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Avrebbe fatto assumere la figlia di un funzionario del Nisa per non finire nel registro degli indagati: altri guai all'Asp di Catanzaro In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Cronaca Venerdì, 15 Settembre 2017 09:15

asp catanzaroSospesi dal servizio un dirigente e due funzionari dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro (i primi due per un anno e il terzo per sei mesi) perché indagati a vario titolo per il reato di corruzione in atti giudiziari e falso ideologico in atto pubblico. I finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro hanno eseguito, nel territorio delle province di Catanzaro e Crotone, misure cautelari personali interdittive nei confronti di tre dipendenti pubblici (un dirigente e due funzionari) in servizio presso l’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, Barbara Saccà, su richiesta del sostituto procuratore, Fabiana Rapino, già del settore pubblica amministrazione coordinato dal procuratore aggiunto, Giovanni Bombardieri, della Procura della Repubblica di Catanzaro, diretta dal procuratore Nicola Gratteri. In particolare, le attività investigative hanno consentito di accertare la corruzione in atti giudiziari, nonché il falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico. Nello specifico, nell’ambito di una distinta indagine di competenza di un’altra Procura della Repubblica, Francesco Santoro (di anni 59), funzionario del Nisa (nucleo investigazioni sanita’ ambiente), organo della polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, si era adoperato per evitare l’iscrizione nel registro degli indagati di Giuseppe Pugliese (di anni 49), direttore amministrativo dell’azienda sanitaria da cui organicamente dipendeva, riuscendo nell’intento. Ciò si era reso possibile anche grazie alla redazione di un atto ideologicamente falso, indirizzato alla Procura competente, ad opera del funzionario del Nisa in concorso con un altro collega della stessa struttura, Francesco Lucia (di anni 48). Il direttore amministrativo della citata Asl si era adoperato, nel contempo, per fare assumere la figlia di Francesco Santoro, con contratto prima a tempo determinato poi a tempo indeterminato, presso un’Azienda di Catanzaro con il cui titolare era in rapporti di stretta amicizia. I provvedimenti cautelari eseguiti dal nucleo di Polizia tributaria - gruppo tutela spesa pubblica di Catanzaro - sono costituiti da tre misure interdittive di sospensione immediata dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di un anno nei confronti di Giuseppe Pugliese e Francesco Santoro e di sei mesi nei confronti di Francesco Lucia.

 

 

 

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