Martedì, 22 Settembre 2020

CRONACA NEWS

malato legato letto(Foto: Repertorio)

I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, hanno avviato le indagini a seguito del rinvenimento del cadavere di un disabile ricoverato in una clinica di Cotronei. L’uomo è stato rinvenuto privo di vita tra il letto, su cui era assicurato con fasce di contenzione, ed il pavimento. La causa della morte è verosimilmente “asfissia da impiccamento incompleto”. La salma è stata posta a disposizione dell’Autorità giudiziaria per l’eventuale esame autoptico.

 

 

 

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rifiuti clinica carabinieriVenivano smaltiti illecitamente dei rifiuti speciali gettandoli, come normale immondizia nei cassonetti. L'attività illecita è stata scoperta dai carabinieri forestali di Crotone nel corso di un controllo del territorio che ha portato a deferire all'autorità giudiziaria l’amministratore della struttura socio-sanitaria di un comune limitrofo.

I militari, hanno accertato che rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, rappresentati da deflussori e bottiglie per flebo, pannoloni sporchi e guanti di lattice, siringe e mascherine monouso, mischiati ad altri rifiuti urbani utilizzati per la somministrazione di pasti, venivano smaltiti presso i normali cassonetti dei rifiuti urbani di Crotone, immettendoli così nel ciclo della Rsu.

Invece di procedere allo smaltimento senza pericolo per la salute dell'uomo, senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente, l’amministratore della struttura sanitaria privata, trattava i rifiuti derivanti dalla sua attività come degli "innocui" scarti da lavorazione. I fatti contestati al 63enne amministratore integrano gravi violazioni al testo unico ambientale in materia di rifiuti per smaltimento irregolare di rifiuti sanitari.

 

 

 

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guardia di finanza

Un vero e proprio "lager" alle porte di Crotone. Operazione questa notte della Guardia di finanza presso il Centro per disabili in località Cantorato. Quando gli investigatori della Guardia di finanza sono entrati nei locali si sono trovati davanti a uno spettacolo indegno per un essere umano. Circa 22 disabili, quasi tutti malati mentali, in condizioni in condizioni tali da far arrossire persino i gerarchi nazisti che hanno gestito i campi di morte della seconda guerra mondiale. Con l’aiuto della Croce rossa i disabili del centro sono stati trasportati in altre case di cura del territorio, dove finalmente potranno essere trattati come essere umani. Probabilmente l’indagine è partita dalla denuncia di una donna di Crotone che in quel lager ha perso la sorella. Una morte sospetta che ha determinato il ricorso della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone. In nottata è scattata l’operazione verità e lo spettacolo che si è presentato davanti agli occhi degli uomini della Guardia di finanza e della Croce rossa è di quelli che non si dimenticano mai. Ancora l’operazione è in corso e probabilmente ha prodotto anche l’arresto dei responsabili degli atti disumani. Il dispiegamento è avvenuto su disposizione del gip del locale Tribunale, Michele Ciociola, e sono state eseguite 3 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Angela Rizzo, di 52 anni, Antonio Ingarozza (20), entrambi in carcere, e Salvatore Ciavarella (53), ai domiciliari, accusati di maltrattamenti. Ciavarella è anche accusato di sequestro di persona. Tra l'altro svolgevano l'attività infermieristica pur non avendone titolo. Sono tutti con delle responsabilità nell’ambito dell’associazione “Opus onlus” che gestisce la casa famiglia denominata “San Francesco e Santa Maria”. L’attività, coordinata dal sostituto procuuratore Ivan Barlafante, ha permesso di acclarare che i gestori della struttura di ricovero in argomento, non predisponevano nei confronti dei degenti un’assistenza medica ed infermieristica adeguata; inoltre, gli stessi davano disposizione ai dipendenti affinché fossero somministrate ai degenti razioni vitto assolutamente insufficienti sia dal punto di vista qualitativo che dal punto di vista quantitativo. Le indagini hanno altresì permesso, anche attraverso l’ausilio di captazione audio/video, di costatare che due degli indagati ponevano in essere atti lesivi dell’integrità fisica e morale nei confronti di alcuni ospiti della struttura di ricovero: percosse fisiche; umiliazioni e vessazioni di natura psicologica. Tali comportamenti sono risultati palesemente lesivi della dignità, del decoro, della libertà e dell’integrità fisica e morale delle persone assistite ed a loro affidate anche con scopi protettivi. La struttura di ricovero è stata sottoposta a sequestro preventivo e affidata in giudiziale custodia ad un funzionario della locale Azienda sanitaria.

 

 

 

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