Sabato, 11 Luglio 2020

manuela ciminoPrimo scricchiolio ufficiale nella maggioranza che appoggia il sindaco Ugo Pugliese al comune di Crotone. Manuela Cimino si è infatti dimessa da capogruppo dei Demokratici. Cimino ha protocollato quest’oggi la lettera di dimissioni irrevocabili nella quale fra l’altro si legge: «Rassegno le mie dimissioni da capogruppo del gruppo consiliare "I Demokratici", per motivi strettamente personali, certa di avere svolto fino ad oggi il ruolo affidatomi con serietà e responsabilità. Resto comunque a servizio e a disposizione del progetto politico intrapreso ma rinuncio al ruolo di capogruppo, incarico che oggi non mi sento di portare avanti; non certo per incapacità, sia chiaro, ma per scelta; scelta ponderata e irrevocabile!». Cimino fa dunque riferimenti a motivazioni personali alla base della scelta di rassegnare le dimissioni, ma trattandosi di un ruolo strettamente politico è chiaro che la motivazione va ricercata nei rapporti interni ai gruppi di maggioranza, o forse proprio all’interno dei Demokratici stessi. Intanto, il movimento ideato da Enzo Sculco pare abbia convocato in tutta fretta una riunione per questa sera in cui si discuterà anche e soprattutto di quanto accaduto. Dovrebbe essere adesso il consigliere Francesco Pesce a ricoprire l'incarico di capogruppo dei Demokratici. La consigliera Cimino, intanto, tiene a precisare che le dimissioni sono da ricerca nell'attività stessa assegnata al capogruppo la quale richiede impegno costante nella vita istituzionale e politica del consiglio comunale. Impegno che la consigliera Cimino, in questo momento, sente di non poter garantire ai colleghi perché assorta quotidianamente dalla libera professione.

 

 

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pasquale abenante sindaco umbriatico«Scura ci ha tolto l'ultima speranza di essere salvati». A parlare è il sindaco di Umbriatico Pasquale Abenante che chiede di «garantire la continuità di un servizio sanitario di vitale importanza». «Con un decreto – scrive il sindaco – firmato dal commissario per la Sanità della Calabria, Massimo Scura, e dal sub commissario, Andrea Urbani, verrà dismessa la base dell'elisoccorso di Cirò Marina. In Calabria esistono solo 4 basi di Elisoccorso: le altre si trovano a Cosenza, Lamezia Terme (CZ) e Locri (RC). La locazione delle 4 basi per l'elisoccorso – ricorda Abenante – vennero decise durante la presidenza di Agazio Loiero. La posizione è considerata strategica, dato che in questo modo possono coprire l'intera area della Regione, senza andare in contro ad ostacoli come i monti della Sila. Quella di Ciró Marina – sottolinea Abenante – è una base che serve gran parte della fascia jonica crotonese e l'intera fascia jonica cosentina, quindi fondamentale per il nostro territorio» Il primo cittadino di Umbriatico affermando che «il commissario Scura, con questa decisione, ha tolto ai cittadini l'ultima speranza di essere salvati in un territorio come quello di Umbriatico. Il nostro comune, così come molti altri dell'entroterra crotonese, soffre di una precaria viabilità e si trova ad oltre 70 chilometri dal primo pronto soccorso, che va già ben oltre i parametri indicati dalla Comunità Europea. Dobbiamo garantire la continuità di un servizio sanitario di vitale importanza. Quella di Scura è una decisione senza senso, dal momento che le zone più isolate e disagiate sono proprio nel crotonese. Sono pronto a rassegnare le mie dimissioni da sindaco, di comune accordo con gli altri colleghi. Non ha senso amministrare un territorio dove non hai nessun potere decisionale, ma solo essere un semplice esattore di tasse ed un ammortizzatore di responsabilità». Infine l'appello di Abenante: «in questa battaglia bisogna coinvolgere il personale che gravità nel settore della sanità, sia medici che paramedici. Bisogna lottare, insieme anche all'ordine dei Medici, per far sì che non si verifichi questo ennesimo scippo al territorio».

 

 

 

 

 

 

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leo pedace“Sono il maggior azionista del sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, ma devo dire che le cose al Comune non vanno per il verso giusto”. Lo ha detto Leo Pedace, esponente di spicco dei Demokratici, spiegando le ragioni che lo hanno spinto a rassegnare le dimissione dal Consiglio di amministrazione dell’Akrea. La lettera di dimissioni, una riservata, è stata depositata lunedì scorso presso la segreteria di Pugliese. “Il sindaco mi ha dato la nomina – ha detto Pedace – e al sindaco, così come è giusto che fosse, ho ridato il mandato”. Le dimissioni non rappresentano una scelta dell’ultimo secondo, ma sono maturate nel tempo e sono riconducibili a due questioni: l’Akrea non viene messa nelle condizioni di operare secondo il piano industriale predisposto da chi l’amministra; l’amministrazione comunale non rispetta gli impegni presi con i cittadini durante la campagna elettorale. L’Akrea ha predisposto il piano industriale per il rilancio delle attività e l’avvio della differenziata e l’amministrazione si era impegnata a versare 800.000 euro. I soldi non sono mai arrivati e in aggiunta l’Akrea non avrebbe avuto un interlocutore unico nella giunta comunale. Più assessori che, a parere di Pedace, non parlavano nemmeno lo stesso linguaggio. Con il passare del tempo la questione non ha trovato soluzioni praticabili e 15 giorni fa Pedace ha posto politicamente la questione durante una riunione. Anche i 15 giorni sono passati senza risultati positivi per l’azienda che non vive una situazione positiva: il mezzo più nuovo è stato acquistato oltre dieci anni fa. “Non vado via dalla maggioranza – ha detto Pedace – ma non sono più disponibile a tenere il sacco a maneggioni e a chi non lo merita. Con le dimissioni ho inteso liberarmi le mani per condurre la battaglia sino in fondo”.

 

 

 

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vrenna gianni raffaele gualtieriLa crisi del Crotone non è solo di risultati, ma anche societaria. Salvatore Gualtieri si è dimesso dalla carica di vicepresidente. Con lui ha lasciato il cda anche il fratello Pierpaolo. Il divorzio arriva dopo 25 anni di successi, 9 promozioni e la serie A. Tutto era iniziato con la prima categoria a inizio anni '90. La notizia è stata confermata da ambienti interni alla società e va ad aggravare l'attuale situazione del Football club Crotone che nella sua prima storica stagione di Serie A sta collezionando solo record negativi: solo un punto ottenuto finora in nove gare. Personali le motivazioni che hanno spinto Gualtieri a lasciare la società della quale faceva parte sin dalla fondazione, ma alla base ci sarebbero anche divergenze su alcune scelte del presidente Raffaele Vrenna come quella dell'ampliamento dello stadio. Salvatore Gualtieri - da sempre punto di unione tra la società ed i tifosi - era stato anche presidente del Crotone dal 2008 al 2011 quando prese il posto di Vrenna che era rimasto coinvolto in un'inchiesta giudiziaria. Sotto la sua gestione il Crotone tornò in Serie B nel 2009.

 

 

 

 

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consiglio comunale votazioneRabbiosa e quantomai virulenta è la replica della "Porssima Crotone" (coalizione che raggruppa le 5 liste vincenti alle scorse Amministrative) rispetto alla richiesta di dimissioni formulata, questa mattina, dai due rappresentanti del gruppo consiliare delle 3L Sergio Torromino e Antonio Argentieri Piuma [LEGGI ARTICOLO]. Nel corso della nota, la Prossima Crotone altera volutamente il nome del gruppo di minoranza in 2L. «Siamo realmente rimasti esterrefatti - scrive la Prossima Crotone - nel leggere le dichiarazioni del "duo novembre" del gruppo delle "2L". Dichiarazioni estemporanee e ingiustificate - è scritto nel comunicato - che rappresentano appieno la dimensione politica ed umana dei due rappresentanti delle "2L". Due rappresentanti che sono abituati, ormai, ad essere strumento di altrui voce, visto che la loro di voce non è ancora stata udita all'interno del consiglio comunale, luogo istituzionale dove fare confronto a differenza dei sottoscala, luoghi che per natura si prestano ad oscuri accordi». Quelli della Prossima Crotone fanno poi riferimento nel comunicato a presunte pressioni esterne che darebbero corpo al tenore degli interventi apparsi sulla stampa a firma delle 3L.

 

piuma torromino«Tant'è - incalza la Prossima Crotone - che le parole utilizzate nel loro comunicato non hanno alcuna pertinenza con l'operato del sindaco Pugliese, un uomo che per natura non scade mai nella polemica non prestandosi a essere sponda di improvvisati capi popolo, sonoramente bocciato dall'elettorato. Ma veniamo alla centralità della polemica sollevata dal "duo novembre" delle "2L": lo stadio Ezio Scida. I ritardi dei lavori di ammodernamento dello stadio - precisa la nota - non sono minimamente attribuibili all'attuale amministrazione, che mai ha annunciato che si sarebbe giocato dalla prima giornata a Crotone, ma al limite espresso tutta la volontà e l'impegno di voler terminare i lavori nel minor tempo possibile. Mai questa amministrazione - prosegue il comunicato - ha attribuito responsabilità ad alcuno, anzi più volte se n'è assunta la titolarità senza avere colpe dirette. Non vorremmo però, a questo punto, che le responsabilità dei ritardi sullo stadio - ipotizza la Prossima Crootne - siano attribuibili a qualche società crotonese che sta eseguendo i lavori sulla tribuna. Ben farebbero i rappresentati delle "2L" - conclude la nota - a evitare questi scivoloni e a dare dignità all'importante ruolo di rappresentanti del popolo che oggi hanno l'onore di ricoprire e magari a collaborare a tutto ciò che questa amministrazione sta facendo per la città, nonostante sia in carica da soli due mesi e non tre come sostenuto dal "duo novembre"».

 

 

 

 

 

 

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torromino piuma«Sindaco, cominci a fare di testa sua o si dimetta!». A scrivere sono i consiglieri comunali delle "Tre Elle" Sergio Torromino e Antonio Argentieri Piuma. «Caro sindaco - scrivono i due - ma una parola, una dignità politica, una parvenza di coerenza, morale e professionale, la conserva ancora, oppure le ha smarrite strada facendo insieme al suo sempre più incerto e sbiadito sorriso spot? Puntualmente adoperato - spiegano i due consiglieri d'opposizione - nelle occasioni in cui ritiene utile e conveniente chiedere il coinvolgimento e l’adesione della minoranza, solo per cercare di dimostrare di saper governare con l’unanimità dei consensi. No perché caro sindaco, alla luce di quanto sta accadendo, pardon, di quanto non sta accadendo, a noi pare chiaro ed evidente che lei si stia giocando faccia, credibilità e fiducia. Lei "cucina" e qualcun'altro mangia... Soltanto che poi, i piatti sporchi da lavare, rimangono a lei. E sono trascorsi solo tre mesi. Pochi, ma bastevoli per dimostrare nuda e cruda, tutta l'impreparazione, la superficialità e l'improvvisazione della sua amministrazione. Fra proclami, bugie elettorali, ingannevoli spot ed autogol politico-amministrativi. Il tutto - prosegue il comunicato -, aggravato da una consapevole incoerenza, messa a nudo dalle recenti conferme dei “soliti noti” alla presidenza di partecipate. Come può, caro sindaco, affermare di rappresentare la discontinuità, l'innovazione, la novità, quando poi i fatti, e le decisioni assunte in più contesti, e non da lei, raccontano l'esatto contrario? Un altro esempio forse - sottolineano Torromino e Piuma - ancora più calzante è rappresentato dalla vicenda stadio: l'esatto e fedele contrario di come si fa politica e amministrazione. Qualche mese fa, preso da smania da nuovo "Messia" e pericoloso entusiasmo post elezione, annunciò pubblicamente che il Crotone avrebbe giocato in casa sin dalla prima giornata, avvalorando di fatto volontà e tesi sposate dalla società. Ha poi istituito un tavolo tecnico permanente “senza arte e nè parte”, che di tecnico purtroppo, non possiede niente. Con tutto il rispetto - commentano i due consiglieri delle Tre Elle - per i componenti caro sindaco, avrebbe dovuto circondarsi di professionisti ed esperti del settore, per non incorrere in una serie di errori e frettolosi pareri, che l'hanno trascinata in un vicolo cieco. Dal quale poi, ha pensato di tirarsi fuori, "ponziopilatizzandosi", e ricacciando colpe e responsabilità sulla precedente amministrazione, la stessa a cui lei, o chi per lei, ha consegnato lustro e continuità, e sul F.C. Crotone. Troppo facile sindaco. Se avesse avuto le idee chiare, carattere e attributi, magari consigliato da qualche tecnico vero, avrebbe dovuto rifiutare fermamente ogni proposito del presidente Vrenna, adeguando lo Scida alla Serie A senza ampliamenti, vedi Frosinone, e giocando a Crotone sin dalla prima giornata. Ma oramai il danno - stigmatizzano - è stato fatto e tornare indietro non si può più. Ci riferiamo alla vicenda dello stadio Ezio Scida ovviamente, purtroppo ripresa anche da Gian Antonio Stella, che, con un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, ha messo alla berlina e in ridicolo la città di Crotone e la sua amministrazione. Per tutto il resto invece, può ancora dimostrare, se lo ritiene opportuno, e se ritiene che Crotone meriti un'amministrazione vera, trasparente ed efficiente, di essere lei il sindaco della città, e non solo l'ombra più piccola di una ingombrante sagoma che l'ha già oscurata... Non se n'è ancora accorto? Non si è accorto che il disegno prestabilito si sta completando, che non esiste un vero governo, che non esiste una maggioranza, così come una opposizione? Hanno rapito, umiliato e mortificato la democrazia, tenendola ancora in ostaggio. Ed ora la concedono a piccole dosi, ma a caro prezzo... Cominci a dire e fare di testa sua caro Ugo, abbia il coraggio di disertare “le stanze” di chi la segue, la controlla e la manovra di persona. Oppure si dimetta. Noi faremmo così. Siamo comunque disponibili - concludono - ad ogni confronto ed ausilio, per il bene della città e, ci creda, anche il suo».

 

 

 

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