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La città si stringe attorno al suo piccolo "angelo": una folla commossa saluta Alessandro

Scritto da  Giuliano Carella Pubblicato in Cronaca Mercoledì, 10 Dicembre 2014 14:57

funerali2Officiati questa mattina i funerali del bimbo di due anni e mezzo deceduto ieri mattina a seguito dei traumi riportati dopo una caduta dalle scale: Crotone è ancora scossa.

VIDEO - Serrande dei negozi abbassate e una folla di gente commossa scesa in strada per dare l'ultimo saluto ad Alessandro. La città ha voluto stringersi così attorno ai famigliari del piccolo di appena due anni e mezzo tragicamente scomparso ieri mattina a seguito di una caduta dalle scale. I crotonesi si sono fermati per qualche ora. Hanno voluto tributare il proprio affetto e la propria vicinanza ad una famiglia stravolta da un dramma inaccettabile. Per un giorno tutto si può fermare. Per un giorno si può mostrare il lato più umano di una comunità sconvolta da un triste accaduto. Le vetrine dei negozi e i muri del centro di Crotone, questa mattina, sono state tappezzati con dei volantini riportanti l'immagine di un angelo, sormontata dalla scritta: «Ciao Alessandro». Sì, perché per tutti ormai Alessandro è l'angelo, colui che è volato in cielo. Perché solo l'idea di vederlo unito ai "Serafini" (gli angeli più vicini a Dio secondo Dante) può alleviare il dolore di una scomparsa così prematura. Il piccolo feretro ha lasciato l'obitorio intorno alle 11 (la  lite in piazza Duomo [leggi articolo] ha fatto ritardare di quasi un'ora l'avvio del corteo) ed ha subito imboccato la rotatoria che, dalla zona limitrofa allo stadio, conduce verso via XXV aprile. Al seguito della piccola bara bianca, tutta ricoperta di fiori dello stesso colore, è seguito un corteo composto dai famigliari di Alessandro, dai parenti, dagli amici della giovane coppia, ma anche da tanti cittadini crotonesi che si sono sentiti toccati nel profondo da questa assurda vicenda. Un silenzio sovraumano ha accompagnato la marcia funebre per le vie centrali della città, trovando ad ogni lato di marciapiede qualcuno pronto a dare l'ultimo tributo d'affetto ad Alessandro. Il corteo è quindi arrivato in piazza Duomo alle 11.40 dove la gente attendeva da più di un'ora. Durante l’entrata a spalla del feretro nella Basilica cattedrale - operata dagli amici più stretti della coppia - la commozione non ha per niente intaccato la compostezza e il rispetto con cui la città ha rivolto la propria vicinanza a Michele Ambrosio e Cristiana Gallo. Si sostenevano a vicenda i due coniugi questa mattina: si stringevano l’uno accanto all’altro. Ed a loro don Stefano Cava, il parroco che ha celebrato la funzione religiosa, ha chiesto di farsi coraggio nel corso della sua omelia. «Nonostante – ha confessato il prete – sia io uomo di Chiesa, in questo momento sono assalito dalla volontà di tacere e di chiudermi nel dolore». «Da sacerdote – ha detto don Cava – anch’io mi sono posto la vostra domanda: perché Signore? Ebbene l’unica risposta praticabile è oggi quella di imbatterci in un Dio consolatore». «Chiedo ad Alessandro – ha proseguito il giovane sacerdote – di illuminarci da lassù per capire questo mondo sempre più offuscato e incerto, dove gli uomini si rincorrono per accaparrarsi chissà cosa». Don Stefano Cava ha quindi letto una ninna nanna ad Alessandro. Toccante anche la lettera pronunciata da Laura Caccavari a nome di tutti gli amici più stretti della giovane coppia. «Cari Michele e Cristian – hanno scritto gli amici – siamo qui con voi perché il vostro enorme dolore è anche il nostro: è nelle nostre famiglie e nelle nostre case». «Ci siamo dentro tutti – hanno scritto gli amici – e tutti dobbiamo reagire perché ne abbiamo l’obbligo: da soli non troveremo mai la forza, ma insieme possiamo riuscirci per il bene di tutti i nostri figli». Don Stefano Cava ha quindi proceduto, secondo il rito cristiano, all’estrema unzione del piccolo. Al termine della funzione, però, il dolore e lo sconforto hanno assalito l’affranta Cristiana che, non potendo comprensibilmente accettare di vedere portato via per sempre il suo angelo innocente, è corsa ad abbracciare per l’ultima volta il feretro. Era attorniata dai parenti e dagli amici più stretti. La piccola bara bianca è poi uscita dal Duomo intorno alle 12.30, portata in spalla sempre dagli amici della coppia. La salma è stata fatta quindi fermare ancora un attimo sul sagrato della Basilica da dove sono partiti dei piccoli palloncini bianchi verso il cielo e la città ha potuto nel frattempo tributare il suo ultimo, sentito saluto attraverso un fragoroso applauso.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 10 Dicembre 2014 16:42
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