Sabato, 11 Luglio 2020

CRONACA NEWS

Dopo circa 30’anni il Comune di Crotone ha approvato il primo stralcio dei lavori di demolizione di tre dei cinque manufatti abusivi nella zona ad assoluta inedificabilità, appartenenti della famiglia Grande Aracri. Di ieri la determina dirigenziale che dà il via a contrarre i lavori per un importo complessivo di 108.362,93 euro. Com’è noto, i primi atti prodotti per l’abbattimento delle abitazioni risalgono al 1982, ma non erano mai stati conseguenziali.

Sempre a partire da ieri, fa sapere il “Comitato “Fondo Gesù nel cuore”, sono riprese anche le demolizioni dei 27 box abusivi realizzati a ridosso del fiume Esaro. Gli interventi erano iniziati lo scorso ottobre ma poi si erano arrestati a seguito di iter procedurali innescati dalla caduta dell’amministrazione Pugliese, prima, e per l'intervenuta emergenza coronavirus che, insieme, hanno decretato lo stop delle demolizioni. Da ieri mattina, le ruspe sono ritornate nella zona di via Achille Grandi nel quartiere popolare per irpotare in scurezza e in legalità l’area.

 

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eroina buste manoArrestato crotonese per detenzione ai fini di spaccio di eroina. È accaduto alle ore 16.15 di ieri, quando personale della Squadra Volante in servizio di controllo del territorio ha notato, sotto un portico nel quartiere “Fondo Gesù”, zona nota per l’elevato tasso di criminalità, nonché per lo spaccio di sostanze stupefacenti, un pregiudicato del luogo, seduto su una panchina. Una volta raggiunto l’individuo, gli agenti lo hanno sottoposto a perquisizione personale e hanno rinvenuto, all’interno di un pacchetto di sigarette 11 involucri di sostanza stupefacente del tipo eroina, per un peso lordo di 5,2 grammi che è stata opportunamente sequestrata. Il personale delle Volanti ha pertanto tratto in arresto l’uomo, T. A., crotonese, di 38 anni, con numerosi precedenti di Polizia, perché resosi responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

 

 

 

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incendio auto fondo gesùSono in corso delle indagini per stabilire le cause dell’incendio avvenuto, questo pomeriggio, ai danni di un’utilitaria parcheggiata nel porticato di un palazzo del quartiere Fondo Gesù a Crotone. Il fatto è accaduto intorno alle ore 14 circa, quando è anche arrivata una chiamata alla sala operativa del comando provinciale Vigili del Fuoco per segnalare le ampie fiamme che fuoriuscivano da un porticato di uno stabile sito nel popoloso rione. È così immediatamente partita una squadra del Comando vigili del fuoco di Crotone che, arrivata sul posto, ha subito constatato la gravità dell'incendio. La vettura, una Wolksvagen Polo di colore grigio-metallizzato, era completamente avvolta dalle fiamme e, nelle vicinanze della stessa, insistevano tubi del gas, mentre nella parte superiore del porticato vi erano abitazioni. L'intervento repentino dei vigili del fuoco ha evitato il propagarsi delle fiamme.

 

 

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alloggi popolari fondo gesùOtto nuclei familiari, già assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica, hanno una nuova casa. Lo rende noto il Comune di Crotone. Sono state infatti consegnate le chiavi di otto alloggi realizzati attraverso il programma di Recupero urbano "Fondo Gesù" ad altrettante famiglie. Il nuovo edificio, realizzato con l'utilizzo di fondi ministeriali, regionali e comunali, è ubicato alla III traversa di via Achille Grandi ed è stato consegnato alle famiglie già assegnatarie che nel periodo di esecuzione dei lavori erano state temporaneamente trasferite in altri alloggi. E' stato il dirigente del settore Lavori pubblici Giuseppe Germinara che ha consegnato le chiavi agli assegnatari previa comunicazione all'Aterp e la verifica dei dati e dei documenti.
«Non è stato solo un momento formale – riferisce la nota – quello vissuto all'atto della consegna delle chiavi in quanto la soddisfazione espressa dagli assegnatari per il nuovo alloggio ha sicuramente premiato il lavoro che l'amministrazione e gli uffici tecnici hanno compiuto per dare finalmente una casa a chi ne ha diritto. Tra l'altro originariamente il progetto prevedeva la ristrutturazione del fabbricato preesistente, ma la scelta dell'amministrazione è stata indirizzata in maniera differente proprio per dare un volto nuovo ad un quartiere dove sono molti i progetti in essere per la sua riqualificazione.
Si è infatti demolito il vecchio fabbricato realizzando una nuova struttura in modo da avere abitazioni che rispondano a criteri di vivibilità e sicurezza atti ad ospitare i nuclei familiari.
"Riuscire a portare a termine – dichiara il sindaco Ugo Pugliese – un intervento così significativo in un contesto sociale così delicato, è un risultato importante. La nostra attenzione per il quartiere Gesù, così come per tutti i quartieri ad alta densità abitativa è massima. Ci sono progettazioni specifiche al riguardo che continueremo a realizzare per la riqualificazione e la vivibilità degli stessi", conclude il sindaco Ugo Pugliese».

 

 

 

 

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arrestati operazione ora pranzoÈ il secondo atto messo a segno da Polizia e magistratura crotonese a seguito della sparatoria di Fondo Gesù dello scorso 9 gennaio. Nella giornata odierna, infatti, dalle prime ore dell’alba, la Polizia di Stato ha arrestato dieci persone ritenute responsabili del reato di tentato omicidio e porto abusivo di arma clandestina, coinvolte, a vario titolo, anche in una fiorente attività di spaccio di droga. I dettagli dell’operazione denominata “Ora di Punta” sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nell’ufficio del questore di Crotone, Massimo Gambino, alla presenza del procuratore capo, Giuseppe Capoccia, del sostituto Alfredo Manca e del capo della Mobile Nicola Lelario. L’indagine ha avuto inizio con un grave episodio verificatosi agli inizi di gennaio in città allorquando, nel popolare quartiere, intorno alle 13.20, in una via piena di gente, furono esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco da parte di un commando composto da tre persone, a bordo di un’autovettura, che bersagliarono un’auto parcheggiata davanti a un negozio di frutta in via G. Di Vittorio, anch’esso danneggiato da numerosi proiettili, come altri esercizi commerciali situati nelle vicinanze. Dalle successive indagini e dal monitoraggio costante degli individui destinatari dei provvedimenti restrittivi, infatti, è emersa anche una fiorente attività di spaccio e un conflitto nato a seguito del controllo del territorio. Come sottolineato dal procuratore Capoccia in conferenza stampa, i segugi della Questura e il pm Manca sono incappatti nell'attività di spaccio della rete criminale proprio cercando di capire le dinamiche che hanno portato alla sparatoria. Inoltre, due dei soggetti indagati, stavano interessandosi a uno dei testimoni chiave dell'episodio. Da qui anche l'esigenza di intervenire con una certa tempestività.

lelario manca capoccia gambinoGli investigatori hanno così fatto luce sul commando che, a bordo di un’Alfa 159, fece fuoco quel giorno. Sono stati identificati dalla Polizia nei fratelli Massimiliano e Gianluca Laforgia e nel cugino Ferdinando. Secondo gli inquirenti, il blitz fu in risposta a un pestaggio subito dal un loro congiunto poche ore prima della sparatoria. In quell’occasione, gli agenti, allertati da diverse chiamate giunte al 113, notarono sull’asfalto numerosi bossoli di pistola calibro 9x21 e bossoli di fucile a pallettoni calibro 12. Grazie alla visione dei filmati estrapolati dalle telecamere presenti nelle vicinanze, si riuscì a ricostruire la dinamica dei fatti nonché a raccogliere elementi utili al fine di poter identificare, a distanza di poco tempo, uno dei materiali attentatori nonché a ricostruire il contesto nel quale era maturato l’attentato omicidiario. Infatti a distanza di pochi giorni (era il 23 gennaio scorso) sono stati arrestati, su ordine della Procura di Crotone, due persone ovvero uno degli autori della sparatoria e uno dei destinatari dell’agguato (rispettivamente Ferdinando Laforgia e Mario Cimino) in quanto, al momento dei fatti, si poté ricostruire come fosse armato di una pistola con la quale cercò di rispondere al fuoco senza riuscirvi. Le successive indagini svolte dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Crotone hanno consentito non solo di identificare gli altri due membri del commando, ma anche di far emergere una diffusa quanto florida attività di spaccio di droga costituente il movente dell’agguato. Alle operazioni di cattura degli indagati, tutti noti alle forze dell’ordine per numerosi precedenti, hanno fatto seguito e sono tuttora in corso, con la collaborazione degli specialisti del Reparto Prevenzione Crimine di Cosenza e Vibo Valentia nonché delle Unità Cinofile della Questura vibonese, numerose perquisizioni all’interno di locali e appartamenti presumibilmente impiegati per il confezionamento e lo spaccio dell’eroina e della cocaina gestita dagli indagati.

 

 

 

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Al momento sono due le persone arrestate per la sparatoria a Fondo Gesù dello scorso 9 gennaio, ma se ne cerca almeno un’altra. Sarebbe l’autista dell’Alfa 159 di colore grigio chiaro da cui è uscito l’uomo armato di fucile che ha poi fatto fuoco tra la gente. Questa terza persona avrebbe partecipato al raid anche sparando dal finestrino dell’auto con una pistola. Il primo è stato identificato in Ferdinando La Forgia, 31 anni di Crotone, che è accusato di tentato omicidio; mentre il bersaglio sarebbe Mario Cimino, di 36 anni, crotonese, gestore dell’ortofrutta presa di mira e anche lui già in stato di fermo da alcuni giorni per detenzione illegale di arma clandestina. L’agguato sarebbe maturato a seguito di un pestaggio precedentemente subìto da un congiunto di Laforgia (il fratello Massimo). Sono queste le certezze che, al momento, gli inquirenti hanno in mano e che hanno permesso di fare parzialmente luce sul “far west” scatenatosi lo scorso 9 gennaio, intorno alle 13.30, nel popolare quartiere di Crotone. I dettagli sono stati forniti questa mattina nel corso di una conferenza stampa convocata nell’ufficio del questore Massimo Gambino, cui hanno preso parte anche il capo della Squadra Mobile, Nicola Lelario e il suo vice Antonio Concas.
arresti sparatoria fondo gesù cimino laforgiaEbbene, secondo quanto ricostruito dalle indagini, quel giorno sarebbe stato Ferdinando La Forgia a uscire dall’Alfa 159 armato di fucile e quindi a sparare verso una Fiat Panda di colore verde, parcheggiata di fronte il negozio di frutta di Mario Cimino, a bordo della quale c’erano due persone. Dal finestrino dell’Alfa, un'altra persona avrebbe fatto fuoco con una pistola. Quindici almeno i colpi esplosi che hanno colpito gli esercizi vicini e una terza autovettura parcheggiata nelle vicinanze. Le fasi concitate dell’agguato e quelle che lo precedono sono state ricostruite grazie alle telecamere del fruttivendolo e dell’autostazione dei Fratelli Romano. Nel filmato Cimino viene immortalato mentre impugna una pistola che nasconde nella cintola dei pantaloni mentre sfugge all’agguato. Secondo gli uomini della Mobile è l’arma di cui il padre ha provato a disfarsi il giorno successivo e per il cui possesso il è stato arrestato dopo che è stata rintracciata dai “segugi” della Questura. Determinante nelle indagini anche la testimonianza di un autista della ditta Romano.
lelario gambino concasLa furia di La Forgia sarebbe stata scatenata nei confronti di Cimino sarebbe stata generata da un pestaggio a danno del fratello, consumato qualche minuto prima (intorno alle 12.30). Tale ipotesi investigativa sarebbe supportata anche dal video divulgato dalla Questura in cui si vedono all’inizio uscire dal negozio di Cimino lui e altre persone (anche i due occupanti della Panda) armati di bastone. La Polizia sta cercando adesso di capire il motivo della “missione punitiva”. Non si sbilancia il capo della Mobile Lelario che nel corso della conferenza stampa, ha solo sottolineato come «l’ipotesi investigativa vada inquadrata in un contesto più ampio, che va ancora approfondito e che potrebbe riguardare, anche ma non solo, lo spaccio della droga».

 

 

 

 

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