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Venerdì, 19 Agosto 2022

CRONACA NEWS

aemilia processoResterà a Bologna l'udienza preliminare di Aemilia, il processo di 'Ndrangheta con 236 imputati, a 54 dei quali la Dda contesta l'associazione a delinquere di stampo mafioso. Lo ha deciso il Gup Francesca Zavaglia, rigettando le eccezioni di competenza territoriale sollevate da diverse difese, secondo le quali il processo si sarebbe dovuto celebrare a Catanzaro. Nella decisione sarebbero state valutate sentenze passate in giudicato di altri processi, come 'Edilpiovra' e 'Grande Drago'. I Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi avevano sostenuto, rispondendo alle difese, che l'indagine 'Aemilia' ha svelato l'esistenza di una struttura 'ndranghetistica che opera autonomamente nel territorio emiliano, comunque rientrante (così come la Cosca Grande Aracri di Cutro) dentro la 'Ndrangheta nella sua unitarietà e nella sua modernità, come struttura mafiosa con mire espansionistiche nell'imprenditorialità e nei diversi settori dell'economia del Paese e anche all'estero. Il Gup ha respinto anche le altre eccezioni, in particolare sull'annullamento dei risultati delle intercettazioni telefoniche: secondo alcuni difensori, come ad esempio l'avvocato Fausto Bruzzese, difensore di Giuseppe Giglio, essendo state fatte utilizzando impianti della Procura di Modena senza apposita delega, mancava la prova del fatto che i risultati fossero immagazzinati e conservati nei server della Procura di Bologna.

 

 

 

 

 

 

 

 

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BOLOGNA - «Il processo Aemilia va trasferito a Catanzaro, perché l'associazione di tipo 'ndranghetistico contestata dalla Dda di Bologna avrebbe in realtà radici a Cutro dove si trova la Cosca Grande Aracri, di cui cui il gruppo emiliano sarebbe solo un'emanazione». Lo hanno sostenuto alcuni difensori degli imputati nell'udienza preliminare, sollevando davanti al Gup Francesca Zavaglia eccezioni di competenza territoriale, cui si sono associati diversi legali. Tra gli elementi citati a sostegno di questa tesi, l'esistenza di procedimenti giudiziari portati avanti dalla Procura distrettuale di Catanzaro, che coinvolgono persone che fanno parte anche del sodalizio 'emiliano'. Per i Pm della Dda bolognese, l'indagine Aemilia ha svelato, e si propone di provare in dibattimento, l'esistenza di una struttura 'ndranghetistica che opera autonomamente nel territorio emiliano, comunque rientrante (così come la Cosca Grande Aracri di Cutro) dentro la 'Ndrangheta nella sua unitarietà e nella sua modernità, come struttura mafiosa con mire espansionistiche nell'imprenditorialità e nei diversi settori dell'economia del Paese e anche all'estero. L'argomento è supportato dalle sentenze dei processi 'Crimine' di Reggio Calabria e 'Infinito' di Milano. Il giudice presumibilmente si pronuncerà nella prossima udienze sulla questione.

 

Regione e sindacati sono parte civile.

Ok alle costituzioni di parte civile nell''udienza preliminare del processo di 'Ndrangheta Aemilia per la Regione Emilia-Romagna, per i sindacati Cgil, Cisl e Uil regionali, per le camere del lavoro di Reggio Emilia e Modena, per Fita-Cna, Libera, per l'Ordine dei giornalisti, Aser, Legambiente e altre associazioni. Sarebbero state accolte anche, secondo quanto si apprende, completamente o parzialmente le istanze presentate da comuni del Reggiano, Parmense e Modenese, e da province della regione. Il Gup Francesca Zavaglia ha invece rigettato le richieste presentate da Arci, Avviso pubblico, Sos Impresa, associazione Caponnetto e associazione anti-racket.

 

 

 

 

 

 

 

 

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BOLOGNA - A cinque giorni dall'inizio dell'udienza preliminare di Aemilia, il processo di 'Ndrangheta con 219 imputati, al via nell'aula speciale allestita in un padiglione della fiera di Bologna, non sarebbe ancora definito chi si occuperà dei controlli ai metal detector all'ingresso. Le forze dell'ordine sono incaricate di garantire la sicurezza esterna alla fiera, nell'accesso dedicato, oltre che dentro l'aula bunker. La Polizia penitenziaria curerà i trasferimenti dei detenuti, una trentina. Per i metal detector montati all'ingresso dell'aula, secondo quanto si apprende, sembra improbabile che si possa estendere l'accordo con cui negli uffici giudiziari bolognesi i controlli sono fatti da una cooperativa di vigilanza privata. Non è escluso che possa essere coinvolto l'Esercito, che recentemente affianca talvolta le guardie giurate, ad esempio nel palazzo del Tribunale di via Farini.

 

 

 

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dda bolognaUn contributo straordinario di 748mila euro a BolognaFiere Spa per l'allestimento dell'aula speciale nella quale celebrare il processo Aemilia. Lo ha previsto la Regione Emilia-Romagna nell'assestamento al suo bilancio del 2015 che, licenziato in commissione, sarà vagliato definitivamente in Assemblea legislativa il 20 ottobre. La Regione ha così deciso di contribuire alle spese per l'aula capace di ospitare gli oltre duecento imputati del processo, al via il 28 ottobre con una maxi-udienza preliminare. Aemilia è l'inchiesta condotta dalla Dda di Bologna (foto) contro la 'Ndrangheta in Emilia e al Nord. Gli inquirenti ritengono di aver fatto luce su un sodalizio ritenuto legato alla Cosca Grande Aracri di Cutro (Crotone) operante dal 2004 e tuttora permanente, con epicentro a Reggio Emilia. L'inchiesta, nel frattempo, è stata divisa in due filoni: per quello principale (che a fine gennaio aveva visto scattare 117 arresti), sono state firmate 219 richieste di rinvio a giudizio. Rispetto agli avvisi di fine indagine, che erano invece 224, cinque posizioni sono state stralciate per motivi tecnici di notifiche: tra queste c'è quella dell'imprenditore Giuseppe Giglio, accusato di essere uno degli organizzatori dell'associazione di tipo mafioso contestata a 54 persone. Nel mese di agosto, poi, anche la seconda tranche dell'indagine è stata chiusa con avvisi a 23 persone, tra cui Nicolino Grande Aracri, ritenuto il boss della cosca e Alfonso Diletto, considerato un elemento chiave nella gestione degli affari. Il troncone bis si è concentrato infatti sull'aspetto economico e, in particolare, sulle intestazioni fittizie delle società per evitare di ricondurre la proprietà a componenti della cosca, oltre alle false fatturazioni. L'udienza preliminare è fissata per il 28 ottobre prossimo a Bologna e poi si proseguirà il 30 e così a ritmo serrato ogni due giorni circa fino al 22 dicembre. La necessità di concludere in tempi abbastanza rapidi l'udienza preliminare è data dai termini di scadenza delle misure di custodia cautelare, a fine gennaio. In alcuni periodi il processo sarà in concomitanza con manifestazioni fieristiche, ad esempio il Motor Show, in programma dal 5 al 13 dicembre.

 

 

 

 

 

 

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procura bolognaBOLOGNA - Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, chieste dalla Dda di Bologna e disposte dal Gip Alberto Ziroldi, sono state eseguite dai carabinieri nell'ambito delle indagini 'Aemilia'. Si tratta degli esiti di un supplemento investigativo sul versante patrimoniale, scattato dopo i 117 arresti di gennaio. La misura è stata eseguita nei confronti di Michele Bolognino, ritenuto uno dei capi dell'associazione di 'Ndrangheta e dei fratelli imprenditori di Modena Palmo e Giuseppe Vertinelli. Le misure sono state eseguite da 100 carabinieri del comando provinciale di Modena e del Ros, supportati dal comando provinciale di Reggio Emilia, contestualmente ad un sequestro di beni per oltre 35 milioni di euro: 9 beni immobili, 16 autoveicoli e 21 tra rapporti bancari e finanziari, 16 società di capitali. L'operazione è stata condotta nelle province di Reggio Emilia, Parma, Aosta, Bologna e Crotone. I provvedimenti nascono dall'indagine sull'infiltrazione della 'Ndrangheta in Emilia, coordinata dai Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, nell'ambito della quale a fine gennaio erano scattati 117 arresti e che è stata chiusa nei giorni scorsi con 219 richieste di rinvio a giudizio: si tratta di un seguito 'cautelare', su imputazioni già contestate. Gli approfondimenti hanno confermato l'ingerenza nella gestione e controllo di attività imprenditoriali, formalmente intestate a prestanome, nonché l'accumulo illecito di significativi patrimoni personali. E' emersa una gestione occulta di imprese, in parte già sottoposte a sequestro nell'ambito di precedenti provvedimenti, eseguiti con l'operazione Aemilia bis di luglio, che aveva portato ad altri nove arresti: il sequestro delle società del gruppo Save di Giovanni Vecchi e Patrizia Patricelli, riconducibili ad Alfonso Diletto, e sequestro della Dueaenne S.A.S. di Bruna Braga, moglie di Augusto Bianchini. Ai fratelli Vertinelli, destinatari di ordinanza di custodia cautelare a gennaio e poi scarcerati, e a Bolognino le indagini hanno ricondotto una serie di imprese attive nel settore dell'edilizia, come il Consorzio Stabile Gecoval di Aosta, la S.I.C.E. Srl., l'Impresa Vertineli Srl., l'Edilizia Costruzioni Generali Srl., di Montecchio Emilia, la Top Service Srl. di Parma e la Opera Srl. di Crotone. Sono state poi trovati riscontri sulla riconducibilità agli indagati delle società (pertanto sottoposte a sequestro) Touch Srl. di Crotone, (autotrasporti), la Tangenziale Nord Est Sas., la Mille Fiori Service Srl. e la Achilli & Schianchi Snc., con sede a Montecchio Emilia e attive nel settore della ristorazione e bar.

 

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L'obiettivo dei Pm della Dda di Bologna è riunire, in udienza preliminare, i due filoni di Aemilia, l'inchiesta contro la 'Ndrangheta in Emilia. Per quello principale, che a fine gennaio aveva visto scattare 117 arresti, sono state firmate da poco 219 richieste di rinvio a giudizio. Rispetto agli avvisi di fine indagine, 224, cinque posizioni sono state stralciate per motivi tecnici di notifiche: tra queste c'è quella dell'imprenditore Giuseppe Giglio, accusato di essere uno degli organizzatori dell'associazione di tipo mafioso contestata a 54 persone. Nelle scorse settimane, poi, anche la seconda tranche dell'indagine è stata chiusa, con avvisi a 23 persone, tra cui Nicolino Grande Aracri, ritenuto un boss della 'Ndrangheta e Alfonso Diletto, considerato un elemento chiave nella gestione degli affari. Il troncone bis si è concentrato infatti sull' aspetto economico e, in particolare, sulle intestazioni fittizie delle società per evitare di ricondurre la proprietà a componenti della cosca, oltre alle false fatturazioni. Anche per questa parte è presumibile che i Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi formulino a breve le richieste di rinvio a giudizio, in modo da poterla riunire nella maxi-udienza preliminare prevista per ottobre.

 

 

 

 

 

 

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