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Bufera sull'Asp di Catanzaro, due arresti e sette dirigenti sospesi da funzioni: guai anche per un manager crotonese dell'Azienda In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Cronaca Lunedì, 17 Luglio 2017 15:24

inchiesta asp catanzaroConcorso in peculato aggravato e favoreggiamento personale. Queste le accuse formulate a carico due persone finite agli arresti domiciliari e di altre sette destinatarie di misure interdittive eseguite stamane dalla Guardia di Finanza di Catanzaro che ha anche sequestrato agli indagati beni per oltre 300.000 euro. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo calabrese, avrebbero consentito di accertare l'indebita appropriazione nonche' la distrazione di fondi comunitari concessi alla locale Azienda sanitaria provinciale nell'ambito di un progetto, denominato "Stop and Go", volto a definire un modello europeo di riferimento di bando di gara per migliorare il sistema di forniture pubbliche di beni e servizi socio-sanitari a beneficio della popolazione anziana, anche mediante l'approvvigionamento di servizi potenziati dalla telemedicina e dalla domotica, vale a dire la possibilita' di rendere disponibili sistemi domiciliari piu' tecnologici di sostegno sanitario e salvavita. Secondo l'accusa, a fronte di tali previsioni, e' stata svolta solo un'attivita' minimale, concretizzatasi esclusivamente in una consultazione di mercato ai fini esplorativi. I pubblici ufficiali indagati, coinvolti a vario titolo nell'attuazione dell'iniziativa, una volta ottenuta l'anticipazione finanziaria dall'istituzione europea, per un ammontare di oltre 300.000 euro, avrebbero sperperato le provvidenze. Piu' nello specifico, i responsabili si sarebbero appropriati, nel corso di due anni (2014-2016), di oltre 166 mila euro, attraverso l'elargizione, a se stessi, di cospicui emolumenti per l'apporto lavorativo fittizio fornito. In particolare, secondo gli inquirenti, Giuseppe Romano, 54 anni, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, responsabile unico nonche' referente del progetto per l'Asp catanzarese, travisando le finalita' del progetto, avrebbe reiteratamente richiesto ed ottenuto per se' e per altri dieci indagati la liquidazione di ingenti indennita' "fuori busta paga", illecitamente pagate, sempre secondo l'accusa, con denaro proveniente dai fondi europei, predisponendo la documentazione con il concorso di Ieso Rocca, di 49 anni, pure finito ai domiciliari. Il dirigente, peraltro, si sarebbe appropriato di 13.000 euro circa a titolo di rimborsi spese per svariate trasferte, sia in Italia che all'estero, mediante la predisposizione di specifici giustificativi di spesa falsi o alterati nel loro contenuto. Tra gli episodi contestati, una trasferta in Spagna, effettuata dallo stesso dirigente responsabile, che avrebbe portato con se' la famiglia addebitando i costi a carico del finanziamento progettuale. Romano, con il concorso di Francesco Francavilla, di 60 anni, interdetto dai pubblici uffici, avrebbe, inoltre, distratto ulteriori 122.000 euro circa per stipulare un protocollo operativo nei confronti di un altro partner nazionale del progetto Stop and Go, gia' destinatario, per la stessa funzione, di specifici stanziamenti. Di favoreggiamento e' accusato Giuseppe Pugliese, di 49 anni, dirigente amministrativo dell'azienda sanitaria, raggiunto da un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici, il quale si sarebbe adoperato affinche' la dirigenza aziendale non denunciasse la vicenda alla magistratura, fornendo inoltre indicazioni ai responsabili sulle modalita' di predisposizione della documentazione giustificativa idonea a eludere i controlli. Le 7 misure interdittive adottate (sospensione immediata dall'esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di un anno) riguardano Francesco Francavilla, Maurizio Rocca, di 59 anni, Silvia Lanata', di 49, Giuseppe Fazio di 62, Dario Marino di 39, Francesco Grillone di 58 anni e Giuseppe Pugliese. Le Fiamma Gialle hanno anche notificato tre informazioni di garanzia nei confronti di altri dipendenti dell'Asp. Il sequestro preventivo per equivalente effettuato nei confronti degli indagati riguarda disponibilita' finanziarie e immobili. (AGI)

 

 

 

 

 

 

 

 

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