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Martedì, 28 Giugno 2022

CRONACA NEWS

La Guardia di Finanza di Crotone ha dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica, sottoponendo agli arresti domiciliari un imprenditore di Petilia Policastro (KR), di 64 anni.

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Nei giorni scorsi, i carabinieri della Stazione di Crotone hanno eseguito un ordine per la carcerazione emesso dalla Procura Generale Corte di Appello di Venezia nei confronti di un 60enne del luogo.

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gaetano bonoBancarotta fraudolenta è l’ipotesi di reato che ha determinato questa mattina il sequestro della Sagas, la società aeroportuale nata sulle ceneri della Sant’Anna spa fallita il 15 aprile del 2015. Il decreto di sequestro, emesso dal giudice delle indagini preliminari Michele Ciociola, è stato chiesto dal pubblico ministero Gaetano Bono. Le indagini sono state effettuate dagli investigatori della Guardia di finanza di Crotone. L'inchiesta è partita lo scorso mese di gennaio ed è tuttora in corso. Risultano tre le persone indagate: Roberto Fortunato Salerno, Cesare Spanò e Gianluca Bruno. Tutte e tre gli indagati hanno nel tempo e a vario titolo ricoperto la carica di presidente della società Sant’Anna. Il sequestro è stato richiesto per evitare di aggravare le conseguenze delittuose della bancarotta fraudolenta. In sostanza il magistrato vuole evitare che la situazione fallimentare che ha interessato la Sant’Anna Spa possa ripetersi anche per la nuova società. Questa ancora non è diventata operativa e potrebbe farlo solo dopo che sarà chiusa la partita del fallimento della precedente società (di cui si sta occupando la sezione fallimentare presso il tribunale di Crotone). Nell’indagine gli investigatori hanno fatto uso di intercettazioni telefoniche e ambientali. In alcuni passi delle intercettazioni si evincono fasi di trattative: «I soldi li deve trovare la regione. Io ho detto come. Loro si stanno muovendo e continueranno con l’esercizio provvisorio e poi troveranno i soldi per il cambio…». Si tratterebbe, quindi, di un tentativo di mettere in piedi una riedizione della Sant’Anna, circostanza che avrebbe di fatto aumentato il danno per i creditori: «Non è che se continua il fallimento questi creditori prendono di più… capito? Cioè la gravità sta in questo! Nel senso che noi non paghiamo nessuno perché non abbiamo attivo».

 

 

 

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Quattro imprenditori crotonesi sono stati denunciati dalla Guardia di finanza con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Dall'indagine, delegata dalla Procura della Repubblica di Crotone, è emerso che un'azienda fallita era di fatto gestita da due persone, padre e figlio, che, nel periodo antecedente al fallimento, dal 2010 al 2012, dopo vari cambi di sede e di compagine societaria, avevano intestato la società a due prestanome compiacenti. Gli stessi amministratori, inoltre, avevano fatto sparire parte della documentazione contabile, tra cui i registri dei beni ammortizzabili, per rendere di fatto impossibile la ricostruzione della movimentazione dei beni patrimoniali dell'impresa. Gli accertamenti eseguiti dai finanzieri hanno evidenziato che i quattro, in concorso tra loro ed in esecuzione di un preciso disegno criminoso, hanno distratto beni dalla massa attiva fallimentare dell'impresa per oltre 460 mila euro, procurandosi così un ingiusto profitto ai danni dei creditori dell'azienda fallita.

 

 

 

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La Guardia di finanza di Crotone ha denunciato un imprenditore nel settore del commercio all'ingrosso con l'accusa di bancarotta fraudolenta e simulazione di reato. Nel corso delle indagini è emerso che l'imprenditore, dopo il fallimento della sua azienda, avrebbe simulato un furto di merci ed attrezzature per 830 mila euro. I finanzieri hanno scoperto invece che alcuni beni erano stati ceduti ad un cliente con l'emissione di una regolare fattura.

 

 

 

 

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