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''Strada del parco'': il Comune condannato a pagare subito un milione di euro ai privati, la sentenza pronunciata dal Tar Calabria In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Cronaca Sabato, 22 Dicembre 2018 14:52

sentenza tar cibe afroditeIl Comune di Crotone deve pagare subito un milione di euro alla società Cibe e altri soggetti. In tal senso si è espressa la seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale della Calabria con la sentenza n 00773 pubblicata lo scorso 12 dicembre. La vicenda è quella della “strada del parco” frutto di una convenzione edilizia tra due società (Cibe e Afrodite) e il Comune di Crotone. In cambio della concessione edilizia le due società si impegnavano a costruire per il Comune di Crotone la strada che si imbocca dalla chiesa di Santa Rita e arriva a Tufolo. Nel 2014 l’allora sindaco Peppino Vallone ha chiesto di anticipare i lavori della costruzione della strada, perché era necessario creare un nuovo collegamento con Tufolo in vista di lavori da realizzare sulle arterie principali che collegano il centro città alla zona di Tufolo. Gli accordi sottoscritti tra le parti sono stati esplicitati nei verbali. Le due società non hanno più realizzato le lottizzazioni per le quali era stata sottoscritta la convenzione edilizia e, quindi, è venuto meno l’accordo che impegnava i privati alla costruzione della strada, che era stata però realizzata su richiesta del Comune. L’impegno economico sostenuto per la realizzazione del manufatto è stato subito quantificato in circa un milione di euro. Il Comune, dal canto suo, non ha inteso riconoscere il pagamento ed è partita la vertenza legale che si è conclusa con la sentenza del Tar Calabria.

via peppino impastatoPer una crisi di liquidità l’Afrodite ha ceduto la parte di credito che vantava dal Comune a Cibe, che aveva un debito con un privato, che ha inteso saldare cedendo una parte del credito che avrebbe dovuto riscuotere dal Comune. Di fronte al rifiuto dell’ente di procedere al pagamento delle somme dovute sono stati fatti atti ingiuntivi sia da parte di Cibe che dei privati che avevano avuto la cessione del credito. Anche di fronte agli atti ingiuntivi il Comune ha deciso di non pagare e i creditori si sono rivolti al Tar Calabria che, con la sentenza, “ordina al Comune di Crotone di eseguire il decreto ingiuntivo, con ulteriori interessi fino al soddisfo, entro 30 giorni dalla comunicazione” della sentenza. Entro 20 giorni della presentazione degli atti ingiuntivi il Comune di Crotone avrebbe dovuto presentare ricorso, ma non lo ha fatto. I ricorrenti hanno atteso 120 giorni e hanno legittimamente presentato un ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo ha nominato “il segretario comunale di Crotone quale commissario ad acta” per liquidare quanto dovuto ai ricorrenti. Il segretario generale, nonostante il Comune abbia il bilancio bloccato dalla Corte dei Conti, potrà intervenire determinando un apposito capitolo nel bilancio. Potrà utilizzare tutti i fondi del Comune compreso gli stipendi dei dipendenti. Secondo quanto è stato possibile apprendere le parti vincitrici del ricorso hanno già incontrato il segretario comunale che si è impegnato a procedere al pagamento di quanto dovuto. Nella vertenza legale al Tar Calabria i ricorrenti sono stati rappresentati dagli avvocati Pasquale Nicoletta e Marco De Meo, mentre il comune si è avvalso dell’avvocato Vittorio Quercia.

 

 

 

Gaetano Megna

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