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Giovedì, 18 Luglio 2024

CRONACA NEWS

flora sculco sciarpa crotone«È Un Natale amaro - scrive Comitato cittadino aeroporto Crotone -, un Natale senza la classica letterina (siamo troppo grandi e troppo poco innocenti per scriverla). Sarà un Natale di rabbia e tristezza, di sgomento e spallucce all'insù. Questo Natale - sottolinea il comitato - chiude in pompa magna l'intero anno, segnato da mesi di campagna elettorale amministrative allo stremo delle forze in cui ha prevalso la vecchia politica dello scambio travestita da nuova politica del fare, la chiusura di un aeroporto virtuoso (dati Enac), mesi di programmi televisivi, giornali tempestati di notizie e presenze "illustri" in città per parlare del Referendum, scandalo dei Comuni di Roma e Milano ecc ecc. Un anno ordinario diremmo. Nulla di nuovo! Ormai è abitudine pronunciare la frase: sono tutti uguali! Viene eletta sempre la stessa gente! Ma c'è una cosa a cui non ci abitueremo mai, all'immobilismo della gente! Da cui ne scaturisce menefreghismo, incuranza per le cose importanti, disinformazione, riluttanza e ignoranza. Tutte dinamiche che fanno sprofondare una città e una nazione intera in uno stato di caos e negatività inimmaginabile! Sembriamo tutti dei disagiati politici. Siamo talmente avversi a questa parola, politica, che attribuiamo ad essa anche il guasto della nostra auto. Il problema non risiede nella politica, bensì in chi ne fa uso in maniera impropria e sbagliata. L'errore è insito nell'uomo, non nella politica. La politica è uno strumento messo a nostra disposizione per regolamentare la vita economica e sociale di un Paese. Questa viene sporcata al solo pensiero di usarla per tornaconti personali, giochi di potere o semplicemente in maniera non competente. Questo è accaduto ieri per l'emendamento a firma dei consiglieri regionali Graziano-Guccione. Emendamento che reintroduce l'aeroporto di Sibari nel Prt (Piano regionale trasporti). Presente-assente a questo consiglio la consigliera Flora Sculco. La stessa Flora Sculco che circa un mese fa al consiglio regionale, in cui vennero discusse le linee del Prt, non fece alcuna osservazione a sostegno all'aeroporto di Crotone e nessuna obiezione riguardo al progetto di apertura dell'aeroporto di Sibari. Disse la consigliera: vista la mancata approvazione definitiva, al momento opportuno saranno presentati degli emendamenti a favore dello scalo crotonese. Ieri è stato approvato il Piano regionale dei trasporti e di emendamenti della Sculco neanche a pagarli! Nemmeno uno a scongiurare quell'emendamento puntualmente arrivato a firma di Graziano e Guccione per affermare il progetto dello scalo di Sibari, e nemmeno un voto contrario, bensì l'astensione. La scelta di votare contro avrebbe salvato almeno la faccia ma le strette di mano tra loro evidentemente sono più forti! L'ennesimo schiaffo all'intera città di Crotone, specialmente a chi l'ha votata e soprattutto all'intera fascia Jonica. Inevitabilmente, come un boomerang, ritorniamo sulle parole scritte poco fa. La colpa non sta nella politica ma in chi ne fa uso e in chi permette a personaggi grotteschi e senza argomentazioni di rappresentare la collettività. Personaggi più attenti ai meccanismi politici che non al bene di migliaia di abitanti. Personaggi che credono di svolgere un lavoro ordinario, le cui responsabilità sono limitate a se stessi dimenticando il peso che comporta rappresentare la vita, il benessere e la speranza di ogni singolo cittadino. Buon Natale!»

 

 

 

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consiglio comunale debiti2Il partito democratico si spacca. Sono diverse le ragioni che hanno provocato, nel corso del consiglio comunale di oggi pomeriggio, la grande spaccatura all’interno del Pd di Crotone: il voto referendario ormai alle porte, qualche cambiale portata all’incasso dal sindaco della città, Ugo Pugliese, l’opa sul partito che sta per lanciare il movimento che fa riferimento ad Enzo e Flora Sculco. Al momento di votare i diversi punti all’ordine del giorno relativi ai debiti fuori bilancio dei consiglieri del Pd è rimasto in alula solo il capogruppo del partito di Renzi, Mario Galea. In un incontro tenutosi l’altro ieri presso la federazione del partito in via Penella era stato proposto di non partecipare al voto dei punti all’ordine del giorno di questo consiglio e già tre giorni fa Galea era sto l’unico a non condividere la proposta del resto del gruppo. Oggi si è consumato la stroppa. Sono andati via Rosanna Barbieri, Saverio Flotta del Pd seguiti a ruota da Mario Megna, Claudia Scarriglia e Giovanni Procopio, che orbitano nel Pd, e Sergio Torromino e Antonio Argentieri Piuma, del gruppo Tre elle. In aula sono rimasti solo i rappresentanti della maggioranza e Galea, eletto nelle liste dell’opposizione, ma che già in altre occasioni ha mostrato “simpatia” per la maggioranza. I due rappresentanti di Cinque stelle erano già assenti al momento dell’appello, così come altri consiglieri dell’opposizione. Quello che si è consumato oggi ha una sola chiave di lettura: è nata una nuova maggioranza che guarda al Pd come approdo finale. Non è il primo ed unico segnale che dice che il movimento degli Sculco vogliono approdare in via Pannella per prendersi le chiavi della federazione del partito, recentemente totalmente assente in tutte le questioni che riguardano i problemi (non sono pochi e di poco conto) di Crotone e della sua provincia. Una maggioranza che, molto probabilmente, aveva già trovato l’intesa al ballottaggio che ha portato all’elezione di Pugliese e alla sconfitta della Barbieri. Si ha la sensazione che questa maggioranza stia affilando gli artigli per prepararsi al terremoto che si avrà dopo il referendum, al di là se vince il sì o il no. Tra febbraio e marzo, quasi certamente, Renzi convocherà il congresso nazionale del Pd. A questo appuntamento Enzo e Flora Sculco non vorranno mancare; anzi probabilmente stanno pensando ad un ruolo di primo piano quale può essere quello di delegato nazionale. Se va bene si tenterà di conquistare la rappresentanza per Flora e Pugliese, altrimenti ci si accontenterà di mandare al congresso nazionale solo la consigliera regionale. Riusciranno gli avversari ad impedire l’opa degli Sculco? Ce la metteranno tutta, ma le forze messe in campo con le alleanze nazionali e regionali potrebbero rendere vani anche le costruzioni di margini alti. Non c’è dubbio che la penetrazione del movimento di Sculco è facilitata dall’attuale debolezza del Pd provinciale. Il buon Gino Murgi, almeno al momento, è stato lasciato da solo a guidare una macchina che non conosce e non sa nemmeno dove si trovano le marce per farla partire.

 

 

 

 

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bonifica riunione regioneBisognerà attendere il 2017 per vedere il progetto definitivo per la bonifica dell’area industriale di Crotone. In attesa dell’evento, le istituzioni hanno scoperto la strada del dialogo. Questo sembrerebbe emergere nel corso dell’incontro tenutosi, quattro gironi fa - il comunicato alla stampa è stato diffuso in data di ieri - nei locali dell’assessorato regionale all’Ambiente presso la cittadella di Germaneto. L’incontro si è tenuto al quarto piano e non al decimo, dove opera il governatore Mario Oliverio. I ben informati dicono che a presiedere l’incontro sia stata l’assessore Antonella Rizzo, titolare della delega dell’Ambiente, e che la consigliera regionale Flora Sculco, presente all’incontro, non era stata invitata ufficialmente. Secondo quanto riferito, infatti, la Sculco sarebbe arrivata “per una visita di cortesia” nella sala dove erano già seduti la Rizzo, la commissaria per la bonifica di Crotone, Belli, e la dottoressa Ernani del ministero dell’Ambiente. E’stata l’assessore Rizzo a fare gli onori di casa e l’ha invitata ad entrare e partecipare all’incontro che stava per iniziare sul tema della bonifica dell’area industriale di Crotone. Qualche secondo dopo la consigliera regionale di Calabria in rete è arrivato il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, che era uno degli invitati ufficiali. Gli attori erano tutti presenti ed è iniziato il confronto nel corso del quale la Sculco ha avuto un ruolo da protagonista intervenendo nel merito delle questioni e ponendo dubbi e avanzando proposte. Alla fine, dopo gli opportuni chiarimenti, c’è stata la condivisione sulle cose da fare: rischio zero per la popolazione, discariche zero e inertizzazione dei materiali inquinanti presenti nei siti. Tutti d’accordo sono saliti al decimo piano per raccontare al governatore Oliverio che c’era stato l’accordo per andare avanti. Foto ricordo e comunicato alla stampa per informare l’opinione pubblica che si accende il motore. Lo confesso tutti abbiamo pensato all’inciucio, o meglio dire alla pace che è scoppiata tra Oliverio e Sculco, ma a sentire le voci che rimbalzano dal decimo piano della cittadella regionale potrebbe non essere così. Il pensiero dello scoppio della pace era anche suffragato dalle confidenze di Pugliese, che da alcuni giorni dice di non volere cacciare Crotone nell’isolamento, dichiarando guerra su più fronti istituzionali. Le fonti del decimo piano sono attendibili e allora chi ha fatto il tentativo di riconciliare gli animi infuocati dalle passate polemiche? Lo sguardo viene rivolto in direzione di Antonella Rizzo. L’assessore ha intrapreso da qualche settimana l’attività di confronto con l’amministrazione comunale di Crotone, anche nella riunione di quattro giorni fa ha ribadito che tutto ciò che si dovrà fare a Crotone non potrà avvenire senza la condivisione dell’amministrazione guidata da Pugliese. A sostegno di questa ipotesi c’è anche la collaborazione che l’assessore regionale all’Ambiente ha messo in piedi con il vicesindaco di Crotone, Antonella Cosentino, sull’altro aspetto della bonifica che interessa i resti dell’Antica Kroton. Tutti contenti? Sicuramente no, perché scontenti e frastornati sono rimasti i dirigenti del Partito democratico, che si sentono completamente esclusi dal dibattito sulla bonifica. Vorrebbero dire anche la loro sull’eventuale nomina del vicecommissario della bonifica che, forse, è una delle questioni che sta provocando apprensione e preoccupazione considerato gli interessi che ci sono o ci saranno sul tappeto. Se tutto procede bene quando inizia la bonifica e quando si concluderà. Nei primi mesi del prossimo anno si potrà convocare il tavolo per un accordo di programma quadro. A quel tavolo la Syndial dovrebbe presentarsi con la proposta del progetto definitivo. Sempre se tutto va bene, tra cinque o sei anni potrebbero concludersi le attività e la città potrebbe avere restituito i siti. Per farne che? Sicuramente non lo stadio a cui sta pensando Pugliese e nemmeno alberghi o strutture turistiche come si pensava qualche anno fa. In quel sito non potranno essere realizzate fondamenta per la realizzazione di strutture abitative o altro.

 

 

 

 

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torromino piuma«A cosa sta dicendo “Sì” la consigliera regionale crotonese Flora Sculco?». A domandarselo sono Sergio Torromino e Antonio Argentieri Piuma consiglieri comunali del gruppo “Le Tre Elle”. «Soltanto alla presunta riforma della Costituzione – continuano a domandare –, oppure si è già "promessa e consegnata" al Pd, regionale e nazionale, comunque vada a finire il referendum? Noi, per quanto vediamo e ne sappiamo, siamo convinti – commentano i due consiglieri d’opposzione – che si tratterà di un Sì molto ampio, ma che, politicamente però, non comprenderà Crotone... Vero onorevole? Quanto "peseranno" e ci costeranno i Sì referendari "crotonesi" che "verserà" in pegno ai vertici nazionali del Partito democratico che la appoggiano? Sicuramente tanto, e non certo in funzione della sua città o del destino del referendum, ma solo ed esclusivamente del suo... Altrimenti – rilanciano Piuma e Torromino – perché entrare nel Pd dalla porta principale, ignorando quello crotonese, e perché, in attesa di eventi elettorali regionali, sponsorizzare pubblicamente Catanzaro, come se fosse la sua città? Forse perché la prossima primavera si voterà per il nuovo sindaco, e lei cara Flora, sta lavorando già per il suo candidato? Come biasimarla. Duemila voti raccolti nel Catanzarese in occasione delle ultime elezioni regionali, a nostro giudizio hanno un ragguardevole "peso" specifico, e vanno quindi calcolati, "coccolati" e spesi molto, molto bene. Una sorta di caparra elettorale – scrivono i consiglieri delle Tre Elle – da versare per Catanzaro, che le verrebbe poi restituita, magari con gli interessi, quando correrà per la presidenza della Regione. E Crotone cara onorevole, che posto occupa nella sua ambiziosa e "scientifica" agenda politico-elettorale? Probabilmente nulla, o quasi. Se così non è, ci dimostri il contrario. Lo dimostri – esortano Piuma e Torromino – ai crotonesi, che ancora aspettano lei, e la Prossima Crotone... Anzi quella di oggi, tornata mestamente indietro nel tempo, quando dipendeva in tutto e per tutto da Catanzaro: burocraticamente, logisticamente e politicamente. Stiamo tornando ad essere "sudditi". Come se non ce ne fosse già abbastanza di sudditanza e obbedienza – commentano amaro i due consiglieri – in questa nostra povera città. Dove non si parla più, non si programma più, non si progetta più, non si crea e realizza più nulla, se non il silenzio e l'immobilismo, che naturalmente fanno comodo. Molto comodo. Noi cara Flora, non odiamo Catanzaro, ma amiamo Crotone. È questa la sostanziale differenza. Se cosi non è, ci dimostri il contrario, siamo qui per questo. Dal basso – concludono –, e all'interno del cuore pulsante del nostro tessuto sociale ed economico, le cose si osservano molto meglio...».

 

 

 

 

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sculco area centro"E' giusto dare ruolo, contenuti e prospettive a Catanzaro - città capoluogo che deve proporsi anche come città-territorio, sede istituzionale e amministrativa e di governo della Calabria. Una città cerniera e sintesi di una regione che tende storicamente a dividersi e a frammentarsi". Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale di "Calabria in Rete" Flora Sculco. "Nella direzione di individuare le giuste modalita' per valorizzare la citta' e per ridare slancio all'area Calabria-centro, ritengo - spiega - che le prossime elezioni amministrative a Catanzaro non dovranno essere intese come una circostanza ordinaria. L'occasione non puo' essere vista come il solo rinnovo degli organi comunali. Al contrario, dovra' essere l'occasione per andare oltre gli angusti confini della citta' e per consentire a Catanzaro di volare alto. Per questo, pur condividendo la proposta legislativa illustrata dal sindaco Sergio Abramo, sono convinta - dice - che Catanzaro debba urgentemente dotarsi di una strategia che le consenta di proporsi come il capoluogo pulsante della Calabria, capace di farsi apprezzare come capoverso di un'intera area-sistema che ricomprenda tutta l'area centrale della regione". Secondo Sculco "Per fronteggiare le sfide del cambiamento e per costruire nell'area baricentrica un sistema istituzionale, economico e sociale che sia attrattivo, a Catanzaro serve un sindaco in grado di esercitare un'autorevole leadership politica e amministrativa, innovativa e inclusiva, e con elevate capacita' di governo, al fine di interpretare efficacemente la funzione che la citta' e' chiamata a svolgere, sia per accrescere la forza e il prestigio del capoluogo che per dare prospettive all'area centrale della Calabria". Ad avviso della consigliera regionale, "la questione Catanzaro e la questione Area centro non sono separate, ma hanno un comune denominatore e costituiscono 'la mappa' dei problemi da affrontare in una visione d'insieme e unitaria. Serve, appunto, una 'nuova visione' per tutta l'Area centro che deve sempre piu' configurarsi come 'Area sistema' al cui interno convivano specificita' e risorse che ne costituiscono i punti di forza che possono concorrono a realizzare crescita e nuovo sviluppo. Per fare tutto questo, abbiamo a disposizione strumenti, opportunita' e nuove e consistenti risorse. Penso alla nuova programmazione comunitaria dei fondi 2014-2020 e al Patto Calabria discendente dal Masterplan del Governo Renzi. Penso alla filiera dell'istruzione e formazione, dell'innovazione e all'universita'. Ai nostri aeroporti da difendere e al sistema di comunicazione viaria e ferroviaria che, specie nella parte ionica, rappresenta un'offesa alla dignita' dei cittadini. Penso al sistema sanitario ed a quello dei servizi".

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guccione periti carbone sculco«Non sappiamo i motivi per i quali il ministro non abbia oggi presenziato l'evento, non è un aspetto dell'organizzazione che ho curato personalmente». La consigliera regionale di Cir, Flora Sculco, ha motivato con queste parole l'assenza del ministro all'Ambiente, Gian Luca Galletti, alla manifestazione di questa sera al Lido degli Scogli da lei stessa promossa per il “Sì” al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Eppure nell'email di convocazione era stata lei stessa ad annunciare la presenza del ministro, del parlamentare Pd Ernesto Carbone e dell'altro consigliere regionale dem Carlo Guccione. «Non ho ricevuto nessuna comunicazione – ha proseguito la consigliera regionale -, del resto, la presenza del ministro era stata annunciata alla precedente inziativa dall'onorevole Ferdinando Aiello che è anche lui oggi assente perché in viaggio dall’estero». Durante la manifestazione, però, non una sola parola è stata espressa per l’assenza, non certo incalcolabile, del ministro. L’annuncio della sua venuta, infatti, ha attirato questa sera media e cittadini interessati alla prima venuta di un ministro all’Ambiente da quando a Crotone si è cominciato a parlare di bonifica. Galletti a parte, ha invece garantito questa volta la sua presenza (aveva disertato, all’ultimo minuto,  l’analoga iniziativa di qualche giorno fa), il componente della segreteria nazionale del Pd e parlamentare Ernesto Carbone, mentre non ha fatto mancare il suo sostegno ancora una volta, giusto a confermare l’asse politico venutosi a creare in consiglio regionale con la collega Sculco, l’onorevole dem Carlo Guccione.

 

pubblico sculcoOltre al sindaco Ugo Pugliese (a lungo impegnato questa sera in Comune per l’arrivo del procuratore Gratteri), hanno presenziato l’iniziativa referendaria gli assessori e i consiglieri comunali della Prossima Crotone e una folta schiera di simpatizzanti al movimento. I lavori sono stati introdotti e coordinati dall’avvocato Paolo Periti. «Voglio precisare – ha detto la consigliera regionale in merito all’adesione al “Sì” – che questa nostra decisione non è stata presa a freddo, né per mero e personalistico calcolo politico, come qualcuno va ancora cianciando, invece di dedicarsi come dovrebbe, per appartenenza e per dovere politico, alle ragioni del “Sì” alla riforma. D’altra parte – rivendica l’onorevole Sculco – la nostra esperienza e la nostra cultura riformatrice, non nasce oggi e nemmeno è iniziata ieri e non balza nemmeno all’improvviso, ma viene da lontato e costituisce un valore fondativo del nostro movimento». La consigliera regionale ha ricordato che il movimento Calabria in rete e poi la Prossima Crotone traggono la loro «legittimazione dal voto dei cittadini con i quali ci confrontiamo giornalmente». «Adesso siamo chiamati – ha spiegato Sculco – ad andare oltre i confini territoriali e gli steccati politici perché la riforma riguarda Crotone e la Calabria: ecco perché abbiamo deciso di votare “Sì”». In chiusura del suo intervento ha tenuto ancora a ribadire che «vogliamo essere protagonisti e non spettatori di questo cambiamento, per questo abbiamo deciso di mobilitare ogni nostra risorsa a sostegno della riforma». «Ribadisco che questo nostro impegno – ha concluso – lo vogliamo dispiegare, non per compiacere qualcuno,  e per disturbare chicchessia: stiano tranquilli e sereni, come disse Renzi a Letta, noi lo facciamo per il nostro territorio e il nostro Paese!».

 

carbone sculcoPer il parlamentare Pd Carbone è stata quella di questa sera l’opportunità per chiarire alcune dichiarazioni rilasciate alcuni mesi fa sul sitema aeroportuale calabre e, più in particolare, sullo scalo di Crotone. Forse anche perché sollecitato da un gruppo di contestatori che lo aveva accolto pacificamente all’entrata della manifestazione chiedendo chiarimenti nel merito. «Ho detto che bisognava ridisegnare – ha precisato il parlamentare dem – i trasporti in Calabria e che in un mondo più giusto avere tre aeroporti in una regione era tanto. Ho però aggiunto – ha ancora sottolineato Carbone – che, essendo calabrese, conosco la mia terra e in questo momento è inevitabile una cosa del genere. In un mondo perfetto, però, si ha un aeroporto e si raggiungono le altre città con treni veloci in pochissimo tempo». Circa la sua partecipazione alla manifestazione di questa sera organizzato dal movimento che fa capo alla consigliera regionale Flora Sculco, l'onorevole Carbone ha riferito che «si tratta di un'iniziativa per il Sì come ce ne sono tante, ho preso parte a tanti altri comitati spontanei e del Pd, ma ci sono anche altre forze politiche che stanno appoggiando la riforma, le polemiche le lascio a chi non ha argomenti».

 

 

 

 

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