Domenica, 07 Giugno 2020

«Dallo scoppio dell’emergenza Covid 19 – informa una nota –, il Consiglio direttivo di Confindustria Crotone è convocato in seduta permanente e si riunisce in modalità telematica ogni settimana per fare il punto sulle criticità, i provvedimenti adottati a livello locale e nazionale, le proposte da sostenere».

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A un mese dall’insediamento del nuovo direttivo di Confindustria Crotone, il presidente Mario Spanò si sofferma su obiettivi, criticità, opportunità.

«Abbiamo ritenuto doveroso – scrive in una nota – avviare il nostro mandato incontrando il viceprefetto di Crotone e i vertici delle Forze dell’ordine. Svolgono quotidianamente un lavoro fondamentale per il controllo del territorio e per la difesa della legalità. La nostra attenzione è rivolta soprattutto al controllo nell’area industriale di Crotone, che versa in un degrado insostenibile, aggravato dall’allarmante situazione debitoria del Corap. Siamo molto preoccupati e ci auguriamo che l’Amministrazione regionale sappia fare in questo scorcio di legislatura scelte coraggiose che innanzitutto garantiscano la continuità dei servizi e che disegnino un sistema di gestione territoriale realmente efficiente».

Per le imprese associate, Confindustria Crotone è al lavoro sui temi di quotidiano impegno e sulle iniziative per la formazione, la crescita e l’innovazione.

«Dalle criticità – commenta Spanò – della sanità privata a quelle dei trasporti, dal coinvolgimento delle imprese nei lavori di bonifica, alle opportunità per la formazione delle risorse umane aziendali, alla innovazione, sempre in sinergia con Unindustria Calabria. Ci muoviamo su due dimensioni temporali: il presente con i suoi problemi ed il futuro con le sue sfide. Ci stiamo organizzando per portare le nostre imprese a Connext 2020, l’incontro nazionale di partenariato industriale di Confindustria, organizzato per rafforzare il sistema delle imprese in una logica di integrazione orizzontale e verticale, di scambio con il mondo delle start up e di crescita delle filiere produttive».

Secondo Confindustria Crotone Antica Kroton e Contratto istituzionale di sviluppo, il porto e l’aeroporto sono le grandi sfide da affrontare per lo sviluppo per il territorio.

«Antica Kroton ed il Contratto istituzionale di sviluppo sono – sottolinea il presidente di Confindustria Crotone – due opportunità strettamente connesse tra di loro ed integrate con lo sviluppo di porto e aeroporto. Serve fare quindi un ragionamento corale e di lungo respiro, confrontandosi con modelli ed esperienze già realizzati. E’ necessario pensare già adesso come e chi dovrà gestire la fruizione e la sostenibilità futura del patrimonio che sarà valorizzato con il progetto Antica Kroton e con la rifunzionalizzazione del porto, dobbiamo già da ora pensare a quali professionalità saranno necessarie, formarle adeguatamente in collaborazione con Università, Scuole ed Enti, intercettando e confrontandosi con esperienze di successo fuori dal nostro territorio, e renderle disponibili sul mercato nei tempi giusti per moltiplicare l’impatto economico dell’investimento realizzato, dobbiamo mantenere alta l’attenzione sullo scalo aeroportuale perché è uno snodo fondamentale per completare il disegno di sviluppo della città».

Le recenti vicende giudiziarie che hanno interessato l’Amministrazione comunale di Crotone sollecitano un’attenta riflessione.

«Esprimiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura – premette spanò – e confidiamo che le parti interessate forniscano ogni chiarimento agli organi competenti. Allo stesso tempo non sfugge a nessuno la necessità di proseguire l’impegnativo lavoro di organizzazione ed attuazione di quelle progettualità, come Antica Kroton e Contratto istituzionale di sviluppo, che possono significativamente incidere sul futuro economico e sociale della nostra città e su cui ritardi o rinvii non sono auspicabili. In questa delicata fase, siamo certi che tutte le forze politiche del territorio agiranno con senso di responsabilità e spirito di servizio, consapevoli della complessità della sfida da affrontare ma anche della necessità di non perdere l’occasione di cambiare il futuro non solo di Crotone ma dell’intero territorio e di generare sviluppo economico e progresso sociale», conclude Mario Spanò.

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«Una data storica per la città di Crotone e la regione Calabria: oggi si è conclusa al ministero dell’Ambiente la conferenza dei servizi con l’emanazione del decreto che sancisce l’avvio della fase 2 della bonifica dell’area industriale di Crotone, che ha ottenuto tutti i pareri favorevoli all’unanimità». Lo riferisce con soddisfazione l’assessore regionale alla Tutela dell’ambiente Antonella Rizzo la quale ricorda come «la bonifica di Crotone è stato il primo impegno che ho assunto con i cittadini calabresi. E oggi finalmente è stata posta una pietra miliare nel lungo percorso che ha caratterizzato la storia ambientale di Crotone. Grazie alla forte volontà e determinazione del presidente della Regione Mario Oliverio e al faticoso e costante lavoro svolto in questi anni, ponendo sempre al centro il risanamento ambientale e la salute della popolazione – rimarca l’assessore Rizzo –, la Calabria e i crotonesi hanno finalmente la sicurezza che gli interventi di bonifica verranno realizzati nell’immediato e senza che neanche un solo grammo di rifiuto rimanga nel territorio calabrese. Le attività di risanamento ambientale – specifica – riguardano sia le discariche fronte mare, per le quali è prevista una rimozione completa, sia le aree industriali interne agli stabilimenti industriali per le quali sono previste demolizioni, rimozione terreni, applicazione di tecnologie di inertizzazione e stabilizzazione, realizzazione di un capping e altri interventi che, a completamento di quanto già realizzato sul sito con i progetti precedentemente autorizzati, garantiranno l’assenza di rischio ambientale. La bonifica di Crotone è entrata nella fase operativa nel settembre 2019 – aggiunge l’assessore alla tutela dell’ambiente – con l’avvio del cantiere delle opere a mare, preliminari alla rimozione delle discariche. La società ambientale di Eni avvierà il Protocollo di monitoraggio ambientale ante operam, della durata di un anno, che servirà a monitorare la qualità di tutte le componenti ambientali. Seguirò la realizzazione degli interventi previsti dal progetto approvato – assicura – mettendo in campo, d’intesa con Syndial e con gli altri enti, ogni azione necessaria per garantire che gli interventi vengano realizzati nei tempi stabiliti e che siano rispettate tutte le prescrizioni volute dagli enti. In particolare è fondamentale che i rifiuti derivanti dalle operazioni di bonifica vengano abbancati fuori dal territorio regionale, per come è stato concordato con gli altri enti territoriali. In questo non c’è una lesione della libera concorrenza ma una precisa necessità di tutelare la salute dei cittadini e di preservare il territorio. Concordemente con il Comune di Crotone – conclude l’assessore Rizzo – si è stabilito di anticipare le opere per aprire subito i cantieri e assicurare occupazione alle maestranze crotonesi».

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«Dopo l'avvio della fase 1 della bonifica delle ex aree industriali relative alle discariche fronte mare, quella che viene ricordata come la "passeggiata degli innamorati", arriva da Roma, un'altra, fondamentale, decisiva notizia: l'approvazione del progetto operativo fase 2».

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«Siamo certi che il generale Giuseppe Vadalà, in quanto nuovo commissario straordinario per il Sin di Crotone, nominato recentemente dal ministro dell'Ambiente Costa, saprà svolgere quel lavoro tanto atteso dalla popolazione crotonese di risanamento, sicurezza ecologica e rilancio territoriale, assolutamente indispensabili per una città che tanto ha dato in termini di alto sacrificio umano, sanitario e ambientale alla passata quanto discutibile storia industriale italiana, meridionale e calabrese».

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«Qualche tempo fa, quasi ad inizio mandato, era stato annunciato da un assessore della giunta Pugliese che l'Eni avrebbe finanziato un piano di monitoraggio per analizzare il fenomeno della subsidenza e per valutare l'incidenza delle estrazioni all'intero territorio». È quanto scrive Giovanni Procopio, consigliere comunale di “Crotone bene Comune”.

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