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Venerdì, 19 Agosto 2022

CRONACA NEWS

BOLOGNA - Comincerà l'11 gennaio 2016 il processo in rito abbreviato per gli imputati che lo hanno chiesto nell'udienza preliminare 'Aemilia', per ora oltre sessanta, su 236 imputati. Il numero potrebbe aumentare ancora. Le posizioni di chi ha avanzato la richiesta di essere giudicato allo stato degli atti, con la riduzione di un terzo della pena, sono state stralciate e torneranno nell'aula allestita in Fiera a Bologna nel 2016. Tra questi ci sono Nicolino Sarcone, considerato dall'inchiesta della Dda il promotore e dirigente dell'associazione di 'Ndrangheta con epicentro a Reggio Emilia. Poi altri 'capi' come Alfonso Diletto, Romolo Villirillo, Francesco Lamanna, Antonio Gualtieri e Salvatore Cappa (per l'accusa uno degli organizzatori), i poliziotti Domenico Mesiano e Antonio Cianflone. E, tra gli accusati di concorso esterno, il consigliere comunale di Forza Italia a Reggio Emilia Giuseppe Pagliani, l'ex assessore Pdl di Parma Giovanni Paolo Bernini, la consulente fiscale bolognese Roberta Tattini, il marito Fulvio Stefanelli e il giornalista Marco Gibertini. Nel frattempo nell'aula speciale prosegue l'udienza preliminare, con il Pm Marco Mescolini che ha preso la parola per la propria requisitoria. La concluderà nell'udienza di venerdì, ribadendo la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli imputati che hanno scelto il processo ordinario.

 

 

 

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BOLOGNA - C'è anche Nicolino Grande Aracri tra gli imputati che hanno fatto richiesta di rito abbreviato dell'udienza preliminare di 'Aemilia', il maxi-processo di 'Ndrangheta in corso nell'aula speciale allestita in un padiglione della Fiera di Bologna. Grande Aracri, ritenuto il capo della Cosca che prende il suo nome, nel processo emiliano con 236 imputati non risponde però del reato di associazione a delinquere di tipo mafioso, reato contestato a 54 persone. Tra chi aveva già presentato la richiesta del rito che dà diritto alla riduzione di un terzo dell'eventuale pena, anche quasi tutti i promotori dell'organizzazione individuata dalla Dda di Bologna, come Nicolino Sarcone, Alfonso Diletto, Romolo Villirillo, Antonio Gualtieri, Francesco Lamanna [LEGGI ARTICOLO]. Con le richieste dell'udienza della mattinata si arriva ad un'ottantina di riti speciali, tra abbreviati e patteggiamenti. Intanto il Gup Francesca Zavaglia ha rigettato tutte le richieste di abbreviato condizionato presentate da alcune difese, come ad esempio quella della consulente fiscale bolognese Roberta Tattini, che a questo punto dovrebbe optare per un abbreviato semplice.

 

 

 

 

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aemilia rito abbreviatoBOLOGNA - Sono una cinquantina le richieste di processo in rito abbreviato, tra cui quasi tutti i presunti capi dell'organizzazione 'ndranghetistica alla base dell'inchiesta 'Aemilia'. Le hanno formulate i legali nell'udienza preliminare in corso a Bologna, dopo che il Gup Francesca Zavaglia aveva chiesto l'orientamento delle difese. Alcune posizioni potrebbero essere stralciate già nelle prossime udienze, mercoledì e venerdì, quando potrebbero aggiungersi ulteriori richieste. Tra chi vuole essere processato allo stato degli atti, con la riduzione di un terzo della pena, ci sono dunque Nicolino Sarcone, considerato dall'inchiesta dei Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, il promotore e dirigente dell'associazione. E' al 41 bis, così come altri capi che hanno fatto la stessa richiesta: Alfonso Diletto, Romolo Villirillo, Francesco Lamanna, Antonio Gualtieri e Salvatore Cappa (per l'accusa uno degli organizzatori). L'abbreviato è stato chiesto anche dai poliziotti Domenico Mesiano e Antonio Cianflone, che verrà formalizzato la prossima udienza. Tra gli accusati di concorso esterno, il consigliere comunale di Forza Italia a Reggio Emilia Giuseppe Pagliani, l'ex assessore Pdl di Parma Giovanni Paolo Bernini, la consulente fiscale bolognese Roberta Tattini (condizionato ad alcune audizioni), il marito Fulvio Stefanelli e il giornalista Marco Gibertini. Una decina gli accordi per il patteggiamento, anche questi probabilmente in aumento nelle prossime udienze.

 

 

 

 

 

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aemilia processo2BOLOGNA - Primi accordi sui patteggiamenti nella maxi-udienza preliminare di Aemilia a Bologna. Secondo quanto si apprende, infatti, non pochi legali di imputati con reati minori, molti dei quali accusati di essere 'prestanome' della Cosca di 'Ndrangheta Grande Aracri, hanno formalizzato accordi con i Pm. Dovrà poi esprimersi il Gup Francesca Zavaglia, e non è detto che lo faccia nelle udienze fissate a breve. Tra chi ha raggiunto l'accordo sulle pene da applicare, a esempio, quattro imputati difesi dall'avvocato Liborio Cataliotti: per Ibrahim Abdelgawad, due anni; per Carlo Trento, Carmine Bramante e Paolo Riillo, un anno e mezzo. In tutti i casi, la pena ha la sospensione condizionale.

 

Ex attaccante interrogato in udienza, sentito anche il padre.

vincenzo iaquintaOk all'accertamento tecnico sul telefonino della consulente fiscale bolognese Roberta Tattini, che conterrebbe le fotografie che ritraggono la donna in compagnia dell'ex calciatore Vincenzo Iaquinta, il 19 giugno 2011. La consulenza è stata disposta dal Gup Francesca Zavaglia accogliendo la richiesta l'avvocato Carlo Taormina, che difende l'ex attaccante della Juve e il padre Giuseppe, entrambi imputati nel processo di 'Ndrangheta Aemilia, così come Tattini. Nell'udienza i tre sono stati sottoposti a interrogatorio. Tattini avrebbe confermato di aver visto padre e figlio in un bar di Gualtieri (Reggio Emilia) e di essersi fatta scattare foto con l'ex calciatore. Gli Iaquinta hanno invece negato di averla incontrata. La consulente, accusata di concorso esterno, avrebbe collocato l'incontro tra le 15 e le 15.30. Ma Iaquinta sostiene di essere stato il giorno prima al matrimonio del calciatore Leonardo Bonucci e di essere rientrato in auto con un altro juventino, Claudio Marchisio, intorno alle 16.30. Taormina ha prodotto le dichiarazioni di Marchisio che confermano la circostanza, oltre a documenti autostradali. La consulenza servirà dunque a comprendere, ha spiegato Taormina, da dove vengono queste fotografie, quando sono state fatte e se sono state scattate effettivamente sul telefono oppure se sono state trasferite da un altro supporto.

 

 

 

 

 

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Malore per Nicolino Grande Aracri, collegato in videoconferenza con l'aula della fiera di Bologna, dove si tiene l'udienza preliminare di 'Aemilia', dal carcere di Opera dove è al 41 bis. Lo schermo che inquadrava la stanza dove si trovava Grande Aracri, ritenuto un boss della 'Ndrangheta, ha mostrato la sedia vuota e il detenuto, caduto in terra, è stato soccorso dalla Polizia penitenziaria. Non si hanno notizie sulle sue condizioni. L'udienza, alle battute finali, è stata rinviata.

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BOLOGNA - E' presente anche l'ex calciatore della Juventus e della Nazionale Vincenzo Iaquinta nell'aula della Fiera di Bologna dove sta proseguendo l'udienza preliminare del processo di 'Ndrangheta 'Aemilia', 236 imputati. Il campione del mondo del 2006 è a processo per la violazione di leggi sulle armi. Imputato e presente anche il padre, Giuseppe, imprenditore cui i Pm della Dda contestano l'associazione a delinquere di tipo mafioso. Entrambi sono difesi dall'avvocato Carlo Taormina. Intanto è in corso l'interrogatorio davanti al Gup Francesca Zavaglia di Roberta Tattini, consulente fiscale bolognese accusata di concorso esterno all'associazione legata alla Cosca Grande Aracri; è difesa dall'avvocato Girolamo Mancino.

 

 

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