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CRONACA NEWS

Operazione ''Stige'', Commissione d'accesso antimafia anche al Comune di Crucoli. Si dimettono i consiglieri ''dem'' di Casabona

Posted On Venerdì, 19 Gennaio 2018 11:51 Scritto da

prefettura2Il prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, su delega del ministro dell'Interno, ha nominato oggi la Commissione d'accesso antimafia al Comune di Crucoli. La nomina fa seguito all'operazione Stige della Dda di Catanzaro nell'ambito della quale sono stati arrestati due consiglieri comunali. La commissione, che si e' insediata oggi, e' composta dal viceprefetto aggiunto della Prefettura di Crotone Luigi Guerrieri, dal Commissario capo della Questura di Crotone, Corrado Caruso e dal rappresentante del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, Francesco Notaro. L'attivita' della Commissione avra' una una durata di tre mesi rinnovabile una sola volta per ulteriori altri tre mesi. Intanto, si sono dimessi ieri i consiglieri del gruppo Pd a Casabona, altro Comune commissariato. «Apprendiamo con tanta sorpresa – scrivono –, ma con inquietudine e preoccupazione la nomina della commissione d’inchiesta antimafia presso il nostro comune da parte del ministro dell’Interno con delega alla Prefettura di Crotone. A tal proposito e, non soltanto per presa atto di questo avvenimento, in qualità di consiglieri comunali, membri attivi del partito democratico e di liberi cittadini di questo meraviglioso paese vogliamo, con questo documento, dare voce al nostro giudizio prettamente politico e non personale che ha visto questa amministrazione fin dall’inizio del suo mandato nel 2014 essere a volte inadeguata e poco attenta alle reali problematiche del nostro territorio fermo restando che siamo più che sicuri che ognuno abbiamo messo in campo la dedizione e la responsabilità che il mandato cittadino gli ha affidato. Cosi come il nostro collega Domenico Cerrelli per il quale ci sentiamo di esprimere i nostri migliori auguri e in bocca al lupo per questo provvedimento restrittivo da parte della Procura della repubblica che lo vede interessato e che prestissimo possa tornare ad occupare il suo ruolo ed a essere un cittadino di qualità e nobili principi cosi come si è sempre distinto nella nostra comunità. Di fronte però, agli avvenimenti giudiziari prima e all’insediamento della commissione d’inchiesta antimafia poi, non possiamo che prendere atto di questo passaggio storico senza precedenti per il comune di Casabona, che vede aprire le porte ad una decisione che arriva direttamente dal ministro dell’Interno con la motivazione di accertare se ricorrano pericoli di infiltrazioni e/o di condizionamenti da parte della delinquenza mafiosa di tipo organizzato nell’ambito dell’amministrazione cosi come previsto dall’art. 11,comma 8 del D.lgs n° 235/2012 . A questo punto, in rispetto alla nobile storia e alla eccellente qualità del tessuto sociale del nostro paese, sia opportuno fare da parte nostra un passo indietro cosi come abbiamo consigliato a tutta la struttura amministrativa in carica proprio in rispetto – a nostro modo di vedere – alle istituzioni che rappresentiamo e per le quali siamo chiamati a dare trasparenza e senso di appartenenza. Noi consiglieri di minoranza con il presente documento rassegniamo presso questo ente le nostre dimissioni dando voce a questo passo indietro, un passo indietro che è un atto dovuto e imprescindibile anche come deciso in seno al Partito democratico di Casabona del quale facciamo parte e che, democraticamente, si è espresso in questo senso. Ciò non vuol dire che diffidiamo dal buon operato dell’amministrazione anzi, ci auguriamo che possano uscire a testa alta dal periodo di operato della commissione e che possa essere considerata solo un prova e una forma di tutela per i diretti interessati e per i cittadini. Siamo altresì fiduciosi e convinti nel buon operato della magistratura per le indagini in corso e disponibili, anche se dimissionari, a questa commissione d’inchiesta per prestare informazioni e aiuto in tutte le sue forme. Avremmo preferito battagliare su questioni ti tipo politico amministrativo e non per cause di forza maggiore dettate dalla Legge dello Stato italiano e che Il Partito democratico e tutti i cittadini che si ritengono liberi devono denunciare e prendere le distanze. Vogliamo voltare pagina, il nostro paese è sempre stato e sarà il paese dell’accoglienza, della storia, dell’arte e della gente buona di cuore».