Domenica, 07 Giugno 2020

sentenzaMano pesante della giustizia sulla sentenza di primo grado nell’ambito di uno dei due tronconi del processo scaturito dall’operazione “Jonny” del maggio 2017: sono 640 gli anni di carcere inflitti ai 65 imputati che hanno scelto con rito abbreviato. Spiccano fra questi i 17 anni e 4 mesi di reclusione inflitti a Leonardo Sacco, ex governatore delle Misericordie di Isola Capo Rizzuto che è stato intanto assolto da dodici capi d'imputazione relativi a ipotesi di malversazione e frode in forniture pubbliche. La condanna più pesante fine è stata invece quella pronunciata per Pasquale Arena, a 20 anni e 2 mesi; così come a 20 anni sono stati comminati ai titolari della società di catering Quadrifoglio, i cugini Antonio e Ferdinando Poerio, che fornivano il Cara di Sant’Anna; mentre a Giuseppe Arena e a Paolo Lentini, altri due pezzi da 90 dell’inchiesta, sono stati inflitti 16 anni e 4 mesi ciascuno. Diciotto le assoluzioni e un non luogo a procedere per intervenuta prescrizione tra le sentenze pronunciate dal gup del Tribunale di Catanzaro Carmela Tedesco. Carcere per quasi un millennio di anni erano state le richieste avanzate dal pm Domenico Guarascio.

  • LE CONDANNE:

Armando Abbruzzese, 6 anni di reclusione;
Salvatore Abbruzzo, 12 anni;
Francesco Aceto, 5 anni e 6 mesi;
Francesco Antonio (cl. 91), 11 anni;
Francesco Arena (cl. 79), 11 anni e 6 mesi;
Francesco Antonio Arena (cl.80) 11 anni;
Francesco Arena (cl. 60), 11 anni;
Giuseppe Arena (cl. 66), 16 anni e 4 mesi;
Giuseppe Arena (cl. 86) 11, anni;
Pasquale Arena (cl. 57), 20 anni e 2 mesi;
Pasquale Arena (cl. 92), 11 anni;
Salvatore Arena (cl. 69), 10 anni e 8 mesi;
Luciano Babbino, 12 anni;
Francesco Bruno, 12 anni;
Francesco Caiazzo, 6 mesi;
Leonardo Catarisano, 12 anni;
Giuseppe Cosco, 8 anni;
Salvatore Danieli, 2 anni e 8 mesi;
Raffaele Di Gennaro, 14 anni;
Domenico Falcone, 12 anni;
Salvatore Foschini, 11 anni e 4 mesi;
Fiore Gentile 11 anni e 4 mesi;
Francesco Gentile, 16 anni;
Tommaso Gentile, 13 anni e 6 mesi;
Antonio Giglio, 10 anni e 8 mesi;
Nicolino Gioffrè, 13 anni e 4 mesi;
Aldo Giordano, 10 anni e 8 mesi;
Aurelio Giordano, 10 anni e 8 mesi;
Lorenzo Giordano, 10 anni e 8 mesi;
Maurizio Greco, 12 anni e 8 mesi;
Francesco Gualtieri, 12 anni;
Mario Guareri 1 anno 8 mesi;
Andrea Guarnieri, 8 anni;
Nicola Lentini, 11 anni e 10 mesi;
Paolo Lentini 16 anni e 4 mesi;
Rosario Lentini, 17 anni;
Vincenzo Lentini, 10 anni e 8 mesi;
Giuseppe Lequoque, 14 anni;
Costantino Lionetti, 10 anni e 8 mesi di reclusione;
Francesco Mammone, 2 anni e 8 mesi;
Francesco Martiradonna, 11 anni e 4 mesi;
Luigi Miniaci, 10 anni e 8 mesi;
Santo Mirarchi, 2 anni 9 mesi e 10 giorni;
Pasquale Morelli, 4 anni;
Giuseppe Antonio Morrone, 2 anni;
Paolo Mucillo, 4 anni;
Angelo Muraca16 anni e 8 mesi;
Stefania Muraca, 1 anno;
Benito Muto, 11 anni e 4 mesi;
Domenico Nicoscia, 10 anni e 8 mesi;
Salvatore Nicoscia, 10 anni e 8 mesi;
Fortunato Pirrò, 11 anni;
Antonio Poerio (cl. 71), 20 anni;
Antonio Poerio (cl. 81), 10 anni e 8 mesi;
Fernando Poerio, 19 anni e 4 mesi;

Antonio Pompeo, 10 anni e 8 mesi;
Giuseppe Pullano, 15 anni;
Mario Ranieri, 1 anno;
Domenico Riillo, 14 anni di reclusione;
Francesco Romano, 12 anni e 4 mesi;
Leonardo Sacco, 17 anni e 4 mesi;
Maria Grazia Scerbo, 1 anno e 4 mesi;
Francesco Taverna, 11 anni;
Santo Tipaldi, 11 anni e 4 mesi;
Roberto Valeo, 8 anni.

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tribunale crotoneHa preso il via davanti al collegio penale del Tribunale di Crotone (Marco Bilotta presidente) il processo scaturito dall'operazione della Dda di Catanzaro denominata Jonny che nel maggio 2016 svelo' le infiltrazioni delle cosche di Isola Capo Rizzuto nel Centro di accoglienza per migranti gestito dalla Misericordia e porto' al fermo di 68 persone. Alla sbarra, davanti a giudici di Crotone, ci sono 38 imputati, tra i quali l'ex parroco di Isola Capo Rizzuto don Edoardo Scordio, gli stessi che hanno optato per il rito ordinario mentre altre 80 persone, fra le quali l'ex governatore della Misericordia Leonardo Sacco attualmente detenuto in regime di 41 bis, hanno scelto il giudizio con il rito ordinario tuttora in corso davanti al gup distrettuale di Catanzaro. All'udienza di oggi si sono costituite nuove parti civili tra cui Libera, Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione), ma anche ministero dell'Interno ed Agenzia delle entrate il cui rappresentante, l'avvocato dello Stato Luca Matarese, ha quantificato il danno patrimoniale per il ministero in 36 milioni di euro e ha chiesto un risarcimento di 52 milioni comprensivo anche del danno all'Agenzia delle Entrate. In precedenza si erano costituite parte civile la Confederazione nazionale delle Misericordie, la Federazione interregionale delle Misericordie di Basilicata e Calabria, il Comune di Isola Capo Rizzuto ed Antonio Frustaglia, ex presidente del Consiglio comunale di Isola Capo Rizzuto.

 

 

 

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scordio saccoCATANZARO - Il gup di Catanzaro, Carmela Tedesco, ha rinviato a giudizio 39 persone coinvolte nell'inchiesta "Jonny" della Dda di Catanzaro che ha svelato l'infiltrazione delle cosche crotonesi della 'ndrangheta nella gestione del Centro d'accoglienza di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Tra i rinviati a giudizio, per i quali l'inizio del processo e' stato fissato per il prossimo 25 luglio, il parroco di Isola, don Edoardo Scordio, che, secondo l'accusa, avrebbe favorito la distrazione dei fondi destinati alla gestione del Centro di accoglienza in favore delle cosche di Isola. Altre 81 persone, tra cui Leonardo Sacco, l'ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto che gestiva il Centro d'accoglienza, saranno giudicate con rito abbreviato. Il processo per loro iniziera' l'11 giugno. I reati contestati, a vario titolo, sono, tra l'altro, associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato e truffa aggravata.

 

 

 

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furto energia carabinieri3ISOLA CAPO RIZZUTO - I carabinieri della locale tenenza hanno arrestato un 39enne, imprenditore gia' sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari disposta nell'ambito del procedimento penale della Dda di Catanzaro "operazione Jonny". Nella fattispecie, i militari, in seguito a ispezione effettuata unitamente a tecnici dell'Enel-distribuzione presso l'abitazione dell'uomo, hanno accertato che questi aveva realizzato un allaccio diretto alla rete elettrica, cagionando un danno quantificato in 7.000 euro circa. L'uomo e' stato posto nuovamente agli arresti domiciliari in attesa dell'udienza di convalida.

 

 

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leonardo sacco misericordiaHa chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato condizionato all'audizione di alcuni testimoni che potrebbero rivelarsi decisivi per la sua posizione l'ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto Leonardo Sacco, finito in carcere nel maggio dello scorso anno nell'ambito dell'operazione Jonny della Dda di Catanzaro che ha rivelato l'infiltrazione delle cosche locali nella gestione del Centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto, gestito, appunto, dalla Misericordia. La richiesta e' stata avanzata oggi al giudice distrettuale dell'udienza preliminare Carmela Tedesco che sta celebrando il processo nell'aula bunker di Catanzaro a carico di 124 imputati, tra i quali, oltre a Leonardo Sacco, figura anche l'ex parroco di Isola Capo Rizzuto Edoardo Scordio. La richiesta di rito abbreviato condizionato e' stata avanzata dai difensori dell'ex governatore, Giancarlo Pittelli e Francesco Verri per i quali e' necessario ascoltare le testimonianza di Franco Maiolo, gia' vicegovernatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, di Luigi Asteriti, socio storico della stessa associazione, di don Claudio Papa, padre dei Rosminiani italiani, ordine che ha ispirato e sostenuto la Misericordia e al quale appartiene don Scordio. Le loro testimonianze, nelle intenzioni dei difensori, servono a dimostrare che Sacco faceva parte dell'associazione fin da bambino e che ne e' divenuto il governatore come naturale evoluzione di quel rapporto e non perche' sia stato messo a capo della Misericordia e alla gestione del Cara dalle cosche di Isola, come sostiene il collaboratore di giustizia Giglio. Per i difensori, inoltre, e' necessaria l'audizione degli amministratori giudiziari della Misericordia nominati dalla Procura e dal Gip dalle cui relazioni si evince l'esistenza di importanti debiti della Misericordia nei confronti dei fornitori, circostanza che smentirebbe la tesi delle fatture che l'associazione avrebbe gonfiato in modo da creare una provvista di denaro da versare alla criminalita' organizzata. Per gli avvocati Pittelli e Verri, infatti, la sovrafatturazione ha senso solo se le fatture stesse sono state pagate giacche', diversamente, esse non hanno potuto concorrere a creare alcuna provvista. Sulla richiesta dei difensori di Sacco il giudice Tedesco decidera' all'udienza del prossimo 20 aprile.

 

 

 

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aula tribunaleCATANZARO - E' iniziata questa mattina nell'aula bunker di Catanzaro l'udienza preliminare a carico dei 122 indagati coinvolti nell'inchiesta "Jonny" condotta dalla Dda di Catanzaro che ha svelato le infiltrazioni della 'ndrangheta nella gestione del Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto. Oggi, davanti al gup Carmela Tedesco, hanno chiesto di costituirsi parte civile le Misericordie di Calabria e Lucania, il Comune di Isola Capo Rizzuto e l'imprenditore Antonio Frustaglia. Il giudice rendera' nota la sua decisione nella prossima udienza fissata per il 6 aprile. In quella data saranno formalizzate anche le richieste di rito abbreviato. Gli imputati dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalita' mafiose. Tra gli imputati figurano l'ex governatore della Misericordia di Isola e della Confraternita Interregionale della Calabria e Basilicata Leonardo Sacco ed il parroco del paese del crotonese don Edoardo Scordio. L'operazione scatto' all'alba del 15 maggio 2017, condotta dalle squadre Mobili di Catanzaro e Crotone, dai carabinieri del Ros e del Reparto operativo di Catanzaro e dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria e della Compagnia di Crotone, con i rispettivi Comandi centrali, con il coordinamento del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, dell'aggiunto Vincenzo Luberto e dei pm Domenico Guarascio e Vincenzo Capomolla, che porto' all'esecuzione di oltre un centinaio di fermi, tra i quali Sacco e don Scordio. Dall'inchiesta e' emerso come la cosca Arena fosse riuscita ad impossessarsi, in un decennio, di 36 milioni di euro sui 105 stanziati dallo Stato per l'assistenza ai migranti. Era soprattutto il servizio catering quello su cui gli Arena lucravano.

 

 

 

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