Sabato, 06 Giugno 2020

CRONACA NEWS

Syndial, società ambientale di Eni, ha avviato oggi A Crotone il cantiere delle “opere a mare” per la bonifica del sito Sin alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, delle organizzazioni industriali e sindacali. È stato l'amministratore delegato di Syndial Paolo Grossi, in prima persona a tagliare il nastro del cantiere insieme al sindaco Ugo Pugliese, e al neocommissario straordinario per la bonifica del Sin di Crotone, Giuseppe Vadalà (generale dei carabinieri).

barriera bonificaHa invece illustrato nel dettaglio gli interventi della Fase 1 il direttore operations attività ambientali di Syndial, Francesco Misuraca. Presenti anche l'assessore regionale all'Ambiente, Antonella Rizzo, il parlamentare Nico Stumpo (Leu) e il vicario del prefetto di Crotone Sergio Mazzia a rappresentare le rispettive istituzioni. Ha moderato gli interventi la responsabile Eni rapporti istituzionali e territorio Enrica Barbaresi.

cantiere bonifica foce esaroLe opere autorizzate con decreto del ministero dell’Ambiente nel maggio scorso, prevedono la realizzazione di barriere foranee a protezione della linea di costa antistante le due ex discariche Pertusola e Fosfotec utilizzate dalle società che gestivano gli impianti per abbancare gli scarti delle lavorazioni.

pugliese misuraca grossi rizzo stumpo vadalàLa storia del sito industriale di Crotone è infatti iniziata negli anni ’30, con le produzioni di zinco di Pertusola Sud e di fertilizzanti e detergenti di Montecatini. Gli stabilimenti, che nel periodo di massimo sviluppo degli anni ’70 hanno impiegato oltre 2.000 dipendenti, sono progressivamente entrati in crisi nella decade successiva. Negli anni ’90, le attività produttive sono passate a Eni, allora Ente di Stato, che ne ha gestito la chiusura tra il ’91 e il ’99. Nel contempo sono stati avviati gli interventi di messa in sicurezza e bonifica nelle aree di proprietà Syndial, 70 ettari dei 540 complessivi del Sito di Interesse Nazionale di Crotone.

misuraca grossi barbaresi rizzo stumpo vadalà lucente mazziaLa realizzazione delle scogliere ha l’obiettivo di garantire, oltre alle ordinarie misure di sicurezza, un’ulteriore protezione all’area del cantiere delle ex discariche qualora dovessero verificarsi eventi meteo-marini eccezionali, in particolare durante la successiva movimentazione dei materiali prevista dal Progetto Fase 2. Una volta concluso il risanamento del sito le barriere foranee verranno riprofilate a livello del mare per contribuire alla salvaguardia e alla protezione del litorale crotonese.

bonifica taglio nastroL’iter della Fase 2 sta proseguendo: la Regione Calabria ha rilasciato, nell’agosto scorso, il ‘Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale’ e il Ministero dell’Ambiente ha convocato la Conferenza di Servizi decisoria per il 24 ottobre prossimo ai fini dell’emissione del decreto ministeriale.

cantiere bonifica foce esaro giornalistiL’odierno avvio del cantiere rappresenta un significativo passo avanti del percorso di risanamento ambientale che, negli anni, ha visto Syndial e gli Enti nazionali e del territorio impegnati in un’interazione costante al fine di definire gli interventi e i relativi iter di approvazione.
Nel 2008 Syndial, in assenza di significativi interventi delle gestioni commissariali che dal 2001 al 2007 hanno interessato ex Pertusola ed ex Fosfotec, è rientrata in possesso delle aree e ha riavviato l’iter di bonifica, depositando un progetto complessivo per tutto il sito.

aree bonificaLa società, ottenuti i decreti falda nel 2015 e suoli nel 2011 e 2017, per le due ex discariche fronte mare ha presentato otto differenti proposte progettuali di bonifica, che tuttavia non hanno ottenuto i necessari pareri favorevoli da parte degli Enti. Solo nel 2017 Syndial, il ministero dell’Ambiente, il Commissario straordinario di Governo e gli Enti hanno trovato una piena convergenza su una soluzione progettuale suddivisa in due fasi per accelerare gli interventi e il rilascio in tempi certi delle autorizzazioni: il Progetto Operativo di Bonifica Fase 1 - Opere di protezione a mare anticipabili”, di cui oggi è stato avviato il cantiere, e Progetto Operativo di Bonifica Fase 2 - Discariche fronte mare e aree industriali”.

giornalisti bonificaFino a oggi, Syndial ha realizzato gli interventi di bonifica dei suoli e della falda decretati e le demolizioni, per un valore complessivo di spesa pari a circa 150 milioni di euro, oltre l’importo versato (sentenza del 2012) per danno ambientale pari a 70 milioni di euro a titolo risarcitorio e compensativo. Per completare le opere di bonifica la società ambientale di Eni stima di spendere circa 250 milioni di euro, inclusi il trattamento delle acque di falda.

cantiere bonificaLa giornata si è conclusa nello stabilimento Syndial di Crotone con la firma del “Patto per la Sicurezza”, un’iniziativa che Eni promuove nei diversi siti operativi al fine di coinvolgere le imprese fornitrici qualificate e impegnate nelle attività operative per prevenire gli incidenti sul lavoro e diffondere le best practice e la cultura della sicurezza.

 

 

 

 

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strada consortile2Il responsabile area gestione reti del Corap di Crotone, Fabio Riolo, comunica che «la società Syndial Spa eseguirà attività di rilievo georadar e rilievo topografico su via Da Leonardo Vinci (strada ex Consortile) e, pertanto, sulla strada verrà attivato il senso di marcia alternato con l’utilizzo di impianti semaforici mobili nei giorni: mercoledì 17 aprile 2019 e giovedì 18 aprile 2019».

 

 

 

 

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protocollo legalità bonifica prefettura tavolo2«Syndial (Eni) – informa una nota – ha sottoscritto oggi il Protocollo d'intesa per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata in relazione agli interventi di bonifica nel sito di interesse nazionale di Crotone. L'atto è stato firmato nella tarda mattinata nella sede della Prefettura di Crotone dal prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, dall'amministratore delegato di Syndial, Vincenzo Maria Larocca, dall'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Antonella Rizzo, dal sindaco di Crotone Ugo Pugliese e dai rappresentanti delle Organizzazioni sindacali locali e da Confindustria, Confapi, Ance e dalla Camera di Commercio di Crotone. La sottoscrizione del Protocollo intende affermare il preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza nel settore degli appalti interessati allo svolgimento dei lavori di bonifica che Syndial sta attuando nelle ex aree industriali e rappresenta il momento conclusivo di un iter che ha visto coinvolti la Prefettura, le forze dell'ordine, Syndial e gli enti locali, al fine di individuare lo strumento più idoneo per prevenire eventuali intromissioni della criminalità organizzata nelle attività di risanamento ambientale e rendere corretta e trasparente ogni attività e insediamento delle imprese. L'accordo prevede un sistema di controlli anti-mafia molto capillari su appalti e subappalti e un monitoraggio continuo dei cantieri attraverso l'attività del Gruppo Interforze, che coinvolge tutte le forze dell'ordine con il coordinamento della Prefettura di Crotone e la costituzione di un "tavolo permanente" per assicurare un costante confronto e un monitoraggio congiunto. Eni è nel sito di Crotone dal 1990, quando, per la scelta politica di impegnare l'allora Ente di Stato nel salvataggio di realtà industriali in crisi, molti siti ad alta criticità ambientale gli furono trasferiti “ex lege”.

protocollo legalità bonifica prefettura tavoloNel Sin di Crotone Syndial è proprietaria di circa 70 ettari corrispondenti allo stabilimento ex Pertusola, la cui acquisizione da parte di Eni è avvenuta nel 1990 e agli stabilimenti ex Agricoltura ed ex Fosfotec, confluiti in Eni nel 1992 da Montedison. Eni Syndial, estranea all’attività industriale che ha determinato Io stato del sito, non appena è cessata l'attività dello stabilimento ex Pertusola nel 1999, ha avviato le attività di messa In sicurezza e di progettazione degli interventi di bonifica delle aree, comprese le discariche fronte mare ex Perlusola ed ex Fosfotec esterne al sito. Dal 2001 al 2008 Syndíal ha sospeso le attività poiché il sito è passato in gestione commissariale. Negli anni successivi e fino a fine 2017, Syndial ha sostenuto costi per bonifica e demolizioni - quest'ultime già completate - per circa 124 milioni di euro e prevede di spendere ulteriori 285 milioni di euro per ultimare gli interventi di bonifica su falda, suoli e discariche fronte mare, di cui circa 82 milioni saranno impiegati per il trattamento delle acque di falda per i prossimi 15 anni. Le attività di bonifica della falda sono state avviate nel 2004, mediante una barriera idraulica che oggi opera con complessivi 54 pozzi e un sistema di emungimento che invia le acque di falda all'impianto regionale consortile: nel solo anno 2017 sono state emunte e inviate a trattamento più di 770 mila metricubi. Attualmente è in corso l'istruttoria per il 'Progetto operativo di bonifica fase 1', relativo alle aree di protezione spondale delle discariche fronte mare, che sono propedeutiche alle attività per la loro rimozione e quindi della 'fase 2', che prevede la rimozione completa delle due discariche con destino dei terreni contaminati in impianti di trattamento e smaltimento esterni al sito, oltre agli altri interventi di risanamento necessari per completare la bonifica di tutte le aree di pertinenza Syndial. Il progetto verrà esaminato prossimamente dalla Conferenza dei Servizi decisoria indetta dal ministero, previa acquisizione dei pareri da parte degli Enti e della Prefettura di Crotone. Syndial sta già predisponendo le integrazioni richieste dalla Commissione prefettizia il 6 marzo scorso e confida in una rapida approvazione».

 

 

 

 

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syndial bonifica cartello2La Syndial ha comunicato al Comune di Crotone la trasmissione ufficiale del Pob (Piano operativo di bonifica), consegnato a tutti gli enti e Istituzioni interessate, tra cui il ministero dell'Ambiente, la Regione Calabria, la Provincia e il Comune di Crotone. «È questa una buona notizia attesa e che conferma che Syndial è stata rispettosa sui tempi fissati nell'ultima conferenza dei servizi del 27 aprile, durante la quale si è sottoscritto l'accordo sull'avvio delle attività di bonifica del sito di Crotone». Sono queste le dichiarazioni del sindaco Ugo Pugliese in riferimento alla notifica giunta oggi al Comune di Crotone. «Questo ulteriore risultato – scrive il sindaco – premia l'infaticabile impegno che in quest'anno, senza sosta e senza pausa, abbiamo profuso su un tema ed un problema, quello della bonifica, che da oltre diciassette anni affligge la nostra comunità. L'attesa e l'inconcludenza del passato hanno provocato tanti danni, non solo sul mantenimento all'interno della città di un'area (quella delle grandi fabbriche) altamente inquinata, ma anche sul terreno economico e sociale. Ora si volta pagina! Ora si avvia una nuova fase nella quale tutti gli attori protagonisti ed in primis i cittadini di Crotone, dovranno concorrere, ognuno per la propria parte, in piena sinergia ed in totale trasparenza, a realizzare una chiara e decisa svolta nelle prospettive di sviluppo della città e dell'intera provincia di Crotone. Attendiamo che oltre alla comunicazione di consegna, arrivi materialmente il documento ufficiale completo, in ogni sua parte, di tutti gli allegati e gli elaborati in modo tale da poter svolgere una appropriata e scrupolosa analisi, con l'obiettivo di verificare la coerenza con l'accordo sottoscritto ad aprile presso il ministero dell'Ambiente, e il cronoprogramma delle attività che saranno messe in campo (essendo corposo il gruppo di faldoni concernenti il Pob, la consegna verrà effettuata attraverso un corriere, ndr). Questa fase sarà particolarmente impegnativa e partecipata dall'intera città per tutti gli aspetti di merito e di prospettiva. Cosa assai importante e alla quale non intendiamo rinunciare in alcun modo, ma anzi cogliamo l'occasione per tornare a ricordare a Syndial e allo stesso ministero, e a tutte le parti interessate, che è giunto il momento di dare concretezza alle sollecitazioni che più volte ho espresso, soprattutto nel Consiglio comunale del 15 maggio: l'insieme delle attività di bonifica rappresenta anche un'occasione preziosa ed importante, non solo perché l'obiettivo è riparare i danni provocati dal lungo processo di industrializzazione, ma dovrà costituire un'opportunità di crescita delle competenze professionali, tecniche, progettuali e scientifiche della città, ma soprattutto non si dovrà e non si potrà fare a meno del coinvolgimento delle nostre imprese e dei nostri lavoratori. Sottolineo questo importante obiettivo perché sono convinto che esso sia un desiderio non solo del sottoscritto e di tutta l'amministrazione comunale, ma che stia particolarmente a cuore a tutti i cittadini e al mondo del lavoro e delle imprese».

 

 

 

 

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giuseppe graiziano«Regole certe e patti chiari per evitare che l'esperienza industriale ultradecennale di Syndial-Eni in Calabria e particolarmente nella provincia di Crotone passi alla storia come una delle più grandi operazione coloniali ai danni del Meridione che ha deturpato e compromesso uno dei territori più belli e prestigiosi del Mezzogiorno». È quanto chiede – silegge in una nota – il segretario questore del consiglio regionale, Giuseppe Graziano (Casa delle libertà), in un'interrogazione presentata al presidente della giunta regionale in merito alla vertenza Syndial-Eni, già proprietaria e gestore dei complessi industriali ex Pertusola Sud ed ex Montedison di Crotone e responsabile della lunga e persistente campagna di estrazione in mare e su terra di gas che negli anni passati ha interessato i comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto, Cirò Marina, Cutro, Strongoli, Melissa, Cirò e Crucoli. «La Regione – chiede l’onorevole Graziano –, dunque, si faccia carico di sollecitare e verificare un'azione di bonifica pervicace che venga effettuata nel rispetto del territorio e della salute pubblica ma che, soprattutto, venga fatta velocemente. Che si sia tratto di un atto di violenza di una delle aree storicamente più prestigiose e più belle della Calabria – continua Graziano – lo si evince dai messaggi pubblicitari che di recente Eni Spa sta facendo passare sui network nazionali. Nei quali parla di investimenti sociali, ambientali e culturali, affiancati alla massiccia e dirompente campagna industriale, nelle aree d'Italia dove la hoolding italiana degli idrocarburi opera. Dalla Sicilia alla Basilicata, passando per il Veneto e la Sardegna finendo all'Emilia Romagna, tranne la Calabria, dove Eni ha sfruttato per anni le risorse del sottosuolo per poi levare le tende lasciandoci però la spazzatura. Questo sulla terra. In mare, invece, continua la sua campagna di estrazione del gas ma senza riconoscere nulla, in termini economici, né alla Regione né ai comuni che continuano a subire l'impatto ambientale delle piattaforme installate a pochi chilometri dalla costa. Ecco, allora, che – aggiunge il segretario questore del consiglio regionale - nel silenzio assordante in cui negli anni si è evoluta questa triste vicenda, che ha registrato, ancora una volta, l'immobilismo di certa politica, è giunto il momento di fare chiarezza e di evitare che gli abusi ai danni di questo territorio possano passare inosservati, così come successo in tante altre situazioni. L'azione di bonifica e risarcitoria di Syndial-Eni non può fermarsi solo alla minima, nonché doverosa e non sicuramente sufficiente azione di risanamento compiuta nei mesi scorsi nella Sibaritide. C'è buona parte della provincia di Crotone che ha bisogno di essere bonificata e di essere rimessa al centro di un'azione economica virtuosa, eco-compatibile, rispettosa dell'ambiente, della sua storia e delle sue grandi potenzialità turistico-ricettive. Ecco perché ho ritenuto doveroso coinvolgere nella questione la Giunta regionale. Per sapere, innanzitutto, quali iniziative siano state messe in campo per monitorare gli obblighi di Syndial-Eni previsti nella bonifica e quali iniziative si intendano assumere per riqualificare le aree industriali come l'ex fabbrica Montedison e l'ex stabilimento Pertusola Sud. Ma non solo. Se un'azienda opera e sfrutta un territorio è giusto che contribuisca alla crescita di quel territorio. Ho chiesto, pertanto, alla Regione di sapere cosa intenda fare per rispettare l'impegno preso di trasferire la Syndial nel registro delle Società calabresi, al fine di poter pagare le tasse alla Regione Calabria, e se intende supportare e collaborare con i comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto, Cirò Marina, Cutro, Strongoli, Melissa, Cirò e Crucoli nel definire gli accordi per il pagamento delle tasse comunali per le piattaforme in mare».

 

 

 

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Chissà quanto avranno pesato le parole espresse ieri dal procuratore di Crotone, Giuseppe Capoccia, circa la bontà dello studio di fattibilità presentato da Syndial (per le tecniche di bonifica delle due discariche fronte mare dell'ex sito industriale) e la paventata ipotesi di procedere per omessa bonifica nei confornti di coloro che, rappresentando un'istituzione, avessero avanzato osservazioni "prestestuose". Fatto sta che, questa mattina, al tavolo tecnico convocato dalla commissaria straordinaria Elisabetta Belli, cui hanno partecipato Comune, Provincia, Regione e Syndial hanno dato l’ok allo studio di fattibilità che prevede per lo smaltimento dei veleni presenti nelle due discariche frontemare il trasporto in discarica, ma soprattutto fuori regione. Lo hanno reso noto i partecipanti al tavolo tecnico nel corso di una conferenza stampa tenuta nella sala giunta del Comune di Crotone al termine della riunione. Assieme al commissario Belli, presenti il sindaco Ugo Pugliese, l’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo e i rappresentanti di Syndial Enrica Barbaresi, responsabile per i rapporti istituzionali, e Manuel Marangon, responsabile innovazione tecnologica e ingegneria ambientale. Ad annunciare il raggiunto accordo è stata la commissaria Belli che ha esordito dicendo come «lo studio di fattibilità ha avuto la più ampia condivisione dei partecipanti al tavolo ed è quindi venuta meno la necessità di valutare altre ipotesi alternative perché per la prima volta c’è stato l’accordo comune». Ipotesi progettuale, aquesta, che, come specificato anche dai tecnici di Syndial, riguarda le due discariche fronte mare, mentre per le altre aree (ex Pertusola e Agricoltura) si procederà invece con i decreti attuativi emanati dal ministero dell’Ambiente lo scorso febbraio [LEGGI ARTICOLO]. Il sindaco ha tenuto a precisare che questo studio «va incotro ai desideri dei crotonesi che da troppo tempo attendevano l’avvio della Bonifica fino a oggi tenuta ferma in un cassetto». Per l’assessore Rizzo l’ipotesi di Syndial è in sintonia con la tutela del territorio e del Piano rifiuti «perché non solo i materiali non verranno conferiti a Crotone, ma fuori Regione, senza alcuna nuova discarica». L’assessore Rizzo ha anche difeso la precedente idea progettuale di Syndial, quella che prevedeva la decontaminazione in situ dei Materiali e la realizzazione delle due colinette, su cui «si è molto strumentalizzato e non si è avuto tempo di assorbire a livello psicologico da parte dell’opinione pubblica». I materiali da smaltire adesso sono circa 600mila metricubi (pari a un milione di tonnellate) e il lavoro di rimozione potrebbe durare anche fino a 10 anni. Circa le modalità di trasporto e conferimento dei veleni, il responsabile di Syndial Marangon ha tenuto a precisare che «al momento è impossibile sia specificare la destinazione, quanto le modalità di trasporto, in quanto saranno frutto di valutazioni ingegneristiche che verranno sviluppate nello svolgersi dei lavori». Incassato l'ok del tavolo tecnico, lo studio di fattibilità dovrà seguire adesso l'istruttoria presso il ministero dell'Ambiente per essere definitivamente approvato in una conferenza dei servizi decisoria di imminente convocazione a Roma.

 

 

 

 

 

 

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