempre premiante, ove si consideri che già a distanza di 5 anni dal momento in cui si è smesso, il rischio di tumore polmonare si riduce del 50%. Anche la cannabis è “fumo” nocivo, considerando che l’80 % delle sostanze presenti in una “canna” sono sostanze sicuramente nocive e potenzialmente predisponenti al rischio tumore, oltre che deleterie sotto altri aspetti.
La dott.ssa Prantera ha avuto quindi modo di spiegare l’origine della parola cancro, una definizione che ci viene da Ippocrate, il quale aveva osservato l’evolversi di un tumore al seno di tale estensione da ricordare le chele di un granchio, il termine tumore è invece di derivazione latina, da “tumor”, gonfiore.
Sono tante le informazioni che la dott.ssa Prantera ha avuto modo di esporre pacatamente ad una platea di giovani attenti e partecipi, ne riportiamo alcune.
L’influenza dell’ambiente sulla diffusione di alcuni tipi di tumore può essere decisiva ed a riguardo, anche le abitudini alimentari e le metodiche di conservazione dei cibi incidono in modo determinante e spiegano, ad esempio, del perché una popolazione tradizionalmente longeva come la Giapponese, causa l’abitudine, coltivata in passato, di prediligere quale metodo di conservazione l’affumicatura, si sia esposta in modo significativo a d un’elevata incidenza di tumori allo stomaco, al punto tale che la popolazione giapponese emigrata in America, potendo contare su metodi di conservazione differenti e più moderni, frigorifero in testa, ha completamente invertito una simile tendenza.
Oggi tra i fattori di rischio maggiormente predisponenti tra i giovani, oltre al tabagismo vi è l’abuso nell’assunzione di alcol che espone al pericolo del cancro al fegato, alla faringe ed alla cavità orale; come pure l’obesità che predispone in modo significativo persino al tumore all’utero.
I rimedi sono oramai conosciuti e scientificamente validati, mangiare verdura cinque volte al giorno, verdura che dovrà preferibilmente essere di diverso colore, una costante attività fisica, almeno 30 minuti al giorno e la prevenzione, una prevenzione consapevole e ragionata.
Al termine dell’incontro, ascoltate le domande degli studenti, nella tradizione del progetto Martina ai tanti giovani presenti è stato consegnato il questionario teso a responsabilizzare e verificare il grado di consapevolezza delle future generazioni.
Ha concluso l’incontro l’avv. Pietro Zungrone, Presidente zona 23 VII Circoscrizione Lions che ha portato i saluti del Lions ai presenti ed ha ricordato che la battaglia contro i tumori è combattuta da anni dal Lions Club International senza risparmio».

 

 

 

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lions sitra corrado«Antica kroton: Il mondo alla rovescia». È il nuovo attacco della senatrice Margherita Corrado, portavoce M5s al Senato. «Sabato pomeriggio – racconta la senatrice –, nella sede crotonese della Lega Navale Italiana invece che nella sala consiliare (negata dal Sindaco di Crotone al Presidente del Lions Club Crotone Host con scuse risibili ma per ragioni intuitive) si è svolto il convegno “Passato Presente e Futuro dell’Antica Kroton”. L’onorevole Giancarlo Sitra, presidente Lions per l’anno sociale 2017-2018, mi sollecitò ad organizzarlo insieme a lui già all’inizio del 2018, prima che della mia avventura politica avesse sentore chicchessia, a cominciare da me. Mi parve da subito una ghiotta occasione per proseguire quello sforzo di disambiguazione, cioè di spiegazione del significato di una o più parole, che si rende necessario e urgente a Crotone, quando si parli dell’antica Kroton, e che m’impegna fin dal 2010. Il progetto “Antica Kroton” e le sue mille strumentalizzazioni hanno infatti falsato, nel tempo, il senso stesso delle parole. A dire “Antica Kroton”, oggi, si rischia che l’interlocutore pensi non alla più grande città di Magna Grecia, estesa dall’odierno centro storico fino al Passovecchio ma ad un settore limitato (poco più di 80 ettari) di uno solo dei tre quartieri in cui si articolava la polis achea. Non basta. A dire antica Kroton, si rischia che quello stesso interlocutore associ mentalmente il nome della città magnogreca fiorita dall’ottavo al terzo secolo a.C. a quello del piccolo abitato di epoca romano-repubblicana – appena 66 ettari e 20.000 abitanti – chiamato Pompei, reso celebre dalla narrazione pliniana dell’eruzione che nel 79 d.C. pose fine alla sua esistenza e dalla riscoperta settecentesca. La favola, anzi, la frottola dell’antica Kroton che, riportata alla luce, sarebbe una nuova o seconda Pompei ha preso piede, alimentata ad arte dai venditori di fumo di cui abbonda la società crotonese, nonostante la distanza culturale, cronologica e materiale che rende quell’accostamento del tutto inappropriato. I relatori hanno dissipato le nebbie e chiarito il quadro una volta per tutte al folto pubblico presente in sala. Dov’era e cos’era Kroton l’ha spiegato con dovizia di particolari il dott. Alfredo Ruga, funzionario archeologo del Ministero che qui lavora da trent’anni. Kroton non è Pompei, una città di Magna Grecia non è paragonabile ad una città romana, ho insistito al mio turno. Le loro vestigia, anche a prescindere dall’eruzione del Vesuvio, hanno caratteristiche del tutto diverse. Interamente scavata, l’antica Kroton delle farse comunali e regionali non somiglierebbe in alcun modo a Pompei né attirerebbe turisti a frotte, come quella, per la gioia dei crotonesi pronti a gettare l’amo… I resti di Kroton, ovunque e specialmente nell’area demaniale davanti alle fabbriche dismesse, non possono essere riportati alla luce che con enorme sforzo, lunghissimo dispendio di tempo e senza speranza di una duratura conservazione. Né sono in grado di ‘parlare’ all’utente medio. Per non dire che la bonifica mediante piantumazione di Paulownia Tomentosa attuata dal Comune ha messo le radici di detti alberi nella condizione di poter disgregare quanto superstite sotto la superficie di oltre 60 degli 80 ettari totali. Ciò nonostante, come esposto magistralmente dai dott.ri Francesco Gabellone e Giovanni Leucci dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Cnr (sede di Lecce), dopo che Vincenzo Spagnolo ha illustrato i risultati del lavoro pionieristico svolto da lui stesso e in collaborazione con l’ing. Antonio Grilletta e il dott. Pino Rende sul centro storico e sul castello, le tecniche d’indagine geognostica non invasiva consentono oggi di ‘rivedere’ quanto giace nel sottosuolo senza procedere allo scavo tradizionale. Consentono di farlo persino in presenza di edifici costruiti al di sopra dei resti archeologici, come ha dimostrato il fisico Leucci portando esempi siciliani e calabresi. L’informatica, poi, e le nuove tecnologie applicate alla divulgazione del patrimonio, trasformano quei dati in immagini fruibili e godibili da tutti: ricostruzioni in 3D, filmati ecc… In questo potrebbe consistere il futuro dell’antica Kroton, solo che si volessero impegnare le ingenti somme disponibili per raggiungere davvero l’obiettivo di valorizzazione dichiarato nel titolo del progetto. Titolo che associa ad antica Kroton anche Capo Colonna, e a quella correttamente guardano i Lions, suggerendo un più che ragionevole ripensamento delle scelte retrograde e antieconomiche della Regione e del Comune che si ostinano a concentrare gli sforzi sulla città invece di guardare al celebre santuario del Lacinio. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e per non rischiare di essere contaminati dall’esposizione di idee tanto balzane gli amministratori comunali hanno disertato in massa la sala della Lega Navale. Non così i cittadini crotonesi, la cui sensibilità è di gran lunga più raffinata di quella della loro classe dirigente, dimostratasi ancora una volta di una sconcertante inadeguatezza».

 

 

 

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bellusci studentiIl presidente del Lions club Crotone host Giancarlo Sitrarendo noto che: «sabato 19 maggio, alle ore 10, nell'aula magna del liceo classico "Pitagora" di Crotone, il Lions club di Crotone Host, di concerto con la famiglia Bellusci, terrà a battesimo la XXIII edizione del Premio Francesco Bellusci. Nel corso della cerimonia, allietata da un intermezzo musicale della violinista crotonese Gaia Laterza, saranno assegnate 12 borse di studio ad alunne e alunni meritevoli del liceo Pitagora che si sono distinti nel corrente anno scolastico. Il professor Francesco Bellusci fu preside del liceo Pitagora di Crotone dal 1930 al 1968. Raffinato cultore della poesia dantesca, egli stesso non disdegnò di cimentarsi nella creazione poetica. Fu maestro insigne di decine di generazioni di studenti che lo ricordano per le sue alte qualità morali e professionali, ma soprattutto per la sua spiccata sensibilità d'animo verso i giovani. Al professor Bellusci, il 13 gennaio 1972, venne conferita la Medaglia d'oro dal ministro della Pubblica istruzione. Il preside Bellusci fu tra i fondatori del Lions Club di Crotone e ne fu il 1° Presidente nell'anno sociale 1960/1961, proseguendo nell'incarico anche nell'anno sociale 1961/1962. Egli seppe coniugare mirabilmente l'essere lion e l'essere maestro di sapere e di vita. Il liceo classico Pitagora fu la sua seconda casa a pochi metri dalla prima. Il giorno dei suoi funerali (26 febbraio 1976) una folla immensa ne seguì le spoglie. Centinaia di ex allievi, professionisti provenienti da ogni parte d'Italia, vollero porgere il loro estremo saluto. Il Lions di Crotone ha fortemente voluto ed ottenuto dall'Amministrazione comunale l'Intitolazione della piazza Francesco Bellusci, ove è situata la palestra del Liceo classico. Da venti tre anni Il Lions di Crotone celebra il Premio Bellusci con borse di studio a favore degli alunni meritevoli del Liceo Classico Pitagora, in perfetta sintonia con le figlie e fino a qualche anno fa con la cognata Aurora D'Oppido del Lion preside Bellusci", conclude la nota».

 

 

 

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