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Isola Capo Rizzuto, l'indagine partita dalla denuncia di una delle ''schiave'' sfuggita al giogo: sgominato giro di prostituzione, 7 arresti In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Cronaca Giovedì, 08 Agosto 2019 11:54

carabinieri astiISOLA CAPO RIZZUTO - Le indagini sono partite nell’autunno passato quando è partita la denuncia di una delle “schiave” che, dopo essere fuggita dai suoi aguzzini, ha cercato rifugio presso la caserma dei Carabinieri. È stata così smantellata un’organizzazione criminale finalizzata allo sfruttamento della prostituzione che ha portato all’emissione di 7 ordinanze di custodia cautelare (6 quelle eseguite). Sono stati i militari della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto ha eseguire i provvedimenti emessi gip di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica. Ai 7 indagati (4 in custodia cautelare in carcere e 3 ai domiciliari) vengono contestati i reati di associazione per delinquere e reclutamento di donne ai fini di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Per uno di loro sono contestati anche la violenza sessuale, lesioni personali aggravate e minaccia aggravata. A finire nella rete degli inquirenti sono stati: Sebi Costel Dragoi, cittadino romeno, di 23 anni, destinatario della misura cautelare della custodia in carcere; Aurel Petrica Dragoi, cittadino romeno di 25 anni destinatario della misura cautelare della custodia in carcere; Vito Vallone, nato a Isola di Capo Rizzuto, di 48 anni, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari; Giovanni Cristofalo, nato a Isola di Capo Rizzuto di 82 anni, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari; Francesco Carmine Verterame, nato a Isola di Capo Rizzuto di 63 anni, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari; e Alexandra Galion, cittadina romena di 19 anni, destinataria della misura cautelare degli arresti domiciliari.
L’indagine è stata condotta dalla Tenenza Carabinieri di Isola di Capo Rizzuto (KR) dall’ottobre 2018 a gennaio 2019, mediante servizi di osservazione, controllo, pedinamento e attività tecniche d’intercettazione, e colpisce un gruppo criminale che, nel periodo delle investigazioni, ha adescato giovani donne dell’est Europa al fine di avviarle alla prostituzione, in alcuni casi per costringerle è stata usata nei loro confronti violenza e minacce gravi. Le indagini sono partite dalla denuncia di una delle “schiave” che, dopo essere fuggita dai suoi aguzzini, ha cercato rifugio presso la caserma dei Carabinieri. La giovane donna, rassicurata dai militari, ha raccontato così la sua storia di violenza e costrizioni, liberandosi dal giogo che la portava a vendersi sulla strada. Ora la giovane è affidata ai servizi sociali è a avviato un percorso di recupero. L’attività investigativa ha consentito di individuare l’intero sodalizio criminale, composta da 7 indagati uno dei quali attualmente si trova in Romania, inoltre sono state individuare altre due persone di nazionalità italiana, responsabili del reato di tentato furto, e un minorenne responsabile del reato di detenzione illegale e vendita di arma da fuoco clandestina.

 

 

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