Domenica, 07 Giugno 2020

«Anche sul campo di calcio di Papanice si è abbattuta la "mannaia" del commissario prefettizio che da sei mesi, ormai, amministra la città di Crotone». È quanto scrive in una nota, Antonio Megna, componente dei “Demokratici”.

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«Nei giorni scorsi ho chiesto all'amministrazione comunale e agli uffici preposti un intervento per il cimitero di Papanice. Vedere le persone costrette a portarsi da casa strumenti e attrezzature per poter onorare i propri defunti è un'immagine poco dignitosa». È quanto scrive Antonio Megna dei Demokratici.

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«In questi giorni, subito dopo lo sblocco del lockdown da parte del governo, la pista ciclabile di Papanice è tornata ad essere quello spazio che gli abitanti di questa comunità amano frequentare, sia per fare attività motoria, che per una "passeggiata salutare"». È quanto scrive Antonio Megna dei DemoKratici di Crotone.

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«Inaccettabile taglio del traposto pubblico». È quanto denuncia Antonio Megna a nome del movimento politico dei “Demokratici”. «Siamo indignati – ribadisce –, la decisione del commissario prefettizio di tagliare di netto e senza alcuna interlocuzione ben 97.000 chilometri di trasporto pubblico è inaccettabile». Il riferimento è con ogni probabilità alla delibera di giunta comunale numero 67 del 16 aprile scorso con cui il commissario prefettizio ha revocato l’adeguamento tariffario approvato nel 2016 in ossequio alla legge che assegna alla Giunta regionale far stabilire i criteri per la determinazione delle tariffe dei servizi di trasporto pubblico locale e non ai singoli Comuni».

Inaccettabile non solo per le ricadute che una decisione simile avrà su parte della città, lasciando a piedi tanti crotonesi, soprattutto anziani, in zone lontane dal centro come Capocolonna e Farina. Ma è inaccettabile soprattutto per il metodo. Un commissario non può pensare di prendere decisioni che influiscono sulla quotidianità della città di Crotone senza alcun confronto. Non siamo in monarchia, né in una parentesi autoritaria, ma siamo in democrazia, e forse va ricordato a chi, come il commissario, non ha voluto celebrare il 25 aprile a Crotone, forse unica città italiana a non dare un segno nel giorno della Liberazione. Come Demokratici non possiamo non rilanciare le richieste dei sindacati, chiedendo anche noi al commissario l'apertura immediata di un tavolo con azienda e sindacati e il ripristino dei chilometri per evitare disagi sociali in una città che è già allo strenuo e che faticherà non poco per rilanciare la propria economia».

Sulla stessa linea di pensiero sono le “Contrade di Capocolonna” che paventano in una nota di essere «fortemente penalizzate dalla scelta del commissario cittadino di voler tagliare il servizio del trasporto pubblico locale». «Noi come abitanti di Capocolonna – sottolineano – chiediamo che il commissario possa rivedere le sue scelte in virtù di quelle che saranno poi le ricadute sulla nostra mobilità. Riteniamo che forse il commissario non conosce bene il territorio e disconosce la reale distanza che c’è dalle contrade sud e la città, e abbia operato questa sua scelta adottando la solo logica economica. Il primo supermercato dista diversi chilometri, così come la farmacia e i servizi medici se vogliamo riferirci ai soli spostamenti consentiti in questa emergenza sanitaria. Dramma nel dramma quindi per noi che abbiamo la sola colpa di voler vivere lontano dal centro città ma come tutti paghiamo servizi e tributi».

«Amministrare una città significa, fondamentalmente, ascoltare le esigenze dei cittadini e dare loro risposte. L'amministrazione non si può ridurre al semplice rispetto delle leggi e dei regolamenti senza comprendere se questi creino o meno disagi alla popolazione». È quanto scrive sullo stesso argomento Laboratorio Crotone. «Amministrare significa – incalza il movimento politico – prendere delle decisioni nell'ottica dell'interesse generale della propria comunità, anche andando borderline con la normativa. Altrimenti sarebbe così facile fare il sindaco di una città che non ci sarebbe nemmeno bisogno di eleggerlo, basterebbero i dirigenti di un Comune per far applicare leggi e regolamenti. Ma la vita reale non è un manuale di un codice civile. La vita reale è un insieme di variabili, per lo più incontrollate, che, però, vanno gestite per consentire agli abitanti di un territorio di vivere avendo servizi pubblici che ne soddisfino le principali esigenze. Amministrare e farlo in trasparenza e secondo legge non è facile, ma è un dovere per chi sceglie di occupare determinati ruoli. La città di Crotone è senza “amministrazione” dal 4 dicembre, da quando un freddo burocrate, con il gusto dell'inquisizione, si è seduta sullo scranno più alto del palazzo comunale. E, nonostante tutto, ancora c'è chi, accecato dall'odio politico, osanna la commissaria come il nuovo messia da tempo atteso, la città sta pagando amaramente questa presenza. Prova concreta di questa assenza di “guida” è stato il silenzio assordante del commissario in tutta questa fase di isolamento obbligatorio. La Commissaria, chiusa nel suo giglio magico e circondata dai soliti lacchè che abitano il palazzo Comunale, ha chiuso ogni rapporto con la città. Le vittime di oggi di questa amministrazione cieca e sorda ai bisogni della gente, sono gli abitanti delle periferie crotonesi, soprattutto quelle delle contrade Sud (Capocolonna, Salica, Campione etc.) e di Farina, che da un giorno all'altro si vedono negare il diritto ad un trasporto pubblico. Perché tagliare il contributo comunale alla ditta Romano, da un giorno all'altro e senza preavviso, significa ridurre di decine di migliaia i chilometri di servizio pubblico. Questo equivale fondamentalmente a tagliare autobus e linee, lasciando a piedi anziani e bambini e costringendo migliaia di persone a dover prendere la macchina per qualsiasi bisogno. Unascelta scellerata che è stata presa in perfetta solitudine dal Commissario, senza confronto con azienda e sindacati, e che va anche nettamente in controtendenza rispetto alle indicazioni del Governo. Se pensiamo, infatti, che dal 4 maggio, giorno in cui dovrebbe iniziare la Fase 2, per disposizioni del Governo, anche sugli autobus si dovrà mantenere il distaccamento sociale e, quindi,si dimezzerà la capienza di ogni mezzo, si comprende come la scelta del Comune penalizzerà molte più persone di quelle che si possa pensare. Diminuire i posti sugli autobus e tagliare le corse, significa, fondamentalmente azzerare il servizio pubblico. Se a questo si aggiunge che senza il contributo comunale, verranno cancellati gli abbonamenti gratuiti o a basso costo per le persone in difficoltà, tra cui studenti e anziani, è facile comprendere la brutalità di una decisione del genere. Tutto questo è intollerabile. Non si può accettare che il Comune compia scelte che si trasformino in disagio sociale, prenda decisioni che aumentano le distanze invece di accorciarle, compia atti contro la cittadinanza. A nulla varranno le flebili motivazioni che stanno alla base di questo ulteriore atto contro la città. Riordinare un settore o un servizio significa cercare di riorganizzare il sistema senza penalizzare gli utenti. Non possono essere i cittadini a pagare un gap “organizzativo” ormai atavico per il Comune di Crotone. Chiediamo che il Commissario ritiri immediatamente l'atto che azzera il contributo alla ditta Romano e di fatto riduce il trasporto pubblico nella città di Crotone».

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assemblea provinciale pd4Nel Pd di Crotone non si parla la stessa “lingua”. Il segretario provinciale Gino Murgi giustifica l’accordo su Pugliese come candidato alla presidenza della Provincia sulla base di responsabilità istituzionale, ma la minoranza del partito chiede invece di aprire a nuove alleanze dopo la débâcle elettorale dello scorso 4 marzo. Questa l’estrema sintesi dell’assemblea provinciale del Partito democratico svoltasi questa sera nel salone di via Panella. È stato proprio il segretario Murgi ad aprire i lavori con la sua relazione introduttiva. A lui, però, è seguito l’intervento del presidente dell’assemblea cittadina e capogruppo in consiglio comunale Mario Galea che ha virato verso una posizione diametralmente opposta. «Numerosi – ha detto Murgi – sono gli interventi già programmati dalla Regione Calabria verso il Crotonese. Per questo motivo e non per altro, abbiamo ritenuto necessario avviare un accordo di responsabilità istituzionale sulla Provincia di Crotone». «L’incontro – ha ribadito Murgi – avvenuto con il sindaco della città capoluogo e i DemoKratici è avvenuto alla luce del sole e senza "caminetti" ai quali eravamo spesso abituati». Da qui l’ulteriore precisazione: «Lo ripeto: non esiste nessun accordo con i Demokratici, anche perché un cambio di rotta del genere spetterebbe alla direzione provinciale». Poi il richiamo di Murgi ai consiglieri "dem". «Per ulteriore senso di chiarezza – ha dichiarato il segretario provinciale –, in modo da non tornare più su questo argomento, nonché di richiamo a quel rispetto delle regole da tutti proclamato, è senza dubbio che d’ora in poi anche l’azione dei consiglieri comunali di Crotone dovrà essere responsabile e conseguenziale alle scelte del Partito. Non più scelte personali – ha stigmatizzato Murgi –, dunque, ma concordate con il partito cittadino e quello provinciale». Quindi l’annuncio del segretario per rilanciare l’attività del Pd a Crotone e sul territorio. «C’è bisogno di una reazione immediata – ha incalzato Murgi – e di una squadra pronta a reagire, ecco perché annuncio all’assemblea che in questa settimana comunicherò i nomi della segreteria provinciale, sperando che facciano altrettanto i singoli circoli ad iniziare dal circolo della città capoluogo. E dalla prossima settimana – ha quindi concluso – inizieremo una campagna di ascolto comune per comune con assemblee pubbliche». Questa la linea del Partito democratico dettata dal suo maggior rappresentante dirigenziale su Crotone, poco dopo la replica dell’area minoritaria piddìna enunciata nel discorso del presidente dell’assemblea cittadina Mario Galea.

murgi assemblea provinciale pd«Ora ci troviamo – ha detto il capogruppo al Comune – di fronte a una sfida ineludibile che mette a dura prova la nostra capacità di cambiamento. Ciascuno di noi – ha sollecitato – deve mettere da parte le proprie ambizioni personali e pensare ad impiegare le sue risorse per risollevare le tristi sorti del partito. Né si può pensare di poter affrontare questa difficile sfida da soli. Bisogna aprirsi – ha detto chiaramente all’assemblea – ad alleanze e dobbiamo pensare a ricostituire il centrosinistra, così abbandonando la supposizione di essere autosufficienti». Il presidente dell’assemblea cittadina ha quindi sottolineato che non si può «non tener presente che il prossimo 10 giugno si voterà in 5 Comuni della nostra Provincia e che, pertanto, occorre, mettere in sicurezza detti Enti, per evitare che cadano in mano alle forze populiste che, come è ormai già ampiamente noto, continuando a cavalcare la corrente anti casta, in campagna elettorale sono abituati ad incantare l’elettorato con promesse tanto mirabolanti, quanto irrealizzabili. Ma ci attendono – ha proseguito – altri più importanti appuntamenti elettorali, ai quali bisogna prepararsi attrezzandosi quanto più adeguatamente e cercando di costruire da subito le alleanze assolutamente necessarie non attraverso somme numeriche, ma attraverso forti e significative convergenze programmatiche che devono nascere dal basso mediante un ricco e franco dibattito». Mentre l’assemblea assisteva quasi “anestetizzata” all’ennesimo scontro interno a via Panella, sono stati gli interventi dell’ex sindaco Peppino Vallone e dell’ex assessore regionale Francesco sulla a scuotere la discussione. Vallone ha chiesto di fare chiarezza sulle alleanze a partire dalla Regione e così arrivare al comune di Crotone. Sulla ha invece accusato il presidente della Regione Mario Oliverio di essere il vero propiziatore dell’accordo.

 

 

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marrelli pedace«Sempre più distanti e anche più soli!». Lo scrivono i due consiglieri di maggioranza (Demokratici) al Comune di Crotone Fabiola Marrelli ed Enrico Pedace. «Ci verrebbe di chiuderla così – scrivono i due consiglieri –, senza aggiungere altro. Tante sono state le cose dette e scritte nel tempo e nei giorni recenti. La mancanza di infrastrutture e, soprattutto di un aeroporto, ci tiene lontani da un’Italia che si allontana sempre più e ci limita la partecipazione allo sviluppo poiché tante sono le barriere che si frappongono. Restiamo sempre più soli e sempre più distanti dal mondo che conta. Diverse le attività imprenditoriali che potrebbero avere la possibilità di emergere, ma che non sono messe nelle condizioni di competere proprio per i gravi limiti strutturali che il territorio presenta da, ormai, troppi anni. Diventa obbligatorio, per il ruolo di rappresentanza che abbiamo in città, consiglieri comunali di Crotone a diretta emanazione del popolo, provare ad avviare un ragionamento che porti contributo alla discussione fin qua fatta. Non possiamo stare fermi davanti a quello che sta accadendo in questi giorni sulla vicenda aeroporto. Ci sentiamo presi in giro da questi repentini cambi di atteggiamenti da parte di chi ha il dovere di essere al servizio dei cittadini e dell'intero territorio. Abbiamo partecipato, spinti dal senso di appartenenza e dalla voglia di continuare a credere nel nostro progetto politico per il rilancio della città di Crotone, alla manifestazione pacifica svoltasi a Lamezia Terme presso la Sacal. Abbiamo creduto che dal confronto e con il dialogo si potesse portare a casa un risultato utile per la città di Crotone, per il territorio della Provincia e per tutti i cittadini. Ci siamo ritirati ancora una volta senza nessun risultato e con l'amarezza che Sacal ed i suoi rappresentanti ci stanno continuando a prendere in giro e mortificano un intero territorio, isolandolo sempre di più. La stagione estiva è ormai alle porte ed un territorio a vocazione turistica come il nostro perderà ancora per un anno, le opportunità legate alle presenze dei turisti. Gli investimenti fatti dai titolari delle strutture ricettive del territorio crotonese, loro malgrado, dovranno inventarsi altro per sopravvivere. Detto ciò e constata anche l'amarezza del nostro sindaco, ci proponiamo e suggeriamo proprio a lui intraprendere ogni utile iniziativa a difesa del territorio rappresentato, consapevoli che mai ci faremo risucchiare in giochi di potere dediti ad affossare il territorio crotonese. Il tavolo tecnico permanete ottenuto con perseveranza dal sindaco, speriamo possa portare i risultati sperati. Tuttavia, consapevoli della riluttanza di Sacal verso questo territorio, proponiamo altre forme di protesta, più incisive, sapendo di essere nel giusto ed a difesa del territorio. Inoltre, solo oggi 15 febbraio, apprendiamo che la Sacal decide di affidare alla società internazionale Privewaterhousecoopers la realizzazione del così tanto discusso piano industriale, oggi abbiamo certezza di quello che intuimmo in tempi non sospetti ossia la poca credibilità e fattibilità del gestore unico per i 3 scali calabresi. Ci sentiamo di proporre per valutare se esistono le condizioni di utilizzo delle Royalties per questo importante volano di sviluppo territoriale».

 

 

 

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