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Martedì, 16 Luglio 2024

CALABRIA NEWS

L’Eni ha versato al Comune 15 milioni di euro? Recentemente, nell’accommiatarsi dal Comune di Crotone, l’illustre commissaria prefettizia ebbe a dichiarare la sua quasi impossibilità di potere operare causa la mancanza di denaro.

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La Camera di commercio di Crotone si rende promotore di un gruppo di istituzioni e parti sociali finalizzato a richiedere iniziative a supporto del territorio in occasione dell’emergenza coronavirus.

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Sono armai quasi cinquant’anni che l’Eni continua a estrarre metano dalle viscere della nostra terra. Al di là delle royalties previste dalla legge, erogate in misura ridotta con una strategia “d’alto mare” (le piattaforme sono offshore), la presenza del Cane a sei zampe a Crotone è stata sempre sfavorevole al popolo crotonese.

In tutto questo arco di tempo, l’Eni non ha certo versato il dovuto al territorio in ragione dei lauti guadagni ricavati dall’estrazione metanifera. Anzi, il suo operato è stato tutt’altro che benefico sul paesaggio costiero in quanto avrebbe accelerato il cosiddetto fenomeno della subsidenza. Di tutto questo, ormai, dal versante istituzionale nessuno ne parla, mentre sarebbe stato opportuno tenere sempre la guardia alzata per contrastare lo strapotere del colosso e difendere degnamente il territorio.

E a proposito d’industria non si può dimenticare che la sua partecipazione al rilancio del polo industriale crotonese ha arrecato danni da far accapponare la pelle se si pensa che, una volta preso in consegna il sito alla fine degli anni Novanta, in poco tempo è riuscita a smantellare stabilimenti presenti sin dagli anni venti (vedi storia industriale di Pertusola e Montedison). Oltre a questi “abusi”, il Cane a sei zampe ha pure umiliato i crotonesi quando ha deciso di trasferire alcuni suoi uffici operativi in altre zone (vedi Ionica gas).

C’è da aggiungere poi che la Multinazionale si è riservata il diritto di operare in mare a discapito di una fiorente attività marinara: ai pescatori è fatto divieto di gettare le reti in un’area vasta della costa prospiciente la città, precludendo loro di ottenere il reddito a sostegno delle proprie famiglie. Una decisione deleteria, questa, che ha contribuito ad aggravare la situazione già precaria del lavoro, che ha scatenato una condizione penosa col fermo per lunghi periodi di tutta la marineria locale. I pescherecci sono ancorati alle banchine del porto in attesa di usufruire delle famose royalties che addirittura non vengono più riconosciute con la complicità della Regione.

Eni continua indisturbata a “succhiare” metano per un valore di circa il 20% del fabbisogno nazionale e delle beghe politiche locali e regionali ne fa un punto di forza. Come nel caso del mancato rinnovo della convenzione Eni che, sebbene fosse stata presa in carico dall’ex assessore Rori De Luca, oggi torna a sprofondare negli abissi del mar Ionio grazie ai contrasti interni alla Prossima Crotone. Non da ultimo, la leggerezza commessa sulla piscina olimpionica che, col polverone giudiziario connesso, ha determinato le dimissioni del sindaco e quindi di tutta l’amministrazione, compresi i piani in atto.

Sul piano politico, la deputazione calabrese si è dimostrata debole e rinunciataria. Non c’è stato mai un momento effettivo di confronto tra le parti, volutamente disatteso dall’Eni che è latitante per qualsiasi intervento sul piano dello sviluppo economico e sociale. Ancora oggi non ci sono segnali reali di apertura per promuovere iniziative che ripaghino lo scippo delle nostre risorse a loro favore. Ha solo timidamente iniziato a bonificare il sito industriale da quelle scorie pericolose che narrano il nostro territorio come tra i più inquinati del Paese.

Dai i più, l’Eni è definito un colosso economico mondiale, invece va qualificato per quello che è: un predatore di risorse a discapito dei luoghi dove c’è la sua presenza. Sicuramente non era questa l’intenzione di chi ha fondato questo gigante italiano dell'economia, tant’è vero che questa persona ha perso la vita pur di creare sviluppo e beneficio per tutti gli Italiani.

 

 

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luna bEcco l’asso nella manica dell’Amministrazione Pugliese per superare il blocco della spesa imposto dalla Corte dei conti: costituire un fondo di garanzia con i 15 milioni di euro che l’Eni verserà al Comune di Crotone per l’Ici in modo da far fronte all’elevata esposizione dell’Ente rispetto alle 8 criticità imputate sul bilancio dall’organo di controllo dello Stato. È stato concordato questa mattina in una lunga riunione avuta tra Amministrazione comunale e capigruppo di maggioranza. L’Eni, infatti, dovrà versare al Comune di Crotone ben 15 milioni di euro di Ici per le piattaforme in mare che estraggono metano: si tratta di tre annualità che vanno dal 2016 al 2018. Oltre alla mancata possibilità di provvedere a spese, se non quelle definite obbligatorie e di somma urgenza, il Comune rischia lo scioglimento anticipato del consiglio se non arrivasse il placet della Corte dei conti.

 

 

 

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infusino salice«Il 5 ottobre 2012 Regione Basilicata, Eni, Cgil, Cisl e Uil, Confindustria, Alleanza delle cooperative, Rete Imprese Italia-Basilicata e Confapi, riunite nel Tavolo Obiettivo 2012, hanno sottoscritto il "Protocollo d'Intesa per la promozione di iniziative nel settore geo-minerario finalizzate allo sviluppo regionale, alla tutela della salute e sicurezza e dell'occupazione locale"». A scriverlo è Pietro Infusino fondatore “Attivisti No Eni”. «Relativamente ai temi di lavoro – spiega Infusino – fissati dal Protocollo, nel 2014 sono stati raggiunti importanti risultati. Il Tavolo della Trasparenza ha consentito a Eni di presentare i dati dell'attività di sviluppo petrolifero in Val d'Agri e le ricadute occupazionali dirette e indirette, in costante crescita. "Questa è una piccola parte del Local content Basilicata". Gli Attivisti No Eni, coadiuvati da parlamentari locali, stanno profondendo il massimo impegno per incontrare al più presto il ministro dello Sviluppo economico e informarlo della necessità di istituire, grazie alle prerogative proprie della sua carica, il tavolo trasparenza, che raccolga rappresentanti dello Stato (deputati e senatori eletti in Calabria), degli Enti locali (presidente Regione Calabria, presidente Provincia di Crotone e sindaco di Crotone), sindacati, Ordini professionali, Camera di commercio, associazioni ambientaliste e i rappresentanti Eni, per elaborare e sottoscrivere il protocollo "Local Content Crotone" per come è avvenuto in altre realtà dove la multinazionale opera (Local Content Basilicata, Gela, Ravenna..). Tale incontro deve essere istituito perché in ossequio ai principi costituzionali di sussidiarietà ed adeguatezza non è ottimale dato l'ampio spettro degli interessi e dei beni e valori costituzionalmente coinvolti, lasciare che tale importante rinnovo sia "condotto solo dall'ente Comune di Crotone ed Eni". Ricordiamo che la convenzione tra Eni e Comune di Crotone per l'attività estrattiva di idrocarburi del pozzo di "Capo Colonne" è scaduta il 2 Settembre 2017. "In un silenzio tombale". "Il tavolo della trasparenza" è quello che garantirà il miglior sviluppo sostenibile delle attività estrattive. Più in particolare vi è da dire che ogni procedimento industriale estrattivo produce deturpamento con conseguente danno ambientale, ma in accordo ai valori costituzionali e agli accordi internazionali da ultimo il patto sul clima sottoscritto a Parigi, lo sviluppo industriale deve essere compatibile col minimo deturpamento dell'ambiente visto sia staticamente come bene planetario e sia dinamicamente come bene intergenerazionale. Questo garantirà il contemperamento ed il bilanciamento dei seguenti interessi: nei confronti dello stato la miglior tutela del bene comune ambiente di cui è unico titolare, la più veloce ricaduta degli interventi previsti nel "Local Content Crotone" sul territorio, e per Eni il ristoro del danno ambientale anticipato al netto di procedure contenziose e un impatto positivo sull'immagine aziendale».

 

 

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eni sede eurUna nota del Comune informa che «si è svolto oggi l'incontro programmato tra la delegazione dell'esecutivo comunale, guidata dal sindaco Ugo Pugliese, accompagnato dagli assessori Sabrina Gentile e Salvatore De Luca, ed i vertici dell'Eni Spa. Nella storica sede romana della multinazionale all'Eur, il sindaco e i suoi assessori hanno incontrato il vicepresidente della direzione Affari istituzionali, rapporto Enti locali, Francesco Manna e il responsabile dei titoli minerari Marco Mileti. Il primo argomento di confronto – riferisce la nota – è stato quello della verifica delle proposte trasmesse da Eni per la Convenzione destinata a regolare i rapporti tra la società petrolifera e la città di Crotone e per il disciplinare finalizzato alla costituzione ed al funzionamento del Comitato tecnico-scientifico che è destinato a nascere a Crotone ed a stabilire li la sede delle sue attività di verifica della compatibilità ambientale delle attività di Eni. Il percorso per la sottoscrizione di precisi accordi contrattuali tra il Comune ed Eni è infatti ripartito di slancio dopo che le parti si erano confrontate a lungo sulle bozze negoziali. Eni ha dichiarato di aver formalizzato il rapporto con l'Università della Calabria e con il dipartimento del professor Critelli per integrare il lavoro di rilevamento e studio dei dati sulla microsismicità e la subsidenza (il rilevamento è in atto da anni anche in assenza del contributo del Comune di Crotone che aveva di fatto abdicato a qualsiasi ruolo in tal senso) e condiviso il progetto di far nascere un Comitato tecnico-scientifico nel quale saranno presenti risorse professionali crotonesi che svolgeranno una funzione paritetica. Si è deciso che l'investimento - finora già ingente - a carico esclusivo di Eni sarà incrementato in misura esponenziale (il riferimento per ora indicativo supera un milione di euro all'anno) e sarà garantito per tutta la durata del termine di permanenza dell'attività industriale sul territorio. Il Comune adesso ha l'impegno di far predisporre le scritture contrattuali, per scegliere la sede sul territorio e programmare le attività e le specifiche ricadute in termini di supporto scientifico, tecnologico, didattico e formativo. Entro la fine di ottobre si è previsto di sottoscrivere i primi accordi formali, di presentare alla città il progetto e di avviare le attività. L'Amministrazione ha quindi colto il suo primo risultato operativo in vista dell'ambizioso obiettivo di concretizzare una relazione stabile e proficua con Eni che permetta alla città ed ai cittadini di ricevere il dovuto corrispettivo per gli anni di sfruttamento finora solo subito e per un futuro da ora in poi consapevolmente condiviso. Entro la fine di ottobre il tavolo si riunirà di nuovo in veste istituzionale a Crotone per rendere pubblico il primo accordo formale di questa nuova fase».

 

 

 

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