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Giovedì, 18 Luglio 2024

CRONACA NEWS

sculco oliverio«L’indicazione di Crotone quale area di crisi industriale è una decisione presa esclusivamente dalla giunta regionale calabrese». Lo ha detto il governatore della Calabria, Mario Oliverio, rispondendo alla consigliera regionale di Calabria in rete, Flora Sculco, che questa mattina a Crotone ha convocato una conferenza stampa per spiegare i contenuti di un recente decreto emanato dal ministero dello Sviluppo economico e il suo impegno nel consiglio regionale per garantire gli interessi della città pitagorica. Il ministero ha proposto alle regioni di individuare le aree industriali in crisi all’interno dei rispettivi territori a cui andranno successivamente assegnati fondi per complessivi 80 milioni di euro. La conferenza stampa si è tenuta presso il salone della sede di Confindustria ed ha registrato la presenza, oltre che della Sculco, anche del presidente provinciale di Confindustria, Michele Lucente, del sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, dei segretari provinciali di Cgil e Cisl, Raffaele Falbo e Pino De Tursi, e dell’assessore comunale alle Attività produttive, Sabrina Gentile. Sculco ha detto di avere presentato nel consiglio regionale calabrese, tenutosi lo scorso 27 ottobre, un ordine del giorno che impegnava la giunta regionale a riconoscere Crotone quale area di crisi non complessa. Oliverio non ha condiviso l’iniziativa presa della Sculco “tendente a prendersi meriti che non ha” in quanto “è stata la giunta regionale nella sua autonomia a scegliere Crotone”. “Non a caso – ha sottolineato Oliverio – nell’elenco che sarà inviato al ministero Crotone occupa il primo posto”.

 

 

 

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gentile sculco pugliese lucente detursi confindustriaAttraverso lo strumento “Area di Crisi industriale non complessa” Crotone potrebbe attingere agli 80 milioni di euro che il governo Renzi ha destinato a livello nazionale per le aree che soffrono di crisi produttive con impatto significativo sullo sviluppo dei territori e dell’occupazione. A godere di tali benefici saranno le imprese del territorio che presenteranno progetti finalizzati alla riqualificazione urbana, produttività e occupazione. Il tutto avverrà in tempi ristretti. La somma disponibile per ogni impresa equivale al 75% della somma occorrente per realizzare l’intero progetto. Il 50% dovrà essere restituito a tasso agevolato, il 25% a fondo perduto. Dello strumento “Crotone area di crisi non protetta” ne ha parlato questa mattina il consigliere regionale di “Calabria in Rete”, Flora Sculco, presso la Confindustria di Crotone. Presenti con lei il sindaco Ugo Pugliese, l’assessore alle Attività produttive del Comune di Crotone Sabrina Gentile, il presidente di Confindustria Michele Lucente, i segretari provinciali della Cgil Raffaele Falbo e della Cisl Pino De Tursi. «Il tutto è avvenuto nella notte del 31 ottobre – ha esordito Flora Sculco – e riguarda il ministero dello Sviluppo economico che ha pubblicato un decreto in data 4 agosto 2016 e successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 ottobre, che riconosceva alle Regioni le aree di Crisi industriali non complesse. Faccio un passo indietro - ha affermato la Sculco – per ricordare che anni addietro Crotone ha goduto, in seguito alla deindustrializzazione, del patto “Area industriale di crisi complessa” senza che la città nel tempo godesse dei benefici. Con questo nuovo decreto – ha spiegato la consigliera – si dà la possibilità alle Regioni di identificare nel proprio territorio quali potranno essere le aree di crisi non complesse attraverso una deliberazione della giunta e quindi dovranno comunicarlo al ministero competente. La Regione Calabria – ha stigmatizzato Sculco – fino a qualche settimana fa, di questo argomento, non aveva fatto alcun cenno nonostante il presidente di Confindustria Michele Lucente avesse sollecitato l’attuazione del decreto “area di crisi non complessa” a favore di Crotone. Stessa cosa avevano fatto anche le organizzazioni sindacali. Da ricordare – ha dichiarato Flora Sculco – che il ministero aveva dato trenta giorni di tempo alle Regioni per la dovuta richiesta di usufruire dello strumento. Il 27 ottobre – ha poi ricordato la consigliera regionale – si è svolto un consiglio regionale nel quale ho proposto un ordine del giorno, assunto dal presidente Oliverio, che candidava la città di Crotone ad area di crisi non complessa. In allegato alla mia proposta – ha reso noto la consigliera di Cir – era stato elaborato un documento che conteneva tutti i requisiti a sostegno della candidatura di Crotone quale area di crisi non complessa. In aula il presidente Oliverio – ha proseguito l’onorevole Sculco – ha dichiarato di deliberare per la proposta. Il 31 ottobre la giunta regionale si è riunita ed ha deliberato la candidatura di Crotone ad area di crisi industriale non complessa. Ora spetterà al ministero entro trenta giorni pubblicare l’elenco delle aree riconosciute di crisi non complessa. In data 3 novembre – ha affermato ancora la consigliera Flora Sculco – la Regione avrebbe dovuto trasferire il decreto al ministero, ma non abbiamo ricevuto notizie al riguardo. Personalmente continuerò ad interessarmi per sapere se tutto sarà fatto in tempo utile affinché e non si perda quest’altra occasione. Faremo in modo – ha ribadito Sculco – che anche questo strumento non faccia la stessa fine com’è avvenuto in passato per il Contratto d’area e la Sovvenzione globale che non hanno prodotto alcun beneficio per Crotone. Certo - ha concluso la consigliera regionale - una volta oltrepassata la scrematura regionale occorrerà che si faccia un lavoro di pressing a livello ministeriale per vincere la candidatura attraverso le conoscenze che personalmente, il sindaco Pugliese e chi ci è sta vicino siamo riusciti a maturare». L'onorevole Sculco in proposito ha affermato di non aver contattato al riguardo né la sottosegretaria Dorina Bianchi, né i deputati del Pd Nicodemo Oliverio e Nico Stumpo (i cui nomi ha detto, ironicamente, di non ricordare nemmeno). Stanno sostenendo il decreto “area di crisi industriale non complessa” dunque il sindaco Pugliese, l’assessore Gentile, il presidente di confindustria Lucente e i sindacalisti Falbo e De Tursi.

 

 

 

 

 

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flora sculco2«La triste pantomima - scrive Davide Dionesalvi portavoce del comitato “Mediterraneo Possibile” -, data in pasto ai cittadini di Crotone e di Isola Capo Rizzuto il 31 ottobre scorso, rende una immagine plastica delle cause politiche che hanno portato al declino del nostro territorio. Un aeroporto stritolato da due enormi mostri - commenta Dionesalvi - che stringono senza scrupoli le loro braccia in una triste contesa: i tempi di Scilla e Cariddi ancora non sono finiti. Ancora una volta la politica si spacca su una risorsa vitale per la nostra sopravvivenza. Inutili trincee - stigmatizza il portavoce di Possibile - scavate per difendere gli interessi dei pochi. E nel frattempo dalla provincia di Cosenza l'aeroporto di Sibari lascia la propria impronta nel Piano regionale dei trasporti. Un consiglio comunale convocato nell’ultimo giorno dell’operatività dello scalo pitagorico e la formalità di un documento condiviso altro non sono che l’ennesimo gesto di una politica autoreferenziale che continua a non dare risultati. Che al 31 ottobre era fissata la scadenza dell’esercizio provvisorio lo si sapeva da mesi. Che senza una ulteriore proroga almeno fino al 31 dicembre l’aeroporto di Crotone non avrebbe potuto essere operativo era altrettanto noto. Che questo - domanda Dionesalvi - fosse un passaggio dovuto a garantire continuità ai voli nel mentre si fosse espletato il bando Enac non poteva disconoscersi né evitarsi a prescindere dalla partecipazione o meno di Sagas alla gara. Allora, cosa non ha funzionato? Eppure tanti erano i segnali - sottolinea il portavoce dell'area civati - che indicavano il bisogno di agire con fretta, primo tra tutti la sorte dei dipendenti dell’aeroporto, senza alcuna tutela per via di un bando che non prevede alcuna clausola sociale per salvaguardare i livelli occupazionali. Perché il sindaco e il Comune di Crotone, che dovrebbero essere le istituzioni più vicine al cittadino, non hanno avanzato l’istanza di proroga in tempo utile? Perché per i crotonesi quel Piano regionale dei trasporti è stato tirato fuori dal cilindro a discussione avvenuta e senza che né il Comune, né la consigliera regionale pare abbiano presentato uno straccio di osservazione sebbene sia in discussione da tempo nella commissione prima e nel consiglio poi? Che senso ha - domanda ancora Dionesalvi - richiamare il progetto della metropolitana leggera Lamezia-Catanzaro-Crotone-Sibari nel documento venuto fuori dal consiglio comunale del 31 ottobre scorso, quando tutti sanno che è già stato inserito nel Masterplan? Perché invece non si è chiesto un impegno concreto nel Piano trasporti? La nostra preoccupazione, invero, non è rivolta alle azioni dei gruppi dirigenti, sempre impegnati in una melina continua che muta al mutar degli esiti elettorali (Sculco – antiSculco si alterna a Pd – antiPd in un eterno ritorno), bensì ai cittadini, sempre più spettatori distratti e sempre meno protagonisti se non nel ruolo di soldati spediti al massacro. Qual è la posta di questa pericolosa partita a poker? Tutte domande rispetto alle quali i cittadini meritano una risposta dai rappresentanti istituzionali e delle quali ci facciamo portavoce. Il problema di questo territorio sempre in ritardo su tutto non è dovuto a una Costituzione che qualcuno preferisce disarticolata, intaccando la sovranità popolare. Il freno del nostro sviluppo - conclude Dionesalvi - è sempre, ancora, una politica che non cambia e che si nutre unicamente di autoreferenzialità e di scontri tra “un potentato e l’altro” a scapito anche dei diritti fondamentali degli individui e dei loro bisogni».

 

 

 

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megna sculco lite«Sei un pagliaccio!», «No, la pagliaccia sei tu!». È stato questo l’epilogo tragicomico che ha visto protagonisti la consigliera regionale di Cir Flora Sculco e il consigliere comunale di opposizione Mario Megna dopo che questi aveva richiesto la sospensione della seduta per valutare il documento finale da approvare a salvaguardare dell'aeroporto di Crotone. Il consiglio è così finito in bagarre, con scambi di vedute poco istituzionali e molto personali tra i due, coperti dagli schiamazzi di un folto pubblico a sostegno della maggioranza. Circa mezzora di sospensione della seduta è poi servita a regalare comunque una votazione finale che ha fatto registrare il voto per acclamazione dei consiglieri presenti: 16 di maggioranza, sei dell’opposizione, cui si aggiungono i “sì” del presidente del consiglio e del sindaco (24 in tutto). Tre, invece, i consiglieri di minoranza ma che hanno lasciato l’aula prima della votazione in aperto contrasto con l’atteggiamento della maggioranza (lamentano il mancato coinvolgimento sulla questione aeroporto) rispondenti ai nomi di Rosanna Barbieri, Saverio Flotta e Claudia Scarriglia.

 

LE NOVITÀ CHE ARRIVANO DALLA SEDUTA DI OGGI sull’aeroporto sono due: il sindaco di Crotone Ugo Pugliese ha finalmente inoltrato lo scorso 28 ottobre la richiesta di proroga per l’esercizio provvisorio alla curatela fallimentare a valere fino al prossimo 31 dicembre; Ryanair è ancora disponibile, nonostante la chiusura dello scalo da parte di Enac, a ripristinare il solo volo per Bergamo a patto che le vengano fornite le dovute rassicurazioni da parte della gestione controllata entro il prossimo 4 novembre. La seduta aperta del consiglio comunale di oggi, dunque, piuttosto che segnalare l’unità del territorio e delle forze politiche di sua espressione, ha messo in evidenza le mille lacerazioni che fanno dello scalo pitagorico un terreno di scontro a livello regionale. Sono occorse circa cinque ore di dibattito (dalle 10.50 alle 15.40), scandite da toni accesi tra maggioranza e minoranza, per licenziare un documento suddiviso in 5 punti che impegna tutte le forze sociali e istituzionali intervenute: a sostenere la proroga dell’esercizio provvisorio anche in ragione del mantenimento dei livelli occupazionali dello scalo; a chiedere la sospensione del decreto di chiusura dell’aeroporto da parte di Enac; a sollecitare l’assegnazione del bando di gestione in tempi brevi; a intervenire sul Piano regionale dei trasporti per una riorganizzazione equilibrata degli aeroporti di Lamezia, Crotone e Reggio; al miglioramento della viabilità interna e della statale 106 per accedere all oscalo.

 

consiglio comunale aeroportoPRESENTI ALLE ASSISE, tra gli altri, il senatore del M5s Nicola Morra, la consigliera regionale Flora Sculco, solo cinque sindaci del territorio provinciale (tra cui Cutro, Cirò Marina, San Mauro Marchesato, Mesoraca, Cerenzia), i sindaci della fascia ionica (tra cui Campana, Bocchigliero, Mandatoriccio, Terra Vecchia, Cariati e Pietrapaola). Presenti anche organizzazioni datoriali e sindacali del territorio e il mondo associativo. C'erano, soprattutto, numerosi cittadini e i dipendenti dell’aeroporto. Assenti, invece, il sottosegretario Dorina Bianchi, il presidente della Regione Mario Oliverio, l’assessore regionale Antonella Rizzo, la deputazione nazionale del Pd crotonese Nicodemo Oliverio e Nico Stupo che, secondo quanto appreso, sono stati invitati a partecipare alla seduta. Dopo l’appello del segretario generale Vincenzo Scalera (28 i consiglieri presenti), il dibattito è stato aperto dal presidente del consiglio comunale Serafino Mauro il quale ha detto «prendo atto con soddisfazione dell’accoglimento del mio invito da parte dei numerosi sindaci, dei rappresentanti delle parti sociali, delle organizzazioni datoriali, delle associazioni, dei rappresentanti politici. Oggi chi partecipa intende comunicare il proprio convincimento che l’aeroporto è un bene comune. Chi partecipa oggi ritiene indubbiamente di impegnarsi nel proprio ruolo affinchè l’evenienza della chiusura dello scalo venga scongiurata credo che si arrivata l’ora di comprendere che solo uniti si possono aggiungere obiettivi importanti e che le divisioni hanno prodotto risultati negativi per il nostro territorio».

 

È STATO IL SINDACO UGO PUGLIESE che, nella sua ampia relazione, ha percorso la storia recente dell’aeroporto cittadino. «Questa nostra infrastruttura – ha ricordato il sindaco – vive da anni una condizione di crisi e di precarietà che hanno procurato, per lunghi periodi, persino la chiusura, e poi con il fallimento della società Aeroporto S.Anna, avvenuta il 15 aprile 2015, siamo entrati in una fase di “esercizio provvisorio” che è tutt’ora in essere, affidato alla curatela fallimentare del tribunale di Crotone. Una fase di crisi ma che ha generato un sorprendente record di passeggeri, realizzato grazie all’impegno continuo e costante dei Comuni beneficiari delle royalties che hanno contribuito a questo successo». Il sindaco nella sua relazione ha quindi riaperto la polemica con l’Amministrazione regionale. «In uno specifico incontro – ha ribadito Pugliese – convocato dal presidente della Regione Oliverio l’8 luglio, con gli altri 7 comuni destinatari delle Royalties, si è concordato che i sette comuni aumentassero la loro quota di finanziamento passando dal 15% al 25% delle annualità delle Royalties del 2012 e del 2013 mentre il Comune di Crotone ha fortemente voluto, consapevole delle difficoltà finanziarie della Curatela, aumentare il proprio impegno fino al 30%. Contestualmente – ha proseguito il sindaco Pugliese –, anche la Regione Calabria, di conseguenza, si è impegnata a versare nei giorni immediatamente successivi,le annualità 2012 e 2013 delle Royalties ed infatti sono pervenute, nei giorni a seguire, le Royalties 2012, ma purtroppo registriamo, ancora oggi, che non è stata versata l’annualità 2013. Nello stesso incontro – ha precisato il sindaco –, abbiamo, in particolar modo, voluto presentare gli elementi fondamentali di un vero e proprio piano industriale che consentisse, per la prima volta, non solo di sostenere l’emergenza, ma di affrontare il tema, per noi decisivo, dello sviluppo e del rilancio. In questo senso abbiamo individuato la necessità di dover assicurare alla società Sagas le risorse necessarie per definire un concordato fallimentare per un importo complessivo di circa un milione e mezzo di euro, e per la sua ricapitalizzazione per circa due milioni e mezzo di euro, così da consentirle di partecipare validamente al previsto bando Enac. Infatti, nonostante il buco finanziario ereditato, abbiamo reso disponibili nel bilancio del Comune di Crotone, approvato il 6 ottobre scorso, le risorse indicate».

 

consiglio comunale aeroporto giuntaPUGLIESE SI È ANCHE SOFFERMATO SULLE MOTIVAZIONI che hanno portato alla costituzione di una nuova società di gestione per l’aeroporto. «Vorrei inoltre ricordare – ha annotato Pugliese – che la Sagas è stata costituita a febbraio di quest’anno, dalla Regione Calabria, tramite un’apposita legge che ne autorizzava la costituzione ed impegnava la stessa Regione ad una partecipazione per un massimo di 200 mila euro, per quote pari al 37,5% del capitale sociale; dal Comune di Crotone con identico impegno di percentuale e risorse; ed inoltre dal Comune di Isola Capo Rizzuto per la restante parte. La Sagas è stata costituita, nel mese di febbraio del 2016, appositamente per partecipare al bando Enac, e concorrere ad acquisire la gestione dell’aeroporto» ha proseguito il sindaco. «Inoltre – ha incalzato Pugliese –, più volte e tante volte, il sottoscritto e la stessa Sagas, hanno sollecitato l’Enac a darsi da fare in tempi rapidi, per la pubblicazione del bando, cosa che, invece, è avvenuta con notevole ritardo. Un bando che, fra l’altro purtroppo, ha previsto un periodo di svolgimento di soli 40 giorni, un tempo breve che si è accorciato ancora di più in quanto Sagas era stata sottoposta a sequestro giudiziario fino a metà settembre per l’inchiesta che ha riguardato il fallimento della vecchia società Aeroporto S. Anna» ha aggiunto il sindaco Pugliese. Poi il primo cittadino ha dato le notizie importanti per il futuro dell’aeroporto relative alla richiesta di proroga dell’esercizio provvisorio, l’interlocuazione con Ryanair e con Enac.

 

CIRCA LA CHIUSURA DELL'AEROPORTO IL SENATORE PENTASTELLATO MORRA ha tenuto a precisare che si tratta di «un episodio previsto e prevedibile e che costituisce una tappa di un processo intenzionalmente portato a conclusione per destrutturare e depontenziare territori che si dicano abbiano potenzialità enormi di civiltà e cultura, prima ancora che di sviluppo». «Sono venuto più volte a Crotone – ha sottolineato il senatore – perché questa comunità soffre una sorta di latitanza della rappresentanza e che spesso si trova a condurre guerre fra poveri. Mentre qui si discute della chiusura dell’aeroporto Sant’Anna, nella piana di Sibari e a Scalea si cerca di acchiappare il politico di turno per far decollare progetti di tutt’altra natura e tutto questo sempre fra calabresi».

 

 

 

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murgi caiazzaL’elezione a segretario provinciale del Partito democratico di Crotone di Gino Murgi manda molti segnali importanti. Il primo di questi segnali riguarda lo stesso Partito democratico: la federazione di Crotone, dopo un lungo periodo di sonno e assuefazione, si riprende la propria autonomia. Qualche settimana fa nessuno avrebbe scommesso un solo centesimo sulla capacità del Pd crotonese di rintuzzare la strategia del segretario regionale, Ernesto Magorno, di commissariare e mettere così il suo cappello sul partito di Crotone. Questa ipotesi è stata scongiurata grazie alla caparbietà del gruppo dirigente crotonese, che ha deciso di riprendersi il bandolo della matassa dopo le sconfitte subite, la scorsa primavera, alle elezioni amministrative nei comuni più rappresentativi del territorio. In questo riscatto c’è anche l’aiuto del governatore della Calabria, Mario Oliverio, che ha condiviso il progetto di Murgi e del gruppo dirigente crotonese. Il via libera a Murgi è stato dato personalmente da Oliverio in un incontro tenutosi, presso l’aeroporto di Crotone, a margine di un altro incontro istituzionale con i vertici di Ryanair. La proposta di Murgi è stata costruita con un impegno certosino e sono stati anche allontanati i pericoli non solo di chi avrebbe voluto un altro segretario, ma anche di coloro che speravano di mantenere la situazione di sconquasso per potere continuare a governare la federazione crotonese, con l’aiuto del burattinaio regionale. L’altro importante significato di questa elezione riguarda l’opa lanciata dal movimento di Sculco per prendersi il partito crotonese. Murgi non sarà favorevole all’apertura delle porte della federazione al movimento che fa capo ad Enzo e Flora Sculco. Il neosegretario provinciale lo ha detto chiaro nel suo intervento per l’investitura che il partito non è un mezzo di trasporto che può essere utilizzato a proprio piacimento per scendere o risalire.

 

 

 

 

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sculcoùConvocata l’assemblea congressuale del Partito democratico della provincia di Crotone per eleggere il nuovo segretario. L’appuntamento è stato fissato per le ore 17 del prossimo 21 ottobre, nel salone di via Panella. Al momento c’è solo la candidatura del sindaco di Melissa, Luigi Murgi. Con molta probabilità quella di Murgi, che sino ad oggi può contare su un’ampia convergenza, resterà l’unica candidatura in campo. A questo appuntamento il Pd arriva grazie alla posizione intransigente del gruppo dirigente di Crotone che, con grande forza, ha saputo rintuzzare il proposito del segretario regionale del partito, Ernesto Magorno, che aveva in mente di commissariare la federazione. Il proposito di Magorno era quello di controllare il più possibile il partito calabrese, con l’aiuto di manovalanza locale. Il partito di Crotone ha scongiurato il progetto del segretario regionale e si prepara ad eleggere il nuovo segretario. Sullo sfondo di questa elezione vi sono due importanti appuntamenti: il referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo e il rimpasto della giunta regionale. Il referendum suscita interesse anche al di fuori del Pd, in quelle aree politiche che guardano, però, al Pd come possibile approdo per il futuro. Tra le aree interessate c’è quella che ha in Enzo e Flora Sculco i due leader di riferimento. Flora Sculco che, ormai, sostituisce il padre nel contatto con la stampa, ieri ha diffuso un comunicato per annunciare la sua volontà di sostenere il sì al referendum. D’altra parte la consigliera regionale non ha mai nascosto la sua simpatia per Matteo Renzi. Questa volta, però, non dovrebbe essere un problema di sola simpatia. La battaglia per il sì dovrebbe servire al movimento che fa riferimento agli Sculco per aprire le porte del Pd ad un loro ingresso. In questa direzione va l’incontro avuto a Roma, con il ministro Elena Boschi, da Flora Sculco e un gruppo di accompagnatori crotonesi e di altri territori. Secondo quanto riferito ad accompagnare la consigliera regionale vi era anche l’avvocato Pitaro di Catanzaro, probabile candidato a sindaco nella città capoluogo di regione per la lista “Catanzaro in rete”. E’ probabile, quindi, che la truppa accompagnatrice dovesse servire alla delegazione calabrese per convincere il ministro della rappresentanza su cui conta il movimento nella regione. Non sarà facile comunque aprirsi un varco nel Pd calabrese e crotonese. In Calabria il movimento di Sculco non incontra più la simpatia del governatore Mario Oliverio e a Crotone sono tanti quelli che stanno già spingendo per chiudere la porta d’ingresso di via Panella. Anche l’elezione di Murgi potrebbe andare in questa direzione. L’attività del movimento degli Sculco sta creando qualche fibrillazione anche al loro interno. Qualcosa si capta per alcuni atteggiamenti assunti dal consigliere comunale Enrico Pedace, il più votato. Pedace su Facebook scrive: “Crotone 106 penalizzata per una fiera”. Questo ed altri segnali, percettibili solo a chi è abituato ad avere le antenne sensibili, dicono che Pedace non è molto contento di come vanno le cose. A suscitare i malumori potrebbe esserci anche la ripresa di un dialogo di papà Enzo con soggetti non graditi a Pedace? Al momento non ci sono elementi per valutare. L’altra questione che suscita grande interesse è il rimpasto che si farà nella giunta regionale, prima del prossimo Natale. Sono tanti i rappresentanti crotonese che si aspettavano una lettera di Babbo Natale (Oliverio per la circostanza) con all’interno la nomina di assessore.

 

 

 

 

 

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