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''Jonny'', ha chiesto di essere giudicato col rito abbreviato l'ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Cronaca Martedì, 10 Aprile 2018 15:59

leonardo sacco misericordiaHa chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato condizionato all'audizione di alcuni testimoni che potrebbero rivelarsi decisivi per la sua posizione l'ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto Leonardo Sacco, finito in carcere nel maggio dello scorso anno nell'ambito dell'operazione Jonny della Dda di Catanzaro che ha rivelato l'infiltrazione delle cosche locali nella gestione del Centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto, gestito, appunto, dalla Misericordia. La richiesta e' stata avanzata oggi al giudice distrettuale dell'udienza preliminare Carmela Tedesco che sta celebrando il processo nell'aula bunker di Catanzaro a carico di 124 imputati, tra i quali, oltre a Leonardo Sacco, figura anche l'ex parroco di Isola Capo Rizzuto Edoardo Scordio. La richiesta di rito abbreviato condizionato e' stata avanzata dai difensori dell'ex governatore, Giancarlo Pittelli e Francesco Verri per i quali e' necessario ascoltare le testimonianza di Franco Maiolo, gia' vicegovernatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, di Luigi Asteriti, socio storico della stessa associazione, di don Claudio Papa, padre dei Rosminiani italiani, ordine che ha ispirato e sostenuto la Misericordia e al quale appartiene don Scordio. Le loro testimonianze, nelle intenzioni dei difensori, servono a dimostrare che Sacco faceva parte dell'associazione fin da bambino e che ne e' divenuto il governatore come naturale evoluzione di quel rapporto e non perche' sia stato messo a capo della Misericordia e alla gestione del Cara dalle cosche di Isola, come sostiene il collaboratore di giustizia Giglio. Per i difensori, inoltre, e' necessaria l'audizione degli amministratori giudiziari della Misericordia nominati dalla Procura e dal Gip dalle cui relazioni si evince l'esistenza di importanti debiti della Misericordia nei confronti dei fornitori, circostanza che smentirebbe la tesi delle fatture che l'associazione avrebbe gonfiato in modo da creare una provvista di denaro da versare alla criminalita' organizzata. Per gli avvocati Pittelli e Verri, infatti, la sovrafatturazione ha senso solo se le fatture stesse sono state pagate giacche', diversamente, esse non hanno potuto concorrere a creare alcuna provvista. Sulla richiesta dei difensori di Sacco il giudice Tedesco decidera' all'udienza del prossimo 20 aprile.

 

 

 

Ultima modifica il Martedì, 10 Aprile 2018 16:02
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