Sabato, 11 Luglio 2020

lacaria maria concettaI parlamentari M5s Dalila Nesci e Paolo Parentela hanno annunciato attraverso il loro profilo Facebook che hanno chiesto le dimissioni del sindaco di Cerenzia (Kr) Maria Concetta Lacaria. «Il collega deputato M5S Paolo Parentela e io - scrive Nesci - ne abbiamo chiesto le dimissioni perché, come hanno scoperto i nostri attivisti del locale Meet Up, il sindaco lavora come medico nel Nord Italia e dunque non è presente come dovrebbe essere in municipio. Inoltre il sindaco ha aumentato la propria indennità di carica e nominato il marito coordinatore del corpo di Polizia municipale, di cui il beneficiato è l'unico vigile».

 

 

 

 

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correggia sorgiovanni«I consiglieri del M5s Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia - è scritto in una nota - in base alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco durante la conferenza stampa del 1 agosto scorso, tengono a precisare una serie di punti. La mozione presentata dal M5s, consistente nella richiesta della diretta streaming per i consigli comunali, per realizzare pienamente la trasparenza delle decisioni e degli atti amministrativi della città, è stata colta favorevolmente dal sindaco, che ha dichiarato, nel corso della stessa conferenza, di voler dare seguito a questa iniziativa. I consiglieri del M5s Sorgiovanni e Correggia - commentano i due - apprezzano le intenzioni espresse dal primo Cittadino e si augurano che tutti i consiglieri, responsabilmente, vogliano avallare tale proposta, per rispetto dei cittadini e del loro mandato. In relazione allo scandalo Gettonopoli, che ha investito la precedente Amministrazione, il sindaco ha espresso la volontà di ricostruire il “rapporto fiduciario con il popolo” e restituire al consiglio comunale “dignità ed autorevolezza” attraverso la disdetta del contratto di affitto dei locali di via Roma, adibiti ad attività consiliari. Questa misura - proseguono i due consiglieri -, seppur apprezzabile, stride con i fatti relativi al rinvio a giudizio di alcuni consiglieri dell’attuale Amministrazione comunale, tra cui due esponenti di spicco della maggioranza, il responsabile della task force Enrico Pedace ed il capogruppo del partito “I Demokratici” Manuela Cimino.
Ricordiamo - sottolineano Correggia e Sorgiovanni - che il termine “candidato” indica colui che, nell’antica Roma, indossava la veste candida in quanto indiscutibilmente “pulito” e questi candidati eletti ed ora consiglieri, con rilevanti responsabilità, al momento delle elezioni risultavano già indagati. In sintonia e piena coerenza con le parole del sindaco - incalza il comunicato -, il M5s auspicherebbe come atto dovuto alla città, in attesa del giudizio definitivo, le dimissioni da parte dei suddetti consiglieri. Il M5s - conclude il comunicato - è garantista e assume il principio costituzionale per cui nessuno è colpevole fino a condanna definitiva, ma i rappresentanti di una Pubblica amministrazione non devono dare adito ad alcun dubbio, e non solo essere ma anche apparire onesti, per rispetto di se stessi e degli elettori».

 

 

 

 

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pd assemblea cittadina2L’assemblea cittadina del Partito democratico, a conclusione della riunione di ieri sera (la seconda sull’argomento), ha deciso di accettare le dimissioni da commissario del partito di Maurizio Tricoli. I dirigenti crotonesi hanno dato mandato al segretario regionale di nominare un nuovo commissario. Due giorni di dibattito per decidere una cosa scontata. Aveva fatto male i conti chi si aspettava la rivolta contro la dirigenza regionale, il governo regionale e la deputazione nazionale, che sono i veri responsabili della sconfitta elettorale di Crotone per avere di fatto esautorato l’intero gruppo dirigente cittadino; o forse aveva semplicemente dimenticato le abitudini di questo partito. Anche a Crotone non hanno tenuto conto che la direzione regionale ha dato ad altri la responsabilità della sconfitta in tutti comuni calabresi più rappresentativi, pur avendo la consapevolezza dei propri errori. E’ talmente vecchio e incrostato di cattive abitudini il gruppo dirigente regionale del Pd, che ha deciso di rinviare ogni attività di rinnovamento al periodo natalizio. Magari a Natale si potrà contare sull’aiuto di Babbo Natale e non si può escludere nemmeno la pietà del Buon Gesù. A Natale diventiamo tutti più buoni. E i problemi della Calabria e dei Calabresi? Anche per questo probabilmente tutto viene demandato alla pietà del Buon Gesù e all’altruismo di Babbo Natale. Se non ci pensano loro non c’è più speranza, visto anche il risultato raggiunto dall’assemblea cittadina di Crotone, che continua a credere in Ernesto Magorno, a cui ha demandato il compito di nominare un nuovo commissario. Chi tirerà fuori dal suo cilindro Magorno? Uomini ce ne sono tanti, non può però puntare su Giovanni Puccio, perché per lui c’è il partito provinciale. Peccato per Magorno! Puccio sarebbe stata una bella soluzione, anche per il partito cittadino.

 

 

 

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tricoli pantisanoIl Partito democratico di Crotone tenta di rimettersi in moto. Dopo il suicidio collettivo delle amministrative, il Pd Crotonese ha avviato la discussione per individuare la via che porta fuori dall’inferno in cui, per proprie responsabilità, si è cacciato. Lunedì scorso si è tenuto il primo tempo, per usare una metafora calcistica, dell’assemblea provinciale e ieri il primo tempo dell’assemblea cittadina. Le due assemblee sono state caratterizzate dalla volontà di Arturo Crugliano Pantisano, segretario provinciale, e dalla volontà di Maurizio Tricoli, commissario cittadino, di rassegnare le dimissioni. Crugliano Pantisano ha rassegnato le dimissioni all’assemblea, mentre Tricoli ha annunciato di essersi messo nelle mani del segretario regionale, Ernesto Magorno, che lo aveva nominato. Entrambi i vertici hanno detto di volere lasciare lo scettro del comando, ma non si capisce bene di quale comando parlano, perché il partito crotonese, un mese prima delle elezioni amministrative, è stato commissariato dal partito regionale. Magorno ha nominato commissario delle elezioni di Crotone l’uomo di Botricello (Giovanni Puccio). Crugliano Pantisano e Tricoli avrebbero dovuto dimettersi proprio quando Magorno, con l’aiuto e la spinta degli uomini ombra di Crotone, ha svuotato la federazione di Crotone mettendo a capo l’uomo di Botricello. In particolare avrebbe dovuto uscire di scena Tricoli (commissario commissariato), perché Crugliano Pantisano qualche ruolo ha continuato ad esercitarlo. Tricoli (non me ne voglia il buon Murizio) ha svolto il ruolo di addetto al traffico in federazione. In sostanza ha regolarizzato l’entrata e l’uscita delle persone durante il teatrino delle consultazioni per la scelta del candidato a sindaco. Un teatrino al quale il protagonista, Giovanni Puccio, non si è sottratto. Mentre lui teneva le consultazioni e valutava i nomi che venivano proposti, altrove era stata già fatta la scelta di candidare Rosanna Barbieri. Da che cosa si dimette oggi Tricoli? Perdonatemi se non so rispondere alla domanda che mi sono posto. Forse si dimette nella speranza che Magorno si ricordi che c’è anche il Pd di Crotone e chieda a Puccio di ritornare a casa. In questo caso Magorno può mettere la mano sulla spalla di Tricoli per chiedergli di stare al suo posto. Non si sa mai, magari potrà essere utile nei prossimi mesi nel caso dovesse esserci bisogno di fare qualche consultazione anche a Crotone.

 

 

 

 

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arturo pantisanoNon è facile leggere politicamente il significato delle dimissioni di Arturo Crugliano Pantisano dalla carica di segretario provinciale del Partito democratico. L’interessato parla del senso di responsabilità, che è prevalso rispetto alle questioni personali. A meno che Crugliano Pantisano non abbia deciso di ritirarsi dalla politica, la sua giustificazione non è credibile. E allora che c’è sotto? Sicuramente una strategia destinata a determinare movimenti tellurici sussultori in tutta la Calabria. Sarebbe stato molto semplice per il rappresentante crotonese presentarsi all’appuntamento dell’assemblea provinciale del suo partito di ieri con il proposito di restare in sella. L’assemblea non aveva i numeri per defenestrarlo e dopo aver concesso lo sfogatoio della discussione a qualcuno, poteva tirare a campare da segretario provinciale sino al prossimo congresso. Invece, ha scelto di presentarsi all’assemblea con la proposta di mettere a disposizione il mandato. Qualcosa non quadra, perché Crugliano Pantisano non è uomo che rinuncia e si mette da parte. La storia del partito provinciale di Crotone degli ultimi anni dice che Crugliano Pantisano ha fatto tutto quello che ha voluto, tranne che candidarsi a sindaco di Crotone. Ma non è ancora tempo per capire appieno la vicenda della candidatura a sindaco di Crotone. Poteva, quindi, come hanno fatto Ernesto Magorno, Mario Oliverio e altri fare finta di niente e dare la colpa agli altri per la sconfitta alle amministrative di Crotone. Ha scelto, invece, la via del campo minato. Le mine che lui piazza potrebbero, a catena, determinare un terremoto in tutta la Calabria. Giusto per fare un esempio: che farà ora il segretario provinciale del Pd di Cosenza, Luigi Guglielmelli, che ha perso le elezioni nella capitale bruzia e il suo partito ha conquistato solo il 7% dei consensi? Sino ad oggi anche Guglielmelli ha fatto finta di non avere responsabilità nella sconfitta del Pd a Cosenza. Il campo è stato minato e ad innescare le micce non è stato solo Crugliano Pantisano. Non ha una cultura terroristica, ma è universalmente conosciuto per le sue capacità di fare accordi.

 

 

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assemblea provinciale pd frontaleArturo Crugliano Pantisano si è dimesso dalla carica di segretario provinciale del Pd di Crotone. Lo ha comunicato pochi minuti fa nel corso dell'assemblea provinciale del Partito democratico in corso di svolgimento in via Panella, sede della federazione provinciale. Il segretario ha detto di aver preso questa decisione già a inizio luglio e di averla già comunicata al vicesegretario nazionale Vincenzo Guerini e al segretario regionale Ernesto Magorno. «Quest'oggi ho formalizzato la mia decisione nella sede dovuta» ha precisato. «Le dimissioni da segretario provinciale - ha spiegato Pantisano - prevedono da procedura che si segua questo percorso, perché è il segretario nazionale l'organo che gestisce l'eventuale surroga, oppure la nomina di un commissario. Quest'oggi l'assemblea svilupperà un dibattito aperto e democratico sul furturo del partito». Il regolamento del Pd, infatti, prevede che nel termine di un mese l'assemblea venga convocata e proceda alla nomina di un nuovo segretario a maggioranza assoluta. Qualora ciò non avvenisse, ha reso noto ancora Pantisano, sarà la segretaria nazionale a nominare il commissario». Le motivazioni addotte alle dimissioni del segretario provinciale sono ovviamente connesse alla pesante sconfitta elettorale del Pd che perde in 4 comuni sui 5 impegnati nelle elezioni, ma che soprattutto si vede soffiare la città capoluogo dopo il decennio Vallone.

 

assemblea provinciale pd «Si tratta di una sconfitta - ha commentato Pantisano - pesante e cocente che il Pd subisce per responsabilità nazionali, ma anche per evidenti implicazioni a livello locale e provinciale. Non ci siamo confermati dove governavamo e abbiamo perso dove ci proponevamo come alternativa: non abbiamo dunque saputo intercettare quella voglia di rinnovamento e cambiamento che i cittadini ci chiedevano». «Resto soddisfatto - ha aggiunto Pantisano - dei tanti giovani che abbiamo lanciato in questa campagna elettorale che hanno addirittura doppiato per preferenze la vecchia guardia, come nel caso del nostro segretario cittadino dei Gd Manlio Caiazza che ha ottenuto oltre 400 voti». «Se dovessi lasciare la mia eredità - ha detto Pantisano - lo farei nelle loro mani perché si è conclusa un'epoca e se ne apre un'altra, ma il futuro è di queste nuove generazioni». Pantisano ha detto che non si ricandiderà alla guida del partito e che resterà con ruoli diversi al suo servizio (ha incarichi dirigenziali a livello regionale e nazionale). «Spero di poter offire la mia esperienza - ha concluso - al gruppo di giovani che dovrà ricostruire questo partito, ma noi dovremo avere la capacità di giocare un altro ruolo, ma con lo stesso impegno di sempre». La scelta di Pantisano va in netta controtendenza con quanto deciso nelle direzione regionale del Pd svoltasi nella scorsa settimana in cui Marco Minniti ha chiesto di rimanere a bocce ferme fino al Referendum di novembre [LEGGI ARTICOLO]. «Era necessaria questa decisione - ha detto nel merito Pantisano - mi è parso più che doveroso compiere questo passo».

 

 

 

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