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«Faccio parte dell'Isis e lo Stato islamico e' la mia vita»: il profilo dell'aspirante terrorista Hussein Abss Haryam secondo gli inquirenti In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Cronaca Lunedì, 19 Giugno 2017 12:01

Hussein Abs  Haryam arresto presunto terroristaUn lupo solitario, ma potenzialmente molto pericoloso. Cosi' gli inquirenti definiscono Hussein Abss Haryam, il 29enne iracheno arrestato stamane con l'accusa di diffondere il "verbo" dell'islam radicale fra gli ospiti dello Sprar di Isola Capo Rizzuto (lo stesso finito al centro delle cronache giudiziarie nelle scorse settimane per le infiltrazioni della 'ndrangheta). Il giovane aveva deciso di dedicarsi allo Stato Islamico, ma invece di partire per i territori occupati dal Daesh, aveva scelto di rimanere in Italia per convertire gli "infedeli" a cui, diceva alla sorella in un colloquio intercettato, "bisognerebbe tagliare la testa". Una fede apparentemente incrollabile, al punto che quando gli uomini della Digos di Crotone gli hanno stretto le manette ai polsi, ha detto loro: «Faccio parte dell'Isis e lo stato islamico e' la mia vita». Il giovane iracheno guardava i video piu' cruenti diffusi dai terroristi e inneggiava alle loro stragi. Le intercettazioni disposte dalla Dda di Catanzaro lo avrebbero registrato mentre gioiva con un altro ospite del centro d'accoglienza davanti alle immagini di morte relative alla recente strage di Mancheter. Quelle stesse immagini che postava sul suo profilo Facebook corredate delle frasi tipiche dell'islamismo musulmano inneggianti al martirio. Ma, particolare inquietante, rivelato dal questore Claudio Sanfilippo nel corso di una conferenza stampa, l'uomo aveva con se', sul suo cellulare, foto della Questura di Crotone e dei funzionari che vi lavorano, insieme con filmati di propaganda del mullah Krekar, considerato l'deologo dello stato islamico in Kurdistan.

meduri sanfilippo nicoletti«Riteniamo Hussein Abs Haryam - ha detto il questore - molto pericoloso, solitario, difficile da individuare nella massa degli stranieri». Andava in giro con la barba lunga e se ne vantava Hussein Abs Hamir, il 22 marzo scorso quando era a Roma. A riferirlo e' stato lui stesso, inconsapevole di essere intercettato, vantandosi di essere stato piu' volte controllato dalla Polizia, proprio nella capitale, in ragione del suo aspetto. "Il mio compito - diceva - e' quello di diffondere paura". Il giovane spiegava ai proseliti le "giuste finalita'" della jihad, come ha confermato, nel corso della conferenza stampa il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri: «L'attivita' di proselitismo veniva svolta fornendo notizie, chiarimenti e materiali sullo Stato islamico e le sue finalità». Secondo il procuratore, «l'uomo istigava alcuni ospiti del centro di Crotone, invitandoli a partecipare all'organizzazione dell'Isis con atti violenti e con finalita' terroristiche». Dal 2008 Hussein abs Hamir girava per l'Europa ed era passato per Finlandia, Norvegia, Danimarca e Germania per cercare asilo politico, prima di arrivare in Calabria. Era entrato illegalmente in Italia con uno sbarco avvenuto sulle coste baresi il 9 agosto 2012 ed era stato pure denunciato per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato. sul suo cellulare, foto della Questura di Crotone e dei funzionari che vi lavorano, insieme con filmati di propaganda del mullah Krekar, considerato l'ideologo dello stato islamico in Kurdistan. Dunque, un uomo da non sottovalutare. Lo dice lo stesso ministro dell'Interno, Marco Minniti, che ha fatto pervenire le sue congratulazioni al capo della Polizia, Franco Gabrielli. L'operazione, dice Minniti, costituisce «un successo investigativo molto importante che fa seguito a un lungo lavoro di indagine condotto con grande professionalità». Secondo Minniti, «la nostra Polizia, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ha svolto un ottimo lavoro a conferma che il sistema di prevenzione e sicurezza sta funzionando».

sanfilippo gratteri meduri"Dal 2008 girava per l'Europa, passando da Norvegia e Germania per cercare asilo politico, fino a giungere in provincia di Crotone. Non possiamo dire se fosse un lupo solitario, ma incontrava altre persone in provincia di Crotone ed aveva contatti con tanti iracheni. Lo abbiamo fermato per evitare che potesse accadere altro". Lo ha detto il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, illustrando i particolari dell'indagine che ha portato all'arresto di un cittadino iracheno, Hussein Abs Hamir, 29 anni, accusato di terrorismo. "Abbiamo interrotto l'indagine - ha spiegato Gratteri - perche' ci siamo molto preoccupati, visto quanto accaduto negli ultimi tempi. L'iracheno gioiva davanti agli attentati che avvenivano in Europa ed abbiamo documentato un giro che ha compiuto a Roma". Rispetto al suo viaggio nella Capitale, dov'era stato lo scorso 22 marzo, il procuratore Gratteri ha aggiunto: "Si diceva contento, ogni volta che la polizia lo controllava nei suoi spostamenti a Roma, perche' capiva di creare allarme sociale. Si tratta di una persona molto pericolosa - ha proseguito il procuratore capo - chiamato per andare in Siria in guerra santa, ma lui ha risposto di volere rimanere in Italia perche' voleva fare proselitismo, al punto che in una intercettazione dice: 'Devo convincere alla guerra santa'. Nel computer e nel telefonino, inoltre, sono stati rinvenuti molti video, ma ci preoccupava che andava molto in giro e frequentava una moschea, dove era possibile fare proselitismo".

Hussein Abs Haryam arresto presunto terrorista arresto«Qui ho il controllo di una moschea, parlo davanti ad altre persone... se non fai cosi' qui non ti rispettano... io alla luce del sole dico le cose gia' loro alla luce del sole hanno paura di guardarmi». Sono altre frasi pronunciate da Hussien Abss Hamyar nel corso della conversazione con un soggetto non identificato riportata nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catanzaro. La moschea in questione e' quella di Crotone, l'Islamic culture center di vico Filanda, che Hussien frequenta regolarmente per la preghiera del venerdì. «L'indagato – spiega l'ordinanza – precisa all'interlocutore che e' solito predicare, senza alcuna remora, ai suoi uditori che avrebbero paura anche solo a guardarlo». Si lamentava perche' le sue idee radicali ne avevano causato anche la cacciata dalla Moschea, dove l'imam lo aveva apostrofato come un pazzo "solo perche' era un fervido osservante della religione musulmana". Le indagini, secondo quanto reso noto dalla Polizia, sono partite da una segnalazione della Direzione centrale della polizia di prevenzione. Un'indicazione generica che gli uomini della Digos di Crotone, durante cinque mesi di indagini, hanno sviluppato individuando il presunto terrorista che nel Centro Sprar di San Nicola dell'Alto, nel Crotonese, nel quale era ospite faceva proselitismo predicando i dettami dell'Isis e della Jihad, la guerra santa. Il pericolo, secondo quanto riferito dal questore di Crotone, Claudio Sanfilippo che oggi ha illustrato dettagli dell'operazione, era che Hussien Abss emulasse qualche atto terroristico. L'uomo era ormai cosi' radicale nella sua visione dell'Islam da arrivare a minacciare i suoi coinquilini nello Sprar di San Nicola dell'Alto dove si trovava da circa sei mesi o da minacciare di "dover tagliare la gola agli infedeli".

 

 

 

 

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Ultima modifica il Lunedì, 19 Giugno 2017 16:23
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