Sabato, 11 Luglio 2020

sergio arena aspIl direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, Sergio Arena, non si è ancora formalmente dimesso. Lo farò nei prossimo giorni e le dimissioni dovrebbero diventare operative intorno alla fine del prossimo mese di novembre. Non ci sono ragioni politiche o dissidi intorno a queste dimissioni annunciate. Arena parla di ragioni “strettamente personali”. L’idea di dimettersi non è dell’ultima ora il medico, infatti, la ha prospettata al presidente della giunta regionale calabrese, Mario Oliverio, lo scorso mese di luglio. Oliverio gli avrebbe chiesto di aspettare ancora qualche mese prima di formalizzare l’atto. Arena non spiega le ragioni di questa decisione, ma nel suo entourage si dice che è stanco di fare l’amministratore e vuole tornare a fare il medico in ospedale. Vuole tornare ad indossare il camice nel reparto di cardiologia, dove prestava la sua professione prima della nomina a direttore generale dell’Asp crotonese. Che succederà all’Azienda dopo le sue dimissioni? In continuità con le attività svolte da Arena alla guida dell’Asp crotonese dovrebbe subentrare l’attuale direttore amministrativo dell’Azienda, Giuseppe Fico, che è l’unico della provincia pitagorica a comparire nell’elenco nazionale degli aventi diritto a ricoprire il ruolo di direttore generale.

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

dimissioni provinciaPrima il bilancio 2018. Il consiglio provinciale non si dimetterà all’indomani delle elezioni del nuovo presidente della Provincia di Crotone fissate per il prossimo 18 aprile. Lo ha annunciato il presidente facente funzioni, Armando Foresta, questa mattina durante una conferenza stampa cui hanno preso parte esponenti della maggioranza e dell’opposizione. Foresta ha tenuto a fare queste precisazioni in un'apposita conferenza stampa in ragione del fatto che, il consiglio, aveva annunciato di dimettersi subito l’approvazione del bilancio avvenuta nell'ultima seduta dell'8 febbraio scorso. Ma la continua interlocuzione con la Prefettura e la vacatio legis creata dal decreto Delrio sta obbligando i consiglieri a rimandare le dimissioni. «In questi giorni – ha spiegato Foresta – abbiamo avuto e continuiamo ad avere un contatto costante col prefetto Cosima Di Stani che, a sua volta, interloquisce col sottosegretario agli Affari regionali Bressa. Se noi ci dimettessimo – ha detto Foresta – non vi è alcuna informazione su un eventuale commissariamento dell’Ente perché la legge non lo prevede e non dà indicazioni: c’è un vuoto». «Noi restiamo fermi sulla nostra volontà – ha ribadito Foresta – di presentare le dimissioni, ma a oggi significherebbe abbandonare l’Ente a un destino assai incerto. Abbiamo a cuore le sorti dei dipendenti, delle scuole e della viabilità. Ecco perché – ha annunciato Foresta – abbiamo deciso, assieme ai dirigenti di settore, di intraprendere un percorso che, da qui a una data antecedente il 18 aprile, ci porti almeno alla normalità ad approvare almeno il bilancio di previsione 2018». Nel corso della conferenza stampa, è stato dichiarato, come il rinnovo del consiglio provinciale escluda dal voto i Comuni sciolti per condizionamenti ‘ndranghetistici. «Dopo le elezioni del 18 aprile – ha prospettato Foresta – il consiglio avrà modo di interloquire col nuovo presidente e quindi valutare con lui se proseguire o meno fino scadenza (gennaio 2019, ndr)». Mario Megna, consigliere d’opposizione, ha tenuto ad aggiungere che «oggi è più che giustificabile andare avanti anche il giorno dopo le elezioni del presidente perché sono stati chiarit degli aspetti di una normativa molto vaga e poco chiara in materia: ossia l’elezione del presidente e quelle del consiglio sono due momenti distinti che non andranno mai di pari passo. Ragion per cui – ha aggiunto Megna – nell’andare avanti solleviamo la Prefettura da oneri e incombenze ancora da definire».

 

 

 

Pubblicato in Politica

provincia presidio4Provincia nel limbo, appesa tra dimissioni dei consiglieri ed elezioni del nuovo presidente dell’Ente. Proprio questa mattina si è tenuta una riunione tra i consiglieri e il presidente facente funzioni Armando Foresta per fare il punto della situazione. Al momento, l’unica cosa più probabile è che il prossimo 19 di aprile vengano indette le elezioni per indicare il nuovo presidente a seguito della decadenza di Nicodemo Parrilla avvenuta lo scorso 19 gennaio in conseguenza dell’ordinanza di custodia cautelare a suo carico nell’ambito dell’operazione “Stige”. Il sentimento comune emerso nella riunione odierna in via Mario Nicoletta è di tirare avanti la “carretta” fino all’elezione del nuovo presidente e quindi dimettersi tutti come annunciato all’indomani dell’inchiesta giudiziaria portata avanti dalla Dda di Catanzaro. Il fatto creerebbe un vuoto senza precedenti, in quanto, subito dopo sarebbe necessario convocare altre elezioni per il rinnovo del consiglio, ma alcuni comuni travolti dall’inchiesta sono sotto controllo della Cammissione d’accesso, altri ancora sciolti. D’altra parte, com’è noto, la riforma Delrio sulla revisione delle Province è rimasta “monca” e non consente il commissariamento degli Enti di secondo livello. Da qui, l’interlocuzione dell’Amministrazione provinciale con il prefetto Cosima Di Stani che, non trovando nessuna soluzione adottata nel merito in Italia al riguardo, ha deciso di interrogare il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa. Il nocciolo risiede anche nel fatto che si vorrebbe indire un’unica elezione. Ma da Roma ancora non è arrivata risposta.

 

 

 

Pubblicato in Politica

milito spanòAlessandro Milito è stato nominato coordinatore del circolo cittadino dei Giovani democratici, dopo le dimissioni formalizzate ieri dal segretario Roberto Spanò e dal Suo vice Dario Pesce. A firmare il provvedimento è stato il segretario regionale dei giovani “dem” Mario Valente. «Considerate le dimissioni del segretario – scrive Valente – si rende necessario dotare il vostro circolo di una figura che possa organizzare le varie fasi a partire dal tesseramento che dovrà necessariamente continuare la sua azione anche nel circolo della città di Crotone». Da qui l’investitura di Milito, che è presidente del circolo, a coordinatore fino al congresso. «Il circolo – scrive ancora Valente – sarà visionato dal commissario per il tesseramento della federazione pitagorica: Pierluigi Piccolo, tesoriere regionale Gd Calabria».

 

 

 

 

Pubblicato in Politica

spanò pesce giovani democratici crotoneArrivano le dimissioni del segretario Roberto Spanò e del vicesegretario Dario Pesce dei Giovani democratici della citta’ di Crotone. «Non è facile scrivere quanto segue – scrivono Spanò e Pesce –, la militanza e la vita politica sono fatte di scelte, alcune possono essere semplici e convenienti, altre comportano dei sacrifici. Dopo quasi cinque anni di militanza all’interno dei Giovani democratici e del Partito democratico abbiamo deciso, questa volta, di non sostenere il Partito democratico alle prossime elezioni del 4 marzo; una scelta maturata in primis come elettori e di conseguenza come dirigenti, scegliendo di non sostenere il partito durante la campagna elettorale. Decisione presa alla luce di alcune scelte politiche, dei governi nazionali a guida Pd e di quello regionale, che non trovano più la nostra condivisione e che per noi non possono essere considerate scelte adatte ad arginare i populismi. Un vecchio slogan elettorale recitava: “Nella cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no!”, e avremmo dunque potuto scegliere di destinare il nostro voto a qualcun altro, continuando ad occupare le nostre “poltrone”; ma la coscienza e la coerenza da dirigenti e militanti ci portano a dover dare le dimissioni dai nostri incarichi. Da troppo tempo il Partito democratico è il partito delle “porte girevoli”, dove si entra e si esce a seconda della situazione e dei propri interessi: nulla di nuovo, abbiamo sempre denunciato queste “usanze”. Non possiamo dunque omologarci ai comportamenti da noi sempre denunciati, perché la coerenza ma soprattutto la libertà di scelta devono essere alla base di ogni militanza politica». Sulla vicenda è intervenuto il presidente del circolo cittadino dei Gd di Crotone, Alessandro Milito che dichiara: «Dispiace salutare dei compagni con i quali si è condiviso tantissimo dal punto di vista umano e politico. Capiamo e conosciamo le motivazioni della loro scelta ma non la condividano. Di fronte a candidature incompatibili con la nostra storia ed in netta contrapposizione, avremmo fatto lo stesso: così non è stato. Per questo continueremo con il nostro lavoro, coerente e costante, all'interno del Pd, anche per contrastare una destra che presenta personaggi ultraconservatori nel nostro collegio». Parole dure, all’indirizzo del Partito democratico e dei suoi dirigenti storici, sono state espresse sulla vicenda anche da Manlio Caiazza, in qualità di ex segretario dei Giovani democratici di Crotone. «Apprendiamo con grande dispiacere – scrive l’avvocato Caiazza – la notizia delle dimissioni di Roberto Spanò da segretario dei giovani democratici di Crotone, nonché quelle del suo vice Dario Pesce, che insieme hanno annunciato la difficile decisione di lasciare il Partito Democratico. Ma tutto ciò non può scivolare via come avviene per tutte le questioni in Via Panella. La domanda che ogni dirigente del partito democratico dovrebbe oggi porsi è: "Si poteva evitare?". A questa domanda possiamo certamente rispondere in maniera affermativa se rappresentiamo cosa il Partito democratico crotonese, regionale e nazionale ha fatto, o meglio non ha fatto per questi ragazzi. Anni di ambiguità politica, posizioni pressoché inesistenti sulle grandi tematiche che la società ci pone, quali la richiesta di lavoro, la tutela delle classi deboli, la correttezza del fare amministrativo, la crescita e lo sviluppo di una comunità che sono state più e più volte calpestate in nome del Dio consenso. Ed ora che abbiamo perso uno dei nostri giovani migliori, dopo aver via via lasciato sul percorso menti brillanti e uomini e donne capaci, dobbiamo con forza, ancora una volta, chiedere che a ragazzi come Spanò venga chiesto quantomeno scusa. Non esistono deleghe in bianco, perché per noi ogni uomo conta tanto e nessuno più degli altri. Vengano espulsi immediatamente dal Partito i mediocri lacchè della politica, si chieda il conto, di ciò che non è stato fatto e di ciò che doveva essere fatto, a chi ha amministrato e a chi ha preso scelte incongruenti e incomprensibili senza consultare il popolo sovrano. Arrivederci Compagno Spanò, la consapevolezza è tutta nostra perché sappiamo che hai regalato i tuoi anni migliori alla Libertà».

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Politica

prefettura2Il prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, su delega del ministro dell'Interno, ha nominato oggi la Commissione d'accesso antimafia al Comune di Crucoli. La nomina fa seguito all'operazione Stige della Dda di Catanzaro nell'ambito della quale sono stati arrestati due consiglieri comunali. La commissione, che si e' insediata oggi, e' composta dal viceprefetto aggiunto della Prefettura di Crotone Luigi Guerrieri, dal Commissario capo della Questura di Crotone, Corrado Caruso e dal rappresentante del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, Francesco Notaro. L'attivita' della Commissione avra' una una durata di tre mesi rinnovabile una sola volta per ulteriori altri tre mesi. Intanto, si sono dimessi ieri i consiglieri del gruppo Pd a Casabona, altro Comune commissariato. «Apprendiamo con tanta sorpresa – scrivono –, ma con inquietudine e preoccupazione la nomina della commissione d’inchiesta antimafia presso il nostro comune da parte del ministro dell’Interno con delega alla Prefettura di Crotone. A tal proposito e, non soltanto per presa atto di questo avvenimento, in qualità di consiglieri comunali, membri attivi del partito democratico e di liberi cittadini di questo meraviglioso paese vogliamo, con questo documento, dare voce al nostro giudizio prettamente politico e non personale che ha visto questa amministrazione fin dall’inizio del suo mandato nel 2014 essere a volte inadeguata e poco attenta alle reali problematiche del nostro territorio fermo restando che siamo più che sicuri che ognuno abbiamo messo in campo la dedizione e la responsabilità che il mandato cittadino gli ha affidato. Cosi come il nostro collega Domenico Cerrelli per il quale ci sentiamo di esprimere i nostri migliori auguri e in bocca al lupo per questo provvedimento restrittivo da parte della Procura della repubblica che lo vede interessato e che prestissimo possa tornare ad occupare il suo ruolo ed a essere un cittadino di qualità e nobili principi cosi come si è sempre distinto nella nostra comunità. Di fronte però, agli avvenimenti giudiziari prima e all’insediamento della commissione d’inchiesta antimafia poi, non possiamo che prendere atto di questo passaggio storico senza precedenti per il comune di Casabona, che vede aprire le porte ad una decisione che arriva direttamente dal ministro dell’Interno con la motivazione di accertare se ricorrano pericoli di infiltrazioni e/o di condizionamenti da parte della delinquenza mafiosa di tipo organizzato nell’ambito dell’amministrazione cosi come previsto dall’art. 11,comma 8 del D.lgs n° 235/2012 . A questo punto, in rispetto alla nobile storia e alla eccellente qualità del tessuto sociale del nostro paese, sia opportuno fare da parte nostra un passo indietro cosi come abbiamo consigliato a tutta la struttura amministrativa in carica proprio in rispetto – a nostro modo di vedere – alle istituzioni che rappresentiamo e per le quali siamo chiamati a dare trasparenza e senso di appartenenza. Noi consiglieri di minoranza con il presente documento rassegniamo presso questo ente le nostre dimissioni dando voce a questo passo indietro, un passo indietro che è un atto dovuto e imprescindibile anche come deciso in seno al Partito democratico di Casabona del quale facciamo parte e che, democraticamente, si è espresso in questo senso. Ciò non vuol dire che diffidiamo dal buon operato dell’amministrazione anzi, ci auguriamo che possano uscire a testa alta dal periodo di operato della commissione e che possa essere considerata solo un prova e una forma di tutela per i diretti interessati e per i cittadini. Siamo altresì fiduciosi e convinti nel buon operato della magistratura per le indagini in corso e disponibili, anche se dimissionari, a questa commissione d’inchiesta per prestare informazioni e aiuto in tutte le sue forme. Avremmo preferito battagliare su questioni ti tipo politico amministrativo e non per cause di forza maggiore dettate dalla Legge dello Stato italiano e che Il Partito democratico e tutti i cittadini che si ritengono liberi devono denunciare e prendere le distanze. Vogliamo voltare pagina, il nostro paese è sempre stato e sarà il paese dell’accoglienza, della storia, dell’arte e della gente buona di cuore».

 

 

 

Pubblicato in Cronaca
Pagina 5 di 11